Editore: La Corte Editore
Collana: Underground
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15/03/2018
Pagine: 356 p., Rilegato
  • EAN: 9788885516328
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Recensioni dei clienti

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    Mg Zidora

    07/07/2018 10:47:48

    Un gran bel libro. Il secondo volume che vede protagonisti Flavio e Damiano, li porta di nuovo nel buio. Damiano viene contattato dalla polizia per fare il profilo di un assassino seriale che uccide lasciando un biglietto con un,unica frase: “lui vede”, frase che lo catapulta di nuovo nell’incubo. Flavio invece sta seguendo una paziente traumatizzata che quando riesce di nuovo a parlare, dice solo due parole: “lui vede”. Ma chi è questo Lui? La storia viene raccontata saltando dal 1950 agli anni 80 fino ai giorni nostri, ma non ci si perde, non ci si confonde. Anzi, Antonio Lanzetta riesce a creare quel crescendo che porta a non smettere di leggere. Una scrittura davvero molto coinvolgente. Bravissimo!

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    Annalisa Guida

    06/07/2018 16:15:47

    Annalisa Guida ha condiviso una foto. 1 min · Il male esiste, ne sono convinta ora più che mai. Ho scoperto persone malvage apparentemente angeliche, in grado di creare architetture di menzogne e azioni lesive. E allora ho pensato a I figli del male di Antonio Lanzetta Il male è una corruzione, e soprattutto espande i propri tentacoli infetti. Anche se si è legati da amicizia apparentemente pura e si è intrisi di sentimenti nobili e leali, si può essere punti dal male e farne tanto. Basta un piccolo grande inceppamento nell’ingranaggio di routine e possono venir fuori le peggiori brutture. E allora si comprende che tutto il buonismo, l’affetto e le buone abitudini erano solo un tappetto sotto il quale si nascondeva il peggiore rifiuto chimico velenoso. Ci sia guarda allo specchio e si guardano anche gli occhi del male, e si può scegliere tra istinto e aspirazione. Le debolezze ci mettono davanti ad una scelta: scegliamo la nefandezza o ci armiamo e la combattiamo? Con una narrazione cinica, elegante, Antonio Lanzetta mi ha fornito uno strumento ulteriore per indagare ancora più a fondo nei miei sentimenti e in quelli delle persone malvagie che purtroppo ho incontrato. Il male bisogna conoscerlo, riconoscerlo e combatterlo, in qualunque forma si presenti; camorra, strumentalizzazione, omicidi, menzogne, ingiurie, vendetta e così via. Consiglio vivamente.

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    C-Side Writer - Marco Ischia

    06/07/2018 14:51:21

    La trama è articolata nella maniera dei migliori thriller, con salti temporali che rendono tutto più complesso ma interessante. Cercare di capire cosa collega le due vicende, in un unica vicenda, com’è nata e come s’è evoluta. È un percorso che passa attraverso delle morti efferate, ma che passa anche attraverso i pensieri dei personaggi. Antonio Lanzetta porta i brividi dal cuore nero della terra alla mente dei personaggi, da un libro maledetto alla visione di un personaggio occulto. Perché “lui vede”, e vede cose che altri non vedono, vede cose che solo la follia può far vedere. E anche quando tutto sembra ricondurre a una terra, quando tutto sembra ricondurre a Castellaccio, le dinamiche si accavallano, i segreti si avvinghiano al passato prima di scoprire la scioccante verità. Intrecci che trovano una spiegazione, personaggi che nascondono verità, questo libro si gusta in particolar modo alla fine, quando tutto torna a spiegare il passato, e a noi i finali che hanno un senso sono sempre piaciuti molto.

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    Michèle

    03/07/2018 05:37:04

    il seguito di " il buio dentro "...torniamo a Castellaccio....thriller avvincente...anche in questo la storia va dal presente, al passato recente , e ad un passato più lontano...ma non è solo un thriller....è anche una storia di amicizia...molto bello...e ancora più forte del primo...consiglio di leggere prima " il buio dentro " per immergersi bene nella storia e nei personaggi...bravo Antonio...mi è piaciuto

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    Max

    28/06/2018 08:50:13

    Probabilmente il miglior thriller che ho letto quest'anno. Lanzetta si conferma un autore di talento, capace di coniugare uno stile di scrittura efficace a una storia che, in modo graduale, prende le fattezze di un vero e proprio incubo.

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    pessimo

    27/06/2018 11:58:24

    un mattone indescrivibile.... e di thriller ne leggo almeno 30 all'anno. Questo è un disastro... non trasmette nulla e di conseguenza va di volata a tenere su la mia lampada sul comodino... così serve a qualcosa

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    Jonny

    26/06/2018 13:02:16

    Ah... questo è lo Stephen King italiano? Mai sentito. Ho avuto il coraggio di leggere sia questo libro che "Il buio dentro" e li classifico al più basso livello. Stephen King italiano..? Devo dire che mi fa più paura la dottoressa Tirone....

