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Febbre a 90° - Nick Hornby - copertina

Febbre a 90°

Nick Hornby

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Editore: Guanda
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 256 p., Brossura
  • EAN: 9788882463472
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Raccontando la sua storia di tifoso, Nick Hornby ci descrive i multiformi aspetti di un'ossessione: le abitudini, i riti, i tic, i sogni, le depressioni di un assiduo frequentatore di stadi. I molti appassionati del calcio possono ritrovare in questo racconto una parte della loro stessa vita. Perché la febbre del calcio, a tutte le latitudini, sembra essere la stessa e sembra rispecchiare le venture e le sventure della vita privata.
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    Gabriele

    17/05/2020 05:43:28

    Mai nessuno come Nick Hornby è riuscito a spiegare la psicologia del "tifoso colto", ovvero di quel tifoso di calcio che non si accontenta di scatenare i propri istinti primordiali ma che cerca una spiegazione per la sua grande passione: in questo caso l'Arsenal. Divertente, auto-ironico, vero: forse si parla di un calcio di altri tempi dove il business non aveva ancora preso il sopravvento.

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    And the Oscar goes to ….

    12/03/2017 11:10:02

    Abbandonato

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    zombie49

    10/09/2015 17:14:52

    Dalla prima all'ultima pagina il libro è un elenco interminabile di partite dell'Arsenal, dal 1968 al 1992, con risultato, marcatori, condizioni meteorologiche, annotazioni sulle sensazioni dell'autore e sulle persone che lo accompagnavano. Il calcio è x Hornby una droga x superare problemi familiari e personali, dal divorzio dei genitori, alle delusioni con una ragazza, a un insuccesso lavorativo. Non è un piacere, sia chiaro, perché un tifoso soffre nel fisico e nella mente. Tutto nella sua vita è condizionato dal calcio, nulla è più importante di una partita della sua squadra. Il libro è la noiosa autobiografia di un uomo insignificante e insicuro che sente la necessità d'identificarsi con una folla, che ha trasformato una passione in un'ossessione, sia pure con un pizzico di humour britannico e ironia. Forse un racconto sarebbe stato simpatico, come il film, che mi ha purtroppo ispirato l'acquisto, ma quasi 250 pagine sono di una monotonia mortale. Sconcerta l'interpretazione di Hornby sulla tragedia dell'Heysel, in cui morirono trentotto persone: secondo lui gli inglesi caricarono giocosamente i tifosi juventini, che, spaventati, si accalcarono contro una ringhiera che cedette, x cui precipitarono e furono travolti dalla folla. Il libro è un manuale di ciò che il calcio non dovrebbe essere, desiderio di violenza, timore di subirla, intimidazione, frustrazione. La parte razionale di Hornby sa che non è giusto, ma li prova. Mi stupisce il successo editoriale, ma io sono un tifoso atipico. Da sempre tifo Genoa, scrivevo le formazioni sui quaderni a righe della seconda elementare, a sei anni a Natale ho chiesto in regalo la maglia rossoblù, x molto tempo ho avuto l'abbonamento a Marassi, anche adesso non perdo una partita in TV. Riconosco, però, se il rigore concesso agli avversari era giusto, se hanno giocato meglio, sono contento solo se il Genoa ha meritato di vincere. Ho sempre visto le partite dal lato lungo del campo, però. Forse non sono un vero tifoso.

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    archipic

    30/06/2015 15:43:05

    Idea interessante quella di partenza di Hornby; raccontare una parte della sua vita in rapporto simobiotico con la sua squadra del cuore. L'aspetto psicologico diventa portante in tutta la storia e l'andamento della sua vita è scandito, più o meno consciamente, da quello dell'Arsenal. La stesura, però, risulta un po troppo monotona, con accessi di verbosità e momenti in cui si fa fatica a seguire le metodiche del calcio inglese, assai distanti da quelle nostrane. Consigliato solo a chi segue il calcio e lo vive in modo profondo, altrimenti rischia di annoiare seriamente.

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    gianluca

    06/11/2014 15:10:02

    parziale delusione, comprato nell'aspettativa di avere tra le mani un altro libro alla John King mi sono ritrovato a leggere anni di vicissitudini calcistiche dell'Arsenal tra gli anni 70 e 90, con cronache di partite e nomi di calciatori che, al 99% del pubblico italiano, non diranno nulla. lettura che risulta un pò noiosa quindi, che un tifoso dei gunners apprezzerebbe come una Bibbia ma che qualsiasi altro appassionato di calcio lontano dalle gesta del club inglese faticherebbe a capire e ad apprezzare pienamente. nemmeno da trascurare inoltre che il libro è una prima edizione del 92, ed in 24 anni ne sono cambiate tante di cose, tanto da non rendere più attuali le riflessioni dell'autore (fa quasi sorridere leggere di stadi e club italiani presi ad esempio di modernità e solidità finanziaria : una vita fa)

