Finzioni

Jorge L. Borges

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Curatore: Antonio Melis
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 febbraio 2015
Pagine: 186 p., Brossura
  • EAN: 9788845929649

14° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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"L'esile volume di 146 pagine sfidava la nostra immaginazione di diciottenni innamorati delle visioni di Jim Morrison e di William Blake con una visionarietà ironicamente erudita, minuziosa fino a sembrare perversa e abbastanza vaga da spingerci a cercare di decifrarla come una lingua straniera. Ora 'Finzioni' torna in una nuova e splendida versione italiana accresciuta dai tre racconti che Borges vi aggiunse ... E a percorrere di nuovo i sentieri biforcuti dell'argentino, a rileggere certi memorabili attacchi, ci si accorge non solo che il loro potere pacatamente incantatorio è immutato, ma in qualche modo si è ramificato, come in un racconto di Borges. Che cosa è successo? Solo che quasi tutta la letteratura degli ultimi quarant'anni, da Calvino a Pynchon a Molina a infiniti altri, si è confrontata o scontrata con l'universo onirico e lievemente delirante scaturito da 'Finzioni'." (Giuseppe Montesano)
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    u53r

    24/07/2020 07:30:12

    Al di là dell'erudizione minuziosa che dissemina in tutti i suoi testi, al di là della prosa assolutamente pulita, pacata ed equilibrata, il grande insegnamento di Borges è quello che con la letteratura si può e si deve giocare. Nelle "Finzioni", J.L.B. si diverte a costruire mondi immaginari, a mettere in discussione la realtà, il concetto di identità, l'ontologia, il rapporto tra il mondo e il pensiero e quello tra la letteratura e la vita (con un primato della prima sulla seconda, eccezion fatta per il racconto "Il sud", come spiegato nell'eccellente postfazione critica). Se dovessi indicare due caratteristiche distintive dello stile borgesiano nelle "Finzioni", queste sarebbero il distacco apparente e l'enciclopedismo ingannevole. È molto raro che Borges racconti direttamente una storia, più spesso non fa che riferire quanto sostiene gli sia stato detto o abbia letto, altre volte i racconti si presentano come brevi biografie di scrittori immaginari e sinossi di romanzi inesistenti, venendo a configurarsi come "saggi apocrifi", talmente ben curati e ricchi di riferimenti letterari precisi - e spesso anche reali - che si incomincia a credere che gli scrittori e i romanzi di cui parla Borges esistano davvero. In definitiva, un capolavoro di erudizione, stile e ironia, che non vuole essere subìto passivamente, ma vuole prendere per mano il lettore e coinvolgerlo nei suoi giochi vertiginosi. Testo anche più godibile del comunque ottimo "L'Aleph" . Lettura assolutamente consigliata.

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    flavio

    26/05/2020 16:21:58

    Premetto che non avevo mai letto nulla di Jorges e quindi sono stato spinto dalla curiosità. Ho letto la prima parte: libro totalmente incomprensibile! Per fortuna la scrittura è semplice e scorrevole ma è un insieme di non sense allucinante. Sembra più un libro in codice, quasi esoterico per adepti!

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    walter

    16/05/2020 14:52:51

    Se state leggendo le recensioni di questo libro vuol dire che non conoscete Borges, e questo è un peccato mortale. Le sue storie vi mostreranno che la scrittura crea labirinti, finzioni e mosaici, pieni di prospettive e vertiginosi. Potreste trovarle troppo brevi, e potreste dire che alcune sono meno riuscite di altre, e molto più deboli. Ma ne rimarrete affascinati comunque, perché non avrete letto niente di simile. Arrivati in fondo amerete ancora di più la scrittura, e intuirete che uno scrittore non è poi così diverso da un architetto pazzo.

