Falconer

John Cheever

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Traduttore: E. Capriolo
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 febbraio 2013
Pagine: 196 p., Brossura
  • EAN: 9788807880223

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Può un uomo qualunque sopravvivere all'inferno? Falconer è un viaggio nell'abisso, un biglietto di sola andata verso una realtà distorta che cambia dall'interno chi varca la sua soglia. Ezekiel Farragut ha quarantotto anni e insegna all'università. È un genitore affettuoso e un marito fin troppo mansueto. Ma il suo idillio medioborghese si sbriciola quando viene condannato per avere ucciso il fratello. Si spalancano per lui le pesanti porte del carcere di Falconer. Da quel momento non sarà più Ezekiel Farragut ma il prigioniero 734-508-32. La dipendenza dall'eroina e una peccaminosa relazione che intreccia con un compagno di sventure lo rinchiuderanno in una solitudine invincibile - ancor più di quanto non sappiano fare le sbarre del carcere. Un romanzo concentrato e potente, la lotta di un uomo per mantenere la sua umanità in un abisso popolato dai fantasmi della propria interiorità e dei propri vizi. Prefazione di Goffredo Fofi.
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    serafini lino pasuqlino

    07/03/2019 16:21:00

    devo essere sincero, mi aspettavo di più da questo libro..la trama è lo scorrere la vita all'interno con tutte le devianze che esistono al suo interno.scrittura non male.

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    paolo

    17/09/2017 13:05:41

    Romanzo carcerario essenzialmente privo di trama, nel quale il lettore deve attendere le ultime pagine perché accada ciò che è sperato fin dall'inizio, ossia che il professore fratricida Farragut, colto e sensibile, paracadutato in una realtà subumana e crudele, riesca a tornare alla vita, fuggendo fingendosi (ciò che di fatto era divenuto entrando a Falconer) un cadavere. Pare un racconto iper realista nel suo apparente narrare l'inevitabile abbrutimento degli ospiti della super-galera, ma Cheever non è interessato ad approfondire temi sociali. Questo è un lungo poema che sembra scritto impeccabilmente di getto, in cui tutti gli ex-uomini che attorniano Farragut vengon fatti parlare e "sentire" molto al di là e al di sopra delle loro reali possibilità.....possono far strage di gatti strappando loro la testa perché uno ha rubato del cibo da un piatto, possono aver ucciso e violentato schiacciando poi un sereno pisolino, ma nel flusso di coscienza del troppo umano Farragut divengono solo compagni di sventura sfortunati, compresi e in fondo amati.

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    luciano

    21/09/2014 16:28:59

    Il romanzo, che è bello, mi ha trasmesso una sensazione sgradevole, cupa e angosciante. Il mondo che l'autore racconta è un mondo senza luce e senza speranza che spinge alla compassione per il dolente e sofferente Farragut. Nel finale, però, il romanzo, con un balzo, riscatta Ezekiel, con una simbolica morte-rinascita. L'autore non manca di ironia ma anche di crudezza.Il seguente brano riporta i sensi di colpa che Zeke, adolescente, provava quando " si toccava"; chi da ragazzino è stato cattolico tutto ciò lo conosce molto bene: " Ricordò il panico che lo aveva preso da ragazzo nell'accorgersi di avere calzoni, mani e lembi della camicia inzuppati di sperma cristallizzato. Aveva imparato dal MANUALE DEL BOY SCOUT che il suo c.... sarebbe diventato lungo e sottile come un laccio per scarpe e che il succo sgorgato dalla fessura era la crema della sua potenza cerebrale. E quella miserabile umidità dimostrava che non avrebbe superato l'esame per entrare al College e che avrebbe dovuto accontentarsi di qualche squallida facoltà d'agraria in un angolo remoto del Middle West.". Più semplicemente a me dicevano che sarei diventato "sordo, cieco e stupido".

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    strummercave

    04/03/2013 16:56:39

    Scopro Cheever solo oggi e mi interrogo sul perchè non mi sia mai imbattuto finora nella sua opera. Un libro breve, struggente e di straordinaria intensità. Su tutti spicca il protagonista, Ezekiel Farragut, che tra le mura del carcere di Falconer cerca di rimanere aggrappato alla vita, pur non apparendo mai sconvolto dal fratricidio che lo ha condannato all'ergastolo. E, in un gioco di scatole, conosce la prigione e i suoi abitanti, le rivolte dei detenuti, la droga, l'omossessualità, il desiderio di libertà. Una piccola grande storia americana.

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    armando

    17/03/2011 17:55:42

    Consigliato. Il libro si colloca nel solco della collaudata tradizione letteraria statunitense, non senza, tuttavia, un certo margine di originalità ed anarchia.Ho amato di più altri autori (tra tutti Fante), ma il contributo di Cheever non può essere trascurato.

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    Fabio

    27/09/2004 17:22:28

    Bellissimo romanzo, il capolavoro di Cheever! La storia di un professore, fratricida e tossicomane, e della sua redenzione fra le mura del carcere di Falconer. Costruito a blocchi, come un carcere, con uno stile superbo e una prosa precisa e lancinante, questo romanzo straordinario sarà difficile da dimenticare per chiunque.

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    Claire

    13/12/2003 23:11:48

    davvero un bel romanzo. La prosa è tutt'altro che secca. Ciò che colpisce maggiormente non è il personaggio Farragut, ma la poeticità della prosa di Cheever nel descrivere Falconer, tutta la forza e l'umanità che ci mette. Unica nota dolente è il finale. Conclusione a sorpresa (peraltro poco originale) più da racconto che da romanzo.

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    vanni

    07/01/2003 18:27:24

    Un libro che va dritto al cuore. Un autore da riscoprire.

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    Otello

    12/02/2002 23:12:10

    E' un libro crudo e duro, il linguaggio è secco, e non ci sono fronzoli, perché così esigeva la storia raccontata. La quantità e la profondità dei temi (libertà, omosessualità, droga...ecc) che l'autore riesce ad affrontare nelle 140 pagine è davvero notevole. Ferragut, il protagonista del racconto, piace subito: quel suo senso di distacco dalle cose, non sembra mai coinvolto fino in fondo, gli conferisce una capacità d'analisi e una sensibilità superiori. La drammaticità del carcere contrasta e si contrappone continuamente e sapientemente con la drammaticità della vita comune: "Erano liberi loro, liberi di correre, di saltare, di scopare, di bere...Erano liberi e tuttavia in quel prezioso elemento si muovevano con tale noncuranza che era come se andasse sprecato. Non c'era la minima consapevolezza della libertà". Non è un libro facile, ma è un bel libro, da leggere.

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  • John Cheever Cover

    John Cheever è considerato uno dei maestri della short story.A dirlo sono scrittori del calibro di Ernest Hemingway, John Updike, Rick Moody, Dave Eggers, David Foster Wallace. Cheever è autore di sette raccolte di racconti e di cinque romanzi. Nel 1958 il suo primo romanzo The Wapshot Chronicle (pubblicato nel 2004 da Fandango con il titolo Gli Wapshot) riceve il National Book Award. Nel 1965 Lo scandalo Wapshot, pubblicato da Fandango nel 2005, riceve la William Dean Howells Gold Medal per la fiction dalla National Academy of Arts and Letters. Una selezione di sessantuno racconti confluisce in The Stories of John Cheever (sono già uscite per Fandango le raccolte Il nuotatore, Ballata, Oh città dei sogni infranti!, Il rumore della pioggia a Roma, Racconti italiani)... Approfondisci
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