Editore: La Corte Editore
Collana: Underground
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15/03/2018
Pagine: 356 p., Rilegato
  • EAN: 9788885516328
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    Anna D.

    16/05/2018 14:27:40

    Ammetto... L’ho letto due volte!!! La prima ne sono stata assorbita totalmente,letto in due giorni e di conseguenza,dopo pochi giorni ho sentito il bisogno di rileggerlo con calma, assaporarne ogni parole(di nuovo); Come se avessi voluto accertarmi di aver assimilato per bene tutto,che nulla mi sia sfuggito dato che l’ho letteralmente divorato. Motivo? Semplicemente perché è tra i migliori libri che io abbia letto recentemente. Un libro che ti lascia l’amaro in bocca,l’amaro del male che si assapora a pieno in tutta la sua essenza, ti resta addosso ed è la prova di quanto questo libro sia stato scritto bene. Ho amato Flavio come se fosse un mio caro vecchio amico,con le sue cicatrici, la sua musica e il suo fedele tirapugni.. è stato bello leggere ancora di lui. Lo Consiglio vivamente per chi ama il genere o per chi semplicemente ha voglia di leggere un buon libro. Potrete fare la conoscenza dei misteri di Castellaccio e della scrittura di Antonio Lanzetta ne resterete affascinati!

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    Vincenzo

    16/05/2018 12:32:00

    Altro ottimo lavoro di Lanzetta, che si conferma su livelli addirittura superiori a quelli de "Il Buio Dentro". Trama scorrevole su due orizzonti temporali diversi, personaggi ben caratterizzati, dialoghi perfetti, giusta dose di suspance. Da non perdere!

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    Teresa

    16/05/2018 12:28:21

    Libro da leggere tutto d’un fiato! Avevo altissime aspettative per questo nuovo romanzo e devo dire che sono state confermate e superate. La trama è avvincente, personaggi e luoghi sono descritti in modo minuzioso, ogni capitolo ti catapulta in un epoca diversa e pagina dopo pagina riesci a vedere quei luoghi, sentirli e viverli, ad immedesimarti con i personaggi a provare le loro paure, la loro rabbia e quell’inquietudine che penetra nelle ossa. E quando finisce non puoi fare a meno di pensare “ne voglio ancora”. Antonio Lanzetta è una garanzia, da leggere assolutamente!

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    Francesca

    16/05/2018 12:03:55

    Un thriller mozzafiato, degno del primo libro della serie (Il buio dentro). I personaggi che abbiamo amato nel primo libro li ritroviamo in questo ed è bello come lo scrittore riesca a riportarci "a casa". Una lettura che vi catturerà dalla prima all'ultima pagina proprio come ha fatto il primo. Consigliato vivamente a tutti gli amanti di thriller e noir.

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    Enrico

    16/05/2018 10:56:18

    Narrazione eccezionale. I protagonisti non hanno un dono, ma un debito verso il mondo che devono estinguere. Bellissimo.

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    Manila

    16/05/2018 10:23:02

    Questo libro mi ha colpito. Scritto molto bene, storia avvincente ed un finale decisamente inaspettato.

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    Roberto Baldini

    16/05/2018 09:36:00

    Una storia che prende dall'inizio, un viaggio nell'oscurità che c'inghiottirà, impotenti di fronte alle parole che scorreranno veloci sotto il nostro sguardo. Parole che finiranno fin troppo presto, parole spietate che ci urleranno in faccia la loro verità. E le ascolteremo, potete esserne certi...

