I fratelli Ashkenazi

Israel J. Singer

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Traduttore: Bruno Fonzi
Editore: Longanesi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 2,24 MB
Pagine della versione a stampa: 761 p.
  • EAN: 9788830442337
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Gaia la libraia

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Uno dei capolavori delle letteratura del '900 nella pregevole traduzione di Bruno Fonzi

Una lunga fila di emigranti è in marcia verso la città polacca di Lodz: fra loro una variopinta comunità di ebrei ortodossi che intende guadagnarsi da vivere con la tradizionale filatura a telaio. Sarà il seme dal quale nasceranno grandi industrie tessili capaci di imporre le loro merci in tutta l’Europa. In questo piccolo e operoso mondo, dove il tempo è scandito dal lavoro e dalle pratiche religiose, nascono i due figli del pio Reb Abraham Hirsch Ashkenazi, opposti nel carattere fin dalla prima infanzia: Jakob Bunin, vitale e generoso, rappresenta la forza naturale e l’istinto gioioso di vivere, mentre Simcha Meier, introverso e abile negli affari, riversa la sua febbrile inquietudine nell’imprenditoria. La parabola dell’esistenza porterà Jakob ad affermarsi con il suo talento di comunicatore, mentre Simcha toccherà le vette del capitalismo industriale grazie a un miscuglio di cupidigia e lungimiranza che tutto travolge in nome del profitto. Attorno a loro, tra la fine dell’Ottocento e il primo conflitto mondiale, si svolgono le grandi vicende della Storia e gli eventi minimi di una folla di personaggi uniti dalla comune spiritualità ebraica, che sfocia in conflitti generazionali, al punto di indurre i giovani a un progressivo allontanamento dalla tradizione dei padri, fino a esperienze estreme come la rivoluzione, la negazione degli affetti familiari e l’affermazione dell’individualismo assoluto. Per Jakob e Simcha, divisi per quasi tutta la loro vita, il risultato è il distacco dal giudaismo, con la conseguente perdita della propria identità per costruirsi una rispettabilità borghese. Ma tutto è inutile, destinato al fallimento. Insieme al capitalismo si sgretolano i destini di uomini e donne travolti dal tempo e dalla Storia. Dei fratelli Ashkenazi, riuniti in un ultimo, disperato abbraccio, non resterà che l’infinita vanità del tutto. Israel Joshua Singer racconta la grandiosa e feroce epopea borghese degli ebrei polacchi in un romanzo insieme corale e individuale, nel solco del grande realismo ottocentesco ma percorso dalle inquietudini del Novecento: un magistrale affresco che si pone come il pendant ebraico de I Buddenbrook di Thomas Mann, e che spiega perché il premio Nobel Isaac Singer disse dell’amato fratello: «Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera».

ISRAEL JOSHUA SINGER (1893-1944) trascorse con il fratello minore Isaac Bashevis l’infanzia a Varsavia, dove il padre era rabbino, ma nel 1918 lasciò la famiglia per trasferirsi a Kiev, dove lavorò come correttore di bozze. Tre anni dopo fece ritorno a Varsavia. Esordì con i racconti in yiddish di Perle (1922), avviando nel contempo una serie di corrispondenze per il quotidiano newyorkese Jewish Daily Forward. Nel 1932 il romanzo Yoshe Kalb, che descrive la vita di una comunità chassidica in Galizia, conobbe uno straordinario successo, soprattutto nella versione teatrale. Nel 1933 emigrò negli Stati Uniti. Dopo I fratelli Ashkenazi (1936), unanimemente considerato il suo capolavoro, scrisse ancora racconti e commedie. Nel 1946 apparve Da un mondo che non c’è più, che raccoglie una parte delle corrispondenze per il Jewish Daily Forward e costituisce una sorta di autobiografia parallela a quella che il fratello scrisse con i racconti di Alla corte di mio padre.
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    Anna

    02/12/2018 17:09:58

    Un grande libro,un libro meraviglioso,uno dei più belli che abbia letto. Consigliato a tutti quelli che amano leggere.

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    Luisa

    07/01/2018 08:48:47

    Libro molto bello e scritto in modo magistrale. Da leggere assolutamente.

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    aledifra

    13/06/2017 07:02:04

    Nonostante il tema trattato non sia dei più "leggeri" (circa un secolo di storia polacca ) e si tratti di un libro di più di 700 pagine il romanzo, attraverso le vicende dei suoi protagonisti, appassiona e coinvolge. Consigliato. Attraverso le vicende dei suoi personaggi

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    enrico.s

    08/04/2016 17:35:21

    A mio modestissimo parere "La famiglia Karnowski" è un romanzo più riuscito, più coinvolgente, anche perché punta maggiormente sugli aspetti umani, intimi, dei personaggi, al contrario di questo, nel quale prevale, salvo per il finale, il tratteggio della cornice storica. Più la storia di un popolo che di uomini. Resta comunque un magnifico ritratto di un'epoca dura (soprattutto per gli ebrei) e di chi l'ha vissuta, pieno si personaggi, paesaggi, storie grandi e piccole che traboccano dalla pagina come fanno dalla tela le immagini dei quadri di Rubens, rutilanti di carni, vita e colore. Qui però il tono è molto meno scintillante, ovviamente... Non fatevi scoraggiare dalla mole (quasi 800 pagg.) e lasciate da parte per un po' le ultime novità di libreria. Ogni tanto un assaggio dei vecchi maestri è salutare e aiuta a meglio valutare il reale spessore di tanti giovani presunti (molto presunti) geni letterari.

