Recensioni I figli del male

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    04/04/2019 05:47:21

    Non capisco come faccia ad avere così tante recensioni positive! Il libro è noioso, senza verve, senza suspense, non è un thriller e si inizia a capire qualcosa da pagina 250 in poi, per poi tornare a non capire niente nel finale. I personaggi sono veramente difficili e per la prima metà sembra che sia solo uno sbrodolata di nomi e di vicende personali, ma che non centra niente con il resto. Insomma non lo consiglio per niente, non lo rileggerei e non lo ricomprerei.

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    11/03/2019 09:24:24

    Si torna a viaggiare tra passato e presente, in due trame che piano piano vanno a confluire in un unico gran finale. Le ambientazioni sono rese al meglio, merito anche di uno studio accurato dei periodi e i luoghi trattati. Lo stile, seppur con una buona dose di accostamenti metaforici, si presenta scorrevole e ad alto impatto. Quanto più si avanza nella lettura, tanto più sono percepite le sensazioni dei protagonisti; si respira l'aria della natura infida che attornia Castellaccio e l'afa di Salerno, si rende ogni evento narrato vivo e come se anche noi ne facessimo parte. La trama, mai banale nonostante semplice da comprendere, riesce a ingabbiare il lettore in una sfera da cui non si può uscire se non si ha raggiunto la fine del viaggio de "I Figli del Male".

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    11/03/2019 09:22:26

    Con questo nuovo romanzo, Lanzetta diventa sinonimo di garanzia per tutti coloro che sono alla ricerca di una storia che sappia coinvolgere e tenere col fiato sospeso dalla prima all'ultima riga. Personaggi caratterizzati al meglio e che vediamo maturare dopo gli eventi de "Il Buio Dentro", in cui prevale la lotta tra bene e male. Interessanti sono gli spunti che l'autore ci lascia a riguardo: ogni protagonista è consapevole di essere in qualche modo macchiato nell'animo dall'oscurità, e ognuno combatte per affrontarla, nonostante delle volte ne restino succubi. Lontana da ogni stereotipo, la figura che Lanzetta associa a ogni personaggio assume valenza unica nel panorama del thriller.

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    11/03/2019 09:20:34

    Mentre la maggior parte dei libri di questo genere tentano in tutti i modi di essere americani, Lanzetta propone un'opera italiana, ambientata in un contesto italiano e per questo più credibile. I personaggi poi sono delineati descritti e inseriti nella storia in modo tale che ci rimangano ben impressi nella memoria, anche qui Lanzetta dimostra di essere uno scrittore con la S maiuscola. In poche righe riesce non solo a tratteggiare i mali che affliggono i vari protagonisti ma addirittura a far fare al lettore un lavoro di introspezione per tentare di capire persino il male e da dove esso derivi. Persino il personaggio più esecrabile diventa agli del lettore più umano. Anche qui Lanzetta si discosta dalla solita solfa del genere che raffigura il malvagio come il male assoluto. Tenta cioè di rendere più umano è più realistico anche ciò che ai nostri occhi è inspiegabile. In questo lo scrittore è superlativo. I figli del male è un libro destinato a rimanere dentro al lettore. Io non posso fare altro che consigliarlo. Assolutamente.

