Traduttore: M. Rossari
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 maggio 2015
Pagine: 240 p., Brossura
  • EAN: 9788865591215
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione

John Hunt, ombroso e impenetrabile cowboy di mezz'età, vedovo e amante dell'arte, ha impiegato anni per ritagliarsi un'esistenza solitaria nelle lande desolate di Highland, Wyoming. La sua è un'appartata quotidianità fatta di giornate che iniziano alle cinque e trenta, cavalli difficili da addestrare, un mulo ingovernabile, un cucciolo di coyote da curare. Ma un giorno, non lontano dal suo ranch, un giovane gay viene brutalmente assassinato e l'aiutante di Hunt arrestato. L'evento sconvolge la tranquilla normalità della rintanata Highland e cambia radicalmente la vita di Hunt, coinvolto nell'incalzante caccia ai colpevoli e trascinato in una ricerca interiore che cambierà il suo modo di percepire le cose. Un memorabile confronto con la frontiera nel capolavoro di uno scrittore americano di culto. Una trama intensa e mozzafiato che riscrive i generi letterari riflettendo su temi come l'identità, l'omosessualità, la razza, la vendetta.

€ 7,65

€ 9,00

Risparmi € 1,35 (15%)

Venduto e spedito da IBS

8 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Carol

    10/12/2016 08:50:08

    Questo scrittore ha la capacità di farti immergere completamente nei luoghi e nelle storie che racconta: dopo poche pagine sei lì nel ranch del Wyoming con il protagonista, in mezzo al nulla, conducendo una vita scandita dai ritmi del lavoro, dal clima spesso impietoso, dai lunghi percorsi in auto per raggiungere il primo centro abitato, circondato da paesaggi mozzafiato. In più questa volta c'è una tensione che monta pagina dopo pagina e che culmina nel finale, temuto ma quasi inevitabile. Ma Percival Everett non sa solo raccontare storie avvincenti, sa anche scandagliare l'animo umano: qui affronta il tema dei pregiudizi, del razzismo, della paura del diverso, scavando nei pensieri più reconditi delle persone, quelli che spesso abbiamo paura di scovare o ascoltare, anche in noi stessi.

  • User Icon

    valter57

    16/08/2016 12:49:58

    Primo libro di Everett, e penso che ne leggerò altri. Echi di McCarthy (Trilogia della pianura) e anche di J.R. Lansdale (il finale..), ma con uno stile minimalista che lascia stupiti, profondo più di quanto possa apparire. Il personaggio di John Hunt resterà nella memoria, così come il mulo e il cucciolo di coyote.

  • User Icon

    Umberto Mottola

    20/02/2014 16:46:04

    Romanzo molto piacevole. Indimenticabile il personaggio del cowboy John Hunt. L'autore usa molti dialoghi e questo sta a dimostrare che un buon romanzo può essere costruito anche usando spesso i dialoghi.

  • User Icon

    Federica

    13/03/2013 11:01:24

    Everett, autore spesso sopravvalutato, in questo romanzo riesce a toccare vertici letterari che lo avvicinano a Cormac McCarthy.

  • User Icon

    pennuto

    01/09/2012 00:36:30

    Bellissimo quanto un romanzo del miglior McCarthy. Consigliatissimo!!!

  • User Icon

    oncecaldas

    09/03/2011 19:02:55

    il tema toccato , l'ambiente , i personaggi. il mix che ne esce è di altissimo livello. uno dei migliori libri che abbia mai letto. complimenti!

  • User Icon

    Orlando Swinton

    11/10/2009 19:01:39

    Ho conosciuto Percival Everett grazie a questo romanzo, scoperto per caso tra i suggerimenti di una guida Lonely Planet. Sono contento, per una volta, di aver dato retta alla guida! Ho scoperto un narratore autentico, in grado di entrare in contatto con profondità e raffinatezza con il contenuto della sua opera. Una scrittura rigorosa, asciutta e al tempo stesso partecipe, che ti porta nell'America ancora oggi schiava del pregiudizio. Grazie a 'Ferito' ho conosciuto un autore che sto esplorando, ed è come trovare un nuovo amico. Mi auguro che le piccole case editrici che ce lo hanno fatto conoscere in Italia persistano nella loro missione.

  • User Icon

    logiovane@gmail.com

    01/08/2009 11:26:16

    everett percival si rilassa in questo libro abbandona la scrittura "originale" de il glifo per tornare ad una scrittura più scorrevole, meno raffinata, meno "colta". lo stile ricorda vagamente mccarthy ma solo nelle pagine finali del libro, per il resto everett mette a confronto la società ultra conservatrice e reazionaria del far west americano con una cultura più metropolitana come qualla gay e il mai sopito scontro tra bianchi e neri. everett percival in questo libro è partecipe ed evidentemente schierato quasi come un racconto autobiografico.

Vedi tutte le 8 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione