Editore: Mondadori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 30 gennaio 2018
Pagine: 186 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788804685661
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Recensioni dei clienti

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    valeria

    23/09/2018 09:58:56

    Il mio pensiero negativo, deriva più che altro dall'esposizione dei pensieri di Anna. Sono molto confusi, onirici, quasi senza senso. Spesso mi è capitato di pensare che fosse in realtà una bambina e invece, è madre di Nico. Anna passa per essere l'amica peggiore del mondo, che non va mai a trovare Maria all'ospedale dopo il suo ricovero e, non chiama nemmeno Alessandro mentre è in vacanza con quella che ancora per un pò dovrebbe essere la sua famiglia. Sa di esser manchevole ma nulla la smuove. Eppure, Maria dopo molto tempo è lì, ad aiutarla quando ha bisogno ma se dalla trama il loro rapporto sembrava particolarmente unito, nel libro mi è scivolato addosso lo scorrere del tempo. Passato e presente si uniscono in un turbine di concetti, senza ordine particolare e fatto principalmente di domande senza risposte.

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    Francesca anais

    23/09/2018 09:45:29

    Un romanzo contemporaneo, nei tempi, nei modi dello scrivere in cui è difficile non rispecchiarsi come generazione di adulti. Ma anche una scrittura poetica che spinge a non considerare aride le fitte reti di relazioni con radici per aria, relazioni che viviamo superficialmente , spinti da una società ad alta velocità, che non ha pazienza, spazio e tempo per le crescite rigogliose.

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    stef

    30/05/2018 19:33:54

    il bellissimo disegno di copertina ed il titolo incisivo ed affascinante mi hanno letteralmente conquistata ma le parole mi hanno deluso fin dalle prime pagine. forse io non sono capace di cogliere le suggestioni visionarie di cui il testo è ricco...

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    giulia c.

    05/03/2018 10:12:28

    Un libro bellissimo, un dizionario botanico-sentimentale da leggere come un tesoro, centellinando le pagine. E da regalare a tutti gli amici che stanno vivendo un momento di siccità, per far sapere loro che con un po' di cura e con la giusta irrigazione presto torneranno a fiorire.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Nella vita di Anna, giovane scrittrice milanese, reduce da un matrimonio senza più amore e madre di un bambino di quattro anni, all’improvviso tutto sembra mettersi in discussione.

Seduta davanti a una cartomante londinese, una donna un po’ sopra le righe, Anna prova a ripercorrere la sua vita, partendo dalla sua agiata infanzia passata in una grande casa borghese. Lo fa senza seguire la storia da un punto a un altro, ma con una narrazione circolare che si sviluppa intorno al “giorno del disastro”.

Il “giorno del disastro” in realtà non è un giorno ma è un nodo, un grumo, nella vita di Anna. È il momento in cui il suo matrimonio è finito, nonostante Nico abbia solo quattro anni, ma è anche il giorno in cui Alessandro, il fidanzato di sua sorella Diana, ha avuto un incidente terribile in moto e la sua amica Maria ha avuto un aneurisma celebrale. In questo momento zero della vita di Anna, quando queste situazioni improvvisamente si concentrano, accade quello che la protagonista del romanzo, e forse tutti noi, stiamo aspettando da sempre: l’emergere della consapevolezza di essere vivi e di essere in profonda trasformazione.

A farle da guida durante la fase di passaggio è Maria, l’amica scampata all’aneurisma, che inizia a prendersi cura delle sue piante quasi morte. Ogni tanto, quando smette di piovere, questa ventinovenne dai capelli lunghissimi, si presenta a casa di Anna e si occupa delle piante: le pota, le reinvasa, le espone al sole, le bagna. Quando può ne sceglie qualcuna nuova, con i fiori, la maggior parte delle volte però si limita ad aspettare che la pianta cresca e si mostri per come è.

Con un romanzo che si può definire un memoir, Ilaria Bernardini riesce a rendere perfettamente l’idea della trasformazione, che comporta sempre l’attraversamento di una soglia. Attraverso le vite dei suoi protagonisti, l’ex marito, il figlio, la sua amica Maria, ma anche i suoi familiari – una madre impegnatissima nel lavoro e un padre per lo più assente – l’autrice dipinge un quadro dettagliatissimo della famiglia disfunzionale, nel momento esatto in cui la disfunzione emerge in tutta la sua prismatica potenza.

La soglia che traversa Anna è una soglia reale – la separazione dal marito, la paura per la malattia della sua amica, l’apprensione per la situazione di Alessandro - ma anche una soglia psicologica che la porta alla consapevolezza. Dall’altra parte del confine c’è un terrazzo che inizia a fiorire e ad attirare bambini, amici, nuovi amori. Dall’altra parte ci sono le stesse persone ma con sguardi diversi, consapevoli, forse più tristi ma più vivi.

Recensione di Annalisa Veraldi