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    11/03/2019 09:16:27

    Con "I figli del male" Lanzetta ci riporta a Castellaccio e non potremmo esserne più felici. Perché se avete letto "Il buio dentro" (ovvero il primo thriller della serie) vi saranno di sicuro mancati i personaggi, i luoghi e perché no anche gli omicidi descritti in maniera così magistrale. Pochi scrittori riescono a farti respirare l'aria che respirano i personaggi dei suoi romanzi. Pochi riescono a farti venire voglia di visitare i luoghi descritti, o farti venir voglia di riscoprirli se li conosci già. Lanzetta non solo riesce a fare tutto questo ma anche di più. Questo secondo romanzo, sempre autoconclusivo ma con gli stessi personaggi, riesce a trasportarti e quasi ti imprigiona finché non hai finito di leggerlo. Torniamo ad una Castellaccio più indietro nel tempo, sempre con le solite due linee temporali distinte e alternate ma legate tra loro, conosciamo nuovi personaggi e rincontriamo quelli che già conoscevamo anche se li troviamo diciamo sotto una luce diversa. Mentre nella Castellaccio del presente abbiamo di nuovo a che fare con Flavio e Damiano, che si ritrovano faccia a faccia con il Male, sia quello dentro di loro, sia quello che vedono ogni giorno, nel loro lavoro e nelle persone che incontrano. Anche stavolta lo scrittore riesce a tenerci con il fiato sospeso e non lesina in colpi di scena che stravolgono il lettore e che fanno venire voglia di continuare a leggere fino alla fine, senza fermarsi un secondo. Se avete amato "Il buio dentro" questo secondo romanzo non vi deluderà affatto, forse lo amerete anche più del primo. Io personalmente sono ancora indecisa su quale sia il mio preferito tra i due, ma non credo riuscirò mai a sceglierne uno, sono entrambi straordinari!!!

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    21/02/2019 10:00:18

    La maggior parte dei commenti sono positivi ed il mio anche. Ci sono commenti negativi davvero pesanti che non condivido, a me sembra un thriller vero e proprio . Secondo me, poi paragonare gli scrittori italiani a King , con il passato che ha ma anche con il presente (un pò meno) è pericoloso e azzardato, un pò come nel mondo del calcio paragonare qualcuno a Maradona o Pelè . Restando alla lettura di questo libro, da parte mia è consigliata.

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    19/09/2018 12:24:08

    lavio e Damiano "lo Sciacallo" non hanno sconfitto l'incubo che domina Castellaccio. Il serial killer soprannominato "L'uomo del salice" è solamente la punta di un icerberg perché il male affonda le radici in un passato remoto e si diffonde per mezzo di un libro misterioso, il De Fauci Inferni, fino a esplodere in quegli anni che vedono un Mimì giovane e innamorato. Il male sa aspettare nell'ombra, nascosto dietro una cascata. Il male terrorizza di nuovo e può generare figli. Se avete apprezzato "Il buio dentro" non potete abbandonare Lo Sciacallo ora che ha più bisogno di aiuto. Chi incontra i personaggi di Antonio Lanzetta finisce per affezionarvisi e leggere "I figli del male" significa tornare al paese e incontrare i vecchi amici. Amici diventati adulti, con più cicatrici, ma forse non più soli perché ora hanno noi lettori che li amiamo.

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    07/09/2018 13:54:06

    Bellissimo seguito de "Il buio dentro". Finalmente si svelano alcune storie rimaste incompiute. Complimenti.

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    02/09/2018 07:56:20

    thriller mozzafiato,assolutamente imperdibile!ricco di colpi di scena e di personaggi semplicemente straordinari,te ne innamori dalla prima all'ultima parola:magnetico!Una grande scoperta,una grande lettura.