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    Roxxx

    14/05/2020 18:41:47

    Tutti i racconti sono pervasi da un’atmosfera onirica, anche se ambientati per la maggior parte in Sud America o in Irlanda. I personaggi sono altrettanto strampalati, presentati all’autore da poche righe e da una vicenda che percorre tutto il racconto e che spesso mi è risultata di difficile comprensione. Tantissimi sono i riferimenti dell’autore a testi filosofici, letterari, religiosi; i racconti strabordano di date e riferimenti storici e a personaggi a volte reali, a volte inventati. Diversi sono anche i temi che ho identificato come ricorrenti: l’identificazione tra vittima e carnefice, tra tradito e traditore, la caratterizzazione dell’intellettuale, le simmetrie, il valore immortale e per certi versi impenetrabile della letteratura, il significato del tempo. Alcuni li ho apprezzati per il loro abile artificio retorico e mi hanno lasciata davvero stupita, ma molti mi hanno lasciata solo indifferente e di altri ancora non sono riuscita a cogliere un insegnamento finale.

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    eleo

    14/05/2020 11:36:20

    Uno dei libri capitali del Novecento. Mentre la poesia di Borges, nonostante la cura formale, è segnata da una reticenza che allontana il lettore, nel racconto breve lo scrittore argentino consegue risultati sconvolgenti. La cura stilistica, sempre esibita, si coniuga alla ricchezza dei riferimenti letterari, storici, filosofici e al gusto, perseguito con determinazione esemplare, per la costruzione di universi paralleli, onirici ma razionali. Ragione, fantasia, stile trovano un equilibrio unico rendendo vitali ed evidenti le "finzioni" che sono l'oggetto del narrare. La letteratura costruisce mondi.

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    Daniele INDQ

    13/05/2020 09:08:15

    Centoottanta pagine per dettare le regole della letteratura di metà novecento. Il suo labirinto per antonomasia, nove anni d'intrecci condensati in questo spaccato millenario. Ostico e disorientante nel primo racconto, riuscirà a ipnotizzarvi ad ogni pagina successiva. Un libro da rileggere all'infinito meritando un approccio quasi investigativo. Non è possibile ometterlo dai libri fondamentali.

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    Valerio91

    11/05/2020 13:16:14

    Si riemerge dalla lettura di alcuni racconti di Borges come si emerge da sogni molto vividi; vividi proprio come la scrittura dell'autore argentino, che nonostante spesso oscilli tra il fantastico e l'onirico, riesce a produrre nella mente del lettore immagini intense, suggestive, pulsanti. Tuttavia non vi dirò sciocchezze: leggere questi racconti non è facile: ci vuole attenzione, voglia, perseveranza. Le verità nascoste e i messaggi che Borges vuole trasmettere non sono evidenti e facili da cogliere, ma vi faranno volutamente perdere in un labirinto linguistico e concettuale che mette in evidenza la sconfinata cultura dell'autore, la sua mente acuta che ha in canna colpi di genio che sono un ibrido tra sapienza umanistica e scientifica. Per alcuni racconti, lo ammetto, ho dovuto fare delle ricerche per schiarirmi le idee, ma una volta scovata la chiave di lettura tutto diventa più chiaro e soddisfacente. Alcuni racconti sono più interessanti di altri: penso a "la Biblioteca di Babele", a “Le rovine circolari" o al “Giardino dei sentieri che si biforcano", che hanno lasciato in me un’immagine molto vivida e mi hanno colpito per quel che provano a trasmettere. Molte sono poi le figure ricorrenti cariche di significato simbolico: il labirinto; la ciclicità del tempo e l'eterno ritorno (concetto tanto caro a Nietzsche); il libro. Ognuno di questi simboli viene usato a più riprese: a volte come mezzo per giungere a una conclusione, altre volte rivelandosi essi stessi la conclusione. È difficile esprimere quanto Borges ha messo in questi racconti; è difficile farlo quando li si legge, figuriamoci a volerlo fare in una recensione. Dunque, non mi resta che concludere consigliandovi di leggerlo, ma armandovi di pazienza e stando pronti a perdervi nei labirinti, nei giochi linguistici e concettuali, nelle teorie provocatorie che non risparmiano nessuno e nei cicli temporali che Borges ha preparato per voi.