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    gianluca

    06/11/2014 15:09:02

    parziale delusione, comprato nell'aspettativa di avere tra le mani un altro libro alla John King mi sono ritrovato a leggere anni di vicissitudini calcistiche dell'Arsenal tra gli anni 70 e 90, con cronache di partite e nomi di calciatori che, al 99% del pubblico italiano, non diranno nulla. lettura che risulta un pò noiosa quindi, che un tifoso dei gunners apprezzerebbe come una Bibbia ma che qualsiasi altro appassionato di calcio lontano dalle gesta del club inglese faticherebbe a capire e ad apprezzare pienamente. nemmeno da trascurare inoltre che il libro è una prima edizione del 92, ed in 24 anni ne sono cambiate tante di cose, tanto da non rendere più attuali le riflessioni dell'autore (fa quasi sorridere leggere di stadi e club italiani presi ad esempio di modernità e solidità finanziaria : una vita fa)

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    Sophya

    03/03/2013 14:19:18

    Un buon libro, scorrevole e per niente noioso nel quale i tifosi di calcio si possono riconoscere. A volte, specie nella descrizione delle partite, viene usato un linguaggio tecnico che può risultare poco comprensibile a chi non segue questo sport. Sconsigliato quindi a chi non è un appassionato di calcio, anche se credo che chi non ama questo sport difficilmente (come è giusto che sia) avrà voglia di leggere questo libro.

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    MOSSO

    14/06/2011 23:15:27

    Uno dei miei 50 libri da portare sull'isola deserta(insieme ad un altro paio di Hornby).Sono diventato un tifoso dei gunners.M.

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    Giuseppe

    17/11/2010 17:45:44

    Stupendo! Uno dei libri della mia vita; un vero e proprio cult per chiunque ami il calcio. Mi capita spesso di rileggerlo o di rileggerne almeno alcune parti quando la mia Inter perde e mi sento stupido a starci tanto male. Poi lo leggo e capisco che non sono l'unico, che è abbastanza normale e che "fa tutto parte del gioco". Ci sarà sicuramente qualcuno che non capirà e che riterrà esagerati o assurdi alcuni comportamenti. Ma infatti questo non è un libro per tutti; è un libro per noi "malati" di calcio. Grande Nick hornby e forza Arsenal. Ma soprattutto forza Inter.

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    Vincenzo A.

    15/09/2010 00:09:05

    Per godere e capirne di questo libro serve essere tifosi, non ultras, non simpatizzanti. tifosi, veri e sfegatati. Fatta questa premessa rivivrete tanti vostri momenti da stadio grazie al divertente e azzeccatissimo racconto di Hornby. Troppo, troppo, troppo vero, narra situazioni assolutamente reali e che vi sono passate davanti tante volte con una verve davvero coinvolgente!

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    Black Bart

    17/07/2009 20:23:50

    la prova che anche un libro sul calcio può essere una grande lettura. Hornby ci porta con la sua prosa asciutta e l'ironica capacità inglese all'analisi, interiore ed esterna, nel mondo del tifoso di calcio. Irresistibile per coloro che seguono dalla nascita questo incredibile sport,i quali non potranno non riconoscersi nelle manie dello scrittore (il livello dell'immedesimamento dipenderà dal grado di "malattia" del lettore). Imperdibile per quelli che nulla sanno nè pensano di voler sapere su di esso. Proprio a costoro credo susciterà maggiori emozioni.Al di là di nomi di giocatori, squadre o allenatori, infatti, il libro regala una diversa prospettiva sul calcio ed i suoi tifosi che, se all'inizio sembra folle, pagina dopo pagina contribuisce a creare empatia per quelle persone che prima venivano guardate con incredulo biasimo.

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    Giovanni

    10/09/2008 10:13:37

    Magnifica descrizione introspettiva dell'ossessione del calcio ( ma potremmo estenderla ad altre passioni) fatta senza esagerazioni o autocompiacimenti, ma con estrema trasparenza. Certo Hornby descrive il corollario di un calcio che oggi purtroppo non esiste più, ma facendolo senza filtri o sofismi stilistici ti trasporta in un mondo e in una "epoca" della quale non si può che avere nostalgia. Per chi ha vissuto il calcio con passione un libro imperdibile, per ricordare le proprie trasferte assurde, i principi di congelamento da gradinata e il dolore e la gioia che ti provocava quello che era solo un gioco.

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    MASSIMO MAZZA

    19/06/2008 23:45:22

    Da tifoso a tifoso: io dei grigi dell'Alessandria, Hornby dell'Arsenal, quante analogie nonostante i chilometri e le tradizioni calcistiche (e non solo...) che ci dividono ! Mai nessun libro mi ha visto così coinvolto in prima persona nel corso della sua lettura. Mi sono ritrovato nei riti pre-partita che Hornby descrive con straordinaria efficacia e dovizia di particolari; nella sensazione di "stomaco rovesciato" tipica dell'ansia che ti avvolge negli attimi che precedono l'inizio di partite particolarmente sentite; nel cercare con ostinazione improbabili metafore calcio-vita di tutti i giorni; nel ricordare avvenimenti solo grazie all'associazione con vittorie o sconfitte della propria squadra; nel riconoscere infine la tirannia che il tifo per i propri beniamini esercita nel programmare i fine settimana o peggio le ricorrenze durante l'anno. Sicuramente consiglio questo libro a tutti gli appassionati di calcio, ma soprattutto ai tifosi di calcio, quelli, per dirla come Javier Cercas, "con una fede che si consolida nelle avversità", una sorta di simpatici, litigiosi masochisti che non si accontentano di gustarsi una partita ma che la... respirano profondamente come una sigaretta pur sapendo che può nuocere gravemente alla salute. Ottimo libro, prosa lucida ed efficace che rende palpabile la genuina passione di Hornby per l'Arsenal e per Highbury, un vero e proprio manuale del tifoso sfegatato.

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    mirko

    13/06/2008 13:07:48

    libro stupendo soprattuto per chi si ritrova in molte situazioni che l'autore descrive nel corso della storia... secondo me la migliore interpretazione di hornby.

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    Luigi

    13/04/2007 22:55:18

    Considero questo libro fondamentale non tanto per chi ama il calcio ma per chi, come me, l'ha amato e poi perso per strada. Hornby ci fa tornare indietro nel tempo alla prima volta allo stadio, alle domeniche e mercoledì di coppa passati in bilico sul divano guardando le partite e mimando le mosse dei calciatori... quasi potessimo comandarli: precursori innocenti dei ragazzini che oggi stanno attaccati alla playstation. A parte questo, stando più sull'evidente, nel libro si narrano le vicende, gli scongiuri, le ansie di un (ogni) tifoso. Si coglie un punto di vista che per noi sarebbe stato difficile comprendere: IL tifoso inglese, le masse dei tifosi inglesi, questi personaggi che ci giungono nell'immaginario come temibili, ubriachi e violenti. Hornby non giustifica ma spiega tanti aspetti che per noi sono inimmaginabili. Stupendo il vissuto del rapporto col padre. Credo che una domeniche di questa andrò a vedere la Juve col mio, grazie a questo libro.. è una gran cosa. Forse il miglior libro di Hornby... se amate e soprattutto se avete amato il calcio.

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    Roberto

    28/02/2007 10:15:00

    Per tutti coloro che prima la mamma, poi il Toro e dopo il resto del mondo e delle cose

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    Alceste Zeppieri

    19/02/2007 14:58:55

    A tratti esilarante, a tratti ripetitivo, ma tutto sommato una storia piacevole di un uomo e la sua ossessione schietta per il calcio.

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    Giuliopez

    17/01/2007 08:27:40

    Splendido! Il mio esordio con il grande Nick. L'ho finito ieri sera, mi è piaciuto lo stile brillante dello scrittore inglese, capace di grande autoironia. Un libro diverso: non un romanzo, non un saggio, verrebbe da dire nemmeno un'autobiografia, almeno non nella forma tradizionale e direi che è limitativo considerarlo anche solo sotto l'aspetto della passione per il calcio, visti gli spaccati di vita che vi sono descritti. In definiva è giustamente considerato un libro cult che ogni lettore deve prima o poi affrontare.

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    Luca

    25/11/2006 15:25:04

    Ho letto questo libro almeno 15 volte... ed ogni volta aumentava il rammarico di non aver fatto la stessa cosa per il mio Cagliari... chi lo "demolisce" mi ricorda un pò quelle persone che dicono che "i Beatles non sanno suonare"...

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    Claudio

    06/10/2006 18:48:44

    da come me ne avevano parlato mi aspettavo un capolavoro e invece dopo un pò mi veniva a fatica andare avanti e non vedevo l'ora di finirlo!! forse il fatto che mi aspettassi troppo ha finito per influenzare le mie aspettative.. comunque non lo consiglierei nemmeno ai tifosi più sfegatati.. a questo punto non so se leggerò "alta fedeltà", non vorrei incappare in altre delusioni!! ho dato 2 invece che 1 solo perchè l'idea in fondo è originale!!

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  • Nick Hornby Cover

    Nato nell'Inghilterra della fine degli anni Cinquanta, Nick Hornby è considerato una delle voci più originali tra gli autori contemporanei, con i suoi romanzi in cui descrive brillantemente vizi e virtù della sua generazione. Esordisce in letteratura nel 1992 con Febbre a 90°, che racconta la passione dell’autore per il calcio, in particolare per la squadra dell’Arsenal, diventato poi film nel 1997 con Colin Firth. I suoi libri sono pubblicati in Italia da Guanda; tra questi ricordiamo: Febbre a 90’ (1997), Alta fedeltà (2015), Una vita da lettore (2018), Tutto per una ragazza, Sono tutte storie (2013). Sempre da Guanda sono usciti tre volumi da lui curati: i racconti di Le parole per dirlo, la raccolta di scritti sulla musica Rock, pop,... Approfondisci
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