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    30/08/2018 16:03:52

    Il passato non si dimentica. Mai. Antonio Lanzetta ci guida ancora nel buio, sconfinando la ragione, dove un fiume di morte dà nutrimento alle radici del male, dove prende vita il suo libro, I Figli del Male. Attraverso le trame de Il Buio Dentro l’ipnotica danza temporale di Lanzetta conduce il lettore davanti al portone della verità, facendolo infrangere contro l’iride del male. Con il suo seguito, l'autore ci spinge verso gli orrori che animano i sogni dello Sciacallo, nonostante abbia deciso di non rimanere più coinvolto dalle scene del crimine, lontano dalla falce della Morte. Ma il suo telefono squilla e dall'altra parte è ancora il Commissario De Vivo, colui che lo aveva avvisato del ritrovamento del salice, trentuno anni dopo l’omicidio di Claudia. La telefonata lo porta sul litorale marino, noto a chi ricerca amore a pagamento: Castellaccio, un paese dalle tinte scure, un quadro di fantasia che racchiude nella sua terra il male. L'impatto con la morte sconvolge l’animo di Damiano, il buio bussa ai suoi pensieri, recidendo la sua apparente quiete. Irrefrenabile è il desiderio di tornare a casa sua, scappare dall'auto in cui viene ritrovato il corpo di un impiegato di banca, ma il foglio infilato nella gola della vittima lo trattiene, mani invisibili che lo afferrano per le caviglie, strattonandogli la mente. Lui vede è la firma lasciata dall’omicida. L'autore persevera uno stile accattivante e per niente scontato, riportando realtà feroci che violano la psiche, lontane dallo sguardo cieco della giustizia. Ogni tassello della narrazione prendere il suo posto, dando concretezza ad una storia ricca di colpi di scena, costantemente in bilico tra la ragione e la follia, tra la vita e la morte. I molti riferimenti a Il Buio Dentro presenti ne I Figli del Male, conferiscono una lettura approfondita delle tetre vicende di Castellaccio, senza però discriminare i neo lettori dell'autore salernitano. Recensione comparsa inizialmente sul magazine Discorsivo.

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    Rob
    29/07/2018 13:28:19

    La storia di una vita. L'infanzia che segna l'adolescenza e il male che permea il tessuto quotidiano di un gruppo di ragazzi. Ideale seguito de Il Buio Dentro, si riprende subito a ritmo serrato con la storia del Salice e dei miti che sembrano usciti dalla penna del miglior Lovecraft (giochi di ruolo?). Scrittura intensa e senza fronzoli, migliorata dai precedenti libri. Climax inseriti in maniera chirurgica e una trama che lascia spiragli a innumerevoli storie. Chi come me è cresciuto a pane e 80s apprezzerà i numerosi omaggi; gli altri, si appassioneranno a un mondo fantasmagorico e cruento. Tra King prima maniera e Lovecraft (scusate la ripetizione ma è d'obbligo) credo che Antonio ci abbia consegnato al momento il suo miglior libro.

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    25/07/2018 19:53:52

    La scrittura di Antonio è suggestiva e accogliente, nel senso che ti fa sentire a casa; ti trasmette un senso indiretto di familiarità, quando parla dei personaggi (o, meglio, quando parlano i personaggi). Finale al cardiopalma, con una serie di rivelazioni orchestrate bene e gestite con cura. Vari nuclei narrativi, collocati in ambiti spazio-temporali differenti, che si ricompongono in una scultura definitiva e armonica. Applauso.

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    07/07/2018 10:47:48

    Un gran bel libro. Il secondo volume che vede protagonisti Flavio e Damiano, li porta di nuovo nel buio. Damiano viene contattato dalla polizia per fare il profilo di un assassino seriale che uccide lasciando un biglietto con un,unica frase: “lui vede”, frase che lo catapulta di nuovo nell’incubo. Flavio invece sta seguendo una paziente traumatizzata che quando riesce di nuovo a parlare, dice solo due parole: “lui vede”. Ma chi è questo Lui? La storia viene raccontata saltando dal 1950 agli anni 80 fino ai giorni nostri, ma non ci si perde, non ci si confonde. Anzi, Antonio Lanzetta riesce a creare quel crescendo che porta a non smettere di leggere. Una scrittura davvero molto coinvolgente. Bravissimo!

