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Jeffery Deaver

Traduttore: M. Baiocchi, A. Tagliavini
Editore: Rizzoli
Collana: Rizzoli best
Anno edizione: 2010
Pagine: 531 p., Rilegato
  • EAN: 9788817040761
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Un criminologo di classe, Lincoln Rhyme, non c’è che dire… La sua squadra ormai collaudata ha scovato le menti più perverse e diaboliche di Manhattan: serial killer dalla lucidità contorta, geni dell’informatica e maestri della dissimulazione, enigmisti, chimici, specialisti dell’informazione. Ma Lincoln Rhyme, il detective tetraplegico protagonista dei maggiori successi di Jeffery Deaver, non teme nessuno, o quasi. Conduce le indagini dalla sua sedia a rotelle, avvalendosi ancora una volta dell’aiuto della sua inseparabile collega, Amelia Sachs, dell’agente dell’FBI Fred Dellray e del funzionario Ron Pulaski; si serve delle apparecchiature tecnologiche più all’avanguardia e ha il viso scolpito nell’ebano di Denzel Washington, l’attore che lo ha interpretato meravigliosamente nella trasposizione cinematografica del romanzo Il collezionista di ossa.
C’è solo un uomo a Manhattan che può vantarsi di essergli sfuggito: Richard Logan, detto l’Orologiaio, protagonista del romanzo La luna fredda, un killer geniale e meticoloso ossessionato dal tempo, che pianifica i suoi delitti con precisione cronometrica. A distanza di molti anni da quella vicenda, Rhyme viene contattato dalle autorità messicane che si sono messe sulle tracce del pericoloso assassino dopo la sua fuga dal carcere. Sarebbe l’occasione ideale per pareggiare i conti con l’Orologiaio, se non fosse che Manhattan sta diventando un’isola sempre più pericolosa e oscura, e che il NYPD non può rinunciare all’abilità investigativa di Lincoln Rhyme e della sua squadra neanche per un giorno.
L’emergenza, questa volta, riguarda una serie di inspiegabili esplosioni che devastano la città in pieno giorno tramutando tutto in cenere. Il primo attentato, che poteva essere di matrice terroristica, aveva ridotto un autobus di linea della città in un cumulo di ferro incandescente, ma nessun ordigno era stato rinvenuto nei pressi dell’esplosione. In realtà era stata una fortissima scarica elettrica a produrre l’incendio, così come stava avvenendo, in un’escalation di terrore, ai quattro angoli della città e nelle circostanze più impensabili.
Ancora una volta è una lotta contro il tempo quella di Lincoln Rhyme, nel tentativo di mettere in salvo al più presto il più alto numero di potenziali vittime, cioè di inermi cittadini atterriti dalla consapevolezza che in qualunque momento, durante la loro giornata, una scossa elettrica potrebbe incenerirli. La mente che ha architettato questo piano sa che l’energia elettrica è la risorsa su cui si basa l’esistenza stessa della città di Manhattan, e sa che per mettere in ginocchio il mondo intero sarebbe sufficiente impossessarsi di questa risorsa energetica. Ma il killer non sa che la squadra ideata da Jeffery Deaver ha dalla sua una risorsa ancora più dirompente, la febbrile ricerca della verità.

Recensioni dei clienti

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    Andrea

    01/12/2011 18.05.51

    E' strano leggere un thriller di cui sai, semplicemente leggendo la trama, chi è il serial killer in questione. Romanzo pesantissimo, troppo tecnico e che raggiunge livelli di noia abissali. Speravo in un colpo di scena che potesse risollevare le sorti della storia, ma tutto si è verificato esattamente come avevo intuito ancor prima di iniziare a leggere. Sconsigliato. Pessimo.

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    Luca

    31/10/2011 10.53.41

    Cosa dire... Ho letto un paio di libri di Deaver della saga Rhyme e, tolto l'incipit, mi sono apparsi assolutamente identici e mediocri. Forse ho avuto la sfortuna di acquistare due libri sbagliati (ma vivamente consigliati da una mia carissima amica). Mi rimane una domanda comunque; se scrittori come Deaver (ma anche i nostrani Faletti e Volo) vengono considerati maestri della nobile arte della letteratura a che livello infimo siamo arrivati?

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    Truedefender

    28/05/2011 15.55.53

    Ennesimo bel romanzo di J. Deaver!!! Storia incalzante dall'inizio alla fine e innumerevoli colpi di scena. Mi sembra anche superfluo (come a fatto qualche lettore) criticare alcuni passaggi andando a scovare modalità "tecniche" non propriamente perfette. Stiamo parlando o no di un romanzo? Io non sono solito andare a controllare sui manuali che riguardano la materia trattata (in questo caso l'elettricità) se ciò che lo scrittore narra è PERFETTAMENTE attinente ma mi lascio prendere dalla trama del romanzo. Io semplicemente vi invito a leggerlo perchè ne vale la pena!!

