Fiori sopra l'inferno

Ilaria Tuti

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 04/01/2018
Pagine: 366 p., Rilegato
  • EAN: 9788830449817

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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    Manus78

    22/04/2018 11:26:34

    Ottimo ! Non annoia mai e coinvolge.

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    Barbara

    21/04/2018 07:19:16

    Bello! Dopo tanto ho letto un libro che mi ha coinvolto fin dall'inizio. Niente è dato per scontato e la lettura è stata scorrevole. Ero curiosa di leggere un libro scritto da una scrittrice proveniente dalla Regione in cui abito. Libro promosso a pieni voti. Lo consiglio

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    Liuc123

    17/04/2018 21:08:33

    Una gradita sopresa. Ammetto di essere sempre un po’ prevenuto verso gli scrittori nostrani ma fortunatamente mi sono dovuto ricredere. La protagonista e’ ben delineata e la storia decisamente ben scritta, avrei preferito piu’ dialoghi tra Teresa e Massimo essendo che i loro battibecchi smorzano i toni noir del romanzo. Se ci sara’ un seguito lo leggero.’

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    Liuc123

    17/04/2018 21:04:36

    Una gradita sorpresa. Ammetto di essere sempre un po’ prevenuto verso gli scrittori nostrani ma per fortuna mi sono dovuto ricredere. La protagonista e’ ben delineata e la storia e’ decisamente ben scritta, avrei preferito piu’ dialoghi tra Teresa e Massimo essendo che i loro battibecchi alleggeriscono i toni noir del romanzo. Se ci sara’ un seguito lo leggero’ sicuramente.

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    Giorgia

    11/04/2018 14:37:03

    Per essere un'opera prima è un buon lavoro: il personaggio del commissario, Teresa, è molto coinvolgente, così come l'ispettore che la affianca. Lo stile è appassionante ed emozionante: l'ambientazione, poi, boschi e foreste di un paesino di confine sulle alture italiane rende il racconto ancora più suggestivo. La neve crea una cornice magica. E vincente l'idea del richiamo alla misteriosa vicenda avvenuta 30 anni prima nell'orfanotrofio del paese. Tuttavia, quando il romanzo arriva al dunque non finisce di convincermi: credo esista una linea di confine per definire un thriller un buon thriller ed è quello della verosimiglianza. Se il tema è verosimile che lo sia; altrimenti parliamo di fantasy. Si tratta di un'opinione strettamente personale, ma da "addetta ai lavori" prediligo spiegazioni reali ad un'insieme di coincidenze raramente concretizzabili. Comunque una lettura piacevole, seguirò ancora quest'autrice.

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    stefania70

    03/04/2018 11:32:20

    la scrittura è scorrevole ma purtroppo la trama presenta idee e elementi presi da altri racconti..nulla di rilevante

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    luì

    30/03/2018 17:21:22

    Acquistato d’istinto senza conoscerlo e senza aver letto alcuna recensione. Con mia grande sorpresa l’ho trovato affascinante e molto originale. Ben scritto soprattutto. Niente male come romanzo d’esordio.

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    tania

    26/03/2018 12:34:24

    Finito ora di leggere. Devo dice che nella parte iniziale le descrizioni minuziose finiscono col renderlo un po’ pesante. La storia è molto ben costruita ed interessante. Alla fine ti affezioni anche al commissario Battaglia.

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    luca

    21/03/2018 20:59:03

    Un capolavoro non è di sicuro, si vede che l'autrice si scrive un po' addosso e inoltre la trama è davvero troppo fantasiosa e incredibile. Però ho trovato anche dei pregi: l'ambientazione mi è piaciuta, insolita e ben descritta, e il commissario Battaglia tutto sommato non dispiace, certo non è simpatico, ma questo non vuol dire nulla. E alla fine del libro ci sono arrivato senza troppo sforzo, insomma tre stelle alla fine si possono anche dare.