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    06/07/2018 16:15:47

    Annalisa Guida ha condiviso una foto. 1 min · Il male esiste, ne sono convinta ora più che mai. Ho scoperto persone malvage apparentemente angeliche, in grado di creare architetture di menzogne e azioni lesive. E allora ho pensato a I figli del male di Antonio Lanzetta Il male è una corruzione, e soprattutto espande i propri tentacoli infetti. Anche se si è legati da amicizia apparentemente pura e si è intrisi di sentimenti nobili e leali, si può essere punti dal male e farne tanto. Basta un piccolo grande inceppamento nell’ingranaggio di routine e possono venir fuori le peggiori brutture. E allora si comprende che tutto il buonismo, l’affetto e le buone abitudini erano solo un tappetto sotto il quale si nascondeva il peggiore rifiuto chimico velenoso. Ci sia guarda allo specchio e si guardano anche gli occhi del male, e si può scegliere tra istinto e aspirazione. Le debolezze ci mettono davanti ad una scelta: scegliamo la nefandezza o ci armiamo e la combattiamo? Con una narrazione cinica, elegante, Antonio Lanzetta mi ha fornito uno strumento ulteriore per indagare ancora più a fondo nei miei sentimenti e in quelli delle persone malvagie che purtroppo ho incontrato. Il male bisogna conoscerlo, riconoscerlo e combatterlo, in qualunque forma si presenti; camorra, strumentalizzazione, omicidi, menzogne, ingiurie, vendetta e così via. Consiglio vivamente.

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    06/07/2018 14:51:21

    La trama è articolata nella maniera dei migliori thriller, con salti temporali che rendono tutto più complesso ma interessante. Cercare di capire cosa collega le due vicende, in un unica vicenda, com’è nata e come s’è evoluta. È un percorso che passa attraverso delle morti efferate, ma che passa anche attraverso i pensieri dei personaggi. Antonio Lanzetta porta i brividi dal cuore nero della terra alla mente dei personaggi, da un libro maledetto alla visione di un personaggio occulto. Perché “lui vede”, e vede cose che altri non vedono, vede cose che solo la follia può far vedere. E anche quando tutto sembra ricondurre a una terra, quando tutto sembra ricondurre a Castellaccio, le dinamiche si accavallano, i segreti si avvinghiano al passato prima di scoprire la scioccante verità. Intrecci che trovano una spiegazione, personaggi che nascondono verità, questo libro si gusta in particolar modo alla fine, quando tutto torna a spiegare il passato, e a noi i finali che hanno un senso sono sempre piaciuti molto.

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    03/07/2018 05:37:04

    il seguito di " il buio dentro "...torniamo a Castellaccio....thriller avvincente...anche in questo la storia va dal presente, al passato recente , e ad un passato più lontano...ma non è solo un thriller....è anche una storia di amicizia...molto bello...e ancora più forte del primo...consiglio di leggere prima " il buio dentro " per immergersi bene nella storia e nei personaggi...bravo Antonio...mi è piaciuto

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    Max
    28/06/2018 08:50:13

    Probabilmente il miglior thriller che ho letto quest'anno. Lanzetta si conferma un autore di talento, capace di coniugare uno stile di scrittura efficace a una storia che, in modo graduale, prende le fattezze di un vero e proprio incubo.

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    27/06/2018 11:58:24

    un mattone indescrivibile.... e di thriller ne leggo almeno 30 all'anno. Questo è un disastro... non trasmette nulla e di conseguenza va di volata a tenere su la mia lampada sul comodino... così serve a qualcosa

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    26/06/2018 13:02:16

    Ah... questo è lo Stephen King italiano? Mai sentito. Ho avuto il coraggio di leggere sia questo libro che "Il buio dentro" e li classifico al più basso livello. Stephen King italiano..? Devo dire che mi fa più paura la dottoressa Tirone....

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    26/06/2018 12:57:10

    ho resistito due giorni a leggerlo ma la trama ha fin da subito suscitato poco interesse... volevo comunque finirlo e dare prova di caparbietà, ma proprio non ce l'ho fatta... chi se ne frega come va a finire... è illeggibile e senza "verve". Passo ad altro, non voglio essere torppo cattiva, magari in futuro avrò di che ricredermi...

