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Marco Vichi

Editore: Guanda
Anno edizione: 2014
Pagine: 505 p., Brossura
  • EAN: 9788823503809
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Piace, nonostante tutto, il commissario Bordelli. Nonostante la sua malinconia piace ai lettori, ai librai e soprattutto agli scrittori come Andrea Camilleri, che ancora una volta si esprime in favore di questo personaggio: “Il commissario Bordelli, un eroe disilluso ma assolutamente autentico nelle ragioni del suo esistere. Un uomo che riconosci come vero e che non è facile dimenticare”.
Lo avevamo lasciato qualche anno fa in una Firenze putrida e marcescente, sprofondata sotto 4 metri d’acqua durante l’alluvione del 4 novembre 1966, quando Marco Vichi mandò alle stampe il suo romanzo di successo Morte a Firenze. Oggi il commissario torna nella Firenze degli anni Sessanta, dove i muri portano ancora i segni di quella furia, per affrontare una nuova indagine. Ex combattente del battaglione San Marco ed ex partigiano, il commissario Franco Bordelli è un poliziotto vecchio stile. La sua vita è una lunga infilata di fallimenti, le sue amicizie si aggirano nelle bettole e nei quartieri malfamati. Lui, a quattro anni dalla pensione, combatte perennemente contro il vizio del fumo, indugia nell’abitudine di fantasticare su giovani bellissime donne che incrocia per strada, continua ad indagare stancamente sui morti ammazzati di Firenze.
Il suo collaboratore è un giovanissimo poliziotto sardo, Piras, un ragazzo che Franco Bordelli tratta come un figlio, capace di osservazioni acute e silenziose congetture. Sarà lui il braccio destro del commissario in questa nuova indagine.
Un noto imprenditore, vedovo di mezza età, Antonio Migliorini, viene trovato morto nella sua bellissima villa sulle colline fiorentine. Il suo corpo è accasciato sulla sedia del suo studio, la cassaforte aperta, il ventre attraversato da un fioretto, staccato da una teca appesa al muro. Apparentemente Migliorini è un uomo tranquillo, ricco e generoso. I suoi figli sono alla guida delle due società che ha fondato, la sua casa è amministrata da servitori fedeli. Un uomo senza macchia, sempre che ne esistano.
Il commissario Bordelli piace ai lettori ma fa rabbia. Indaga stancamente, si trascina per le strade, rimugina su ogni particolare, quasi volesse aprire una breccia nell’indagine e anche nella sua vita. Il ricordo di Eleonora, la studentessa che salvava i libri durante l’alluvione, è ancora vivo e fa male, così come il ricordo di sua madre e di tutti i fantasmi di un passato impossibile da dimenticare, in cui la giustizia si confonde con la vendetta.
La trama del romanzo è la trama di una vita in cui l’uomo cerca di mettere insieme e a fatica tutti i pezzi. La ricerca degli indizi e l’esame dei testimoni si snodano lentamente lungo il racconto, intrecciandosi con la descrizione di una città sempre affascinante sebbene oscura. Anche questa volta il commissario Bordelli incontrerà lungo la sua strada il colonnello Bruno Arcieri, un personaggio creato dallo scrittore Leonardo Gori e già protagonista di altri suoi romanzi, come L'angelo del fango e Morte a Firenze. Saranno le loro lunghe e appassionanti chiacchierate davanti a un caffè bollente o a un bicchiere di Chianti a gettar luce su questa indagine.
Fino alla fine Marco Vichi tiene il lettore appeso all’esile filo della verità. Uno dopo l’altro una carrellata di personaggi, descritti magistralmente soprattutto nelle loro espressioni di profonda umanità, prenderanno forma componendo un quadro affascinante in cui i fantasmi del passato diventeranno pericoli concreti e attuali. Le passioni, ancora una volta, saranno la chiave di lettura dell’indagine e anche della vita del commissario. Con le passioni, prima o poi, bisognerà fare i conti.

Recensioni dei clienti

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    Cristina

    31/03/2017 21.16.02

    Un romanzo piuttosto noioso con una trama che a tratti appare persino forzata dall'autore. Rispetto agli altri romanzi con il commissario Bordelli questo libro è un passo indietro dell'autore.

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    Mariflo

    30/06/2015 15.56.10

    Non posso che unirmi al coro dei delusi... Si, ritrovare il commissario Bordelli è sempre un piacere, ma stavolta compromesso dalla lunghezza del libro, dalla ridondanza di racconti che fanno solo da contorno alla storia principale, alla pochezza di quest'ultima. Confesso di avere saltato intere pagine. Aspetto con fiducia il prossimo.