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    Omar

    11/05/2020 12:53:38

    Il libro della vita, erudito e geniale, mai noioso. Borges in poco più di 100 pagine riesce ad incanalare l'enigma della vita e del tempo attraverso i suoi celeberrimi simboli. Consigliatissimo.

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    Stefano

    11/05/2020 10:18:18

    Un libro infinito, che non si finisce mai di leggere. Una letteratura che si sostituisce alla realtà, non però copiandola, ma sovrastandola e schiacciandola senza lasciarle scampo. Da leggere, rileggere e avere sempre sul comodino.

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    Reitemp

    18/11/2019 13:52:59

    Onirico, spettrale, simmetrico, speculare, esoterico, delirante, lucido, folle... Potrei andare avanti ore e non avrei espresso tutti gli aggettivi necessari per descrivere cosa si cela dentro queste pagine. 16 racconti, ognuno un mondo a sé stante, distante anni luce eppure così vicino al nostro. Preziosissima la postfazione di Antonio Melis che permette di entrare ancora più a fondo nel significato.

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    Riccardo

    19/09/2019 09:25:08

    Consigliato da una sconosciuta in libreria. Mi fido, lo compro. Una delle migliori raccolte di racconti che abbia mai letto!

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    Sandro Gramm. '74

    04/07/2019 13:43:46

    Una delle migliori raccolte di racconti fantastici di tutto il '900. Racconti di straordinaria bellezza e complessità, narrati in uno stile superbo e raffinatissimo, che impegna notevolmente l'attenzione di ogni lettore. Trame molto articolate corredate da atmosfere uniche, oniriche, affini alla visione e al mistero. Dal capolavoro d'immaginazione (e non solo...) Tlon, Uqbar, Orbis Tertius ai favolosi enigmi ermetici in "Le rovine circolari", "La biblioteca di babele", "La lotteria di Babilonia", sino al folle giallo "Il giardino dei sentieri che si biforcano". Ottima anche la seconda parte del libro "Artifici" in cui spicca per inventiva e senso del mistero "La morte e la bussola", intrigante sequenza di omicidi o sacrifici rituali, labirinti ermetici e tensione narrativa. Il sapere e una sterminata erudizione al sevizio della fantasia e di un'incredibile immaginazione. Mai letto nulla di simile...

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    kairos95

    10/03/2019 09:19:16

    Borges è già storia della letteratura. Molti dei racconti qui contenuti generano una sorta di vertigine cognitiva. L'immaginazione crea interi universi ex-novo o rivela l'illusorietà di ciò che consideriamo reale. Il labirinto è l'archetipo principe, il Caso contende all'Artefice il governo delle cose. Anche il Tempo è un concetto fluido: un istante può racchiudere un anno di vita soggettiva. Alcuni giochi meta-letterari possono apparire cerebrali e freddi, ma l'insieme è affascinante, sia che si parli di biblioteche infinite sia che si discetti in chiave teologica sulla figura di Giuda. Davvero una lettura avvincente, a tratti onirica e del tutto fantasiosa. Lo consiglio a chiunque voglia addentrarsi del mondo di Borges e nelle sue speculazioni.

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    Vita

    08/03/2019 17:38:48

    Borges è già storia della letteratura. Molti dei racconti qui contenuti generano una sorta di vertigine cognitiva. L'immaginazione crea interi universi ex-novo o rivela l'illusorietà di ciò che consideriamo reale. Il labirinto è l'archetipo principe, il Caso contende all'Artefice il governo delle cose. Anche il Tempo è un concetto fluido: un istante può racchiudere un anno di vita soggettiva. Alcuni giochi meta-letterari possono apparire cerebrali e freddi, ma l'insieme è affascinante, sia che si parli di biblioteche infinite sia che si discetti in chiave teologica sulla figura di Giuda.