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    26/06/2018 12:47:42

    Voglio dire... io volevo questo libro da almeno un paio di mesi e sono riuscito a farmelo regalare perchè avevo visto tutte queste belle recensioni..... e poi scopro che è carta da macero. Penso che chi abbia recensito questo libro non abbia capito proprio niente. Leggo thriller da trent'anni, ho lavorato nell'editoria e ho letto libri a secchiate e ora che sono in pensione posso finalmente leggere quello che voglio ma questo no. NO! NO! Lasciatemelo dire, brutta cosa quando un autore spreca il suo tempo a mettersi recensioni da solo anzichè imparare a scrivere (!!!!!!!!!!!!) per avere almeno la decenza di non far buttare via soldi inutilmente alla gente che i suoi libri li paga!

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    26/06/2018 12:32:55

    Scusate ma questo è un thriller? Sono un professore di lettere e credo di avere un minimo di voce in capitolo. Il livello grammaticale è puerile, per non parlare del componimento in sé piuttosto scontato. Lo abbiamo letto in aula come esempio di letteratura italiana moderna ma, a gran voce, è stato chiesto di passare ad altro alla fine del terzo capitolo. Trenta copie acquistate e nulla di fatto. Indecente. L'editoria italiana, se propone questo, è indecente.

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    25/06/2018 22:53:31

    Ho terminato in questi giorni la lettura di questo affascinante quanto travolgente romanzo e che dire, lo consiglio calorosamente. La crociata contro il male continua per i nostri protagonisti, cederanno loro volta al buio? Beh non vi resta che scoprirlo e se siete rimasti indietro, vi consiglio di recuperare il preaquel di questo fantastico intreccio dal nome “il buio dentro”. Pertanto #sceglilanzetta e buona lettura ;)

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    25/06/2018 19:49:06

    In questo romanzo nessun personaggio è "perbene", ognuno a suo modo è "figlio del male"... naturale o adottato. Una storia che non ti illude con un lieto fine ma che ti seduce con il suo senso di giustizia impuro. Scorrendo le pagine ti ritrovi nella la testa dei personaggi, guardi con i loro occhi e indossi la loro pelle con naturalezza. Un Lanzetta che conferma di essere padrone del genere nonostante sia solo il secondo romanzo thriller che scrive. Ma di questo, personalmente, avevo pochi dubbi visto le sue opere precedenti. Antonio sa come farti condividere un'emozione, sa come mostrarti un pensiero, sa come immergerti in una situazione, sa come coinvolgerti. Tiene il ritmo perfettamente senza esagerare in descrizioni e senza lesinare in introspezione, senza abbondare in azione e senza essere carente nei dialoghi. Mostra con giusto equilibrio gli eventi della storia che si dipana su tre linee temporali diverse. Il suo stile di scrittura asciutto e dinamico è diventato il suo marchio di fabbrica. Ma con questo libro Antonio si conferma anche un ottimo autore, il plot che caratterizza la storia non solo è in perfetta continuità con il precedente romanzo del ciclo, "Il buio dentro", ma ne da una ulteriore chiave di lettura. Un romanzo da leggere... assolutamente.

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    12/06/2018 21:38:02

    Recensione: Wow! È così che, quasi alla fine della storia, ho esordito. Semplicemente. Non è stato solo un fugace pensiero, ma una parola viva, proferita ad alta voce, per convincere tutta me stessa che questa fosse l’unica espressione adatta a definire quello che si prova leggendo questo romanzo. La merita totalmente. “I figli del male” chiude un cerchio, quello lasciato aperto dal precedente lavoro dell’autore, “Il buio dentro”. Passato e presente giocano tra loro, come la vita e la morte. Uomini e donne marchiati dal male, seguaci di un’entità maligna che tira i fili dei suoi burattini, i prescelti. Giovani vittime, a cui è facile offuscare la mente, che hanno un bisogno disperato di qualcuno vicino, come una “madre”, che li consigli e li indirizzi. Ma le sue indicazioni, portano solo verso la strada dell’annullamento e dell’oscurità. E così Damiano, detto lo Sciacallo, sarà coinvolto, apparentemente, in un nuovo caso, che porterà anche i suoi più grandi amici, Flavio e Stefano nelle fauci dell’Inferno. Rischieranno molto, la loro stessa vita, per salvare altre vite innocenti e per spezzare i brutali rituali perpetrati nel tempo. Con “I figli del male”, Antonio Lanzetta, fa un enorme salto in avanti passando facilmente sul traguardo. Con uno stile semplice e diretto carica la storia e i personaggi di un quid in più, rendendoli unici e speciali. La cosa che mi ha colpita maggiormente è la novità proposta da Lanzetta: un buono non può spezzare il male. “Solo un mostro può fermare un altro mostro”. Da leggere e custodire in attesa del prossimo romanzo di questo magnifico scrittore.

