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Gustavo Zagrebelsky

Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2013
Pagine: 69 p. , Brossura
  • EAN: 9788806217365

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    Andrea Giostra

    27/05/2013 11.09.43

    La democrazia, sopra ogni cosa, ha come ideale la libertà che ceduta al bene comune, ossia ai sani principi della società democratica, produce libertà per tutti. La libertà è la possibilità di ogni cittadino di partecipare alla vita politica attiva. Se non c'è libertà, non c'è democrazia. Ma cos'è la libertà? Cos'è la democrazia. Cos'è la partecipazione alla politica attiva? Cosa c'entra la libertà con il lavoro? Perché la nostra Costituzione è fondata sul lavoro? Sono queste le domande alle quali Zagrebelsky cerca di rispondere prendendo spunto dall'articolo 1 della nostra Costituzione. Il fondamento della vita politica di una degna democrazia è il lavoro. La politica di uno stato democratico che vuole definirsi tale, deve essere necessariamente e prioritariamente finalizzata alla creazione di lavoro. L'economia di un paese democratico, pertanto, è quell'economia che nasce da una politica economica che ha quale unico e irrinunciabile obiettivo il lavoro. Se invece, come accade in quasi tutti i paesi occidentali che pretendono di definirsi democratici, l'economia diviene una forza che influenza negativamente le scelte della politica economica riducendo le opportunità di lavoro ai propri cittadini, allora vuol dire che quel paese non è un paese democratico, bensì un paese casta-cratico, ovvero, un paese oligarchico. La nostra Costituzione pone a suo fondamento il lavoro. Se la politica del nostro paese non è stata in grado di creare lavoro per tutti i suoi cittadini, vuol dire che quella politica ha tradito la Costituzione italiana. E' quello che in questo breve ma intenso ed incisivo saggio Zagrebelsky vuole dire al lettore: senza lavoro non c'è libertà. Senza lavoro non c'è democrazia. Senza lavoro c'è oligarchia, ovvero, un governo imposto da un gruppo ristretto di persone: la casta.

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    Andrea Giostra

    25/05/2013 22.57.54

    La democrazia, sopra ogni cosa, ha come ideale la libertà che ceduta al bene comune, ossia ai sani principi della società democratica, produce libertà per tutti. La libertà è la possibilità di ogni cittadino di partecipare alla vita politica attiva. Se non c'è libertà, non c'è democrazia. Ma cos'è la libertà? Cos'è la democrazia. Cos'è la partecipazione alla politica attiva? Cosa c'entra la libertà con il lavoro? Perché la nostra Costituzione è fondata sul lavoro? Sono queste le domande alle quali Zagrebelsky cerca di rispondere prendendo spunto dall'articolo 1 della nostra Costituzione. Il fondamento della vita politica di una degna democrazia è il lavoro. La politica di uno stato democratico che vuole definirsi tale, deve essere necessariamente ed prioritariamente finalizzata alla creazione di lavoro. L'economia di un paese democratico, pertanto, è quell'economia che nasce da una politica economica che ha quale unico e irrinunciabile obiettivo il lavoro. Se invece, come accade in quasi tutti i paesi occidentali che pretendono di definirsi democratici, l'economia diviene una forza che influenze negativamente le scelte della politica economica riducendo le opportunità di lavoro ai propri cittadini, allora vuol dire che quel paese non è un paese democratico, bensì un paese casta-cratico, ovvero un paese oligarchico. La nostra Costituzione pone a suo fondamento il lavoro. Se la politica del nostro paese non è stata in grado di creare lavoro per tutti i suoi cittadini, vuol dire che quella politica ha tradito la Costituzione italiana. E' quello che in questo breve ma incisivo saggio Zagrebelsky vuole dire al lettore: senza lavoro non c'è libertà. Senza lavoro non c'è democrazia. Senza lavoro c'è oligarchia. L'articolo 1 della nostra costituzione è stato e continua ad essere calpestato dall'attuale politica dominante, che è succube e sottomessa alla politica economia delle oligarchie internazionali che non hanno certamente come obiettivo prioritario il lavoro.

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