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    La narrazione si articola su due filoni storici: il passato che va dal 1976 al 1993 e il presente, dove il lettore assiste ed è catapultando nelle indagini del caso. Lo stile risulta molto scorrevole e le sensazioni che ho provato leggendo Fiori sopra l’inferno sono state pura ansia, paura ed eccitazione. Non riuscivo a smettere di leggere e ogni volta che uscivo di casa mi giravo per guardarmi le spalle perché avevo seriamente paura di essere osservata o seguita nell’oscurità dietro di me. Fiori sopra l’inferno oltre ad essere un grande thriller psicologico, nasconde al suo interno dei messaggi che arrivano forti e chiari al lettore attraverso le parole di Teresa e che lo fanno riflettere sulla sua sfera psiclogica, su quella dei criminali e su quella del resto del mondo. La cosa che ho adorato è il fatto che io stessa mi sono resa partecipe dell’indagine, sollevandomi mille domande e quesiti, analizzando gli indizi dettagliatamente, facendo ipotesi e seguendo le mie idee, accompagnando Teresa e l’instancabile compagno nell’analisi del caso fino all’ultima pagina. Devo dire che, forse per i miei studi, avevo già sospettato di qualcuno che non era sfuggito al mio occhio e che poteva nascondere qualcosa, vuoi per i suoi atteggiamenti troppo morbosi, vuoi per il suo stile di attaccamento alla comunità. Fino alla fine non sono stata convinta della mia idea e questo l’ho letteralmente adorato, mi sono scervellata per capire se avessi o meno ragione, se avessi o meno risolto il caso, restando con il fiato sospeso e con l’ansia, che era una parte costante della mia lettura e non mi abbandonava mai. Io vi consiglio la lettura di Fiori sopra l’inferno solo per le sensazioni, le emozioni e gli stati d’animo che vi fa provare, dove in tutto ciò vengono racchiusi i contenuti, le indagini, l’analisi del modus operandi e uno stile narrativo che Ilaria Tuti ha creto alla perfezione. Quindi non so che dirvi, se non, leggete questo libro!

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    Cremo

    19/03/2018 10:29:07

    Mi è piaciuto molto, mix tra amore e morte . Avendo bambini piccoli mi ha anche toccato alcune corde emotive. Il giudizio è soggettivo e normalmente non commento mai quelli degli altri ma questa volta mi permetto una piccola riflessione, ripeto , partendo dal presupposto che il tutto è soggettivo, dare 1 a questo libro mi sembra davvero troppo incoerente.

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    Giulietta

    19/03/2018 09:53:05

    Ho comprato questo libro, senza aver prima letto recensioni, e l'ho trovato molto bello, originale nell'idea. Mi è piaciuta moltissimo l'ultima frase dell'epilogo, tanto che desidero trascriverla: "Questo romanzo è anche per le tante Teresa Battaglia che ogni giorno si svegliano un po' più stanche, che lottano contro la solitudine, la malattia, quella che mina il corpo ma anche la mente, affinché non smettano mai di volersi bene".

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    Sandro

    17/03/2018 14:28:47

    Una delusione, le premesse erano buone. L'ambientazione e le atmosfere alpino rurali purtroppo vengono mortificate da infelici personaggi razionali e poco riusciti, e soprattutto da un approccio e uno svolgimento materialista al racconto che toglie ogni tono e valore epico alle vicende narrate. Più che un thriller un trattato contro il mondo dei maschi, intesi come padri e mariti. Addio commissario Battaglia, non la seguirò.

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    michela

    14/03/2018 08:02:24

    Non è il genere di libri che preferisco, ma devo dire di averlo trovato molto interessante; la storia inizialmente sembra comune, ma grazie a diversi colpi di scena, esce dai soliti schemi ed è in grado di coinvolgere e stupire il lettore fino alle ultime pagine. I personaggi sono particolari e molto ben delineati, soprattutto il commissario che si occupa del caso, di cui si può intravedere la tridimensionalità durante tutta le storia. Devo dire di essere stata piacevolmente colpita da una storia che sembrava simile a tante altre e alla fine invece si è rivelata unica e particolare, interpretabile tramite diversi modi di lettura; il modo di scrivere è piacevole e accattivante. Lo consiglio.

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    Cristina52

    13/03/2018 17:00:04

    Riuscita la caratterizzazione dei personaggi, avvincente la trama

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    Zingonis

    12/03/2018 10:48:38

    Letto sull'onda di recensioni anche entusiastiche, ma non sono certo che ne valesse la pena. Contiene indubbiamente elementi di novità, rispetto alla corrente scrittura gialla, ma declinati in maniera incompleta o non soddisfacente. Il commissario Battaglia (ancora commissario, ma questa è solo una di diverse "sprecisioni" che si incontrano nel romanzo) avrebbe forse delle potenzialità se trattato con qualche ironia: così invece ne esce solo una signora molto melensa . . . . Irricevibile, poi, il cuore nero della vicenda, davvero al di là di ogni accettabile finzione letteraria. Nella fase finale dei ringraziamenti, l'autrice confessa di avere la testa ancora piena di storie del Commissario Battaglia: speriamo bene!

