I fratelli Ashkenazi

Israel J. Singer

Traduttore: B. Fonzi
Collana: Varianti
Anno edizione: 2011
Pagine: 760 p., Brossura
  • EAN: 9788833921846
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Recensioni dei clienti

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    Claudia

    16/10/2017 18:14:08

    Libro stupendo. Attraverso le vicende dei personaggi, principali e secondari, viene narrata la storia, o almeno un suo stralcio, della Polonia, a molti sconosciuta. I personaggi, descritti egregiamente nella loro psicologia e nel loro modo di essere, sono così vividi e reali che il lettore viene trasportato nell'azione narrata, e si ha la sensazione di conoscerli e di comprenderne le dinamiche emotive e razionali. Anche le descrizioni fisiche e dei luoghi sono magistrali. Senza parlare poi della cultura e della mentalita' ebraiche che nei libri di Singer vengono esposte chiaramente, e permettono al lettore di conoscere un mondo ormai perduto, almeno in Europa. Io non so quali parole usare per definire questo libro se non "capolavoro". Non fatevi scoraggiare dalla mole, è un romanzo bellissimo, lo consiglio.

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    aledifra

    13/06/2017 07:02:04

    Nonostante il tema trattato non sia dei più "leggeri" (circa un secolo di storia polacca ) e si tratti di un libro di più di 700 pagine il romanzo, attraverso le vicende dei suoi protagonisti, appassiona e coinvolge. Consigliato. Attraverso le vicende dei suoi personaggi

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    Lorso57

    22/07/2016 13:30:06

    Un romanzo eccezionale, una saga convincente e profonda che conquista grazie alla maestria narrativa dell'autore che dopo "La famiglia Karnowski" riconferma, ampliandola ulteriormente, la sua genialità. Famiglia, lavoro, politica, religione, guerra in questa commedia umana di altissimo livello. Capolavoro assoluto, peccato per chi non lo leggerà.

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    enrico.s

    08/04/2016 17:35:21

    A mio modestissimo parere "La famiglia Karnowski" è un romanzo più riuscito, più coinvolgente, anche perché punta maggiormente sugli aspetti umani, intimi, dei personaggi, al contrario di questo, nel quale prevale, salvo per il finale, il tratteggio della cornice storica. Più la storia di un popolo che di uomini. Resta comunque un magnifico ritratto di un'epoca dura (soprattutto per gli ebrei) e di chi l'ha vissuta, pieno si personaggi, paesaggi, storie grandi e piccole che traboccano dalla pagina come fanno dalla tela le immagini dei quadri di Rubens, rutilanti di carni, vita e colore. Qui però il tono è molto meno scintillante, ovviamente... Non fatevi scoraggiare dalla mole (quasi 800 pagg.) e lasciate da parte per un po' le ultime novità di libreria. Ogni tanto un assaggio dei vecchi maestri è salutare e aiuta a meglio valutare il reale spessore di tanti giovani presunti (molto presunti) geni letterari.

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    lalla

    18/02/2016 16:36:04

    Joshua Israel Singer era il fratello maggiore di Itzakh Bashevis Singer, Premio Nobel. E' stato prima di trasferirsi negli USA con suo fratello uno dei più grandi scrittori ebrei di lingua yiddish. Ho scoperto "I fratelli Ashkenazi" con grande piacere: i personaggi sono ben delineati e descritti, in un periodo della Storia complesso e ricco di avvenimenti, anche se questo libro non è tratto da una storia realmente esistita, è molto interessante sulla rivalità e solidarietà dei due fratelli, che a mio avviso, non sono poi cosi nemici. Joshua Israel Singer mi fa pensare a un Emile Zola ebreo, che scrive in yiddish, con tanta verve ed immaginazione ma sempre nel rispetto della veridicità storica e nel contesto politico ed economico di questo romanzo. L'autore racconta insieme alla storia esemplare di questi due fratelli, l'aumento progressivo ed il disintegro di un mondo: quello degli ebrei in Polonia, quello del ghetto polacco delle grandi città (come in questo caso quello di Lodz), quello dell'umile shtetl delle campagne che purtroppo vivevano i loro ultimi anni. Gli antisemiti locali -russi, tedeschi e polacchi sono in accordo solo su una cosa - quella che avrebbero a breve cambiato, ogni uno a modo suo, di farli sparire da qualsiasi mappa del mondo... Ancora "un mondo di ieri"... restituito con tenerezza, humour, cattiveria ed una grande nitidezza di immagine scritto da un grandissimo scrittore... da riscoprire!