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    12/06/2018 09:26:32

    Non c’è dubbio, Antonio Lanzetta sa come ottenere l’attenzione del lettore e come mantenere alta l’adrenalina, dall’inizio alla fine, in un susseguirsi di eventi intrecciati e legati fra loro, dal passato, fino ad oggi. Non scrivo quasi mai particolari delle storie che leggo (non voglio che un altro lettore si senta influenzato da una sorta di “trailer” che un altro può fare), e in questo caso non riesco neppure a dire quale sia il personaggio che ho apprezzato di più, in quanto ciascuno ha avuto la sua importante funzione e la sua ragione di esistere all’interno della storia (anche se il capitolo del pedofilo che andava a ragazzine mi è piaciuta particolarmente per linguaggio e descrizione schietta e particolarmente veritiera). Ho avvertito gli odori, la puzza di marcio e del sangue, e tutta una serie di emozioni contrastanti. Unico punto debole: in alcuni casi mancava la punteggiatura, e con questo intendo che non c’era il punto di chiusura alla fine di alcuni tempi, e ci sono alcune ripetizioni (sbatté gli occhi, schiocco, nugoli di moscerini, sostenne lo sguardo), che di sicuro non inficiano la qualità dello scritto, qui si tratta meramente di una mia visione da lettrice che non ama molto le ripetizioni quando si possono usare mille altri sinonimi. Ho concluso questo libro spedita, a gran velocità, mentre ascoltavo i “Lamb”, riflettendo sulle parole dello sciacallo: “Funziona sempre così. Ti accorgi di una persona, dei suoi sentimenti, di chi è realmente, solo quando l’hai persa”. Voglio fare i miei complimenti ad Antonio, poiché sono certa che farà molta strada. Sono anche sicura che questo libro mi mancherà col passare del tempo. Fortunatamente, un libro si può sempre riaprire, e le sue pagine possono sempre garantirti nuove emozioni, diverse, per ogni nuovo giorno.

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    29/05/2018 10:30:03

    Trama avvincente e personaggi caratterizzati in modo profondo e complesso, mano a mano che si va avanti con la lettura e le vicende che li vedono coinvolti si dipanano non riesci più a separarti da loro, arrivi a "sentire" tutto il loro dolore, sia fisico che emotivo. La narrazione si snoda su più piani temporali, la storia è appassionante, i colpi di scena dietro l'angolo; il caso da risolvere si trasforma via via in uno strumento attraverso il quale i protagonisti faranno i conti con se stessi, con il proprio passato, con il dolore mai sopito di un'estate che ha portato tutti loro alla perdita dell'innocenza e alla caduta dei sogni. Questo romanzo è sì un thriller, sì un noir con sfumature di horror, ma è anche e soprattutto un gran bel romanzo di formazione. Dopo "Il buio dentro" con "i figli del male" Antonio Lanzetta torna a scavare nelle parti più nascoste dell'animo umano e raggiunge la maturità narrativa, bravissimo!

