Curatore: A. Melis
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 186 p., Brossura
  • EAN: 9788845929649

75° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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Descrizione
"L'esile volume di 146 pagine sfidava la nostra immaginazione di diciottenni innamorati delle visioni di Jim Morrison e di William Blake con una visionarietà ironicamente erudita, minuziosa fino a sembrare perversa e abbastanza vaga da spingerci a cercare di decifrarla come una lingua straniera. Ora 'Finzioni' torna in una nuova e splendida versione italiana accresciuta dai tre racconti che Borges vi aggiunse ... E a percorrere di nuovo i sentieri biforcuti dell'argentino, a rileggere certi memorabili attacchi, ci si accorge non solo che il loro potere pacatamente incantatorio è immutato, ma in qualche modo si è ramificato, come in un racconto di Borges. Che cosa è successo? Solo che quasi tutta la letteratura degli ultimi quarant'anni, da Calvino a Pynchon a Molina a infiniti altri, si è confrontata o scontrata con l'universo onirico e lievemente delirante scaturito da 'Finzioni'." (Giuseppe Montesano)

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Recensioni dei clienti

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    pietro

    22/12/2018 13:58:57

    Borges esprime tutta la sua genialità in questi racconti che lievitano nel lettore grazie alla magia e alla fantasia. Funes il memorioso rivela un acume talmente spiccato da parte dello scrittore che alcuni libri di divulgazione sulla neurologia si rifanno a quel racconto per spiegare l'intuizione alla base di alcune nuove teorie (vedi l'illosione della conoscenza - sloman, fernbach)

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    Dedal0

    23/09/2018 17:03:57

    un ottovolante lessicale È stata dura riprendere dopo più di un anno questo libro. Sono dovuto tornare indietro e rileggere alcuni racconti per "settarmi" sulla giusta metrica dell'autore. Che dire... Borges ti prende a schiaffi con la sua cultura; tuttavia usa guanti di velluto, andando a spiegare concetti impossibili, facendoti credere non solo che siano reali, ma anche semplici. Come sulle montagne russe ci sono dei momenti in cui ti senti cadere e temi di non comprendere nulla fino al prossimo piano in rettilineo. In questa raccolta ho trovato dei temi ricorrenti quali il tempo e lo spazio. C'è anche una ricerca spasmodica di ordine geometrico nella quale Borges inserisce - e plasma a suo piacimento - queste tematiche. Ho apprezzato particolarmente i racconti di ricerca quali: - L'accostamento di Almostan - Pierre Menard, autore del Chisciotte E quelli più emozionali: - Le rovine circolari - Il miracolo segreto Peccato per l'inutile infodump finale su "La forma della spada" In conclusione sono rimasto scottato dal lessico di Borges. Scottato e incuriosito. È un Libro che difficilmente dimenticherò.

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    Eleonora

    23/09/2018 16:09:12

    Borges getta il lettore nel suo universo immaginario senza alcun preavviso e lo proietta all'interno della propria immaginazione. In questi racconti si trovano mondi lontani e misteriosi, che però ricalcano sempre il nostro universo. Bisogna immergersi per godere a pieno di questo viaggio

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    Vittorio

    20/09/2018 17:21:20

    Se si riesce a liberarsi dal citazionismo a volte un po' pesante, "Finzioni" genera delle strutture fisiche e mentali all'interno delle storie raccontate che sono impressionanti per la loro perfezione. Ci si muove continuamente su due strutture base: il cerchio, che è completo in sé perchè contiene il tutto, e l'albero, che nelle sue ramificazioni rappresenta tutte le possibili alternative possibili quando facciamo una scelta. Borges ha un potere immaginifico potentissimo.

