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Il farmacista del ghetto di Cracovia - Tadeusz Pankiewicz,Irene Picchianti - ebook

Il farmacista del ghetto di Cracovia

Tadeusz Pankiewicz

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Traduttore: Irene Picchianti
Editore: UTET
Testo in italiano
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Dimensioni: 692,36 KB
Pagine della versione a stampa: 272 p.
  • EAN: 9788851142049
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Gaia la libraia

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Quando in un quartiere periferico di Cracovia viene creato d’autorità il ghetto ebraico, il 3 marzo 1941, Tadeusz Pankiewicz ne diventa suo malgrado un abitante. Pur senza essere ebreo, infatti, gestisce l’unica farmacia del quartiere: contro ogni previsione e contro ogni logica di sopravvivenza, decide di rimanere e di tenere aperta la sua bottega, resistendo ai diversi tentativi di sgombero, agli ordini perentori di chiusura e trasferimento. Rimarrà anche quando il ghetto verrà diviso in due e in gran parte sfollato, quando diventerà sempre più difficile giustificare la necessità della sua presenza. Grazie a questa sua condizione anomala, coinvolto ed estraneo allo stesso tempo, Pankiewicz diventa una figura cardine del ghetto: si fa testimone delle brutalità del nazismo, fedele cronista dei fatti e silenzioso soccorritore, cercando in tutti i modi di salvare la vita e, quando impossibile, almeno la memoria delle migliaia di ebrei del ghetto di Cracovia. Mescolando il rigore della ricostruzione e la delicatezza del ricordo, Tadeusz Pankiewicz ci restituisce la sua versione di questa grande tragedia, raccogliendo le storie di chi ha subito impotente la “soluzione finale” e le storie di chi ha invece provato a reagire: i disperati tentativi di resistenza armata, la ricerca del cianuro di potassio come extrema ratio in caso di cattura, le fughe attraverso le fogne cittadine... Il farmacista del ghetto di Cracovia racconta tutta l’assurdità di un momento storico in cui il capriccio del caso decise il destino di molti, ma anche l’incredibile resilienza degli esseri umani di fronte all’orrore. Come dice un cliente a Pankiewicz: «Dottore, mi dica: come mai ci sono così pochi pazzi in giro dopo tutto quello che la gente ha dovuto sopportare? Possono le cellule grigie del nostro cervello reggere così tanto dolore?».
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    Sara

    25/11/2020 09:04:38

    Questa raccolta di memorie è la risposta alla domanda "Sicuro che sia tutto vero?", e per questo andrebbe letta nelle scuole, quando si affronta l'argomento Hitler, nazismo e antisemitismo. Lo stesso autore, che si ritrovò bloccato nel ghetto di Cracovia e poté aiutare gli ebrei residenti grazie al fatto di essere l'unica farmacia a disposizione nel quartiere, in questa edizione racconta di come la prima edizione di quest'opera avesse incontrato reazioni di scetticismo su quanto riportato degli episodi avvenuti durante l'istituzione del ghetto. Non è scritto in uno stile impeccabile e risulta a tratti nebuloso, con stacchi e cambi improvvisi di argomento, ma è ciò che ci si può aspettare in una testimonianza, dettata dal bisogno di raccontare e far conoscere quanto avvenuto. Merita la lettura anche solo per prestare ascolto alla voce di chi ha visto e, per quel che ha potuto, ha agito.

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    chiarac

    15/05/2020 22:03:27

    Libro che riporta episodi difficili da leggere. In più occasioni ho dovuto chiudere il libro per la durezza delle scene descritte. Purtroppo il modo di elencare tali episodi non mi ha fatto apprezzare a pieno il libro

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    Laurachia

    12/05/2020 16:59:14

    Un libro impegnativo nei contenuti ma molto interessante. Consigliato prima di un viaggio a Cracovia.

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    Alberto

    03/12/2019 20:27:18

    Una storia tragica e bellissima, quella di uno dei tanti Giusti che di fronte all'orrore della discriminazione razziale e dell'odio più feroce ed insensato non si sono girati dall'altra parte. E' il racconto di chi ha rischiato la vita mille volte per portare salvezza o anche solo sollievo alle condizioni impossibili in cui era costretti a sopravvivere gli ebrei nel ghetto di Cracovia. Lettura consigliata, di contenuto non certo facile né piacevole, ma assolutamente necessaria in questa epoca di negazionismi, nuove barriere e forme d'odio che si speravano invano dimenticate.

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    lùcia

    20/10/2019 12:25:03

    Lettura che dovrebbero fare tutti spiegata bene e che evita i vari perchè della storia. Criticare è facile: vivere nel ghetto un po' meno. Complimenti al suo vissuto

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    Annamaria

    19/09/2019 13:52:57

    Libro di cronaca, di un passato prossimo, vissuto in prima persona. Raccontanti con distacco e semplicità. Crudo ma allo stesso tempo ricco di speranza. Lo si legge fino alla fine con la consapevolezza di essere semplicemente “fortunati spettatori” della cattiveria umana, con un barlume di luce in fondo al tunnel che traspare dalle parole e dal modo di pensare del protagonista. Un libro arricchente

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    psylocke84

    11/03/2019 00:08:37

    Il farmacista del ghetto di Cracovia è un libro di ricordi, scritto di getto al termine della seconda guerra mondiale da Tadeusz Pankiewicz, propietario dell'unica farmacia nel quartiere ebraico di Cracovia. Quando i nazisti delimitarono l'area del ghetto, lo scrittore si rifiutò categoricamente di abbandonare la sua farmacia, così divenne l'unico polacco non ebreo residente all'interno del ghetto e costretto ad assistere alle crudeltà e alle ingiustizie perpetrate dai nazisti nei confronti degli ebrei. All’epoca parti del libro furono censurate, ma oggi possiamo leggere le memorie del farmacista per intero con uno stile narrativo molto particolare, ma decisamente incisivo. Un libro che consiglio assolutamente, come tutti i libri che trattano l'importante tema dell'Olocausto, se non altro per non dimenticare le assurdità che sono state commesse in uno dei periodi più bui della storia dell'umanità.

