Il falco pellegrino. Una storia d'amore

Glenway Wescott

Traduttore: M. Antonielli
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 98 p., Brossura
  • EAN: 9788845920769
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Recensioni dei clienti

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    jane

    28/10/2012 21:12:43

    Perfetta la descrizione della coppia anglosassone frivola,snob, annoiata, che gira per l' Europa in cerca di distrazioni, infelice ma legata per la vita. A ben vedere alla fine non succede quasi nulla, ma l' atmosfera è carica di crescente tensione. La rarefazione delle atmosfere e l' eccesso di "perle" di saggezza su sessualità, amore, matrimonio lasciano alla fine un senso di artificiosità.

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    lina

    27/09/2012 01:31:20

    una strana storia, che potrebbe avere il suo fascino se solo l'autore non ripetesse un po' troppo spesso che si tratta di una metafora dei rapporti coniugali. una buona storia non va mai "spiegata", riesce da sola a trascinare il lettore verso il senso della narrazione. atmosfera promettente ma il finale non paga.

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    Antonella

    20/06/2012 13:40:26

    Libro molto singolare, dotato di almeno 5 piani di lettura che si snodano attraverso un caleidoscopico palco di metafore. Il falco come simbolo di differenti, situazioni, ruoli, appetiti. Storia di per sé poco entusiasmante, un poco criptica e nella quale in sostanza accade ben poco. Un unico colpo di scena degno di tale nome, sufficiente comunque data la struttura del libro. L'ho apprezzato anche se ho giudicato le metafore troppo portate all'estremo.

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    ale bedica

    09/01/2009 16:14:31

    Il falco pellegrino.Una storia d'amore. Una sola?Quella della sofisticata Mrs Cullen con il suo tedioso marito o con il suo feroce rapace?La Nostra?Attraverso rare e preziose pagine di falconeria,come queste:"Allo stato di natura i falchi muoiono di rado per malattia:muoiono di fame.La vista vien loro meno;alcune penne remiganti si spezzano o cadono;gli artigli si ottundono o a loro volta si spezzano.Non sono più in grado di giudicare quale preda conviene assalire;oppure il loro volo si fa così lento che anche la preda più accessibile scampa.O,ancora,diminuiti di peso,non riescono più a stordire la vittima piombandole addosso;o quando la ghermiscono non possono reggerla abbastanza a lungo per ucciderla.Giorno dopo giorno commettono errori sempre più patetici.Allora sono costretti a puntare su uccelli molto giovani o malati;e queste facili conquiste,comunque,non bastano a tenerli in carne(..)Infine sopravviene e li vince una sorta di vergogna,o di malsano scoramento;e immobili sulle rocce o su un albero asapettano la morte per così dire filosoficamente,lasciandosi morire."Ma Glenway Wescott ci avvince anche per pagine di sessuologia come:"Le donne che sono state viziate dai molti,tormentate da uno solo,hanno spesso un'aria di innocenza." Ma soprattutto da queste:"La passione incorrisposta;l'idilio lacerato da circostanze ed errori;la sessualità che si finge amore-queste son cose di poco conto,un voluto e momentaneo disagio,a paragone del lungo corso dell'amore vero(..)e il dolore va non solo sopportato ma accolto senza riserve;e l'importo del perdono che si rende necessario è incredibile e estenuante.Quando l'amore ti ha esaudito,scopri quanta parte del resto della vita non è che esborso,rata dopo rata,a suo nome.."

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    Aidoru

    09/10/2005 22:03:43

    Viene quasi da pensare, leggendo questo piccolo capolavoro, che l'attuale iper-consumo di cioccolata non sia cosi' molto distante dall'atteggiamento di Mrs Cullen per il suo falco Lucy......vittima di un'epoca (Vittoriana)che anche al termine di una catastrofe immmane (anbientato nel 1928)continua a dominare l'atteggiamento e direi anche l'anima di un'intero popolo e scritto (1940)mentre si sta compiendo la seconda catastrofe,questo racconto di Glenway centra tutte la problematiche del rapporto di coppia, a prescindere dall'epoca in cui e' scritto...probabilmente oggi le cose non sarebbero andate nello stesso modo..magari Mr Cullen avrebbe usato qualche mezzo sicuramente piu' sbrigativo con la moglie,facendo cosi la gioia di qualche modesto telegiornale odierno, ma sicuramente non averebbe cambiato di una virgola l'approccio mentale dell'uomo nel rapporto di coppia,ancora vincolato(direi quasi aggrappato al seno materno)gran bel libro per le coppie a divenire e per le coppie che stanno scoppiando......in attesa che Adelphi pubblichi "The Grandmother"............

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    Benedetta Colella

    19/09/2005 14:16:11

    Un racconto lungo, più che un romanzo. Il falcone diviene l'emblema delle incomprensioni matrimoniali. La lettura è gradevole, ma non indimenticabile

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    elena

    14/05/2003 17:13:30

    Non sarà un capolavaoro, ma è una perla rara ! Raramente mi è capitato di leggere un romanzo breve così intenso. Descrivere la vita matrimoniale con tanta bravura e acume è geniale ! Ci sono più verità in queste 100 pagine che in una seduta dal consulente ... Il falco è solo un pretesto, l'ispirazione per descrivere ''una giornata particolare'' di una coppia in visita agli amici, mentre si svolge la commedia di tutti i giorni, come delle variazioni musicali ... Un ''instant book'' che fotografa l'atmosfera della casa, l'immagine dei protagonisti in tutti i loro aspetti, con impareggabile incisività. Indimenticabile !

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    Libetta

    27/12/2002 21:20:29

    Per pretesto un falco preso come pet da un' ereditiera americana occasionalmente incontrata, riflessioni sul matrimonio (implacabili), sugli amori non corrisposti, accenni a vizi ed adulteri personali e generali della societa' del tempo, sensualita' umana ed animale. Audace.

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    barbara

    04/12/2002 17:50:53

    ....un libro "leggero" come solo i libri importanti sanno essere....era molto tempo che non mi sentivo trascinata nella storia, vicina, molto vicina.....quasi a stringere la mano al narratore....grande...grande.....

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    gianluca

    07/05/2002 22:02:38

    "Allora lamentai fra me, se hai poco giudizio ti innamori di chi non può assolutamente amarti. Se le storie d'amore passate ti hanno fatto del male, non sarai più capace di ghermire e trattenere l'amore; la tua presa sarà sghemba. Oppure la pietà o il vittimismo ti avranno spuntato le unghie, che non lasceranno segno. E così te ne torni sul tuo posatoio, vergognoso e frustrato. La vita è quasi tutta un posatoio. Non c'è nido; e nessuno è con te, esattamente sulla stessa roccia o sullo stesso ramo. Le circostanze della passione sono troppo meschine per poterle condividere. Così te ne stai lì appollaiato e cerchi di rimanere fermo, e sonnecchi, e sogni a scanso di guai. E' il genere di cose che bisogna tacere per riguardo agli altri, per buona educazione: la zampa che prude, la lingua sporca, l'occhio offuscato, e nell'insieme una fisiologia vuota e flatulenta; e il tuo grido di desiderio, aik,aik,ahi,ahi, ti risuona nelle orecchie. Nessun altro lo sente; e tu stesso te ne stanchi al punto che non vedi l'ora di diventare vecchio..." Il libro si salva per questo intenso passaggio...non mi sembra il capolavoro che Adelphi aveva annunciato.

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