Omaggio a Faber

Fabrizio De André
20 anni dopo
la sua musica è ancora viva

A vent'anni dalla scomparsa, un omaggio a Fabrizio De André, per ricordare a tutti il grande lascito di questo straordinario cantore della vita e poeta. IBS vi accompagna in un percorso alla scoperta degli album e delle canzoni di Faber, del film Principe libero che lo ha magnificamente ritratto e dei libri che ha scritto e quelli a lui dedicati, tra i quali troverai lo straordinario Sguardi randagi di Guido Harari in edizione speciale numerata e autografata.

LA VIDEOINTERVISTA A GUIDO HARARI

Il grande fotografo racconta la sua amicizia con Faber

UN'EDIZIONE ESCLUSIVA

Firmata da Guido Harari, Dori Ghezzi, Cristiano De André e Franz Di Cioccio

DISCOGRAFIA IN CD RIMASTERIZZATA

La nuova versione degli album in studio di Fabrizio De André

FABER IN CONCERTO

I live di Fabrizio De André sono nella memoria di chiunque li abbia visti, mai rito promozionale, ma momento di incontro ed esplorazione musicale

PAROLE E MUSICA DI UN PRINCIPE LIBERO

78 canzoni e un film per entrare a fondo nel mondo di Fabrizio De André

Tu che m'ascolti insegnami -15%

L'antologia definitiva: un cofanetto di 4 CD con brani rimasterizzati dai master analogici originali

Fabrizio De André. Principe libero -15%

Un film straordinario disponibile in DVD, il racconto di un'icona che ha tracciato nuove strade all'idea di libertà

DICONO DI LUI

Artista immenso, Fabrizio De André ha lasciato una traccia indelebile nel pensiero di chi lo ha incontrato

I LIBRI -15%

Fabrizio De André attraverso le parole di chi lo ha conosciuto, studiato e amato.
Libro Fabrizio De André. Sguardi randagi. Le fotografie di Guido Harari. Ediz. illustrata. Copia autografata Guido Harari

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Guido Harari

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Libro Anche le parole sono nomadi. I vinti e futuri vincitori cantati da Fabrizio De André

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Libro Fabrizio De André. La storia dietro ogni canzone Guido Michelone

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Libro Falegname di parole. Le canzoni e la musica di Fabrizio De André Luigi Viva

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Libro Amico Faber. Fabrizio De André raccontato da amici e colleghi Enzo Gentile

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Libro Fabrizio De André in concerto Franco Zanetti Claudio Sassi

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Libro Fabrizio De André. Maledetti poeti Miro Renzaglia

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Libro Ballata per Fabrizio De Andrè Sergio Algozzino

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Libro Uomo Faber Fabrizio Càlzia Ivo Milazzo

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Libro Lui, io, noi Dori Ghezzi Giordano Meacci Francesca Serafini

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UNA VITA PER RACCONTARE

Un uomo diventato poeta

Fabrizio De André nasce a Genova il 18 febbraio 1940 ed è tra i più grandi cantautori della musica italiana. E’ uno dei maggiori esponenti della Scuola Cantautorale Genovese, insieme ad altri nomi di rilievo, suoi amici, come Gino Paoli, Luigi Tenco e Umberto Bindi.

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Lo stile di Faber, chiamato così dall’amico Paolo Villaggio per la passione per le matite Faber-Castell, può essere rappresentato da tre elementi: la chitarra, la voce e le parole. Sono certamente i testi ad essere la chiave più importante della musica di De André: la sua capacità di raccontare con semplicità delle storie di grande effetto sono straordinarie. Le melodie accompagnano docilmente lasciando spazio all’inconfondibile voce narrante.

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Nel corso della sua esistenza, Fabrizio De André è attratto dalla vita fuori dal comune, quella degli emarginati o delle prostitute, e da tutti coloro che sono ribelli all’interno della nostra società. Si dedicherà a questi personaggi fin dai suoi primi lavori ed è proprio grazie alla storia di una prostituta minorenne che raggiungerà la notorietà in tutta la nazione. Siamo nel 1967 quando Mina, in diretta televisiva, canta un brano scritto dall’autore pochi anni prima: La Canzone di Marinella.

Grazie alla storica interpretazione, la fama di Fabrizio De André crescerà progressivamente e le sue pubblicazioni discografiche inizieranno ad ottenere un successo nazionale. Pubblicherà così i 13 dischi della sua carriera che rappresenteranno anche le fasi della sua vita artistica e personale. Con il passare degli anni non parlerà solo degli esclusi, ma emergeranno le diverse tematiche a cuore dell’autore. Prima fra tutte il rapporto con la sua terra d’origine, la Liguria, e con la campagna in generale, dove sceglierà di vivere per stare lontano dalla città. Poi ci sono i legami con la famiglia ed i conflitti con le tematiche legate alla borghesia, alla religione e alla politica.