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    Mauro

    17/09/2015 18:08:36

    Ennesimo libro straordinario di questo autore meraviglioso. Niente da aggiungere, fatevi un regalo... leggete tutto

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    EMANUELA PAT

    05/08/2015 09:02:18

    Conosco da anni il suo più noto fratello Isaac B. Singer ed ho letto tutti i suoi libri. Ora ho scoperto il meno conosciuto Israel e devo ammettere che nn è da meno. La grande storia dei ricchi e colti ebrei dell'epoca, di Lodz, con i suoi protagonisti ed i suoi personaggi minori tratteggiati con grande maestria e competenza. Romanzo storico che in ben 760 pagine nn permette mai che cali l'interesse, dunque si legge in pochi giorni in quanto nn si riesce più a staccarsene.

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    carlo

    03/05/2015 11:25:15

    Un altro grande libro che ti affascina per i suoi personaggi e la ricostruzione dei climi storici che si sono vissuti. Simcha Meier e Jacob Bunin insieme alle figure femminili che li attorniano meritano uno spazio nel pantheon della grande letteratura

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    Smapel

    02/06/2014 23:09:51

    Libro fantastico. Una tela perfetta per rappresentare un grande popolo, un periodo storico di cambiamenti epocali, lo spessore dei personaggi. Imperdibile

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    stefano

    22/04/2014 16:30:16

    Un libro formidabile, profondamente suggestivo. Si rimane coinvolti dalla straordinaria capacità dell'autore di raccontare ambienti e personaggi di un'epoca oramai scomparsa. La trama è apparentemente semplice e lineare. La scrittura è uno strumento che l'autore usa con sapienza e maestria per sollecitare il lettore a riflettere sulla complessità dei rapporti umani, tra riscatto, colpa, speranza e pietà.

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    vittorio pisa

    26/03/2014 11:50:06

    Un romanzo imperfetto e sproporzionato nelle dimensioni narrative. La prova resta sempre avvolgente e notevole la ricostruzione storica degli eventi. Il difetto principale di questo romanzo resta lo spazio, a mio giudizio del tutto eccessivo, concesso, soprattutto nella parte centrale, agli eventi storici del periodo raccontato, la rivoluzione operaia di fine 800 che ha interessato la Russia e i paesi dell'Europa orientale. L'affresco storico avrebbe dovuto rimanere a fare da sfondo alle vicende dei due fratelli protagonisti di cui, invece, ad un certo punto del romanzo si perdono progressivamente le tracce, con inevitabile dispersione della tensione narrativa. Il risultato è una lettura che si rivela troppo spesso dispersiva e ridondante. Noiosa al punto tale che, a volte, la voglia di saltare interi capitoli è stata pari a quella di ultimare la lettura nella sua interezza. La sensazione è quella che l'autore non sia riuscito a frenare l'impulso narrativo di (dover) raccontare interamente un'epoca (confondendo romanzo storico ed epopea famigliare), perdendo così il punto di vista dei suoi protagonisti attraverso il quale gli eventi avrebbero dovuto essere raccontati (come nel mirabile "La famiglia Karnowsky"); obbiettivo, invece, qui pienamente riuscito soltanto nella prima e nell'ultima parte del romanzo. Prolisso e faticoso. Non per tutti.

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    Antigrim

    08/06/2013 15:21:07

    Romanzo veramente notevole. Non solo per la vividezza e icasticità dei personaggi: alcuni veramente indimenticabili. Ma per la capacità che hanno i grandi scrittori di immergerti in un mondo: familiare, sociale, culturale, storico. Con la "Famiglia Moskat" forma davvero una coppia imperdibile.