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    Michele Baldassarre

    16/05/2018 09:22:43

    I figli del male”di Antonio Lanzetta lascia una cicatrice indelebile nel nostro animo. Proprio come le cicatrici di uno dei protagonisti di questo avvincente romanzo,fa male come un pugno nello stomaco la descrizione di come la crudeltà umana sia così terribilmente immersa nella nostra realtà. Lo stile narrativo di Antonio Lanzetta è indirizzato alle oscure perversità che albergano nell’animo umano,su quanto possa essere facile scatenare quel tale meccanismo celato chissà in quale meandro della mente,che induce l’uomo a compiere azioni così orrende che vanno a lambire territori al di là dell’immaginabile. Da leggere “Il Buio dentro”sempre di Antonio Lanzetta che da il via a questo terribile e sconvolgente viaggio nei meandri del Male.

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    Rosaria

    16/05/2018 08:37:26

    Torna in libreria e tra le pagine lo Sciacallo. Con questo secondo romanzo Antonio Lanzetta ci riporta a Castellaccio, nel Cilento, dove nuove inspiegabili morti porteranno a galla un passato torbido e inquietante. Dopo l’Uomo del Salice Damiano Valente pensava di aver chiuso definitivamente con il passato. L’omicidio di Claudia è stato risolto ma nuovi omicidi lo costringeranno a ripensare a quel passato che invano cerca di dimenticare. Solo che questa volta il male ha radici profonde e misteriose e nessuno sarà mai pronto per affrontarlo. Con I figli del male confermo la mia prima impressione sull’autore. Un romanzo scritto benissimo, che non annoia e che ti lascia con il fiato sospeso per tutto il tempo. Anche questa volta i salti temporali mi hanno confuso le idee, soprattutto all’inizio quando la storia non era ancora chiara. Procedendo con la lettura però la matassa si srotola e la trama prende forma. Una forma inquietante, che si perpetra da circa sessant’anni e di cui nessuno poteva immaginare nulla. Non vi nego che in alcuni momenti della storia ho dovuto prendermi una pausa. Scritto benissimo, forse anche meglio del primo, I figli del male ci racconta di Mimì da giovane, di Flavio e del buio che lo ha inghiottito. Le vittime di questo nuovo romanzo non sono ragazze innocenti ma pedofili che sicuramente hanno meritato la morte. I personaggi principali restano quelli conosciuti ne Il buio dentro. Damiano, con le sue cicatrici e la gamba offesa. Flavio, con i suoi segreti e con quel senso di ingiustizia che fa di lui il giustiziere per eccellenza e De Vivo, il poliziotto che non ha paura di sporcarsi le mani e calare anche lui nel buio. Inutile dirvi che mi auguro di leggere nuove indagini dello Sciacallo, lo stile dell’autore ti prende e ti coinvolge dalle prime righe. Poi, diciamocelo, trilogia o altro va bene tutto. L’importante è trovare di nuovo Damiano Valente nelle pagine di un nuovo romanzo!

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    Antonio89Esp

    12/05/2018 17:10:23

    Antonio Lanzetta con questo romanzo ha confermato la sua capacità di rapire il lettore e tenerlo attaccato al libro fino alla fine. La sua scrittura, in grado di evocare atmosfere perturbanti, è una vera e propria trappola per gli appassionati del genere. "I figli del male" è un romanzo che tiene in bilico tra l'adrenalina crescente e la paura di doverci fare i conti, appunto, col male... Consigliatissimo!!!

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    La conferma di una crescita

    03/05/2018 11:59:44

    Antonio Lanzetta non stupisce più: dopo Il Buio Dentro, nel quale ha spiazzato un po' tutti con un thriller brillante, era difficile farlo. Quello che si legge ne I Figli del Male è lo stesso Antonio Lanzetta de Il Buio Dentro, maturato, cresciuto. Migliorato. Torna Castellaccio, tornano Damiano e Flavio, elementi ricorrenti e imprescindibili di una storia tesa e nerissima, come l'anima del male che i due amici devono fronteggiare, ognuno a modo proprio. Difficile rimanere indifferenti, l'efficacia di Lanzetta nel trasmettere emozioni, paure, sensazioni è sempre notevolissima, e quando si sofferma su quanto di più nero c'è nel suo romanzo non si può non essere percorsi da quello stesso fremito di paura che, tu che leggi, sai perfettamente di condividere con i protagonisti. Protagonisti vivi, cui ci si affeziona: l'ingrediente irrinunciabile di un romanzo che merita il successo.

