I figli della mezzanotte - Salman Rushdie - copertina

I figli della mezzanotte

Salman Rushdie

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Traduttore: Ettore Capriolo
Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Edizione: 1
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 dicembre 2017
Pagine: 644 p.
  • EAN: 9788804687269
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I figli della mezzanotte

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Vincitore del Man Booker Prize 1981

I "figli della mezzanotte" sono i bambini nati il 15 agosto 1947, allo scoccare della mezzanotte: il momento, cioè, in cui l'India proclamò la propria indipendenza. Possiedono tutti doti straordinarie: forza erculea, capacità di diventare invisibili e di viaggiare nel tempo, bellezza soprannaturale. Ma nessuno è capace di penetrare nel cuore e nella mente degli uomini come Saleem Sinai, il protagonista di questo romanzo che, ormai in punto di morte, racconta la propria tragicomica storia; una vicenda surreale attorno a cui si dipana una saga familiare, un canto corale sullo sfondo della storia dell'India del Ventesimo secolo.
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    Camilla

    15/05/2020 14:02:21

    Questo libro per me è stato una sorpresa bellissima. L'ho letto per un esame e non pensavo mi avrebbe appassionato così tanto, e invece la storia ti cattura subito. All'apparenza può sembrare un po' confusionario ma non sarà così, affidatevi ciecamente all'autore e lasciate trasportare in India.

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    nicola

    13/05/2020 15:49:37

    Delusione infinita per questo libro pesantissimo in ogni senso. Scrittura spesso caotica che si fa davvero fatica a seguire; personaggi caricaturizzati e vicende che si susseguono spesso sovrapponendosi. La storia indiana degli anni seguenti all' indipendenza perde,in questo minestrone,tutta la carica evocativa storica che magari invece il lettore si aspettava.

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    Castiglione

    13/05/2020 10:40:33

    Avevo altissime aspettative per questo romanzo, che in tanti definiscono un capolavoro della letteratura. Eppure, con grande rammarico, ho faticato molto nella lettura e finirlo è stata una impresa. Non si riesce a star dietro alla marea di eventi che si seguono e di personaggi che si muovono frenetici. La prosa di Rushdie è faticosa e non aiuta. Ci sono nel romanzo aspetti di pura genialità, interessantissimi, che a mio modesto parere vengono soffocati e non sfruttati come si deve. Che peccato.

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    ciro

    12/05/2020 17:05:36

    Salman Rushdie Delusione infinita per questo libro pesantissimo in ogni senso. Scrittura spesso caotica che si fa davvero fatica a seguire; personaggi caricaturizzati e vicende che si susseguono spesso sovrapponendosi. La storia indiana degli anni seguenti all' indipendenza perde,in questo minestrone,tutta la carica evocativa storica che magari invece il lettore si aspettava.

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    Maurizio Ricci

    12/05/2020 02:24:11

    Salman Rushdie appare prepotentemente sulla scena mondiale nel 1980 con questa opera monumentale, che va letta assieme al suo duale "La vergogna"; poi l'ermetico e discusso "Versetti satanici", del quale si è molto parlato, principalmente a sproposito e per sentito dire (vedi "Il Capitale": chi lo ha letto davvero?). Successivamente la produzione di Rushdie mostra una evoluzione stilistica che potrebbe apparire una involuzione. "I figli della mezzanotte", il suo primo grande, insuperato romanzo, stilisticamente ineccepibile e raffinatissimo, rappresenta una lettura certamente non semplice, ma assai appagante; se non addirittura sconvolgente. Di certo questa opera vi resterà profondamente impressa. Mi pare che a tratti la pagina fatichi a contenere tutta l'energia dell'autore: forse questo è l'unico limite di Rushdie. In questo suo capolavoro non appaiono la scorrevolezza e la velata ironia di fondo de "L'ultimo sospiro del Moro", qualità che possono parere una involuzione in senso commerciale del suo personalissimo stile, ma che a me paiono segni di padronanza tecnica e di maturità. D'alto canto, chi altri avrebbe potuto anche solo concepire l'idea di scrivere un epitaffio di oltre 500 pagine per una cantante rock ("La terra sotto i suoi piedi")?

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    alcaffemoro

    10/12/2019 19:59:36

    Probabilmente il vero capolavoro di Rushdie... Ma anche un libro pietra miliare x l innovazione stilistica nella letteratura mondiale...raccontare la storia (non solo dell'India) in questo modo così intrigantemente affabulatorio non era mai stato fatto prima.... Non così!

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    mario

    24/09/2019 21:06:30

    Lettura complessa e ipnotica, strana come il protagonista, tanti personaggi, ma descritti in modo così sapiente che riesci a non dimenticarli e poi l'India e la sua Storia, una storia di poteri e miseria, di corruzioni e negatività, di spezie e colori. Sinceramente non so se e a chi consigliarne la lettura, sicuramente a un lettore paziente e pronto ad affrontare oltre 500 belle pagine.