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    Enrico Benella

    12/11/2011 11:52:51

    Non c'è solo la storia di una famiglia ebraica di Łódź, gli Ashkenazi, ma anche l'epopea di una comunità, quella ebraica, e di una città, Łódź, tra il boom industriale ottocentesco e le rivoluzioni di inizio Novecento. Ci sono i gemelli diversi Simcha Meyer e Jacob Bunim, ma c'è anche una quantità di personaggi minori che compongono il tessuto sociale urbano. C'è la grande Storia, ma ci sono soprattutto le storie dei singoli che la compongono; e, quel che più importa, c'è un narratore splendido, capace di tratteggiare e caratterizzare tutto con una capacità di sintesi, una lucidità e una vigoria impressionanti. Queste 750 pagine scorrono a un ritmo eccezionale che non cala mai. È un romanzo che ha la visione d'insieme del romanzo storico, l'insight del romanzo psicologico e la godibilità del best seller (che fu: 1936). Si può chiedere altro alla letteratura? L'unica pecca è editoriale: la resa grafica dei nomi ebraici, polacchi e russi è insensata, e dubito che ciò dipenda dall'originale yiddish.

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    Roberta

    07/04/2011 12:22:37

    Isaac Singer, parlando del fratello, disse " Sto ancora imparando da lui e dalla sua opera" definendolo suo maestro. Per la critica letteraria Israel Singer e' l'ultimo "classico" della letteratura ebrea di stampo ottocentesco. In questo bellissima storia, che si puo' collocare tra saga familiare e romanzo storico, l'autore affronta il tema dell'ascesa e della decadenza della borghesia, vista dal punto di vista del popolo ebraico attraverso i due fratelli Ashkenazi: Simcha Meyer e Jacob Bunim. E' il primo la grande figura tragica del romanzo, un'uomo meschino, geniale, spietato ma anche umanissimo. Un libro che consiglio vivamente.

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    MauroG

    03/01/2011 20:19:16

    Un libro straordinario, un romanzo veramente bellissimo che sono riuscito a trovare dopo una ricerca di sei anni... era sparito.

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    BRUNO BASSO

    28/01/2009 22:53:10

    IL LIBRO MI E' PIACIUTO TALMENTE CHE HO DECISO DI REGALARNE UNA COPIA: IMPOSSIBILE, E' SPARITO DAGLI SCAFFALI E DAI MAGAZZINI, DUNQUE SI PROVVEDA TOSTO ALLA SUA RISTAMPA.GRAZIE.

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    Andrea

    09/04/2006 10:24:49

    Bello, scritto (o meglio) tradotto con stile facile e leggero. Con l'unico difetto di non decidersi fra la saga di famiglia ed il romanzo storico popolare. Bello ma non bellissimo.

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    Mimo Ossini

    14/07/2005 16:47:23

    L'ho letto tutto d'un fiato. un libro meraviglioso, lo spaccato perfetto di un'europa ebraica che non esiste piu. ti appassioni da subito al personaggio principale anche se obiettivamente e' un uomo fallito dal punto di vista umano, un uomo cattivo, un commerciante senza scrupoli. davvero bellissimo, lo consiglio a tutti e sopratutto a chi e' appasionato di cultura ebraica.

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    Gianca

    18/05/2005 17:54:59

    Magistrale, un grande romanzo, oserei dire molto più profondo e bello dei Buddenbrock. Una perfetta storia sociale che Israel Singer affronta con il dovuto distacco che solo il grande scrittore possiede. Le relazioni sociali tra le varie classi e lo sviluppo storico che ne consegue viene descritto con molta precisione e, nello stesso tempo, con la necessaria scorrevolezza che rende la lettura molto piacevole. Impeccabile anche nella caretterizzazione dei personaggi. Il fratello Isaac, premio Nobel, forse non raggiunge questi livelli, del resto anche lui ha sempre ammesso di aver molto imparato e da imparare dall'opera del fratello, peccato che Israel sia morto prematuramente ed abbia prodotto poche opere. Un grande capolavoro!

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    ugo fiore

    03/01/2005 08:45:35

    Libro bellissimo. Si può leggere su più piani, sta al lettore scegliere quale privilegiare, ed è proprio questa la caratteristica dei grandi romanzi. Io ho privilegiato il piano personale. Simcha Meyer Askenazy è un personaggio straordinario, indimenticabile, grandioso in tutti i suoi atteggiamenti (positivi e negativi). Un libro che ti entra nella coscienza e che non si può dimenticare. Rispetto a 'La famiglia Moskat' scritto dal fratello Isaac è meno duro (la filosofia del libro di Isaac è durissima) in questo è più sfumata, lascia qualche barlume di speranza (barlume). Ho scoperto solo a 50 anni questi due grandi autori del '900, perchè da tante parti se ne è parlato così poco?

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