Categorie
Curatore: A. Melis
Editore: Adelphi
Edizione: 2
Anno edizione: 2003
Pagine: 186 p.
  • EAN: 9788845914270

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    FFox

    01/02/2016 14.44.26

    Pura magia, tratteggia storie che trasportano in altre dimensioni. Unico lo stile, il linguaggio, l'intero ordito della trama. Borges resta il maestro del racconto, un punto di riferimento per chi voglia scrivere brevi ma ntense storie...

  • User Icon

    sintropico

    28/12/2013 15.23.43

    Tutte le recensioni sono esatte. Il mio 4/5 è dovuto ad un semplice atto di giustizia. In Argentina, Borges si è reso colpevole di un crimine tanto efferato quanto involontario: ha costretto migliaia di aspiranti scrittori a dimenticare e seppellire le loro velleità e, di conseguenza, i loro scritti. Lì è famoso per questo motivo. Chi legge Borges non può e non deve ambire a diventare uno scrittore. Per chi volesse comunque coltivare questo sogno suggerirei la lettura di qualcosa di meno tarpante e sovrumano. Chi? Un nome a caso, ma non Borges, l'assassino di scrittori.

  • User Icon

    angelo

    21/09/2012 14.23.18

    Folgorante. Una delle vette del genio umano. Lo lessi per la prima volta più di venti anni fa' e come per l'Aleph nulla é più stato come prima.

  • User Icon

    Sakura

    04/01/2012 22.26.43

    Mi è bastato leggere la prima riga del primo racconto di questo libro, per rimanere folgorata. Solo grazie a quella frase, sapevo di aver trovato il mio Autore preferito. Dopo anni e la lettura di tutte le opere di Borges, quella prima impressione si è rivelata vera.

  • User Icon

    Sara

    09/03/2008 19.28.54

    Quando l’ingegno di un soggetto talmente poliedrico da opporre resistenza a qualsiasi definizione di genere si diverte in un piacevole esercizio di stile dalla rara lucidità, il risultato non può che essere un distillato di racconti minimi e preziosissimi come quelli che fanno mostra di sé in questa raccolta. Il presupposto da cui traggono respiro i voli a cui Borges ci inizia è un piacere per la narrazione fine a sé stessa, una forza immaginativa che distingue ed eleva l’essere umano, un gusto nel creare Storie che non deve trovare altri argini se non quelli delle proprie capacità, del proprio genio. Se il sonno della ragione genera mostri, insomma, in Borges la veglia dell’immaginazione ha in sé la forza generatrice di nuovi universi, costruiti su fondamenta dalla geometria incomprensibile, che ordinano, divertono e confondono il lettore in un accordo magistrale di accurate Finzioni.

  • User Icon

    droomie

    25/01/2007 10.32.50

    chi, dopo averlo letto, avrà ancora il coraggio di guardare il mondo distrattamente?

  • User Icon

    Max

    01/11/2006 22.25.04

    basta dire questo: un fine metafisico, un maestro d' esistenza...

  • User Icon

    Maurizio Ricci

    13/07/2006 01.39.45

    "All'Hotel de Adrogué, tra i caprifogli effusi e il fondo illusorio degli specchi, sussiste ancora un qualche ricordo limitato e decrescente di Herbert Ashe, ingegnere dei Ferrocarriles del Sur. In vita, come tanti inglesi, aveva patito d'irrealtà; morto, non è nemmeno più il fantasma che era stato. Alto, disincantato, la sua stanca barba rettangolare era stata rossa. Pare che fosse vedovo, senza figli. Ogni anno o due andava in Inghilterra: per visitare (a quanto giudico da fotografie che ci mostrò) una meridiana e alcuni roveri. Mio padre aveva stretto con lui (ma il verbo è eccessivo) una di quelle amicizie inglesi che cominciano con l'escludere la confidenza e prestissimo omettono la conversazione; solevano scambiarsi libri e periodici; solevano affrontarsi, taciturnamente, agli scacchi... Lo ricordo nell'atrio dell'albergo, con un libro di matematica in mano, guardando a volte i colori irrecuperabili del cielo." ("Tlön, Uqbar, Orbis Tertius", cap. II)

  • User Icon

    ale bedica

    30/06/2006 17.24.38

    Ho atteso per scrivere la recensione sette,poi quindici,trenta giorni,senza superare l'angoscia della pagina bianca.Ho riletto Finzioni tre volte smarrendo l'uscita tra scaffali che custodiscono tutti i libri scritti e non scritti,quelli del passato e del futuro;tra specchi che moltiplicano la realtà ed i volti di Bioy Casares e Drieu La Rochelle;tra interminabili partite a scacchi sempre da me perse.Realtà e finzione in cui ci perdiamo tutti,anche Calvino ed Eco.Pontiggia no.