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    Stefano Piattoli

    04/04/2015 09.45.11

    Anche i migliori possono sbagliare. Il libro è veramente noioso e ripetitivo. Spero che il prossimo romanzo del Commissario sia un capolavoro ma se è come questo è meglio che Bordelli si ritiriri all'ospizio a raccontare ai suoi coetanei di quando faceva la guerra o delle sue "innumerevoli" conquiste amorose.

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    luciano

    14/01/2015 21.37.38

    Non so quante volte Bordelli mi ha fatto andare su e giù per l'Imprunetana, ovvero la strada che va dal suo casolare a Firenze; mi ha fatto "cuccare" un'infinità di volte il suo ricordo di Eleonora, mi ha fatto venire la nausea per il piatto di cipolle e patate, cucinato decine e decine di volte; mi ha scocciato un migliaio di volte con i suoi apprezzamenti sulle ragazze che incontra per la strada; mi ha fatto percorrere centinaia di volte le strade intasate di Firenze per gli acquisti di Natale; mi sono trovato migliaia di volte in mezzo ad auto che procedevano a passo d'uomo e che scaricavano nell'aria gas puzzolenti; ho rischiato di intossicarmi ( di noia), mi sono ubriacato con centinaia di bottiglie di vino Balzini...Insomma un libro ripetitivo fino alla nausea, noioso da far venire il latte alle ginocchia.

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    Donatella

    26/11/2014 08.56.23

    Sicuramente non all'altezza dei primi libri scritti dall'Autore. L'ho trovato un pò troppo ripetitivo e banale. Almeno una trentina di pagine potrebbero essere tranquillamente depennate. Aspetto con fiducia il prossimo.

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    Fabio

    22/11/2014 10.39.41

    Piacevolmente malinconico come un incontro fra vecchi amici...

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    Paolo Pallanti

    13/11/2014 09.38.26

    Attendo sempre con trepidazione l'uscita di un libro di Marco Vichi; e anche quando si tratta del mitico Commissario Bordelli mi precipito ad acquistarlo. Ho avuto, in questo caso, l'occasione di partecipare ad una sua presentazione, a Greve in Chianti. E' stata un'occasione fantastica; conoscere Marco dal vivo mi fa apprezzare ancora di più ciò che scrive. Questo ultimo libro, Fantasmi del passato, è bellissimo, mi separo sempre con difficoltà dalle sue pagine. Lo sto finendo di leggere e temo già da ora il momento in cui sfoglierò l'ultima pagina. Grazie Marco.

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    annamaria percy

    09/11/2014 18.54.02

    Il commissario Bordelli non mi delude mai anche quando la trama di base non e' esaltante , ma sono talmente belli i racconti collaterali che non vorresti finisse mai!

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    Anna

    25/10/2014 22.55.51

    Noioso, noioso, noioso, in assoluto il più brutto della serie del commissario Bordelli, se avessi letto questo per primo non avrei mai letto gli altri! Storia assolutamente banale, ripetitivo, tutti i discorsi girono intorno alle donne (in maniera quasi ossessiva) su Eleonora (quasi ridicolo) ed altre paranoie del passato. Il fatto di fargli incontrare il protagonista di un'altra serie letteraria mi sembra proprio un giochetto da due soldi, così da lasciare un'eventuale apertura per un seguito. Risparmiate i vostri soldi.

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    Bette

    08/10/2014 21.30.11

    Sempre bravo Vichi, ma consiglio di leggere anche i libri precedenti per facilitare la comprensione.

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    Mauro V.

    01/10/2014 08.02.08

    Una grande delusione. Si ripete oltre l'accettabile soprattutto sulla guerra, sulle donne che incontra per strada, e su Eleonora. Un paracarro. Direi che Bordelli è in profonda crisi senile e nostalgica. La peggior miscela esitente.

