Categorie

Francesco d'Assisi e il primo secolo di storia francescana

Traduttore: N. D'Acunto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1997
Pagine: 464 p., ill.
  • EAN: 9788806143435

€ 18,44

€ 21,69

Risparmi € 3,25 (15%)

Venduto e spedito da IBS

18 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

ELA CONSOLINO, FRANCA (A CURA DI), Francesco d'Assisi fra storia, letteratura e iconografia

AA.VV., Francesco d'Assisi e il primo secolo di storia francescana
recensione di Garofani, B., L'Indice 1997, n.10

L'esperienza umana e religiosa di Francesco d'Assisi e l'influsso del francescanesimo sul mondo duecentesco continuano ad affascinare la cultura contemporanea. Francesco è senza dubbio uno dei casi storiografici più significativi, anche se mancava, fino a questo momento, uno strumento di sistemazione complessiva e di comunicazione esterna rigorosa, ma insieme accessibile, delle acquisizioni, dei problemi e dei principali nodi interpretativi a esso legati.
Nasce così, per iniziativa del Dipartimento di scienze storiche dell'Università di Perugia, "Francesco d'Assisi e il primo secolo di storia francescana", una sorta di manuale a più voci in cui le diverse competenze interagiscono per valorizzare le molte facce del fenomeno minoritico, offrendo un'attenta introduzione critica a frate Francesco e ai fatti che da lui presero avvio. Il libro, arricchito da un'utile tavola cronologica che pone in parallelo la storia politica con quella della chiesa e con le vicende francescane, è pensato con un impianto organico, nel quale i singoli contributi, tutti elaborati per l'occasione, si dispongono come altrettanti capitoli di una trattazione unitaria. Tre i punti nodali in cui si articola: la valutazione dell'operato personale di Francesco, ricostruita sulla base dei suoi scritti e delle fonti agiografiche e iconografiche; gli esiti in termini istituzionali di tale esperienza, comprensivi anche del francescanesimo femminile e del terz'ordine, e le forme di presenza dei frati minori nella società e nella cultura del secolo XIII, attraverso l'analisi dei rapporti con i particolarismi locali, del pensiero di alcuni maestri, delle ideologie e pratiche del libro nei conventi minoritici.
Ma quali furono i nessi fra la storia di Francesco e quella dell'Ordine? Il passaggio non fu semplice: la volontà del fondatore, legata a una scelta di povertà effettiva, di sottomissione e rinuncia al potere, di marginalità, si rivelò di difficile realizzazione in rapporto agli sviluppi dell'Ordine e alle pressioni provenienti dalla società e dal papato. Non è un caso che la maggior parte degli scritti di Francesco si concentri proprio negli ultimi anni di vita, quando si fece più urgente da parte del fondatore la volontà di ribadire i caratteri della sua ispirazione originaria. Il Testamento è il punto di partenza per comprendere la "coscienza soggettiva" che Francesco ebbe del suo itinerario e della sua opera: la "fraternitas", la prima comunità, e l'"ordo" non sono differenti, e il secondo deve continuare a vivere seguendo il modello della prima. È senza dubbio un'"eredità difficile" per un Ordine in progressivo ampliamento numerico e in espansione in Italia e di là dalle Alpi.
Tutto questo comporta una serie di adattamenti e di interrogativi circa l'"identità francescana", in cui i vari francescanesimi si scontrano pretendendo di essere ciascuno l'autentico interprete del messaggio originario, soprattutto in merito al binomio povertà/ricchezza. In questo contesto si inseriscono gli interventi programmatici di Bonaventura da Bagnorea, che cerca di delineare una specificità minoritica fondandola su una lettura del fondatore in chiave cristocentrica, tra la stigmatizzazione sulla Verna e la celebrazione dell'"alter" "Christus".
Si apre così la strada a una serie di memorie tramandate, se non ricostruite, del tutto astratte rispetto alla vicenda storica individuale e alla personale proposta cristiana di Francesco, che è ricostruibile invece attraverso un confronto con quanto resta dei suoi scritti, anche se ovviamente ogni testo può dare solo alcune risposte alle numerose domande. L'impressionante produzione agiografica delinea un "altro Francesco", a cui è legata la cosiddetta "questione francescana", una questione a un tempo letteraria, storica e filologica. Forse, come sottolinea Rusconi, sarebbe più corretto parlare di "questioni francescane" al plurale, prendendo atto di come risulti ingannevole ritenere di essere in presenza di un'unica storia del francescanesimo distesa nell'arco di oltre sette secoli.
Alla questione francescana e, in particolare, ai problemi di metodo a essa legati, è dedicato anche "Francesco d'Assisi fra storia, letteratura e iconografia", che raccoglie una serie di saggi nati in occasione di una tavola rotonda tenutasi a Rende nel 1995 in seguito alla pubblicazione a distanza ravvicinata di due monografie di Chiara Frugoni e Jacques Dalarun su Francesco. Diversi i temi trattati, anche se collegati fra loro da una grande attenzione metodologica. Riflettendo sulla necessità di una stretta interdipendenza tra la filologia e la storia, si auspica un generale rinnovamento dello studio delle vite dei santi, che dovrebbe avere come primo compito l'allestimento di edizioni critiche che non solo propongano un testo, ma informino del suo percorso redazionale e della storia della sua tradizione manoscritta. Si prendono poi in considerazione alcune riflessioni sulla lettura delle fonti agiografiche, diversi percorsi storiografici, qualche biografia e una particolare lettura di Francesco fatta alla luce della peculiare esperienza dei cosiddetti santi folli in Cristo di tradizione bizantina.