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    Antigrim

    08/06/2013 15:21:07

    Romanzo veramente notevole. Non solo per la vividezza e icasticità dei personaggi: alcuni veramente indimenticabili. Ma per la capacità che hanno i grandi scrittori di immergerti in un mondo: familiare, sociale, culturale, storico. Con la "Famiglia Moskat" forma davvero una coppia imperdibile.

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    Roberta

    07/04/2011 12:22:37

    Isaac Singer, parlando del fratello, disse " Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera" definendolo suo maestro. Per la critica letteraria Israel Singer e' l'ultimo "classico" della letteratura ebrea di stampo ottocentesco. In questo bellissima storia, che si puo' collocare tra saga familiare e romanzo storico, l'autore affronta il tema dell'ascesa e della decadenza della borghesia, vista dal punto di vista del popolo ebraico attraverso i due fratelli Ashkenazi: Simcha Meyer e Jacob Bunim. E' il primo la grande figura tragica del romanzo, un'uomo meschino, geniale, spietato ma anche umanissimo. Un libro che consiglio vivamente.

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    MauroG

    03/01/2011 20:19:16

    Un libro straordinario, un romanzo veramente bellissimo che sono riuscito a trovare dopo una ricerca di sei anni... era sparito.

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    BRUNO BASSO

    28/01/2009 22:53:10

    IL LIBRO MI E' PIACIUTO TALMENTE CHE HO DECISO DI REGALARNE UNA COPIA: IMPOSSIBILE, E' SPARITO DAGLI SCAFFALI E DAI MAGAZZINI, DUNQUE SI PROVVEDA TOSTO ALLA SUA RISTAMPA.GRAZIE.

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    Andrea

    09/04/2006 10:24:49

    Bello, scritto (o meglio) tradotto con stile facile e leggero. Con l'unico difetto di non decidersi fra la saga di famiglia ed il romanzo storico popolare. Bello ma non bellissimo.

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    Mimo Ossini

    14/07/2005 16:47:23

    L'ho letto tutto d'un fiato. un libro meraviglioso, lo spaccato perfetto di un'europa ebraica che non esiste piu. ti appassioni da subito al personaggio principale anche se obiettivamente e' un uomo fallito dal punto di vista umano, un uomo cattivo, un commerciante senza scrupoli. davvero bellissimo, lo consiglio a tutti e sopratutto a chi e' appasionato di cultura ebraica.

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    Gianca

    18/05/2005 17:54:59

    Magistrale, un grande romanzo, oserei dire molto più profondo e bello dei Buddenbrock. Una perfetta storia sociale che Israel Singer affronta con il dovuto distacco che solo il grande scrittore possiede. Le relazioni sociali tra le varie classi e lo sviluppo storico che ne consegue viene descritto con molta precisione e, nello stesso tempo, con la necessaria scorrevolezza che rende la lettura molto piacevole. Impeccabile anche nella caretterizzazione dei personaggi. Il fratello Isaac, premio Nobel, forse non raggiunge questi livelli, del resto anche lui ha sempre ammesso di aver molto imparato e da imparare dall'opera del fratello, peccato che Israel sia morto prematuramente ed abbia prodotto poche opere. Un grande capolavoro!

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    ugo fiore

    03/01/2005 08:45:35

    Libro bellissimo. Si può leggere su più piani, sta al lettore scegliere quale privilegiare, ed è proprio questa la caratteristica dei grandi romanzi. Io ho privilegiato il piano personale. Simcha Meyer Askenazy è un personaggio straordinario, indimenticabile, grandioso in tutti i suoi atteggiamenti (positivi e negativi). Un libro che ti entra nella coscienza e che non si può dimenticare. Rispetto a 'La famiglia Moskat' scritto dal fratello Isaac è meno duro (la filosofia del libro di Isaac è durissima) in questo è più sfumata, lascia qualche barlume di speranza (barlume). Ho scoperto solo a 50 anni questi due grandi autori del '900, perchè da tante parti se ne è parlato così poco?

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    Alice

    04/09/2004 17:41:37

    E'uno dei miei libri preferiti. I due fratelli sono due figure emblematiche e universali: il primo, bruttino, ambizioso e immensamente intelligente, fa di tutto per forgiare il destino a proprio vantaggio, venendo però sempre sopraffatto dai colpi di fortuna dell'odiato fratello belloccio e bonaccione. Sarà la Storia a riunirli, per un drammatico istante. L'ambiente, i personaggi di contorno, la scrittura, spingono a chiedersi come mai il Nobel l'abbia vinto il fratello Isaac invece di lui.

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  • Israel J. Singer Cover

    Israel Joshua Singer, polacco, fratello maggiore del premio Nobel Isaac Bashevis, esordì nel 1922 con i racconti Perle, in yiddish, e continuò a scrivere in quella lingua anche dopo che si fu trasferito a New York (1933). I fratelli Ashkenazi, ritenuto unanimemente il suo capolavoro, è del 1936. La raccolta postuma di sue corrispondenze per il quotidiano «Jewish Daily Forward», Da un mondo che non c’è più (1946), costituisce una sorta di autobiografia. In traduzione italiana è uscito il romanzo che nel 1932 gli diede il successo, Yoshe Kalb e le tentazioni (1973); nonché A oriente del giardino dell'Eden, uscito postumo per Bollati Boringhieri (2015). Per lo stesso editore è uscito l'inedito La fuga di Benjamin Lerner (2015). Approfondisci
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