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    stefano

    01/04/2011 08.23.29

    ennesimo brutto libro di deaver che ha completamente perso la verve narrativa.i primi libri("il collezionista di ossa" e "la lacrima del diavolo" per citarne un paio)ti rapivano nella lettura;anche questo invece ti costa una fatica inverosimile per proseguire.solito schema narrativo,emozioni poche e scontate,personaggi ripetitivi e ormai ridotti a caricature di sè stessi.viene quasi il dubbio che il signor J.deaver pubblichi libri a ripetizione non spinto da idee vincenti ma da un contratto da onorare con qualche casa editrice...e dispiace,perchè i suoi primi romanzi erano davvero dei "signori libri"...penso che un grande scrittore si debba notare per la qualità di ciò che scrive,non dalla quantità.....

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    Luca

    16/12/2010 22.47.40

    La lettura di questo romanzo è stata nel complesso piacevole e piuttosto scorrevole. Non mi sento di dare un 5/5 poichè ho trovato che il contesto in cui si sviuluppa la storia (elettricità) sia un qualcosa di un pò troppo complesso per essere compreso e apprezzato dai lettori. Assolutamente vincente è, invece, la trama e il personaggio di Lincoln Rhyme. Consigliato.

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    Lorenza

    16/11/2010 17.24.16

    Libro deludente che non vale il prezzo intero, si può aspettare in tutta tranquillità che esca l'edizione economica (e io mi pento di non averlo fatto!). Solito schema di narrazione e per chi conosce un po' la serie di Rhyme, quello che dovrebbe essere il colpo di scena diventa invece abbastanza prevedibile e scontato. L'argomento elettricità non mi ha interessato granchè e certe descrizioni fin troppo tecniche mi hanno annoiato. Peccato, peccato, peccato....dov'è finito il Deaver che ho imparato ad amare da "Il Collezionista di ossa" in poi?

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    Cinzia

    14/11/2010 17.08.02

    La storia e' intrigante, ma lo sarebbe stata anche con un centinaio di pagine in meno. Tirato un po' per le lunghe. Deaver ha scritto libri migliori.

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    Bianca

    11/11/2010 18.24.36

    Assegno un 2 (sarebbe 1) solo perchè ho da poco superato le 50 pagine e su 531 sono una piccola parte.Tuttavia non so se continuare nella lettura e perdere il mio tempo in un racconto che non mi prende.Lo trovo tecnico, noioso, scontato.Concordo con chi manifesta la propria delusione: rivogliamo Jeffery Deaver di una votla!

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    vitt12

    23/10/2010 17.57.44

    Concordo con quanto scritto negli ultimi commenti. La serie di Rhyme è oramai troppo sfruttata.Cambia il contenuto, ma la struttura è sempre identica: casi risolti in poche ore, solite liste, poco approndimento dei vari personaggi, velocità supersonica a far tutto; solo l'argomento è intercambiabile. La serie del detective sembra scritta in poco tempo, unicamente per far soldi. Si salvano le ultime 100 pagine ed è solo per questo che metto un 2. Speriamo nel prossimo o bisognerà rivolgersi altrove

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    marco

    21/10/2010 13.26.08

    Questo libro si colloca nella lista dei mediocri della serie Rhyme come "La scimmia di pietra" o "La finestra rotta".Deaver ha scritto romanzi scadenti anche in passato e mi meraviglio che nessuno lo dica. Forse la differenza e' che prima erano di piu' quelli buoni e quindi i mediocri potevano essere considerati come "passi falsi". Gli ultimi libri che mi hanno appassionato cominciano a essere un po' datati:"La dodicesima carta"(2005),"La luna fredda"(2006) e "La bambola che dorme"(2007) e questo e' abbastanza preoccupante. Io che adoro questo autore già da un sacco di tempo e che continuo a comprare ogni suo libro nonostante gli ultimi tre anni senza soddisfazioni penso che sia già in corso la sua parabola discendente. Spero di sbagliarmi!

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    eddie69

    13/10/2010 14.49.52

    che dire, è difficile fare un commento senza svelare troppo della trama, in linea di massima concordo con il giudizio di Carlo e standbyme(vedi sotto), aggiungendo che secondo mè negli ultimi lavori di J.D. la voluta "spettacolarizzazione" delle trame degli omicidi e i sempre piu complessi finali, vanno a discapito di una trama fluida e piu verosimile, che ne caratterizzava i precedenti lavori. Come dice lo stesso protagonista : "ma non bastava uccidere?". Consigliato? no per quelli che non conoscono,o si stanno avvicinando a Deaver solo ora.