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    tommaso voto

    02/05/2018 17:08:03

    Un romanzo maturo, in cui l'autore continua a scavare nell'animo umano e nel "buio" che ciascuno di noi cerca di nascondere e di combattere. I salti temporali, marchio di fabbrica di Lanzetta, trovano sostanza nei luoghi e nell'evoluzione anche sociale. Oltre al thriller, che ti lascia senza fiato, è decisamente interessante la voglia di riscatto che si legge negli occhi (sì perché dalle pagine sembra emergere la storia quasi come un film) dei ragazzi del sud degli anni '50. Ritroviamo Flavio, Damiano e Stefano (protagonisti ne Il Buio dentro che vi invito a leggere), che dopo i tragici eventi hanno lottato per avere una vita normale, ma quelle ferite, più psicologiche che fisiche, sono ormai strutturalmente parte di loro. Come nel precedente romanzo, il male è dentro di noi, c'è chi lo combatte e chi diventa soccombente. Importante è non spaventarsi, ma trovare la forza di migliorarsi. Ora attendo l'autore verso nuove sfide e verso una costruzione del plot diversa, perché credo possa farci riflettere oltre che stupire.

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    M. Cortiana

    02/05/2018 14:10:46

    Un libro che poteva essere anche interessante, ma che proprio mi ha deluso su tutti i fronti. Personaggi descritti poco e ambientazioni non particolarmente degne di nota. La trama si salva (anche se le idee sono cucite in qualche modo), però non funziona, non c'è suspense. Piantato lì a metà. Sconsigliato

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    Tremendo

    27/04/2018 08:51:12

    Allora, questo lavoro non ha le basi sufficienti per diventare un trilogia. Ma com'è possibile anche solo pensarlo se la storia si spoilera da sola già dall'inizio?

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    Un autospoiler

    27/04/2018 08:49:50

    non capisco perché la storia vada ad autospoilerarsi da sola fin dall'inizio. E non capisco perché una storia che si autospoilera dall'inizio possa diventare una trilogia. Non leggerò il secondo libro, ho già faticato abbastanza a finire il primo

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    No ti prego no!!!

    27/04/2018 08:47:25

    Questa storia non mi ha coinvolto per niente, la narrazione era così piatta che mi addormentavo sul libro. CHE DELUSIONE!!!

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    Elena

    26/04/2018 10:37:44

    Finalmente ho ritrovato Flavio, Damiano e Stefano che avevo incontrato per la prima volta ne Il buio dentro. Nel libro precedente li avevamo conosciuti ragazzini nel 1985, cresciuti in fretta per una serie di tragici eventi che hanno il loro epilogo ai giorni nostri. Adesso Stefano ha una vita quasi normale, Flavio e Damiano sono invece rimasti profondamente segnati da quanto successo in passato, hanno profonde cicatrici sul loro corpo ma anche nello spirito. I figli del male ci porta molto indietro negli anni, fino al 1950 dove il male ha origine. Ritroviamo Mimì, il nonno di Flavio, qui ventenne, che già mostra la sua determinazione a risolvere a modo suo le ingiustizie. Troviamo nuovi personaggi: Tommaso, Teresa. Elvira, il barone Gioia; ma il protagonista silenzioso è anche questa volta Castellaccio, il paese immaginario in provincia di Salerno, con suoi boschi, il ruscello, la cascata (la cui esistenza è segnalata solo dal rumore), la grotta dove si conclude la vicenda del libro precedente. In questo nuovo capitolo ci troviamo di fronte ad una svolta decisamente horror, la tipologia di crimine descritta è veramente orribile ed ammetto di essere rimasta spiazzata: non me lo aspettavo. Poi mi sono detta: King ha scritto 22/11/63 e Il miglio verde, ma ha scritto anche Shining e Cujo che appartengono ad un genere completamente diverso. Allora perché anche un autore di casa nostra non dovrebbe avere voglia di sperimentare un genere diverso? Lanzetta sa scrivere veramente bene: non ci sono parole o frasi di troppo, la trama è ben costruita, nonostante i salti temporali si arriva alla drammatica conclusione senza “scossoni”. Insomma è un libro da leggere e spero che abbia lo stesso successo del precedente. Evviva gli scrittori che hanno il coraggio di mettersi in gioco e sperimentare nuove strade!

