Artisti: Faust
Supporto: Vinile LP + CD Audio
Numero dischi: 2
Etichetta: Bureau-B
Data di pubblicazione: 5 maggio 2017
  • EAN: 4015698008586
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Fuori i libri di testo. Materia del giorno: geometria. Cosa rappresentano per te tutti questi rettangoli, cerchi, punti e triangoli? Non è così old-school quando Werner “Zappi” Diermaier presenta le sue forme gemetriche. Come si trasforma un qualcosa di grafico, che viene proiettato su uno schermo, in segnali acustici? Il risultato è una selvaggia, intensa sinfonia di 23 secondi, in cui l’onomatopeico nodo esplode. “È una sorta di coro dadaista, una musica impressionista” afferma il fondatore dei faUSt Jean-Hervé Péron. Ma iniziamo dal principio. I faUSt hanno registrato un nuovo album, “Fresh Air”, molto differente dal suo predecessore “Just Us” del 2014. Per questo lavoro, Péron e Diermaier hanno cercato una comunicazione diretta con amici musicisti e pubblico. Le tracce sono state registrate in diverse formazioni, e in diverse location, negli Stati Uniti. In queste comunità registrate, con l’utile supporto dell’archivio di registrazioni di Péron, è emersa una musica fortemente ombreggiata di noise, capace di trascendere il tempo e lo spazio; ronzante, dinamica, bramosa di libertà, foneticamente geometrica. A “Fresh Air” partecipano la favolosa Barbara Manning in una live lecture, Jürgen Engler (Die Krupps) alle sovraincisioni e Ysanne Spevack con la sua meravigliosa viola. La title track da 17 minuti e mezzo, che i faUSt hanno volutamente piazzato all’inizio dell’album (“così da potersela godere per parecchio tempo” afferma Zappi Diermaier), inizia con la poesia di un compagno di scuola francese di Péron (tradotta e recitata in polacco) e finisce con un inferno industrial. “Engajouez vous!”, Péron presenta questa parola franco-faUStiana artificiale al suo pubblico e riscrive una Marseillaise adatta al momento attuale nel brano ‘Chlorophyl’: “Allons enfants de l’Anarchie, notre jour de jouir est arrivé”. Un appello disperato in un mondo che collassa: “Artists, engage through your songs, l’art pour l’art is finished”, cita Péron con la sua voce, sopra il polifonico tappeto musicale steso dal collega Zappi, mentre Baraba Manning tira fuori dalla sua borsa word sketch a profusione. E finalmente, Zappi ha la sua mini-performance dada con “Schnobs” e “Bia”: un piccolo pezzo testuale in dialetto, che inzia con Chlorophyl, passa per i campi, oltre una mucca, e si ferma con un contadino che beve birra e una grappa e all’improvviso vede 2 mucche. “è colpa della clorofilla?” Come Krautrockers, i faUSt (all’inizio della carriera Faust) hanno una carriera mondiale. Dai loro esordi negli anni ’70 fino ad oggi, il solo piano attuato dalla band è quello di non avere piani. “Lasciamo che la musica suoni attraverso noi” afferma Jean-Hervé Péron. “Tutto il resto è affidato agli ascoltatori, che facciano il loro personalissimo film”.