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    Gino

    19/04/2018 12:30:40

    Freddo. Mi sembra che i racconti contenuti siano dei puri "giochi mentali", dei puri esercizi di stile. Alcuni spunti sono senza dubbio interessanti (i futuri che si diramano e si accavallano ne "il giardino dei sentieri che si biforcano"; la metafora della biblioteca che contiene tutte le possibilità di libri che si possono scrivere; il tempo di un condannato che si dilata in una notte ne "il miracolo segreto" ecc), però l'impressione complessiva è che sia sopravvalutato

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    Alinghi

    09/09/2017 08:30:19

    Considerati i giudizi della critica e dei lettori, sicuramente sarà necessaria una seconda lettura...troppo interiore e troppo fantastico...magari colpa della traduzione...mi ha ricordato, seppur di tutt'altro genere, la distruzione di Virgili. Non posso certo criticare un libro di tale portata, quindi mi limito a rinviare il giudizio ad una futura rilettura essendo al momento una delusione

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    furetto60

    19/10/2016 13:08:42

    Commentare Borges neanche ci provo: i suoi racconto aprono la testa come fosse una scatola di Manzotin. Dopo, non è più come prima, e sicuramente meglio. Rispetto all'Aleph, da cui vengono ripresi temi cari all'A. (le biblioteche, i labirinti, gli specchi, il finale a sorpresa, i riferimenti culturali a volte inventati), la maggior maturità della scrittura è evidente.

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    Loris

    09/09/2016 14:09:32

    Borges è già storia della letteratura. Molti dei racconti qui contenuti generano una sorta di vertigine cognitiva. L'immaginazione crea interi universi ex-novo o rivela l'illusorietà di ciò che consideriamo reale. Il labirinto è l'archetipo principe, il Caso contende all'Artefice il governo delle cose. Anche il Tempo è un concetto fluido: un istante può racchiudere un anno di vita soggettiva. Alcuni giochi meta-letterari possono apparire cerebrali e freddi, ma l'insieme è affascinante, sia che si parli di biblioteche infinite sia che si discetti in chiave teologica sulla figura di Giuda. L'esistenza lontano dai libri è un viaggio a Sud, una fantasia nostalgica che si confonde con la morte. Letteratura e vita sono una simbiosi indissolubile.

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    FFox

    01/02/2016 14:44:26

    Pura magia, tratteggia storie che trasportano in altre dimensioni. Unico lo stile, il linguaggio, l'intero ordito della trama. Borges resta il maestro del racconto, un punto di riferimento per chi voglia scrivere brevi ma ntense storie...

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    Diego

    06/05/2015 19:31:43

    Finzioni su cui si costruiscono vite, imperi, idee, mistificazioni, paure, angosce, gioie, amori, destini. Ma sono finzioni! ed una volta chiuso il libro ci si rende conto che tante cose che ci circondavano erano finzioni anch'esse... e quindi il libro una volta chiuso si apre nella vita di tutti i giorni. Fantastico. Finzioni è l'opera di un genio! Uno dei migliori libri del 900'.

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    sintropico

    28/12/2013 15:23:43

    Tutte le recensioni sono esatte. Il mio 4/5 è dovuto ad un semplice atto di giustizia. In Argentina, Borges si è reso colpevole di un crimine tanto efferato quanto involontario: ha costretto migliaia di aspiranti scrittori a dimenticare e seppellire le loro velleità e, di conseguenza, i loro scritti. Lì è famoso per questo motivo. Chi legge Borges non può e non deve ambire a diventare uno scrittore. Per chi volesse comunque coltivare questo sogno suggerirei la lettura di qualcosa di meno tarpante e sovrumano. Chi? Un nome a caso, ma non Borges, l'assassino di scrittori.

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    angelo

    21/09/2012 14:23:18

    Folgorante. Una delle vette del genio umano. Lo lessi per la prima volta più di venti anni fa' e come per l'Aleph nulla é più stato come prima.

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    Sakura

    04/01/2012 22:26:43

    Mi è bastato leggere la prima riga del primo racconto di questo libro, per rimanere folgorata. Solo grazie a quella frase, sapevo di aver trovato il mio Autore preferito. Dopo anni e la lettura di tutte le opere di Borges, quella prima impressione si è rivelata vera.