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    Maico Morellini

    21/04/2018 18:07:40

    Lanzetta è coraggioso e cinico nella sua narrazione. Chi sono I figli del male? Siamo noi. C’è un pizzico della nostra ombra in tutti i personaggi che l’autore dispone sulla scacchiera nera che è il suo romanzo. C’è la battaglia eterna di Damiano tra l’essere ciò che è ciò che poteva diventare. C’è la battaglia di Flavio tra ciò che poteva diventare e ciò che è. C’è, alla base, il desiderio asfissiante di fare del bene, di essere migliori. Una lotta costante tra i nostri peggiori istinti e le nostre più grandi aspirazioni. Il bene e il male? Il bianco e il nero? No. A Castellaccio non esiste il bianco, e non esiste il nero. E’ un mondo grigio quello di Lanzetta, complesso e completo. Un mondo nel quale le debolezze di un ragazzino possono catalizzare orrori così tremendi da non poter nemmeno essere immaginati. La sentenza dell’autore è chiara: quando la vita si interseca con le ombre niente è più come prima. Il male sceglie i propri campioni ma allo stesso modo, per la sua natura, genera anche i propri avversari. Non può farne a meno. Crea mostruosità ma al tempo stesso forgia anche le armi per combatterle. Damiano e Flavio sono questo. Travolti dal male di Castellaccio portano dentro di loro il buio ma è attraverso questo buio che sanno come raggiungere la luce. Dal mio punto di vista I figli del male racchiude anche al suo interno un’altra grande metafora: Flavio, la sua ossessiva ricerca della giustizia, l’amore e l’odio che prova per ciò che è e ciò che fa è un pezzo di noi. Di chiunque abbia una passione forte, un amore irresistibile per qualcosa, un desiderio doloroso e appagante. I figlie del male è anche questo: uno specchio nero nel quale riflettersi e riflettere.

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    Roberto

    19/04/2018 11:20:06

    Questo libro è una bomba!!!! Letto in 4 giorni netti, non riesci a staccarti da lui, io me lo portavo dietro come se fosse la coperta di Linus! Adrenalinico e misterioso, mi ha fatto più volte cambiare posizione quando ero seduto, facendomi “cagare addosso” (passatemi il termine) in più punti! Un “Must have” della letteratura, aggiungete che è di un autore italiano, cosa volete di più? Non capisco come non possa già essere nel vostro carrello acquisti! Gia che ci siete metteteci anche “il buio dentro” il primo caso dello Sciacallo, così non potete dire di esserci persi nulla!!!! 🔝🔝🔝

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    Giovanni Lucchese

    15/04/2018 11:28:07

    Antonio viene chiamato lo “Stephen King italiano”, e non è un caso. Come il grande maestro lui sa come entrare nella mente del lettore, attirarlo in una spirale di oscurità e non mollarlo più fino all’ultima pagina. Come King sa intrecciare passato e presente per tessere una trama avvincente e misteriosa, che solo nelle ultime righe rivelerà i suoi segreti. Questo romanzo è il seguito di “il buio dentro”, ma lo si può leggere anche a se, è una bellissima storia sulla mente umana e sulle mille stanze piene di segreti che essa contiene. Consigliatissimo!

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