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L’eredità artistica lasciata da De André è immensa per il valore e la qualità elevata della sua arte, e il suo punto di vista, espresso nelle canzoni, è così forte che ancora oggi riesce ad innescare dibattiti e riflessioni sulla nostra società. Non solo, l’introduzione del suo stile nel panorama musicale italiano ha ispirato le generazioni di musicisti ed autori del passato e continua ad essere uno stimolo rilevante per gli artisti di oggi. Faber ci ha dimostrato che con la musica si può parlare di tutto, dall’amore alla cronaca, e che lo stile musicale può trarre spunto dai suoni tradizionali come dal sound d’oltreoceano.

La letteratura nella sua musica

Cantautore colto e ricercato, scopri come la letteratura si è insinuata nei suoi testi
  • Di tre componenti era fatta principalmente la musica di Fabrizio De André: chitarra, voce e parole. È particolarmente attraverso queste ultime che lasciò il segno non solo nella musica italiana, ma nella cultura popolare della Penisola intera. Pur essendo stato defnito il "cantautore degli emarginati" o il "poeta degli sconfitti", i riferimenti letterari all'interno della sua discografia sono numerosi e di alto profilo. Da Shakespeare fino a poeti praticamente sconosciuti, le sue ispirazioni spaziarono enormemente. Avido lettore e prolifico scrittore, Fabrizio  De André ha sempre fatto sentire molto le sue letture e i suoi riferimenti letterari all'interno della sua musica e specialmente dei suoi testi. Insieme alla miriade di riferimenti alla letteratura e cultura tradizionale, non solo italiana.
  • Già partendo dal suo primo album, Volume I, le citazioni letterarie sono molteplici: il testo della prima canzone del disco,  Preghiera in gennaio, dedicata all'amico Luigi Tenco, prende infatti spunto da una poesia di Francis Jammes, Prière pour aller au Paradis avec les ânes (da Quattordici preghiere. La chiesa vestita di foglie). Due altre citazioni sono presenti nell'album, una di Oscar Wilde in Bocca di rosa ("Si sa che la gente dà buoni consigli…" - da Aforismi) e una di niente meno che di Dante Alighieri  ("Poscia più che 'l dolor, poté 'l digiuno" da Divina Commedia. Inferno).
  • Procedendo con gli altri album del primo periodo, le citazioni non diminuiscono. In Tutti morimmo a stento troviamo citazioni del poeta genovese, e amico, Riccardo Mannerini e una riscrittura della Ballade des pendus di François Villon (da Ballate del tempo che se ne andò). Lo stesso anno pubblicò Volume III in cui, oltre all'aver musicato il sonetto di Cecco Angiolieri, S'i fosse foco (da Rime), prende spunto da un  sonetto del celebre poeta maledetto Arthur Rimbaud, Le dormeur du val (da Opere), per comporre la sua La guerra di Piero.
  • I due album che seguirono portarono la contaminazione letteraraia ad un più alto livello, con due concept album interamente letterari. La buona novella, infatti, è tratta dalla lettura di diversi Vangeli apocrifi da parte dell'autore (soprattutto il Protovangelo di Giacomo e il Vangelo arabo dell'infanzia). L'anno seguente, invece, De André pubblica Non al denaro non all'amore né al cielo, album interamente ispirato alle poesie presenti nella Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.
  • Le ispirazioni non mancarono per tutto il resto del suo decennio più produttivo, quello degli anni '70. Molti concetti di Storia di un impiegato prendono ispirazione da La centrale idroelettrica di Bratsk di Evganij Evtusenko. In Canzoni, poi, le citazioni passano da Le passanti di Antoine Pol, alla lirica di Umberto Saba, Città vecchia (da Il canzoniere) fino alle poesie dei francesi Charles Baudelaire (I fiori del male), Jacques Villon (Ballata all'amica) e Pierre de Ronsard (Quand vous serez bien vieille). In Volume 8 cita Ballad of the Long-legged Bait (da Poesie) di Dylan Thomas mentre in Rimini, nella canzone Andrea, fa riferimento al Simposio di Platone.
  • Passando direttamente agli anni '90, possiamo vedere come il dodicesimo e penultimo album, Le nuvole, prenda il titolo da una delle più famose commedie di Aristofane. Al suo interno si possono trovare poi citazioni di Iacopone da Todi (Donna de paradiso dalle Laudi del folle amore) in Ottocento e della commedia di Eduardo De Filippo, Il sindaco del rione Sanità su Don Raffaé, nonché un richiamo ad Oblomov di Ivan Goncarov nella quinta traccia, Megu Megùn. Nel suo ultimo album, Anime Salve, infine, possiamo trovare due ulteriori esempi di brani basati interamente su opere letterarie: con la traccia d'apertura, Prinçesa, De André ci racconta la storia che Fernanda Farias de Albuquerque espone nella sua autobiografia mentre in Smisurata preghiera vediamo una sorta di riassunto dell'antologia poetica di Álvaro Mutis, Summa di Maqroll il gabbiere.