Editore: Adelphi
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 5 maggio 2010
Pagine: 178 p., Brossura
  • EAN: 9788845924811
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Descrizione
In una lettera a Stefan Zweig, Joseph Roth annunciava di avere in cantiere "il romanzo della sua infanzia", destinato ad assumere le dimensioni di un'opera autobiografica "d'ampio respiro". E destinato, secondo l'ultima compagna dello scrittore, a diventare il suo libro più pregevole. Il progettato romanzo, in realtà, non vide mai la luce. Ma il torso che ci è rimasto, "Fragole" trovato fra le carte inedite -, si presenta di fatto come un'autentica, incantevole novella. Una novella popolata di sarti, vetrai e ciabattini colti nel natio shtetl galiziano, in uno scenario fatto di distese innevate e di neri stormi di coni sui campi dalle stoppie dure e pungenti sotto i piedi nudi. Alla ricerca della sua terra perduta, con il sapore delle fragole di bosco che richiama un intero universo, Roth riesce a salvare la memoria di una mitica Heimat. E non meno preziosa, anche se agli antipodi per ambientazione e tenore, è l'altra novella raccolta in questo volume, Perlefter, storia e satira di un borghese ipocondriaco, irresistibile antieroe che sogna avventure grandiose, laddove le sue sono solo meschine e da tener segrete. Abitate da una galleria di personaggi degna di Gogol' e Dickens, ambientate nella Vienna dell'ebraismo assimilato, tra café chantant, club esclusivi e sontuosi hotel, o in lontane province trasognate, sono pagine in cui ritroveremo, con gioia, il Roth dei suoi libri più amati.

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    Lapo

    29/08/2018 13:35:48

    Seppur lontano dai suoi capolavori, si ritrova un Roth che con il suo stile raffinato e con le lente cadenze impreziosisce due racconti incompiuti. Nel primo l’Autore descrive con gusto e maestria le fisime, le abitudini maniacali e il vittimismo di un borghese agiato, i suoi comportamenti in casa e quelli differenti al di fuori della famiglia, le vicende legate alla ricerca di mariti per le figlie e quelle relative a lontani parenti stravaganti e originali. Nel secondo racconto, nucleo di un romanzo di carattere autobiografico programmato ma mai ultimato, lo scrittore indugia con struggimento sulle abitudini contadine del paese natio regolate dal susseguirsi delle stagioni e sull’ambiente naturale nel suo ciclo di perenne evoluzione, visti con gli occhi dell'infanzia; poi, cresciuto e rimasto solo, in cerca di lavoro esplora le misere botteghe dei piccoli artigiani locali. Lettura godibile.

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    claudio

    18/05/2010 22:12:27

    Non leggevo Joseph Roth da molto tempo e mi ha incuriosito una recensione su "Fragole". Sono due bei racconti, sicuramente non ultimati, che riguardano uno la vita a Vienna di un ebreo benestante con tutti i suoi tic, le sue manie e la sua famiglia. L'altro il classico shtetl galiziano. Richiamano, ma non sono la stessa cosa della Cripta dei Capuccini o la Marcia di Radetzky. In ogni caso ben ha fatto Adelphi a pubblicarli.

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