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    Megant

    12/09/2014 09.25.46

    Il libro è scritto bene, su questo non si discute. Questo però resta anche uno dei suoi pochi pregi. Quando compro un giallo, l'aspettativa è di leggere un giallo, con un mistero da scoprire, un assassino da trovare, un rompicapo da risolvere. In questo libro l'omicidio è solo uno spunto, l'indagine occupa meno della metà delle 468 pagine. Per il resto si tratta di racconti di guerra, racconti di gioventù e la descrizione meticolosa di tutte le piazze e le straduzze percorse dal commissario Bordelli a piedi o con il suo Maggiolone. Praticamente ci si potrebbe ricostruire il TuttoCittà di Firenze centro. Per carità, io vivo a Firenze e quelle strade pure le percorro, però l'ho trovato un po' eccessivo e ripetitivo. Verso pagina 300 nemmeno te lo ricordi più l'omicidio, tanto a parte qualche timidissimo tentativo di interrogatorio dei familiari del morto il commissario non ha fatto altro. Purtroppo questo libro proprio non mi ha preso, era meglio se l'Autore lasciava perdere di metterci la parte del giallo, che tanto anche nel finale ha la trama più scontata possibile, lo intitolava "racconti di fantasmi dal passato" e si dedicava interamente ai racconti di guerra e di gioventù dei personaggi.

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    stefano

    11/09/2014 08.14.16

    Concordo assolutamente con gli altri lettori. Fosse stato più snello, sfrondato delle tante ripetizioni riferite soprattutto a precedenti pubblicazioni che non possono essere rispiegate ogni volta pena la noia, sarebbe stato un romanzo sul livello dei precedenti ed un bel 5/5 nessuno lo avrebbe negato.

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    BOBY

    09/09/2014 15.50.36

    A mio parere il suo peggior libro. Si dilunga oltre l'accettabile, si ripete (molto, troppo)e spesso annoia. Un buon 50% di questo libro potrebbe essere stato depennato, perchè mere ripetizioni. Trama banale. Un Bordelli stanco, spento che sembra l'ombra di se stesso. Nessun guizzo degno di nota. Una delusione sotto tutti i punti di vista. Mi auguro di tornare a leggere un altro Vichi.

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    chicca

    29/08/2014 13.57.26

    Vichi sa scrivere e l'ha dimostrato anche in questo romanzo. Le storie nella storia sono forse eccessive ma piacevoli. Il giallo è solo un pretesto. E' un libro che consiglio a chi conosce già l'autore, se letto per la prima volta potrebbe scoraggiare dalla lettura di altri romanzi e sarebbe un peccato.

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    Lionello

    29/08/2014 11.57.36

    Concordo con gli altri giudizi. Consiglio, però, di leggere prima almeno "MORTE A FIRENZE" e soprattutto "LA FORZA DEL DESTINO", solo così si potrà godersi veramente il nuovo romanzo di Marco Vichi.

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    franco

    29/08/2014 11.04.13

    il commissario Bordelli colpisce ancora.Il Botta,Piras,Rosa sempre all'altezza dell situazione,sembrano essere diventati anche "miei" amici...(al termine della lettura ho pensato:"come faro' a stare senza di loro")L'episodio della morte di A sembra del tutto marginale.Quello che colpisce e' l'anima umana di Franco,che anche stavolta non viene smentita.

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    Paolo

    26/08/2014 16.23.49

    Forse il migliore Vichi di sempre. Non è un giallo, ma un vero romanzo, e si scopre un commissario Bordelli diverso dal solito. Le cene sono sempre la parte migliore, ma anche il contributo di Gori si percepisce evidente nel rapporto Bordelli Acieri.

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    fiorella

    06/08/2014 10.33.44

    Concordo con le recensioni precedenti un romanzo denso di sentimento e descrizioni magistrali purchè non si abbia la pretesa di annoverarlo tra i gialli. L'indagine è inesistente il commissario dopo essere brancolato nel buio per quasi tutto il romanzo "risolve " il caso perchè la soluzione gli è stata consegnata su un vassoio d'argento dall'altro protagonista.E' anche un invito irresistibile a rivisitare Firenze anche se quella descritta è degli anni 60.Consigliato a lettori pazienti.

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    claudio

    04/08/2014 10.40.59

    Ancora un ottimo libro di Marco Vichi sul nostro commissario Bordelli. La vicenda - come le altre precedenti- si svolge in una Firenze ancora devastata dall'alluvione; qui siamo nell'anno successivo e il nostro Bordelli si trova alle prese con un caso che si presenta molti difficile. In più ritrova un vecchio colonnello dei servizi segreti in pericolo di vita e lo nasconde a casa sua, in campagna. E qui i due "vecchietti" danno il meglio di sé, fra cene accompagnate da grandi libagioni di buon vino e ricordi più o meno belli del passato. Oltre ai soliti amici di Bordelli, qui le protagoniste sono le donne, tutte bellissime e di rade fascino. E proprio con una di quelle -oltre che con Eleonora che finalmente riappare- Bordelli deve dividere la sua coscienza.

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