I figli non crescono più

Paolo Crepet

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 11 ottobre 2005
Pagine: 166 p., Brossura
  • EAN: 9788806169794
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Descrizione
Molti adolescenti di oggi non si sentono spinti a camminare da soli. A rischiare. Provare emozioni, ribellioni, responsabilità. In questo libro, rivolto ai giovani ma anche ai loro genitori e insegnanti, Paolo Crepet affronta una delle più forti ipoteche sul futuro della società. E cerca di suggerire i possibili rimedi, che coinvolgono prima di tutto l'educazione e la scuola.

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Recensioni dei clienti

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    Salvatore Palma

    19/11/2012 07:54:27

    "Le ragioni del declino sociale ed economico del Paese [hanno a che fare] con ciò che abbiamo voluto e saputo trasformare e con ciò che abbiamo voluto mantenere". Dal giusto punto di equilibrio tra cambiamento e conservazione, tra coraggio per scelte difficili e timore del nuovo, passa la capacità di crescere della nostra società senza perdere i fondamentali punti di riferimento morale: "la famiglia si è fatta fragile, esattamente come il mondo che la circonda", la genitorialità è sempre più difficile da esercitare, le nuove generazioni si arrovellano e si dibattono tra ubbidienza e trasgressione, tra responsabilità e ribellione, tra ragione ed emozione, tra un passato che rigettano ed un futuro che è difficile da costruire. Un saggio di agevole lettura, essenziale per chi vuole approfondire le tematiche pedagogico-educative connesse al rapporto tra adulti e mondo giovanile.

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    benedetta

    11/11/2009 16:40:13

    Libro ad effetto, di quelli che riescono a strappare il titolone sui giornali ma che poi sono vacui come le persone che li scrivono. Peccato perchè su questo argomento ci sarebbe davvero tanto da scrivere. Un appunto per Martina: ma sei vera? Hai 16 anni e scrivi facendo errori da quarta elementare!!!!!

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    barbara

    09/09/2006 14:45:41

    Bello, davvero bello, soprattutto utile: leggerlo, comprenderlo ed applicarlo concretamente tutti i giorni contribuirebbe realmente ad una crescita sociale, quella che oggi viene decantata come una meta raggiunta mentre in realta' si tratta solo di un travestimento leggero, molto fragile nella sostanza, nei contenuti, nei valori. L'adolescente in questo libro e' solo una persona che ha bisogno di aiuto per diventare una persona matura, non e' dipinto ne' in forma negativa ne' in forma positiva, ma solo in forma oggettiva, con un marcato riferimento al diritto che un adolescente ha di essere aiutato a diventare un adulto maturo, autonomo, responsabile e, a sua volta, essere in grado di condursi al meglio nella vita e aiutare altri giovani a crescere. Il genitore o l'educatore in genere sono invece dipinti come coloro che hanno il dovere e il diritto di occuparsi bene della crescita di un ragazzo, compito molto difficile questo, in quanto richiede che quegli adulti a loro volta siano stati aiutati bene a crescere quando erano ragazzi, o che comunque possiedano una sensibilita' verso il giovane e una consapevolezza del proprio ruolo, o che comunque abbiano il coraggio di mettere in discussione se stessi e l'educazione che hanno ricevuto se non e' stata delle migliori e di capire il come si fa ad aiutare qualcuno a crescere. L'adulto dovrebbe svolgere una lavoro guidato dalla volonta' di rispettare con equilibrio lo spazio entro il quale il giovane ha diritto e vuole esprimersi e quello oltre il quale il giovane non puo' ancora spingersi perche' non ne possiede ancora gli strumenti, ma puo' gradualmente addentrarsi accompagnato da una guida esperta. E' un lavoro che richiede costante fatica, a tutti i livelli, fisica e psicologica: una fatica che si traduce nell'esserci sempre, in modo visibile o invisibile, che consiste nel creare un ponte con l'adolescente attraverso cui scorre un fiume di empatia che fa da veicolo alla fiducia ed al rispetto reciproci e che crea un ideale rapporto fra maestro e allievo.

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    martina

    31/07/2006 17:18:33

    la mia non è una vera è propria recensione..!!con le mie parole voglio rivolgermi a tutti coloro ke hanno avuto il barbaro coraggio di dire ke qst libro non è un buon libro..e ke in esso sono contenute solo sciokkezze!!..evidentemente siete stesso voi a non conoscere i giovani...io lo sono !! ho 16 anni e devo dire,da amante della lettura e della psicologia,ke questo libro contiene in esso grande significato ...e se coloro ke l hanno letto giudicandolo male avessero saputo leggerlo come si dovrebbe leggero un libro profondo cm qst..avrebbero sicuramente dato un'altra opinione!!..consiglio inoltre di leggere lettera ad un adolescente..di andreoli !!

