Free World. America, Europa e il futuro dell'Occidente

Timothy Garton Ash

Traduttore: E. Valdrè
Editore: Mondadori
Collana: Oscar saggi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 giugno 2006
Pagine: 292 p., Brossura
  • EAN: 9788804556015
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Descrizione
Negli ultimi anni, almeno dal momento in cui gli Stati Uniti hanno iniziato ad avanzare l'ipotesi di un attacco contro l'Iraq di Saddam Hussein, è andato profilandosi una sorta di scontro fra l'Europa e gli USA, in cui i partiti di destra e quelli di sinistra di ciascun paese si sono profondamente divisi tra posizioni "europeiste" e attente alla collegialità delle decisioni in campo internazionale, e posizioni "atlantiste", dove la minaccia del terrorismo che prende origine dall'islam radicale renderebbe necessario un allineamento con la politica di George Bush e le sue scelte unilaterali. In questo libro lo storico e politologo inglese Timothy Garton Ash sostiene come queste divisioni siano assolutamente dannose per entrambe le parti coinvolte.

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Recensioni dei clienti

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    DavideTamakh

    04/08/2018 13:00:17

    Per me che sono appassionato di geopolitica, leggere questo libro è stata una sofferenza. Il più grande problema del "saggio" di Ash (tra gli altri) è quello che manca una sostanziale analisi: il professore inglese si limita a fare un'agiografia dell'occidente evoluto e capitalista mentre gli altri sono più o meno barbari che vanno ricondotti al credo della libera impresa e della "libertà". Non sono vi è questa impostazione simil-razzistica, ma si lancia in considerazioni poi smentite dalla realtà, come quella che ritiene che la democrazia liberale sarebbe avanzata inevitabilmente nel mondo, mentre a 14 anni di distanza dall'uscita sorgono revanscismi nazionalisti come se non ci fosse un domani. Previsioni errate anche sulla Cina. Per non parlare dell'elogio pressochè continuo e agiografico (non fosse per la questione ambientale) agli Stati Uniti e alla loro politica. Ash parla inoltre per 250 pagine di "armi di distruzione di massa" ma non si capisce cosa siano. Insomma, per un professore che insegna nelle più importanti università del mondo mi sarei aspettato un minimo di analisi complessiva invece del solito superficialissimo elogio dell'occidente diviso da ciò che ancora deve diventare occidente. Io che mi interesso di questione geopolitiche confesso di aver fatto veramente fatica a finire una tale sequenza di banalità da tg ultra-atlantista.

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    augusto

    13/04/2007 13:27:20

    Una suggestiva analisi dei rapporti tra USA ed Europa senza trascurare le differenze interne agli schieramenti stessi. Peccato per il mancato realizzarsi di alcune delle speranze dell'autore.

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