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    pietro

    22/12/2018 13:58:57

    Borges esprime tutta la sua genialità in questi racconti che lievitano nel lettore grazie alla magia e alla fantasia. Funes il memorioso rivela un acume talmente spiccato da parte dello scrittore che alcuni libri di divulgazione sulla neurologia si rifanno a quel racconto per spiegare l'intuizione alla base di alcune nuove teorie (vedi l'illosione della conoscenza - sloman, fernbach)

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    Dedal0

    23/09/2018 17:03:57

    un ottovolante lessicale È stata dura riprendere dopo più di un anno questo libro. Sono dovuto tornare indietro e rileggere alcuni racconti per "settarmi" sulla giusta metrica dell'autore. Che dire... Borges ti prende a schiaffi con la sua cultura; tuttavia usa guanti di velluto, andando a spiegare concetti impossibili, facendoti credere non solo che siano reali, ma anche semplici. Come sulle montagne russe ci sono dei momenti in cui ti senti cadere e temi di non comprendere nulla fino al prossimo piano in rettilineo. In questa raccolta ho trovato dei temi ricorrenti quali il tempo e lo spazio. C'è anche una ricerca spasmodica di ordine geometrico nella quale Borges inserisce - e plasma a suo piacimento - queste tematiche. Ho apprezzato particolarmente i racconti di ricerca quali: - L'accostamento di Almostan - Pierre Menard, autore del Chisciotte E quelli più emozionali: - Le rovine circolari - Il miracolo segreto Peccato per l'inutile infodump finale su "La forma della spada" In conclusione sono rimasto scottato dal lessico di Borges. Scottato e incuriosito. È un Libro che difficilmente dimenticherò.

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    Eleonora

    23/09/2018 16:09:12

    Borges getta il lettore nel suo universo immaginario senza alcun preavviso e lo proietta all'interno della propria immaginazione. In questi racconti si trovano mondi lontani e misteriosi, che però ricalcano sempre il nostro universo. Bisogna immergersi per godere a pieno di questo viaggio

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    Vittorio

    20/09/2018 17:21:20

    Se si riesce a liberarsi dal citazionismo a volte un po' pesante, "Finzioni" genera delle strutture fisiche e mentali all'interno delle storie raccontate che sono impressionanti per la loro perfezione. Ci si muove continuamente su due strutture base: il cerchio, che è completo in sé perchè contiene il tutto, e l'albero, che nelle sue ramificazioni rappresenta tutte le possibili alternative possibili quando facciamo una scelta. Borges ha un potere immaginifico potentissimo.

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    Gino

    19/04/2018 12:30:40

    Freddo. Mi sembra che i racconti contenuti siano dei puri "giochi mentali", dei puri esercizi di stile. Alcuni spunti sono senza dubbio interessanti (i futuri che si diramano e si accavallano ne "il giardino dei sentieri che si biforcano"; la metafora della biblioteca che contiene tutte le possibilità di libri che si possono scrivere; il tempo di un condannato che si dilata in una notte ne "il miracolo segreto" ecc), però l'impressione complessiva è che sia sopravvalutato

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    Alinghi

    09/09/2017 08:30:19

    Considerati i giudizi della critica e dei lettori, sicuramente sarà necessaria una seconda lettura...troppo interiore e troppo fantastico...magari colpa della traduzione...mi ha ricordato, seppur di tutt'altro genere, la distruzione di Virgili. Non posso certo criticare un libro di tale portata, quindi mi limito a rinviare il giudizio ad una futura rilettura essendo al momento una delusione

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  • Jorge L. Borges Cover

    Di famiglia benestante e colta, originaria in parte dell’Inghilterra (imparò prima l’inglese che lo spagnolo), dal 1914 al 1919 visse in Svizzera. In seguito, fino al 1921, fu in Spagna, dove scrisse tre manifesti di adesione all’ultraismo, apportandovi la conoscenza dell’espressionismo tedesco, nonché una nota di rigore e d’asciuttezza quasi anglosassone. Tornato in patria, pubblicò tra il 1924 e il 1925 tre numeri della rivista «Proa», con la collaborazione di Ricardo Güiraldes e di altri. Dal 1924 al 1927 collaborò a «Martín Fierro», rivista d’avanguardia che determinò una sorta di svolta generazionale: il movimento di Florida, o «martinfierrista», poi confluito nella rivista... Approfondisci
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