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    Sonia

    26/06/2018 12:57:10

    ho resistito due giorni a leggerlo ma la trama ha fin da subito suscitato poco interesse... volevo comunque finirlo e dare prova di caparbietà, ma proprio non ce l'ho fatta... chi se ne frega come va a finire... è illeggibile e senza "verve". Passo ad altro, non voglio essere torppo cattiva, magari in futuro avrò di che ricredermi...

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    Frustrante

    26/06/2018 12:47:42

    Voglio dire... io volevo questo libro da almeno un paio di mesi e sono riuscito a farmelo regalare perchè avevo visto tutte queste belle recensioni..... e poi scopro che è carta da macero. Penso che chi abbia recensito questo libro non abbia capito proprio niente. Leggo thriller da trent'anni, ho lavorato nell'editoria e ho letto libri a secchiate e ora che sono in pensione posso finalmente leggere quello che voglio ma questo no. NO! NO! Lasciatemelo dire, brutta cosa quando un autore spreca il suo tempo a mettersi recensioni da solo anzichè imparare a scrivere (!!!!!!!!!!!!) per avere almeno la decenza di non far buttare via soldi inutilmente alla gente che i suoi libri li paga!

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    Disastroso

    26/06/2018 12:32:55

    Scusate ma questo è un thriller? Sono un professore di lettere e credo di avere un minimo di voce in capitolo. Il livello grammaticale è puerile, per non parlare del componimento in sé piuttosto scontato. Lo abbiamo letto in aula come esempio di letteratura italiana moderna ma, a gran voce, è stato chiesto di passare ad altro alla fine del terzo capitolo. Trenta copie acquistate e nulla di fatto. Indecente. L'editoria italiana, se propone questo, è indecente.

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    Luigi Bosco

    25/06/2018 22:53:31

    Ho terminato in questi giorni la lettura di questo affascinante quanto travolgente romanzo e che dire, lo consiglio calorosamente. La crociata contro il male continua per i nostri protagonisti, cederanno loro volta al buio? Beh non vi resta che scoprirlo e se siete rimasti indietro, vi consiglio di recuperare il preaquel di questo fantastico intreccio dal nome “il buio dentro”. Pertanto #sceglilanzetta e buona lettura ;)

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    Paolo

    25/06/2018 19:49:06

    In questo romanzo nessun personaggio è "perbene", ognuno a suo modo è "figlio del male"... naturale o adottato. Una storia che non ti illude con un lieto fine ma che ti seduce con il suo senso di giustizia impuro. Scorrendo le pagine ti ritrovi nella la testa dei personaggi, guardi con i loro occhi e indossi la loro pelle con naturalezza. Un Lanzetta che conferma di essere padrone del genere nonostante sia solo il secondo romanzo thriller che scrive. Ma di questo, personalmente, avevo pochi dubbi visto le sue opere precedenti. Antonio sa come farti condividere un'emozione, sa come mostrarti un pensiero, sa come immergerti in una situazione, sa come coinvolgerti. Tiene il ritmo perfettamente senza esagerare in descrizioni e senza lesinare in introspezione, senza abbondare in azione e senza essere carente nei dialoghi. Mostra con giusto equilibrio gli eventi della storia che si dipana su tre linee temporali diverse. Il suo stile di scrittura asciutto e dinamico è diventato il suo marchio di fabbrica. Ma con questo libro Antonio si conferma anche un ottimo autore, il plot che caratterizza la storia non solo è in perfetta continuità con il precedente romanzo del ciclo, "Il buio dentro", ma ne da una ulteriore chiave di lettura. Un romanzo da leggere... assolutamente.

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    Anna

    12/06/2018 21:38:02

    Recensione: Wow! È così che, quasi alla fine della storia, ho esordito. Semplicemente. Non è stato solo un fugace pensiero, ma una parola viva, proferita ad alta voce, per convincere tutta me stessa che questa fosse l’unica espressione adatta a definire quello che si prova leggendo questo romanzo. La merita totalmente. “I figli del male” chiude un cerchio, quello lasciato aperto dal precedente lavoro dell’autore, “Il buio dentro”. Passato e presente giocano tra loro, come la vita e la morte. Uomini e donne marchiati dal male, seguaci di un’entità maligna che tira i fili dei suoi burattini, i prescelti. Giovani vittime, a cui è facile offuscare la mente, che hanno un bisogno disperato di qualcuno vicino, come una “madre”, che li consigli e li indirizzi. Ma le sue indicazioni, portano solo verso la strada dell’annullamento e dell’oscurità. E così Damiano, detto lo Sciacallo, sarà coinvolto, apparentemente, in un nuovo caso, che porterà anche i suoi più grandi amici, Flavio e Stefano nelle fauci dell’Inferno. Rischieranno molto, la loro stessa vita, per salvare altre vite innocenti e per spezzare i brutali rituali perpetrati nel tempo. Con “I figli del male”, Antonio Lanzetta, fa un enorme salto in avanti passando facilmente sul traguardo. Con uno stile semplice e diretto carica la storia e i personaggi di un quid in più, rendendoli unici e speciali. La cosa che mi ha colpita maggiormente è la novità proposta da Lanzetta: un buono non può spezzare il male. “Solo un mostro può fermare un altro mostro”. Da leggere e custodire in attesa del prossimo romanzo di questo magnifico scrittore.

