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Georges Simenon

Traduttore: M. Di Leo
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2014
Pagine: 172 p. , Brossura
  • EAN: 9788845928574

Domanda: cosa rende Hemingway così… come dire? … così Hemingway, ecco? E cosa fa sì che la “réchèrche” sia tanto… mmmh…. vediamo un po’… tanto proustiana? Vi siete mai chiesti qual è quella misteriosa sostanza che trasfigura un sostantivo - il nome di un autore - in aggettivo? Esiste un carisma segreto, una qualità rara che può sancire la differenza fra un buon narratore e uno scrittore autenticamente grande?
Non suonino inutilmente retoriche, le domande con cui apriamo questa recensione di I fratelli Rico di Georges Simenon, perché è da interrogativi come questi che bisogna partire per riuscire a godere al meglio del libro, e confermarsi una volta di più nella certezza che il papà di Maigret è stato un grande scrittore, al di là dei pastis, delle nebbie, del civico 36 di Quai des Orfèvres e di tutta quella debordante “francesità” che in generale appare come il suo marchio di fabbrica più vero e rivelatore.
I fratelli Rico è per Simenon quello che La casa di Araucaìma è stato per Alvaro Mutis: un esercizio, una scommessa giocata con sé stesso, per vedere cosa resterebbe di Simenon al netto di Simenon.
“Di tutti gli azzardi letterari” pare sia stato Gabriel García Márquez a dire una notte al suo amico scrittore Mutis “l’unico davvero irrealizzabile mi sembra quello di scrivere una storia gotica ambientata ai Caraibi”. Mutis raccolse il guanto, e riuscì nell’impresa: oggi “La casa” è considerato uno dei vertici dell’autore del ciclo di Maqroll il gabbiere.
Ma Simenon? Con chi avrebbe potuto decidere di scommettere sulla riuscita di una classica storia “à la Simenon” senza molti degli elementi che lo resero immensamente celebre negli anni in cui pubblicava libri al ritmo in cui i fornai sfornano baguettes? Forse solo con se stesso, e I fratelli Rico sembra prendere gli stereotipi di un genere e filtrarli attraverso la sensibilità per le psicologie tipica dello scrittore belga, per poi restituirceli rinnovati e freschi.
Certo: il grande belga ci ha regalato anche Tre camere a Manhattan, e altri libri d’ambientazione americana. Ma questo, che Adelphi pubblica oggi con una copertina illustrata dal bravissimo disegnatore Loustal (un’illustrazione tratta dall’edizione a fumetti dello stesso romanzo) è un romanzo quintessenzialmente americano, per la vicenda che vi è narrata e per quell’epica mafiosa che di lì a pochi anni avrebbe invaso scaffali delle librerie e sale cinematografiche. Quando il libro esce per la prima volta è il 1952. Nel corso del tempo conoscerà adattamenti cinematografici e fumettistici, a riprova della bontà e del materiale, e della riuscita dell’esperimento.
La storia dei tre fratelli Rico, Tony, Gino ed Eddie, è di quelle cariche di tensione. Una tensione pronta ad esplodere da un momento all’altro, e amplificata dal vincolo di sangue che lega i protagonisti. Il più piccolo dei tre ha combinato un casino; e toccherà al maggiore mettersi sulle sue tracce, cercando di scoprire cos’è accaduto veramente. Lungo le strade di un’America tradotta dall’occhio di un “europeo al quadrato”, riscopriamo ad ogni pagina situazioni, atmosfere e immagini che credevamo di aver scandagliato fino in fondo, solo per scoprire una volta di più che la differenza fra una buona storia e una grande storia risiede soprattutto nello stile con cui è raccontata.
Quello stile di cui Simenon sembrava poter disporre in quantità illimitata. Da qualunque parte dell’Atlantico si trovasse.

