Foxcatcher. Una storia americana

Foxcatcher

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Titolo originale: Foxcatcher
Paese: Stati Uniti
Anno: 2014
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Quando il lottatore medaglia d'oro alle Olimpiadi Mark Schultz viene invitato dal facoltoso erede John du Pont a trasferirsi nella residenza di famiglia per aiutarlo a formare una squadra da allenare in vista dei giochi olimpici di Seul del 1988, Schultz coglie al volo l'opportunità, sperando di potersi concentrare sul suo allenamento e di riuscire finalmente ad uscire dall'ombra del suo venerato fratello, Dave. Mark inizia a considerare il suo benefattore come una figura paterna e a dipendere sempre di più dalla sua approvazione. Benché inizialmente si mostri comprensivo e lo incoraggi, du Pont cambia atteggiamento dando segni di instabilità mentale. Ben presto, il comportamento imprevedibile del miliardario e il crudele gioco psicologico che mette in atto iniziano a erodere la già fragile autostima dell'atleta. Nel frattempo, du Pont si fissa sempre di più su Dave, che emana la sicurezza che manca sia a lui che a Mark. Spinti dalla crescente paranoia di du Pont e dal suo progressivo allontanamento dai due fratelli, i tre uomini precipitano verso una fine tragica che nessuno avrebbe potuto prevedere.

Ho scritto di questo capolavoro ipnotizzante da quando ha debuttato al festival del circuito a Maggio. Adesso, lontano dall’uscita, l’ipnoptico e ossessionante Foxcatcher può provare il suo valore attraverso uno dei migliori film dell’anno. Steve Carell, Channing Tatum e Mark Ruffalo hanno fatto la performance della loro vita. E il regista Bennet Miller (CapoteMoneyball) raggiunge un nuovo picco, come se avesse lavorato con uno scalpello nel privilegiato mondo degli sport Olimpici e della ricchezza ereditata.
Un Tatum rivelatorio interpreta Mark Schultz, vincitore nel 1984 di una medaglia d’oro olimpica nel wrestling, ma ancora messo in secondo piano dall’ombra del fratello più grande Dave (un Ruffalo in splendida forma). Dave ha una medaglia d’oro, una moglie (Sienna Miller), due figli e i riconoscimenti sociali che Mark non ha.
Entra in gioco John Du Pont (Carell), di sangue blu dalla Pensilvania, che si offre di occuparsi del timido Mark nella sua fattoria di Foxcatcher e lo trascina ai Giochi Olimpici di Seoul del 1988. Anche Du Pont vive in un’ombra, quella della madre sulla sedia a rotelle (Vanessa Redgrave, che passa il suo tempo a esprimere la sua disapprovazione conn un semplice sguardo). Quello che succede dopo è di pubblico dominio. Una famiglia disgregata. Un assassinio. Ma Miller, lavorando da un testo devastante di Dan Futterman e E. Max Frye, mostra il ventre malato di un’America “eccezionalista”.
Carell, sfoggiando un naso finto e un sussurro elitario, fa la stessa cosa. È una complessa, rappresentazione trionfante, un tour de force di un pericolo che si consuma lentamente.
Carell è la perfezione. Foxcatcher è così, un thriller psicologico, unico e indimenticabile, che colpisce il terreno sotto i tuoi piedi.

Recensione di Peter Travers

 

  • Produzione: BiM, 2015
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 134 min
  • Lingua audio: Italiano (DTS 5.1 HD);Inglese (DTS 5.1 HD)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • AreaB
  • Contenuti: speciale: Come si diventa John du Pont; trailers
  • Steve Carell Cover

    Propr. Steven John C., attore statunitense. Si costruisce una carriera da comico televisivo, in particolare nel programma The Daily Show (1999-2005) e nella serie The Office (2005-08), che gli vale un Golden Globe come miglior attore. Al cinema è per qualche tempo spalla comica: regge il gioco a J. Carrey in Una settimana da dio (2003) di T. Shadyac, e a W. Ferrell in Vita da strega (2005) di N. Ephron, finché ottiene il ruolo da protagonista in 40 anni vergine (2005), di cui è anche sceneggiatore insieme al regista J. Apatow. Volto piuttosto ordinario e dalla mimica ridotta, incarna spesso la figura del timido imbranato, che fa leva su una comicità innocente e sobria anche quando è afflitto dai casi della vita, come nel ruolo dello zio suicida di Little Miss Sunshine (2006) di G. Dayton e... Approfondisci
  • Mark Ruffalo Cover

    Propr. M. Alan. R., attore statunitense. Identificato da molta critica come l'erede di M. Brando, interpreta ruoli irrequieti da bello e dannato. Esordisce nel 1993 in Rough Trade di C. Speidel e nell'arco di una decina d'anni si trova a essere uno dei soldati in Windtalkers (2002) diretto da J. Woo, il torvo poliziotto amante di M. Ryan in In the Cut (2003) di J.?Campion, il detective Fanning in Collateral (2004) di M.?Mann, il tecnico della memoria in Se mi lasci ti cancello (2004) di M.?Gondry e un professore universitario coinvolto in un ménage di insoddisfazione e tradimenti in I giochi dei grandi (2004) di J.?Curran. Ormai riconosciuto e apprezzato come interprete a tutto tondo, è il pacato fidanzato di J. Aniston in Vizi di famiglia (2005) di R. Reiner, è tra Tutti gli uomini del re... Approfondisci
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