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    Serena

    03/07/2006 21:30:10

    Al contrario di alcune persone che hanno scritto qui sotto trovo sia davvero un bel libro, dice le cose come stanno e il fatto che a volte può sembrare scontato ci deve far riflettere maggiormente perchè ciò vuol dire che tutti sappiamo quali sono i problemi ma che nessuno si da una mossa x risolverli! Io ho 17 anni e leggendo il libro non mi sembra che Crepet abbia sparato a zero sugli adolescenti, bensì ha criticato il metodo educativo del nostro Paese. Forse da parte degli adolescenti che leggono questo libro ci vorrebbe un pò più di umiltà nel riconoscere che ciò ke dice non è proprio falso (parlo ad esempio dei commenti che fa sui ragazzi che preferiscono starsene al calduccio in famiglia piuttosto che mettere il naso fuori...e ditemi che non è così!).Inoltre penso che le problematiche dei giovani le e dell'educazione che viene l'oro impartita le abbia capite benissimo, solo che disegnano una gioventù talmente debole ke è meglio (o forse più facile) far finta di non vedere. Poi è ovvio che gli adolescenti nons ono tutti uguali e ke quindi ciò ke è scritto in qst libro può valere per uno e non per un altro, ma al situazione generale la delinea molto bene! Ultima cosa...la gente forse non avrà capito nulla degli adolescenti, ma nemmeno gli adolescenti hanno capito qualcosa di loro stessi

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    Manuela

    01/05/2006 15:34:05

    Un libro che centra perfettamente la società di oggi e l'educazione che i figli ricevono.Comprendo il commento di red-rispect, perchè anche io a 17 anni alla lettura di questo libro avrei reagito in quel modo. Ora a 25 anni vicino alla laurea, mi rendo conto che andarsene via di casa è sempre più difficile sia per problemi economici che per problemi di legami affettivi.Improvvisamente ti rendi conto che tutto quello che è stato tuo, fino al giorno prima, non ti appartiene più nel momento in cui decidi di andartene di casa....Uscire dal nido è un vero problema "moderno".

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    aurora kozma

    27/04/2006 09:52:52

    complimenti. se siete un papa, felice i figli. sono cresciuta in una familia con un padre molto severo, mama di meno ma il nonno e la nonna tanto severi come mio papa.ho finito il liceo , e poi per un anno ho lavorato(nel fra'tempo studiavo per fare una minilaurea). quello che vorrei tanto dire,ai giovani che non sono capaci di volare dal nido, dopo finita la minilaurea sono partita per una grande città alla ricerca di un lavoro, da sola.mi sentivo molto forte, le vacanze li facevo andando a visitare i miei genitori,non alla scoperta di non so quale discoteca.per prima volta in una discoteca sono andata quando avevo 18 ani, ma non ho trovato niente che mi fecce ritornare. complimenti di nuovo, siete una grande persona. i vostri libri se li leggese tutti i giovani avrebbero un futuro meno disastroso.

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    Margherita

    28/01/2006 12:53:00

    Centosessantasei pagine di banalità con qualche frase ad effetto. Un'occasione mancata per affrontare uno dei temi più scottanti dell'educazione e della formazione dei ragazzi. Ai tanti giovani delusi che hanno scritto, giustamente, commenti negativi, consiglio vivamente "Le piccole virtù" di Natalia Ginzburg.

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    Valentina

    06/01/2006 12:29:28

    Ho ricevuto in regalo questo libro, devo dire che avevo molti preconcetti verso Crepet, ma sotto molti aspetti ha saputo inquadrare la reale situazione dei giovani. Quello che molti non hanno capito è che è rivolto non tanto agli adolescenti, ma piuttosto a quegli pseudo-adolescenti che a 40 anni si fanno ancora rimboccare le coperte da mammina! Ho un figlio di 2 anni e penso che userò un principio guida per la sua educazione: Quello di "esserci senza esserci"... Educare senza creare dipendenza!

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    stitcha

    03/01/2006 22:55:51

    un libro che ti fa capire molte cose, sui bambini.

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    Elena

    02/01/2006 14:46:29

    Questo libro è scritto molto bene,non ci sono dubbi, il problema è che probabilmente lo scrittore non sà bene le problematiche dei giovani e per questo nel libro sono contenute molte stupidaggini...non può scrivere un libro cosi se non sa niente..e non dite che di cose ne sa perchè nel libro sono tutte false...sono davvero delusa e pentita di averlo comprato perchè è un'umiliazione nei confronti dei giovani...W I GIOVANI!!!

