Editore: Frassinelli
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 12 maggio 2015
Pagine: 170 p., Rilegato
  • EAN: 9788888320755
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Descrizione

Candidato al Premio Strega 2016. Presentato da Fabio Geda e Giuseppe Patota.

Un sabato sera come tanti in una cittadina della provincia italiana. La tv sintonizzata su uno show televisivo, nel lavandino i piatti da lavare. Un infarto fulminante uccide il settantenne Pietro Polizzi, ma Ines Banchero, sua moglie da oltre quarant’anni, non fa ciò che ci si aspetta da lei: non chiede aiuto, non avverte amici e famigliari, non si preoccupa di seppellire l’uomo con cui ha condiviso l’esistenza. Comincia così un viaggio dentro la vita di una coppia normale: un figlio maschio, una figlia femmina, un appartamento decoroso, le vacanze al mare, la televisione e la Settimana Enigmistica. Ma è una normalità imposta e bugiarda, che per quarantacinque anni, per una vita, ha nascosto e silenziato rancori, rimpianti, rimorsi e traumi. E mentre giorno dopo giorno la morte si impadronisce della scena, il confine fra normalità e follia si fa labile.

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Recensioni dei clienti

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    Roberto

    27/12/2017 14:56:54

    Confermo quanto scritto dai recensori precedenti. Capolovoro assoluto.

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    Francesca

    21/09/2016 10:42:32

    Difficile aggiungere qualcosa a quanto già scritto, se non condividere la dolorosa bellezza di questo lavoro. Particolarmente chiara la recensione di Gina. Questo libro è un pugno nello stomaco, ma non riesci a smettere di leggerlo,entri nella mente di Ines, ti dici che è tutto surreale, ma in verità sai che stai vedendo ciò che a tutti potrebbe accadere...Complimenti

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    RossaMina

    11/01/2016 22:23:38

    Bello. Dalla prefazione avevo intuito tutt'altra storia. Descrizione perfetta della tipica mamma chioccia italiana anni sessanta con occhi (appannati) solo per il figlio maschio, elevato all'ennesima potenza.

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    Valentina

    06/08/2015 15:03:42

    Un bellissimo libro, da leggere assolutamente! Molto coinvolgente! In una spirale ti guida nella vita dei protagonisti, ai quali ti affezioni. Brava Raffaella Romagnolo!

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    Gina

    13/06/2015 18:02:03

    Ti entra dentro, decisa e potente come un pugno nello stomaco. E quando te ne accorgi è troppo tardi. Non puoi scappare, non puoi, semplicemente, chiudere il libro e buttarlo in un angolo, dimenticartene. Sei proiettato nella testa di Ines Banchero e, che ti piaccia o no, partecipi a tutto quello che scaturisce dal suo pensare, dal suo non agire. Sei nella sua cucina, stai lavando i piatti e stai guardando le ballerine. Stai ignorando tuo marito. Raffaella Romagnolo ti scaglia in quel tinello e ti travolge. La storia scava nel petto un solco, come di una penna che graffia, e noi lettori ci si tiene aggrappati alla realtà che questo è solo un romanzo, che non è poi la vita vera. Che una volta chiuso il libro è tutto finito. Ma non funziona così. Ti resta dentro. Tenace. È uno di quei dolori, è uno di quei libri, che riprendi subito in mano. Lo rileggi con più calma, ti rendi conto che ci sono dentro anche la speranza e la passione. È un libro da leggere.

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    Stefania

    06/06/2015 08:18:54

    Ines Banchero è moglie e madre perfetta, che ha speso l'intera sua vita ad edificare la sua perfetta famiglia. Fra flashbacks e disvelamenti Raffaella Romagnolo progressivamente svuota la costruzione perfetta di Ines finché non ci troviamo fra le mani un guscio vuoto. "La Figlia Sbagliata" si legge come un giallo, ma in realtà è un impressionante lavoro di bulino che fa emergere la complessa trama di una famiglia che forse potrebbe essere la nostra.

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    MARIA CLAUDIA

    24/05/2015 22:19:41

    Doloroso e bello. Mi ha commosso. Il primo capitolo è secco, asciutto, sconvolgente, accattivante perchè ci si chiede "come andrà? qualcuno interverrà ?". Pensavo che fosse una volontà precisa quella di Ines nel voler prendere atto della morte di Pietro, una volontà di rivalsa, di recriminazione e non la perdità di sè piuttosto che riconoscere una realtà che le procura e le ha procurato troppo dolore. L'autrice è stata brava a portare avanti la storia senza scoprire tutte le carte subito, ma a poco a poco, facendo così salire a spirale l'interesse del lettore. La costruzione dei personaggi prende prende quota, si addensa nel loro intimo, rendendoli più complessi, più veri. nello stesso si spalanca sempre di più l'abisso della sofferenza mai affrontata con coraggio ma appunto per questo dannosa irrimediabilmente. Vedasi ad esempio la figura di Pietro che solo nel punto di morte riesce a gridare in silenzio il suo amore per una moglie mai completamente conquistata. I figli sono l'emanazione di tutto questo soffocato ed inespresso dolore perpretato da subito, dalla loro nascita. Appare chiaro allora che diventa loro la responsabilità di ascoltare e realizzare i propri talenti. Ne saranno capaci, ognuno con il loro carattere,liberandosi così dal giogo, Vittorio e Riccarda, con quel nome punitivo poveretta ? Un libro che ci interroga nell'intimo sul nostro essere genitori ma anche figli, sull'essere persone che hanno l'obbligo morale di rispettare i propri talenti per essere persone libere, oneste con noi stessi ma soprattutto con gli altri.

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