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    Fanny

    24/09/2019 17:31:52

    Quando si parla di Salmoan Rushdie di solito si parla anche di global novel o in generale di letteratura globale. Si parla di letteratura globale in molte circostanze , non si intende sempre la stessa cosa. In questo caso Rushdie è stato uno dei primi autori a scrivere in lingua inglese nonostante lui sia indiano, raccontano comunque delle loro nazioni d'origine, non cancellano la loro esperienza particolare, la loro nazionalità, però ne danno una dimensione globale. Ne" i figli della mezzanotte" si parla dell'India, si parla concretamente dell'India perché ci sono i colori dell'India, l'azzurro del Cashmere , si parla molto del cibo indiano. Nonostante non si cancelli la concretezza della nazione indiana, le si dà una dimensione globale aprendo una finestra sul mondo dell'india. Il suo inglese è una continua mescolanza con termini indiani tanto è vero che alla fine del libro c'è un glossario. In questo romanzo c'è una forte tensione che riguarda la globalizzazione proprio come tema, la modernizzazione della nazione indiana che però in generale è il conflitto fra vecchio e nuovo che riguarda tutti e che ha una forte componente contemporanea . Un grande sì!

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    Antonio

    21/09/2019 11:04:18

    Saleem Sinai, in procinto di morire, decide di raccontare la propria tragicomica storia e quella della sua famiglia: è una straordinaria saga familiare che si dipana per quasi tutto il ‘900 mescolandosi all’India e le sue sorti, anzi potremmo dire causando parte delle sue sorti. Saleem è nato il 15 agosto del 1947 allo scoccare preciso della mezzanotte e questo fa di lui un figlio della mezzanotte insieme a circa altri 500 bambini: questi sono tutti dotati di caratteristiche particolari, ma più sono nati vicino all’una di notte, più il loro potere va affievolendosi. Il narratore di questo libro è capace di leggere nel pensiero, ma anche di tenere all’interno della propria mente le riunioni di questo speciale club. Travolgente e ricco di storia, un romanzo sicuramente fondamentale per la storia di Bombay e dell'intero paese, Rushdie un genio.

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    Jessica

    09/03/2019 09:38:46

    La mezzanotte è quella del 15 agosto 1947, il giorno della proclamazione dell’indipendenza dell’India, e il protagonista, Saleem Sinai, è il primo dei milleuno bambini nati durante la prima ora di quel memorabile giorno. Altra protagonista del romanzo è la storia dell’India, ed inevitabilmente del Pakistan, che s’interseca con le vicende individuali. Una storia apparentemente senza uscite né speranze, segnata da corruzione e grandi esplosioni di violenza. Tragica in sé, a tratti comica quando si mescola alla commedia della vita dei singoli.

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    marco

    08/03/2019 09:31:18

    richiede un alto livello di concentrazione per via della prosa intricatissima ma è incantevole

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    Emanuele

    06/09/2018 09:07:41

    Romanzo complesso, ambizioso, nel quale diversi piani (storico, fantastico, personale) si sovrappongono. Romanzo difficile da giudicare. Partiamo dall'aspetto più evidente: bisogna avere pazienza! Le prime cinquanta pagine sono nebulose, per i continui rimandi a ciò che verrà narrato nel seguito e che inizialmente è solo accennato. Poi, a poco a poco, le nebbie si diradano. Quindi: niente paura, vale la pena superare le nebbie iniziali. Ma subito dopo un altro consiglio: se arrivati a pagina 200 il romanzo continua a non prendervi, allora lasciate perdere. Ho amato molto tutta la prima parte del romanzo, nella quale il protagonista racconta la propria infanzia a Bombay (probabilmente è anche la parte nella quale gli elementi autobiografici sono più presenti) . Poi a mio avviso il romanzo perde di consistenza, si sfilaccia, lo stile di scrittura risulta meno efficace. Nella prima parte del romanzo gli elementi reali (la saga familiare dei Sinai), gli elementi storici (gli anni precedenti e successivi all'indipendenza dell'India) e gli elementi fantastici (i bambini della mezzanotte) si fondono con naturalezza in maniera estremamente affascinante (tanto da farmi pensare: Rushdie sembra un Garcia-Marquez indiano). Nelle capitoli successivi, da quando il protagonista lascia Bombay, questa unità artistica di reale, storico e immaginario secondo me non si realizza più (o comunque non si realizza in maniera altrettanto efficace) e il romanzo perde di consistenza, si sfilaccia e sembra procedere un po' "a tentoni". In conclusione: un romanzo che è una sfida (come l'India, del resto).

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  • Salman Rushdie Cover

    Salman Rushdie è uno scrittore indiano naturalizzato britannico. Nato a Bombay, si trasferisce a Londra all'età di 14 anni e studia al King's College di Cambridge. Il suo stile narrativo, che amalgama narrazione realistica e invenzione mitica, è stato descritto come collegato al realismo magico.Tra le sue prime pubblicazioni: le novelle Grimus (1974), I figli della mezzanotte (1981) e Vergogna (1983). Con I figli della mezzanotte vince il Booker Prize nel 1981 e ottiene un inaspettato successo popolare e critico.Dal 1989 vive in clandestinità, dopo la condanna a morte decretata da Khomeini e dal regime degli ayatollah seguita alla pubblicazione del libro Versetti satanici, ritenuto blasfemo verso la religione del Corano. In seguito pubblica una relazione... Approfondisci
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