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    momoko

    26/12/2005 08:42:55

    Comprendo l'indignazione di Red-respect (bello!!!) ma, anche secondo me, il libro non spara affatto a zero sugli adolescenti, al contrario, illustra incompetenze parentali, culturali, sociali, A DANNO degli adolescenti, dai, diciamo delle giovani persone, che se no è un'altra etichetta. Il problema è, secondo me, che questo genere di libri raggiunge il pubblico dei "non addetti" e certi principi, quelli spinosi soprattutto, parliamo delle "regole", tanto per dirne uno (che è poi l'argomento che fa arrabbiare moltissimo chi si sente tradito e bastonato...), sono principi che non possono, anzi non debbono essere "divulgati", così. Perchè si offre il fianco a chi, genitore od educatore miope, per bene che vada, potrà recepire il contenuto pro domo sua, ovviamente, e quindi farne un'arma ulteriormente dolorosa, a difesa della propria indisponibilità ad un'autodiscussione. E lo farà magari dicendo: "vedi, l'ha detto anche Crepet!!!". Il libro è bello, molto bello davvero, ma va saputo leggere, attraverso una ONESTA disposizione interiore. E chi fa il genitore nel modo adombrato da Crepet... la disposizione interiore onesta certo non ce l'ha!!! Purtroppo Crepet fa questo, va in tv... pubblica libri che possono apparire equivoci proprio alle persone che l'autore intende rispettare.... E' la modalità che, a mio parere, è sbagliata. Non si promuove buon cambiamento nella società nutrendo il proprio ego...

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    David

    16/12/2005 22:34:18

    Capolavoro di Crepet ! Quello che secondo me qualcuno non ha capito del testo di Crepet è che questo testo spara a zero sui genitori e non sui ragazzi che, al contrario, sono vittime dell'inconsistente modello educativo ed affettivo che viene loro dato (quando viene dato). Genitori bambini quindi; inetti, ingabbiati da egocentrismo ed amanti dell'edonismo; incapaci di dialogare ma abilissimi ad imporre inutili diktat, volti ad un inesorabile fallimento. Il titolo è ingannevole.....

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    antonello

    09/12/2005 08:09:44

    Non è un ammasso di sentenze!!! i libri di questo genere sono fatti così.Ci sono dei passaggi troppo retorici, ma si deve riflettere su questioni che possono sembrare semplicistiche e scontate. Ci vuole un'approccio diverso ed una disponibilità non indifferenti. Posso comprendere che un'adolescente,leggendo questo libro, possa rimanerci male. Ma un un'attimo di riflessione ed un pizzico di umiltà, che TUTTI dovrebbero metterci servirà sicuramente a chiarire le cose. Sono libri fatti per sollecitare, per provocare la discussione, la riflessione......va bene così.

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    Matteo R.

    07/12/2005 20:03:24

    La sola prefazione merita il costo del libro e sinceramente sono state le parole che ho dedicato a mio fratello ventenne, che non ho saputo mai esprimere e sintetizzare in una lettera a lui dedicata. Il suo contenuto, come "neo" genitore, è interessante e fa riflettere. Semplice, ironico e scorrevole, da leggere sicuramente.

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    rgaudiano@tiscali.it

    23/11/2005 17:00:35

    Mi domando se Crepet li conosce veramente gli adolescenti, le loro problematiche, i loro timori, le difficoltà. Un libro pieno di parole e... parole, così ,tanto per pubblicare qualcosa...ma sostanza zero assoluto!! Mi dispiace di averlo comprato.

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    Red-Respect

    13/11/2005 18:02:43

    eccovi servita un'altra ammucchiata di luoghi comuni e sentenze sputate senza motivo,senza capo ne coda... io ho quasi 17 anni e secondo me il quadro di adolescenti deboli,rammolliti, se lo poteva tenere per se...con quelle 150pagine avrebbero potuto farci ogni altra cosa,magari un bel libro, piuttosto che questa cozzaglia di idee male espresse e campate per aria... xò vi dico di leggerlo,soprattutto i ragazzi..perchè bisogna rendersi conto di come la gente ci inquadra,di come la gente(Crepet su tutti) non abbia davvero capito nulla degli adolescenti di oggi...

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Quattro anni dopo Non siamo capaci di ascoltarli, Paolo Crepet racconta una nuova forma di malessere contemporaneo, insidiosa quanto più invisibile.

Un manuale di autodifesa dal senso di impotenza che trasforma le famiglie in microcosmi di infelicità e silenzio. Un libro che apre uno spiraglio di speranza nel cuore dell'istituzione più importante.

Mai come oggi una generazione di giovani aveva vissuto altrettanto benessere e disarmante vulnerabilità. Ragazze e ragazzi cresciuti senza conoscere il senso della frustrazione e del dolore, che tentano di sopravvivere aggrappati a un presente imbalsamato di privilegi, terrorizzati da un futuro insicuro. Giovani che rischiano di invecchiare senza maturare. Identità fragili cresciute in famiglie fragili. Genitori eternamente indecisi tra il ruolo di amici o complici, fra severità e buonismo, controllo e fiducia. Mai come oggi le giovani generazioni devono fare i conti col declino di due mondi: la scuola, alla ricerca di una identità, e il lavoro, capace solo di sfruttare la loro precarietà.