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    Massi

    03/10/2010 19.04.17

    E' uno dei miei autori preferiti. Il libro convince e scivola via abbastanza bene. Quello che non mi convince è la ripetitività dello schema su cui viene costruita la storia; sono i soliti personaggi, la solita sequenza di eventi (anche se cambia il fulcro attorno a cui si sviluppa). Servono delle novità nei prossimi libri (anche se il finale di questo libro lascia aperta la porta a evoluzione interessanti).

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    Fabio

    01/10/2010 10.35.17

    Un altro libro azzeccato. Tensione ed emozioni dalla prima all'ultima pagina. Il finale è molto molto interessante perchè apre ad ulteriori fantastiche storie

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    Gabriele

    28/09/2010 10.54.59

    Delusione. L'ennesimo episodio della serie Lincoln Rhyme stavolta stecca clamorosamente. Il romanzo è pesante in maniera insopportabile, arrivare alla fine è stata un impresa. L'argomento energia elettrica poi, denota senz'altro un enorme studio da parte dell'autore, ma risulta particolarmente noioso e difficile da comprendere per i non addetti ai lavori. Davvero brutto.

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    Robin

    27/09/2010 17.10.53

    Bello è bello, ma decisamente meno rispetto ai precedenti di Rhyme. Sarà mica l'argomento? Temo che a forza di parlare di elettricità, dopo un po' m'è venuto a noia.....

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    Standbyme

    26/09/2010 19.39.03

    Ancora una volta Jeffery Deaver è riuscito ad ingannare i lettori con false promesse e gravi errori concettuali contenuti in questa sua ultima opera. Non si può sostenere, a pag. 215, che “la grafia non rivela affatto la personalità dello scrivente”! Ma scherziamo? Chi lo desidera vada a leggersi il trattato di padre Girolamo Moretti sulla grafologia… altro che manuali in vendita nei supermercati! Ma perdoniamo questa, anche se grave, affermazione: in fondo non si può essere esperti in tutto. Passiamo oltre: la sostanza del romanzo è carente. La solita fretta di risolvere tutto in poche ore (i tempi, i tempi: controllate, cari amici lettori, se per svolgere determinate indagini sul campo, attraversare la città, analizzare i reperti, curarsi le ferite, mangiare, ecc. bastano due o tre ore). Non bisogna appartenere al RIS di Parma per capire che non sono sufficienti pochi minuti per “percorrere la griglia” in un luogo di difficile accesso, quasi sommerso dall’acqua. I soliti personaggi, le solite fobie, le solite riflessioni, i soliti dialoghi, le solite ripetitive azioni. Cambia, tra un romanzo e l’altro, solo il “caso” da risolvere che non offre neanche una suspense degna di essere apprezzata. Scialba e puerile la scrittura e le descrizioni: a pag, 264, “La gamba rigida di un uomo scalciò rompendo il vetro della porta che gli recise la femorale. Il sangue bollente sprizzava fumando dappertutto” / “Un altro ragazzo… era aggrappato ad una grande porta di ottone… Piegato in due era scosso da un tremito e urinava.” / “Altri due… Si squassavano, come congelati, mentre la vita evaporava dal loro corpo.” / “Esseri umani trasformati negli zombie di un film dell’orrore di infima categoria.” Bravo Jeffery, con quest’ultima frase hai descritto perfettamente il tuo romanzo. Senza rancore.

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    luca

    22/09/2010 04.36.06

    Che dire? Deaver ha perso lo smalto. Un libro non all'altezza dei precedenti. Che ormai abbia perso la vena creativa?

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    Bruno

    21/09/2010 12.39.00

    Un buon libro (come del resto moltissimi di J.D.) con un finale che, sembrerebbe, prometta un seguito avvincente...speriamo.

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    Marco

    13/09/2010 11.00.45

    Mi aspettavo molto di più da questo libro. La scrittura è come al solito ottima e i pensieri del nostro investigatore sono sempre interessanti, ma la parte iniziale fatica ad attirare il lettore e quando ti aspetti che la storia decolli ti sembra di aver già letto/visto il finale e di sapere già cosa accadrà (Il collezionista di ossa ?).

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    carlo

    04/09/2010 10.00.12

    Difficile esprimere un giudizio su questo libro, che per 4/5 delude, proponendo sempre le stesse logore situazioni dei romanzi di Rhyme, dove ogni personaggio è schiavo del proprio stereotipo. Poi nell'ultima parte si susseguono colpi di scena a non finire, e ritroviamo il solito scoppiettante Deaver. Nel complesso medio.

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