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Gaetano Savatteri

Collana: La memoria
Anno edizione: 2016
Pagine: 294 p., Brossura
  • EAN: 9788838935442
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Saverio Lamanna, giornalista, si è rifugiato in Sicilia, in seguito al licenziamento da parte del sottosegretario per il quale lavorava a Roma. Qui non conduce una vita sgradevole: ha amici, una deliziosa fidanzata, e si dedica blandamente alla stesura di un secondo libro. Ma il denaro della liquidazione sta finendo, quello dei diritti d’autore non è certo inesauribile, e accetta di buon grado l’offerta di andare a Venezia a “proteggere” la produttrice di un film presentato alla Mostra del cinema, presentandosi come addetto stampa. E accetta anche di cercare il figlio di un pescatore misteriosamente scomparso. Quest’ultimo incarico glielo ha procurato il suo amico Peppe Piccionello, tanto utile quanto invadente e soprattutto sempre in mutande e infradito. I due partono per Venezia, previo rapido scalo a Roma. A Roma, Piccionello rifiuta di riposarsi e si lancia in una breve scorribanda notturna. Lamanna commenta tra sé e sé: “Mai ospitare un siciliano a Roma, diventa subito un personaggio di Brancati”. (…) Gea De Simone, proprietaria della Movie Valley, presenta a Venezia, in una rassegna minore, un film di una regista birmana perseguitata. Il protagonista maschile, Alo Pereira, è anche il suo “fidanzato” e la picchia spesso e volentieri. È da lui che Lamanna deve proteggerla. Quando Gea viene trovata morta è su Alo, odioso oltre che violento, che cadono tutti i sospetti. La componente “gialla”, assai prevedibile, non costituisce l’attrattiva principale del romanzo. E questo vale anche per la storia “parallela” del figlio del pescatore.

Il meglio è nella verve espressiva: esilarante come la figura “regionale” di Piccionello riesca ad ambientarsi nella snobbissima Venezia della Mostra. Le sue hawaianas diventano immediatamente un cult, e lo stesso si può dire delle improbabili magliette “Siciliano sugnu” o “Kannolo addicted” o “Arancine dream”. Non ci mette nulla a essere credibile come “cinefilo”. Né a fare amicizia con attori internazionali come “Harry Potter”; l’abito di lino bianco per la premiazione glielo impresta Jude Law (“si chiama Giuda ma è un ragazzo a posto”). Piluccando qua e là sono moltissimi i passi godibili e spiritosi: tra tutti la riproduzione del “parlato” del taxista romano o la decantazione della cassatella (“Cosa avrà mai di speciale la madeleine di Proust? Di fronte alla cassatella calda di Castellammare del Golfo vale quanto un pezzo di pane duro”) (…).

Recensione di Luca Terzolo


Un brano dell'intervista a Gaetano Savatteri sul Venerdì di Repubblica

Perché per l'ambientazione siciliana ha scelto il paese di Makari?

«Makari non esiste. Ma esiste Màcari, un piccolo borgo alle porte di San Vito Lo Capo, affacciato su uno dei golfi più belli del mondo. Ci ho messo una kappa per ricordare la sua origine araba, per renderlo esotico, per giocare tra realtà e finzione. Nelle avventure di Lamanna lo scarto tra realtà e finzione è sempre molto sottile».

Infatti, ha mescolato personaggi reali, come la giornalista della «Stampa» Fulvia Caprara e il regista Mimmo Calopresti.
«Caprara e Calopresti non sono gli unici. Ci sono anche il giornalista Alessandro Ongarato di Mediaset e altri. A quanti di loro ho attribuito parole e gesti ho chiesto il permesso in anticipo. Non l'ho fatto invece con le star internazionali, come Jude Law, Kevin Costner e Peppuccio Tornatore, che appaiono nel libro, nelle pagine ambientate alla Mostra del Cinema. Spero di non ricevere un giorno una telefonata dai loro avvocati».

Recensioni dei clienti

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    Antonio Pagliuso

    25/11/2016 18.36.49

    Una scrittura avvincente, non digiuna da citazioni che, profferite con sarcasmo e nel momento giusto, muovono a sorrisi il lettore. Un riso che può essere definito riflessivo e amaro come dettò il Pirandello. La storia raccontata è gustosa, ricca di critica ironia verso il mondo contraddittorio, spesso artefatto, soventemente mascherato, del jet set che fa da sfondo a un delitto consumato nello scenario della Mostra del Cinema di Venezia. Un omicidio che si presenta dalla facile risoluzione, ma che rivelerà delle sorprese ben carpite dal precario (in amore e sul lavoro), sarcastico e disincantato Saverio Lamanna e dal suo fedele assistente/compare Peppe Piccionello.

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    Fabio

    24/11/2016 09.05.11

    Si fa leggere e strappa qualche sorriso,ma non è né carne né pesce.Non è un thriller o un noir,sembra più un romanzo di atmosfere e considerazioni personali dell'autore,che ha purtroppo l'ossessione per la battuta spiritosa a tutti i costi,fino a diventare stucchevole e fastidioso. Il protagonista ,lamanna,già apparso in altri racconti brevi, è un piacione con la battuta sempre pronta,incostante,superficiale,che vive praticamente di rendita facendo lo scrittore a tempo perso,poco simpatico nel complesso e anche improbabile.Simpatici i personaggi di contorno qualche ricordo di gioventù e qualche riflessione dell'autore accendono una storia altrimenti poco appassionante.

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    Umberto Mottola

    01/10/2016 19.18.38

    Romanzo deludente, con un linguaggio spesso triviale e pieno di luoghi comuni; tuttavia i personaggi di Saverio Lamanna e Peppe Piccionello sono abbastanza simpatici.

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    giorgio g

    29/09/2016 15.57.56

    Saverio Lamanna riceve una strana offerta di lavoro. Il suo amico vicequestore Randone, che da Saverio aspetta l'esito di una raccomandazione (quella di far trasferire la moglie dalla prefettura di Enna a Palermo), gli propone di andare a Venezia alla Mostra del Cinema che sta per iniziare. Saverio dovrebbe organizzare l'ufficio stampa di una ragazza piena di soldi, che si è messa in testa di fare la produttrice, Gea De Simone che appena licenziato il suo addetto stampa, l'incarico che Saverio è chiamato a ricoprire. Gea deve presentare il suo film in laguna ed è nervosissima anche perché il suo fidanzato è il protagonista del film. A fare da spalla a Saverio è Peppe Piccionello, factotum del padre, responsabile della casa in sua assenza che sfoggia, oltre a un paio di infradito havaianas, una serie di magliette con scritte che vanno da "Kannolo Addicted" ad "Arancina dream", a "La Sicilia si sconta vivendoci" fino a "Selecao Sicilera Campeões do Mundo da Literatura.", squadra dei campioni del mondo della letteratura, Verga, Brancati, Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa, De Roberto, Quasimodo, Vittorini, D'Arrigo, Bufalino, Consolo. Questo il quadro in cui è costruito il romanzo, quadro senz'altro accattivante, con l'ambientazione che si sposta dalla Sicilia a Venezia. Peccato che per incontrare il primo delitto (dimenticavo: si tratta di un giallo!) bisogna attendere oltre la metà del libro. Si tratta peraltro di una lettura piacevole che consigliamo.

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