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    Sara

    09/03/2008 19:28:54

    Quando l’ingegno di un soggetto talmente poliedrico da opporre resistenza a qualsiasi definizione di genere si diverte in un piacevole esercizio di stile dalla rara lucidità, il risultato non può che essere un distillato di racconti minimi e preziosissimi come quelli che fanno mostra di sé in questa raccolta. Il presupposto da cui traggono respiro i voli a cui Borges ci inizia è un piacere per la narrazione fine a sé stessa, una forza immaginativa che distingue ed eleva l’essere umano, un gusto nel creare Storie che non deve trovare altri argini se non quelli delle proprie capacità, del proprio genio. Se il sonno della ragione genera mostri, insomma, in Borges la veglia dell’immaginazione ha in sé la forza generatrice di nuovi universi, costruiti su fondamenta dalla geometria incomprensibile, che ordinano, divertono e confondono il lettore in un accordo magistrale di accurate Finzioni.

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    droomie

    25/01/2007 10:32:50

    chi, dopo averlo letto, avrà ancora il coraggio di guardare il mondo distrattamente?

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    Max

    01/11/2006 22:25:04

    basta dire questo: un fine metafisico, un maestro d' esistenza...

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    Maurizio Ricci

    13/07/2006 01:39:45

    "All'Hotel de Adrogué, tra i caprifogli effusi e il fondo illusorio degli specchi, sussiste ancora un qualche ricordo limitato e decrescente di Herbert Ashe, ingegnere dei Ferrocarriles del Sur. In vita, come tanti inglesi, aveva patito d'irrealtà; morto, non è nemmeno più il fantasma che era stato. Alto, disincantato, la sua stanca barba rettangolare era stata rossa. Pare che fosse vedovo, senza figli. Ogni anno o due andava in Inghilterra: per visitare (a quanto giudico da fotografie che ci mostrò) una meridiana e alcuni roveri. Mio padre aveva stretto con lui (ma il verbo è eccessivo) una di quelle amicizie inglesi che cominciano con l'escludere la confidenza e prestissimo omettono la conversazione; solevano scambiarsi libri e periodici; solevano affrontarsi, taciturnamente, agli scacchi... Lo ricordo nell'atrio dell'albergo, con un libro di matematica in mano, guardando a volte i colori irrecuperabili del cielo." ("Tlön, Uqbar, Orbis Tertius", cap. II)

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    ale bedica

    30/06/2006 17:24:38

    Ho atteso per scrivere la recensione sette,poi quindici,trenta giorni,senza superare l'angoscia della pagina bianca.Ho riletto Finzioni tre volte smarrendo l'uscita tra scaffali che custodiscono tutti i libri scritti e non scritti,quelli del passato e del futuro;tra specchi che moltiplicano la realtà ed i volti di Bioy Casares e Drieu La Rochelle;tra interminabili partite a scacchi sempre da me perse.Realtà e finzione in cui ci perdiamo tutti,anche Calvino ed Eco.Pontiggia no.

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    Mimmo

    13/04/2006 13:03:58

    Geniale;denso come gelatina,ci si potrebbe fermare ad ogni pagina,e stare lì a riflettere per ore.Borges era un genio,puro;un esempio?"Gli specchi e la copula sono abominevoli per l'universo perchè moltiplicano l'uomo".Insuperabile

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    Marco

    06/04/2006 12:17:29

    All'eccellente commento di Romano de Marco toglierei solo l'aggettivo 'sconfortante'. Vicini a Pasqua, suggerisco l'ultimo racconto 'Tre versioni di Giuda'. Inoltre 'Il miracolo segreto', 'La morte e la bussola'(spesso premiato come miglior racconto giallo mai scritto), 'Le rovine circolari', 'Pierre Menard autore del Chisciotte', 'Il giardino dei sentieri che si biforcano' sono capolavori assoluti, vertici del genio umano. Chi ha sete dei piaceri dell'intelletto troverà una fonte sorgiva incessante, e non solo!

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