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    marina

    09/03/2018 16:02:59

    Ho acquistato il libro perchè l'autrice è una mia corregionale, senza grandi aspettative (il titolo mi lasciava presagire qualcosa di truce o quantomeno sinistro..) ma ben disposta, come ogni volta che affronto la lettura di un nuovo autore. Il libro è stato invece una splendida sorpresa. La lettura è scorrevole, grazie ai capitoli molto brevi, la protagonista è una donna vera, credibile che porta a compimento la sua indagine con maestria ed umanità. Ma la vera sorpresa è stata l'originalità della trama. Ho letto tanti libri gialli, ma raramente capita di imbattersi in qualcosa di così originale... In alcune parti del libro ho provato sincera commozione. Ringrazio anche l'autrice per aver descritto così bene i paesaggi montani del FVG, con le sue foreste, gli orridi e la miniera di Pb e Zn del paese di R. Complimenti.

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    Morena

    08/03/2018 15:44:41

    Entusiasmante...scorrevole e pieno di suspance

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    carlo

    04/03/2018 12:09:00

    Non è un buon libro. La scrittura avvincente e coinvolgente è un'altra cosa. L'ho finito mettendo alla prova tutta la mia forza di volontà, ma non ne è valsa la pena. Pazienza sarà per il prossimo.

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    Silvia

    03/03/2018 21:09:22

    Avevo letto in parecchie recensioni delle critiche negative ed ero riluttante all’acquisto invece devo dire che questo romanzo mi ha lasciato a bocca aperta, mi sono lasciata letteralmente travolgere. Trama interessante,personaggi coinvolgenti, nessun punto morto... scritto molto molto bene.

Vedi tutte le 103 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

La breve nota biografica ci fa sapere che l’autrice ama il mare, ma vive in montagna.
Questo particolare è singolare perché la capacità che ha Ilaria Tuti di saper cogliere alcuni elementi chiave dell’ambiente montano e con poche parole riuscire a descrivere paesaggi, fauna, sensazioni, odori, umori ed emozioni toccando le “corde giuste” dell’animo del lettore, è una specie di magia che ci trasporta in un battibaleno a Travenì: piccolo paesino friuliano incastrato tra i monti e i boschi.
Si ha quasi l’impressione che il suo vero amore sia la montagna.

Chi ci introduce nella storia è Mathias, un ragazzino che sogna di diventare veterinario e che si aggira nei boschi con i suoi amici, la sua seconda famiglia, i suoi “fratelli di sangue”.

I bambini sono parte della storia e nella storia ci accompagnano, senza stonare mai e insieme a noi percepiscono la paura degli “adulti”. Quella paura che piano piano sfonda il guscio della protagonista del romanzo: Teresa Battaglia.

Il Commissario Battaglia che, incautamente, viene creduta UN commissario (uomo) dall’ingenuo ispettore Massimo Marini che arriva insieme a noi sulla scena del crimine: vestito di tutto punto, giovane, educato e goffo… talmente tanto da infastidire Teresa e intenerire noi lettori.

La scena del crimine, neanche a dirlo, è inquietante: una vera e propria mise en scène in cui gli attori sono il cadavere, il fantoccio che “forse” rappresenta chi ha commesso il crimine e la squadra di polizia che osserva, raccoglie prove e cerca di dare un senso ad un atto che si porta dietro una crudeltà e una violenza inspiegabili. Perché? Ma soprattutto chi porta dentro di sé tanta rabbia?

In un attimo siamo tutti al fianco di Battaglia e Marini, sulle tracce del killer.

Teresa Battaglia è una profiler di prim’ordine: il suo approccio alle indagini e gli anni di esperienza alle spalle ricordano i protagonisti di Criminal Minds. Massimo Marini invece è metodico: alla ricerca di prove e dedito all’analisi dei fatti una specie di Tenente Colombo del 2017. Due metodi opposti che scandiscono l'inchiesta dando un ritmo da cui è difficile prendersi una pausa.

Ma Ilaria Tuti ci regala un puzzle, perché il susseguirsi degli eventi di oggi sono scanditi da una serie di flashback che ci portano in Austria, 1978... Sta a noi ricostruire lo sfondo che ci porta alla soluzione delle indagini e a capire il perché della furia omicida.

Coinvolgente fino all’ultima pagina ed elegante, questo romanzo ha già conquistato il titolo di “Caso letterario dell’anno”: richiestissimo alla fiera del libro di Francoforte ancora prima della sua pubblicazione in Italia, sarà tradotto in 20 paesi.

Se Donato Carrisi è senz’ombra di dubbio il Re del thriller italiano, possiamo dire che probabilmente avrà al suo fianco una degna Regina.

Buona lettura!

Maria Josè Castelli