  • User Icon

    Mimmo

    13/04/2006 13.03.58

    Geniale;denso come gelatina,ci si potrebbe fermare ad ogni pagina,e stare lì a riflettere per ore.Borges era un genio,puro;un esempio?"Gli specchi e la copula sono abominevoli per l'universo perchè moltiplicano l'uomo".Insuperabile

  • User Icon

    Marco

    06/04/2006 12.17.29

    All'eccellente commento di Romano de Marco toglierei solo l'aggettivo 'sconfortante'. Vicini a Pasqua, suggerisco l'ultimo racconto 'Tre versioni di Giuda'. Inoltre 'Il miracolo segreto', 'La morte e la bussola'(spesso premiato come miglior racconto giallo mai scritto), 'Le rovine circolari', 'Pierre Menard autore del Chisciotte', 'Il giardino dei sentieri che si biforcano' sono capolavori assoluti, vertici del genio umano. Chi ha sete dei piaceri dell'intelletto troverà una fonte sorgiva incessante, e non solo!

  • User Icon

    Romano De Marco

    09/01/2006 11.02.03

    FINZIONI è una lettura che ha in sé qualcosa di magico e sconfortante allo stesso tempo. Undici racconti divisi in due sezioni che affrontano temi come la scrittura, lo scorrere del tempo, la memoria, la finzione, la morte. Borges mischia queste carte con un virtuosismo sconcertante in pagine dense di simbolismi e complesse strutture geometriche dove la cultura classica si interseca con la conoscenza della matematica, delle scienze occulte, della filosofia orientale, della teologia, del fantastico. Ogni racconto, ogni pagina, aprono alla mente orizzonti sconfinati e molteplici chiavi di lettura in una forma letteraria tanto complessa quanto soave e facilmente accessibile al lettore. Una specie di miracolo di complessità resa fruibile da chiunque. In questi racconti la finzione, la dimensione fantastica, assumono una importanza centrale nella ricerca dell’uomo del superamento dei propri limiti imposti dalle convenzioni sociali e culturali, diventano quasi più reali della realtà stessa, in un gioco illuminato e illuminante che l’autore compie insieme al lettore dando sfoggio di una ricchezza culturale ed umana immensa. Ma non c’è, in Borges, compiacimento per questa ricchezza, non c’è sfoggio di superiorità nei confronti del lettore, né la cattiveria di colpirlo e disorientarlo con i propri argomenti. C’è, piuttosto, molto rispetto e la volontà di condividere un percorso “magico”, sospeso fra realtà e finzione. Una lettura IMPERDIBILE…

  • User Icon

    Biccio

    02/11/2005 13.41.13

    Sono racconti meravigliosi, incredibili. Leggendoli, riga dopo riga ci si rende sempre più conto di essere a tu per tu con un vero genio. Stupefacenti.

  • User Icon

    Stefania

    16/02/2005 09.53.15

    .. Non ci sono parole per esprimere la bellezza di questo libro.. Semplicemente indimenticabile, da leggere e rileggere, ricco di spunti filosofici e non solo.. Lettura non "semplice" ma per questo ancora più affascinante!!

  • User Icon

    Antonio Coiro

    14/02/2005 18.51.33

    Senza parole...Anzi sì:che spettacolo!!

  • User Icon

    Fabio

    25/01/2005 14.07.28

    Il libro che anni fa mi ha fatto scoprire Borges e che ancora considero il suo capolavoro. Il racconto Le rovine circolari è fra i miei preferiti di sempre e un capolavoro immortale.

  • User Icon

    vanvera

    08/11/2004 13.14.28

    E' un libro bellissimo, cosi' come e' bellissimo l'Aleph dello stesso autore. Magari non sara' di lettura facilissima (mi dicono alcuni), ma ripaga in ogni modo lo sforzo.

  • User Icon

    Maurizio Froldi

    30/08/2004 12.02.43

    Partiamo dal film <i>Matrix</i>. Ho fatto un salto sulla sedia nel vedere Neo che entra nella stanza dell'Oracolo. Leggete, in <i>Finzioni</i>, il racconto su Almotasim, cercate la riga in cui si dice che il protagonista finalmente giunge davanti alla porta in cui c'è Almotasim e, se avete presente cosa deve scostare Neo per vedere l'Oracolo, sobbalzerete pure voi. Recensire questo libro è impossibile. Un'opera semplicemente indimenticabile, che si legge e rilegge, trovandovi sempre spunti nuovi e geniali intuizioni. Ogni racconto è straordinario. Citiamo <i>La Biblioteca di Babele</i>, celeberrimo, e <i>La morte e la bussola</i>, forse il racconto giallo più bello della letteratura poliziesca mondiale.

Vedi tutte le 18 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione