Traduttore: U. Gandini
Editore: TEA
Collana: TEA storica
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 aprile 2004
Pagine: 354 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788850205479
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Recensioni dei clienti

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    Guido

    16/09/2018 20:41:17

    Avevo già letto in passato testi di Knopp. In questo libro impera come sempre la semplicità e una chiarezza tipica dello scrittore. E' stato come un viaggio. Sapevo già del duro addestramento fisico e caratteriale a cui sono stati sottoposti le giovani leve tedesche ma con questo libro ho ampliato maggiormente la mia conoscenza su questo argomento

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    Dionisio

    12/08/2018 20:06:43

    Un accattivante viaggio in quello che fu il più eclatante plagio di una nazione e di un popolo, in questo caso la parte giovanile di esso. Pur essendi scritto con semplicità e fluidità romanzesca, non manca di avere ottimi spunti storici. Unico neo, non aver chiarito i testi degli autori che trovano spazio di citazione, se non nella bibliografia a fine capitolo. Comunque eccellente! Un libro che segna l'Anima.

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    Piero Giombi

    08/12/2012 01:18:36

    Ho assegnato il libro come lettura ai miei ragazzi della I Liceo: hanno 14 anni, l'età in cui si entrava nella Hitlerjugend.

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    Piero Giombi

    06/12/2012 14:51:11

    I giovani sono idealisti e, poiché sono poco esperti della vita, facili da ingannare. Le loro menti, ancora in formazione, possono essere manipolate. Il libro illustra proprio questo: come milioni di ragazzi tedeschi aderirono con entusiasmo al nazismo, senza rendersi conto della sua natura criminale. A migliaia morirono sui campi di battaglia. Nell'ottobre 1944 venne chiamata alle armi la classe 1928 e nel febbraio 1945 la classe 1929: ragazzini di 15 anni e qualche mese, dopo un sommario addestramento di una settimana, con un armamento ridicolo, vennero buttati allo sbaraglio contro le divisioni corazzate nemiche. Il capo della Gioventù Hitleriana, Baldur Von Schirach, che li aveva resi fanatici, al processo di Norimberga si dichiarò pentito e se la cavò con appena 20 anni di prigione, malgrado che, come Gauleiter di Vienna, si fosse reso responsabile della morte di migliaia di ebrei e rom. Un libro da far leggere nelle scuole.

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    monica

    16/03/2012 15:10:29

    Un altro ottimo saggio di Knopp. Bimbi nati da relazioni tra occupanti ed occupati, bambini colpevoli solo di essere nati, trattai come rifiuti sociali marchiati con vezzeggiativi volgari ed umilianti per contraddistinguere la loro vergognosa paternita' tedesca. Bambini emarginati socialmente, privati spesso dell'istruzione di base, spesso rinchiusi in istituti speciali per disabili mentali perche' tali erano da considerare i bambini della vergogna. Bambini considerati i principali responsabili del passato dei padri. E le mamme il cui corpo doveva appartenere soltanto alla nazione che le mise alla luce furono rasate pubblicamente a simboleggiare l'infame vergognosa onta con la quale avevano sporcato il sangue e l'onore del loro paese. Una conseguenza di quella assurda guerra una vendetta brutale ed ingiustificata, alla fine questi bimbi ricevettero lo stesso trattamento inumano che il nazismo inflisse ai popoli che considerava inferiori, ma in questo caso a guerra finita.

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    Pietro Ferrari

    26/10/2006 16:13:47

    Attraverso i ricordi e le toccanti testimonianze di uomini e donne che ne fecero parte, il libro di Knopp narra la storia delle organizzazioni giovanili, Jungvolk, Hitler-Jugend e Bund Deutscher Mädel, create negli anni Trenta al fine di educare la gioventù tedesca ai principi del nazionalsocialismo. Una generazione che non ebbe scelta, come giustamente osserva l’autore. Plasmata dalla propaganda, crebbe nel culto del Führer e della nazione germanica. Il regime hitleriano seppe abilmente sfruttare l’ardore e l’idealismo dei giovanissimi, e non ebbe scrupolo, infine, a gettare migliaia di adolescenti nella fornace delle “battaglie di materiali” che segnarono gli ultimi, terribili mesi del secondo conflitto mondiale.

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    Sandro

    05/05/2002 22:32:30

    Linguaggio estremamante chiaro su fatti che si fa fatica a credere che siano successi. Fa riflettere e, secondo me, ne va consigliata la lettura anche ai "nostri" odierni adolescenti ed ai loro insegnanti. Pur se l'argomento porta a tristi considerazioni, l'autore - bravissimo - riesce a mantenere l'attenzione fino alla fine del libro (che, purtroppo, finisce!) Sentite congratulazioni all'autore!

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