A cura di Wuz.it

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    Renzo Montagnoli

    25/06/2016 11.03.13

    Eddie Rico vive in Florida, abita in un quartiere lussuoso, è felicemente sposato e ha una figlia che adora, è proprietario di un'attività di commercio all'ingrosso di frutta anche esotica che procede con regolarità, insomma è quel che si dice un uomo arrivato, contento del suo stato, ma non tutto è ciò che sembra. La bella casa, l'agiatezza nascondo una verità: Eddie è un uomo dell'organizzazione, una consorteria criminale che da noi viene chiamata mafia e negli Stati Uniti Cosa Nostra. Ha anche due fratelli, il solitario Gino che fa il Killer e il più giovane Tony, abile meccanico e che guida le auto che servono per missioni per così dire "speciali". Insomma una bella famigliola di origine italiana invischiata nella malavita, che ha delle regole ben precise e che, come dice Eddie, sono fatte per essere rispettate. Tony è sparito, pare si sia sposato e pare sempre che possa spiattellare qualche notizia importante alla polizia. Deve perciò essere ritrovato e chi meglio del fratello Eddie può riuscire nell'impresa? Eddie Rico cerca disperatamente di far di tutto per salvare il fratello pur sapendo che nella sua ricerca occhi invisibili lo spiano o addirittura lo precedono, ma la famiglia è la famiglia. Ma quale famiglia? Quella dei Rico, cresciuti sulla strada a New York e in cui solo Eddie è riuscito a raggiungere la posizione che desiderava, senza mai essere violento, ma con costanza e indubbie capacità? O l'altra famiglia, l'associazione criminale, che ha delle regole ben precise che devono sempre essere rispettate? È un dramma di Eddie, piccolo boss, che raggiunta una posizione intende mantenerla senza patemi d'animo, ma che avverte anche il richiamo del sangue, il legame con il fratello e sterilmente cerca di salvarlo.

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    Guido

    12/05/2015 20.48.37

    Eccellente: devo dire che i racconti di Simenon del periodo americano non deludono mai.

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    luciano

    23/04/2015 22.13.28

    Un mondo senza speranza, dove poliziotti e sceriffi e politici sono al servizio di malviventi e per chi cerca di spezzare questo cerchio, di andare all'aria aperta, non c'è pietà. Sotto i nostri piedi c'è un verminaio che Simenon indaga da quel maestro che è.

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    Tommaso Di Nella Lawyer

    16/11/2014 19.03.29

    Ineccepibile. Da leggere. Simenon é un maestro. I suoi racconti rilassano. Esaltano. Mandano il lettore in solluchero!

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    claudio

    22/10/2014 08.21.54

    Con Simenon si va sempre sul sicuro, anche quando non ci parla del suo Maigret. Qui siamo in America, in Florida, dove vive uno dei fratelli Rico, detto Il Ragioniere, membro importante dell'organizzazione. E' cresciuto a Brooklyn, dove vive ancora sua madre e i suoi due fratelli. Improvvisamente il mondo "tranquillo" in cui vive viene messo a dura prova a causa dei due fratelli: uno, killer, deve fuggire e l'altro, autista di killer, si è volatizzato dopo essersi sposato e sembra voglia parlare con la polizia. Sarebbe un dramma per l'organizzazione. Per cui Eddie, il ragioniere, viene "invitato" a mettersi in contatto con lui, pur sapendo che la sua fine è segnata. Fin qui è un buon romanzo, da qui in poi entra in scena il miglior Simenon.

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    silvia

    23/04/2014 11.50.39

    Non avevo dubbi che Simenon si sarebbe confermato un grande scrittore anche con questo romanzo. Anomalo rispetto ai suoi soliti ambienti e anche leggermente meno cupo. Rimangono, l'ansia, le paure, lo sconcerto e le fragilità dell'animo umano. Profondo e minuzioso come essere Simenon, scava nella bruttura del genere umano con maestria impareggiabile. Ovviamente, da leggere.

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    adriana

    31/03/2014 12.40.50

    Simenon cambia ambientazione e genere ma rimane sempre grandissimo. Non ho altro da ggiungere: un gran bel libro!

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    JUNIO

    03/02/2014 15.21.11

    Il dover essere accettati dalla società, il volere essere accettati dagli altri, il costruire la propria esistenza su paradigmi e archetipi necessari a regolamentare una lenta ma sicura e protetta ascesa ai vertici dell'organizzazione. Questo è il protagonista del romanzo, un uomo controllato, pacato, abitudinario, razionale che ha costruito intorno a se un solido rifugio di certezze e routine che gli danno una parvenza di sicurezza e di convincimento che nulla la potrà scalfire, ma nella vita e nei romanzi di Simenon arriva sempre un momento in cui bisogna fare i conti con la realtà e con la parte più intima e profonda di noi, e una volta posta la domanda quale sarà la risposta? come reagirà allo stravolgersi della sua esistenza? JUNIO

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