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    28/05/2018 15:53:33

    Una storia avvincente che corre su diversi binari temporali, un valzer che passo dopo passo ci guida verso un percorso chimerico fatto di ricordi, vendetta e follia. Un uomo che non ha mai abbandonato il passato e ritorna per terminare il suo piano. O forse non se n’è mai andato. “Lui vede” come allora, ma noi non “vediamo” lui, presi dalla seduzione di ogni singolo capitolo. L’autore sa creare la giusta suspense, lasciare il lettore con il fiato sospeso e con quella frenesia che obbliga a finire presto il libro per scoprirne la veridicità. Thriller ben redatto e fluido, non annoia mai: ogni frase è il filamento di una ragnatela che lo scrittore intreccia con equilibrio fino all’ultima pagina, dove inspiegabilmente, la commozione e lo stupore prendono il sopravvento. Una storia di amicizia, amore, follia, talmente “umana” nella sua astrusità che vi farà appassionare ad ogni personaggio, dallo Sciacallo, a Flavio e persino al fedele Jack. Scriveva Vera Nazarian:” Ogni volta che si legge un buon libro, in qualche parte del mondo, una porta si apre per lasciare entrare più luce.” Aprite quella porta. Leggete “I figli del male”.

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    20/05/2018 17:32:44

    Il prologo da subito l'idea di dove ci troviamo: una ragazza incinta, legata su un tavolo, che pensa al figlio che stà per partorire alternativamente come "il mostro" e come "il mio bambino".I capitoli si alternano su tre livelli temporali, così che il lettore deve sempre riannodare i fatti, collegandoli mano a mano che la storia và avanti, con il presente. Aver letto "Il buio dentro" aiuta ad avere informazioni in più sui personaggi, formandone un ritratto più ampio. Una delle cose che mi piace particolarmente di Lanzetta è la caratterizzazione dei personaggi: non sono banali o solo accennati, pare quasi di entrare nella loro mente e di capire cosa li muove e li spinge ad essere come sono. La storia è molto ben costruita e con un finale che fà pensare... Ottimo lavoro, dò il massimo perché lo merita e, pur non amando il genere devo dirlo: aspetto il prossimo!

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  • Un viaggio in tre tempi che partono in momenti precisi per i protagonisti, nel 1950, nel 1987 ed oggi, quando tutto si ricongiunge in una quadra fatta d'intrighi, onore, dignità e passati noti ed ignoti. Un viaggio nel Cilento che attraversa le società longitudinalmente dalla terra ai palazzi. Antonio Lanzetta crea delle ambientazioni fatte di personaggi e come diceva d'Annunzio: " Nessuna casa è così piccola che non la faccia grande un magnifico abitante", e i personaggi di Lanzetta fanno questo, rendono grande il luogo dove si muovono. Con la loro fisicità, il loro carattere e la loro personalità contaminano l'ambiente che li circonda. Un viaggio in tre tempi che partono in momenti precisi per i protagonisti, nel 1950, nel 1987 ed oggi, quando tutto si ricongiunge in una quadra fatta d'intrighi, onore, dignità e passati noti ed ignoti. Un viaggio nel Cilento che attraversa le società longitudinalmente dalla terra ai palazzi. La molteplicitá di personaggi, gli spazi temporali lontani ma non troppo aiutano lo scrittore nel creare una suspense che Lanzetta non smorza, anzi alimenta con ricordi e gesti alzando nel lettore la curiosità e la voglia di capire dove tutto questo convoglia. La scrittura pulita e reale cedono tutto alla fantasia del lettore, come nei grandi romanzi. Antonio Lanzetta ci accompagna al centro del romanzo e da buon scrittore thriller, lì ci abbandona e ci lascia in balia dei nostri sentimenti e delle nostre parole, perchè a quel punto ti sembrerà di scriverla quella storia. Lanzetta è stata una felice scoperta, ma è stata anche la casa editrice per me una lieta conoscenza, una delle poche che si prende cura dei propri scrittori. Da cosa lo si capisce? Una stampa pulita e senza un errore, un refuso, una sbavatura ... Questo è vero rispetto per il lavoro dello scrittore. Buona lettura.

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