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    Isabella

    10/03/2019 22:50:00

    Molto interessante

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    Davide

    10/03/2019 17:27:32

    La tragedia del nazismo raccontata da un altro punto di vista, quello di un farmacista ebreo che nonostante tutto riesce a tenere aperta la sua farmacia e ad aiutare le persone che lui si rivolgono. Un racconto drammatico del periodo storico più atroce della nostra storia.

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    Patrizia

    10/03/2019 11:21:11

    Questo libro si è rivelato un modo per ricordare tutte le persone che non sono sopravvissute ai nazisti e quelle che nel loro piccolo hanno cercato di aiutare. Tadeusz ci da la sua testimonianza su quello che successe a Cracovia quando i tedeschi invasero la Polonia e sono rimasta sorpresa di sapere che a fine guerra c'era chi definiva esagerazioni gli aneddoti su come venivano trattati gli ebrei, chiaramente persone che non hanno vissuto gli eventi in prima persona. È chiaro che chi non corrispondeva all'ideale ariano dei nazisti non veniva considerato nemmeno un essere umano. L'autore ha elencato tutti i nomi che ricordava, da quelli più meritevoli a quelli che hanno avuto quello che si meritavano, da chi ce l'ha fatta a chi no. Pur conoscendo le atrocità di quel tempo per i libri che ho letto sull'argomento, leggere di come i nazisti giocassero al tiro al bersaglio nel ghetto e di come tutto dipendesse dal loro umore del momento lascia comunque un senso d'impotenza trasmesso dallo scrittore nel ricordare. Ormai i testimoni di quelle atrocità sono sempre di meno, quindi se si vuole leggere qualcosa sull'argomento è un libro da tenere in considerazione, pur essendo poco conosciuto.

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    Kla85dr

    09/03/2019 14:08:52

    Attraverso gli occhi di Tadeusz Pankiewicz, farmacista "ariano" che scelse di restare fino alla fine nel Ghetto di Cracovia durante il nazismo, vediamo le vicende di molti ebrei che vissero la reclusione e la deportazione per mano di soldati tedeschi che umiliavano, deridevano e uccidevano milioni di persone. Tadeusz dà voce alle persone che incontra nella sua stessa farmacia, onora la memoria di ogni singolo individuo che ha incrociato, e attraverso una descrizione minuziosa degli eventi che ha vissuto come spettatore (e anche come salvatore), ci permette di riflettere a fondo sulle ingiustizie subite senza una reale motivazione. Un libro che consiglio di leggere. Mi ha permesso di vedere molti aspetti che non conoscevo, gli eventi sono raccontati con crudeltà e durezza, e mostrano la vita degli ebrei nel ghetto, i loro stati d’animo, fino alla loro deportazione. A volte faticoso da leggere per la mostruosità delle violenze dei soldati tedeschi ma vale la pena leggerlo per non dimenticare.

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    antonella

    08/02/2019 21:09:20

    Emozionante e crudo, scritto con empatia e apparentemente con una sorta di distacco come se lo scrittore non volesse parlare di sé anche se il suo ruolo, nelle vicende raccontate è molto determinante. Il tono pacato è quasi "rassicurante" è un libro particolare, non riesco a riporlo anche se ho finito di leggerlo, lo tengo vicino, mi accompagna durante la giornata...

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    Lisa

    11/12/2018 05:22:44

    La vivida testimonianza di Tadeusz Pankiewicz, unico non ebreo che continua a vivere nel ghetto di Cracovia, dopo la sua istituzione. Un modo per entrare nella vita quotidiana degli ebrei del ghetto, fatta di terrore, incursioni , fame, disperazione ma anche viglia di normalità e amore. A Cracovia è visitabile la farmacia di Tadeusz Pankiewicz.

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    MASSIMO

    20/11/2017 09:26:22

    La cronaca dello sgombero forzato del ghetto di Cracovia durante l'occupazione nazista vista dagli occhi del farmacista "ariano" locale. Tutta la sistematicità e l'orrore della cinica programmazione di un'operazione introduttiva alla "soluzione finale". Lettura a volte un poco faticosa per chi non conosce Cracovia ma comunque scorrevole e preziosa testimonianza di un passato da non dimenticare.

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    Chiara

    13/11/2017 08:15:10

    Ho letto il libro dopo aver visitato il ghetto ed il quartiere ebraico..la guida lo ha menzionato e spinta dalla curiosità l ho comprato. È uno dei pochi libri che riesce davvero a commuovere..in certi passi mi è venuta la pelle d'oca..vi consiglio di leggerlo..magari come me,dopo una visita a Cracovia e ai campi..sicuramente acquisterà un significato diverso.

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    n.d.

    15/10/2017 15:26:56

    Ottimo

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    monica

    16/01/2017 09:41:58

    l'autore non trascura i dettagli anche piu' macabri nel raccontare l'aberrante, la barbarie che si e' consumata in questo luogo di dolore di morte. lettura scorrevole ma non leggera.

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