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    Letizia Turrà

    12/06/2018 09:26:32

    Non c’è dubbio, Antonio Lanzetta sa come ottenere l’attenzione del lettore e come mantenere alta l’adrenalina, dall’inizio alla fine, in un susseguirsi di eventi intrecciati e legati fra loro, dal passato, fino ad oggi. Non scrivo quasi mai particolari delle storie che leggo (non voglio che un altro lettore si senta influenzato da una sorta di “trailer” che un altro può fare), e in questo caso non riesco neppure a dire quale sia il personaggio che ho apprezzato di più, in quanto ciascuno ha avuto la sua importante funzione e la sua ragione di esistere all’interno della storia (anche se il capitolo del pedofilo che andava a ragazzine mi è piaciuta particolarmente per linguaggio e descrizione schietta e particolarmente veritiera). Ho avvertito gli odori, la puzza di marcio e del sangue, e tutta una serie di emozioni contrastanti. Unico punto debole: in alcuni casi mancava la punteggiatura, e con questo intendo che non c’era il punto di chiusura alla fine di alcuni tempi, e ci sono alcune ripetizioni (sbatté gli occhi, schiocco, nugoli di moscerini, sostenne lo sguardo), che di sicuro non inficiano la qualità dello scritto, qui si tratta meramente di una mia visione da lettrice che non ama molto le ripetizioni quando si possono usare mille altri sinonimi. Ho concluso questo libro spedita, a gran velocità, mentre ascoltavo i “Lamb”, riflettendo sulle parole dello sciacallo: “Funziona sempre così. Ti accorgi di una persona, dei suoi sentimenti, di chi è realmente, solo quando l’hai persa”. Voglio fare i miei complimenti ad Antonio, poiché sono certa che farà molta strada. Sono anche sicura che questo libro mi mancherà col passare del tempo. Fortunatamente, un libro si può sempre riaprire, e le sue pagine possono sempre garantirti nuove emozioni, diverse, per ogni nuovo giorno.

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    Laura

    29/05/2018 10:30:03

    Trama avvincente e personaggi caratterizzati in modo profondo e complesso, mano a mano che si va avanti con la lettura e le vicende che li vedono coinvolti si dipanano non riesci più a separarti da loro, arrivi a "sentire" tutto il loro dolore, sia fisico che emotivo. La narrazione si snoda su più piani temporali, la storia è appassionante, i colpi di scena dietro l'angolo; il caso da risolvere si trasforma via via in uno strumento attraverso il quale i protagonisti faranno i conti con se stessi, con il proprio passato, con il dolore mai sopito di un'estate che ha portato tutti loro alla perdita dell'innocenza e alla caduta dei sogni. Questo romanzo è sì un thriller, sì un noir con sfumature di horror, ma è anche e soprattutto un gran bel romanzo di formazione. Dopo "Il buio dentro" con "i figli del male" Antonio Lanzetta torna a scavare nelle parti più nascoste dell'animo umano e raggiunge la maturità narrativa, bravissimo!

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    Giovanna Iammucci scrittrice

    28/05/2018 15:53:33

    Una storia avvincente che corre su diversi binari temporali, un valzer che passo dopo passo ci guida verso un percorso chimerico fatto di ricordi, vendetta e follia. Un uomo che non ha mai abbandonato il passato e ritorna per terminare il suo piano. O forse non se n’è mai andato. “Lui vede” come allora, ma noi non “vediamo” lui, presi dalla seduzione di ogni singolo capitolo. L’autore sa creare la giusta suspense, lasciare il lettore con il fiato sospeso e con quella frenesia che obbliga a finire presto il libro per scoprirne la veridicità. Thriller ben redatto e fluido, non annoia mai: ogni frase è il filamento di una ragnatela che lo scrittore intreccia con equilibrio fino all’ultima pagina, dove inspiegabilmente, la commozione e lo stupore prendono il sopravvento. Una storia di amicizia, amore, follia, talmente “umana” nella sua astrusità che vi farà appassionare ad ogni personaggio, dallo Sciacallo, a Flavio e persino al fedele Jack. Scriveva Vera Nazarian:” Ogni volta che si legge un buon libro, in qualche parte del mondo, una porta si apre per lasciare entrare più luce.” Aprite quella porta. Leggete “I figli del male”.

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    Liliana

    20/05/2018 17:32:44

    Il prologo da subito l'idea di dove ci troviamo: una ragazza incinta, legata su un tavolo, che pensa al figlio che stà per partorire alternativamente come "il mostro" e come "il mio bambino".I capitoli si alternano su tre livelli temporali, così che il lettore deve sempre riannodare i fatti, collegandoli mano a mano che la storia và avanti, con il presente. Aver letto "Il buio dentro" aiuta ad avere informazioni in più sui personaggi, formandone un ritratto più ampio. Una delle cose che mi piace particolarmente di Lanzetta è la caratterizzazione dei personaggi: non sono banali o solo accennati, pare quasi di entrare nella loro mente e di capire cosa li muove e li spinge ad essere come sono. La storia è molto ben costruita e con un finale che fà pensare... Ottimo lavoro, dò il massimo perché lo merita e, pur non amando il genere devo dirlo: aspetto il prossimo!

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    Un viaggio in tre tempi che partono in momenti precisi per i protagonisti, nel 1950, nel 1987 ed oggi, quando tutto si ricongiunge in una quadra fatta d'intrighi, onore, dignità e passati noti ed ignoti. Un viaggio nel Cilento che attraversa le società longitudinalmente dalla terra ai palazzi. Antonio Lanzetta crea delle ambientazioni fatte di personaggi e come diceva d'Annunzio: " Nessuna casa è così piccola che non la faccia grande un magnifico abitante", e i personaggi di Lanzetta fanno questo, rendono grande il luogo dove si muovono. Con la loro fisicità, il loro carattere e la loro personalità contaminano l'ambiente che li circonda. Un viaggio in tre tempi che partono in momenti precisi per i protagonisti, nel 1950, nel 1987 ed oggi, quando tutto si ricongiunge in una quadra fatta d'intrighi, onore, dignità e passati noti ed ignoti. Un viaggio nel Cilento che attraversa le società longitudinalmente dalla terra ai palazzi. La molteplicitá di personaggi, gli spazi temporali lontani ma non troppo aiutano lo scrittore nel creare una suspense che Lanzetta non smorza, anzi alimenta con ricordi e gesti alzando nel lettore la curiosità e la voglia di capire dove tutto questo convoglia. La scrittura pulita e reale cedono tutto alla fantasia del lettore, come nei grandi romanzi. Antonio Lanzetta ci accompagna al centro del romanzo e da buon scrittore thriller, lì ci abbandona e ci lascia in balia dei nostri sentimenti e delle nostre parole, perchè a quel punto ti sembrerà di scriverla quella storia. Lanzetta è stata una felice scoperta, ma è stata anche la casa editrice per me una lieta conoscenza, una delle poche che si prende cura dei propri scrittori. Da cosa lo si capisce? Una stampa pulita e senza un errore, un refuso, una sbavatura ... Questo è vero rispetto per il lavoro dello scrittore. Buona lettura.

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    Carmine

    17/05/2018 20:00:40

    Un libro che si legge tutto d'un fiato. Una storia che appassiona e coinvolge. Per nulla scontato. La scrittura dell'autore e scorrevole e leggera, piacevole. 5 stelle sono troppo poche per dare un voto, ne meritebbe tranquillamente 10. Consiglio anche la lettura del primo libro "Il buio dentro". In bocca al lupo all'autore Antonio Lanzetta, merita successo.

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    Anna D.

    16/05/2018 14:27:40

    Ammetto... L’ho letto due volte!!! La prima ne sono stata assorbita totalmente,letto in due giorni e di conseguenza,dopo pochi giorni ho sentito il bisogno di rileggerlo con calma, assaporarne ogni parole(di nuovo); Come se avessi voluto accertarmi di aver assimilato per bene tutto,che nulla mi sia sfuggito dato che l’ho letteralmente divorato. Motivo? Semplicemente perché è tra i migliori libri che io abbia letto recentemente. Un libro che ti lascia l’amaro in bocca,l’amaro del male che si assapora a pieno in tutta la sua essenza, ti resta addosso ed è la prova di quanto questo libro sia stato scritto bene. Ho amato Flavio come se fosse un mio caro vecchio amico,con le sue cicatrici, la sua musica e il suo fedele tirapugni.. è stato bello leggere ancora di lui. Lo Consiglio vivamente per chi ama il genere o per chi semplicemente ha voglia di leggere un buon libro. Potrete fare la conoscenza dei misteri di Castellaccio e della scrittura di Antonio Lanzetta ne resterete affascinati!

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