Traduttore: G. Forti
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 243 p., Brossura
  • EAN: 9788845930768
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    05/05/2016 10:40:25

    "Fallimento per fallimento, cercare di rievocare il passato è come tentare di afferrare il significato dell'esistenza. In entrambi i casi ci si sente come un bambino che voglia stringere un pallone da basket: le palme continuano a scivolar via". Questa meravigliosa raccolta di saggi inizia così, queste sono le righe d'attacco di un libro che definire un raro distillato di perfezione in prosa è appena un'oncia di sussurro. Ci sono dentro le stagioni di un'anima, il tempo della storia e l'urto su quello interiore, i pochi sconti di un regime durissimo e le curiosità più profonde coltivate come semi preziosi. Consiglio con gioia commossa la lettura del saggio su Nadezna Mandelstam, creatura di un Novecento eroico, poetico, assoluto come davvero pochissime. La donna che nascose e custodì i versi del marito fra pentole e vecchie scarpe, che imparò a memoria poemi interi pur di tenere a galla la grandezza di quel cuore sommo. Il coraggio è come un'eccellenza, il vero filo robusto che rilega ogni carattere di queste sillabe, l'omaggio al sentimento del resistere, dell'incedere nonostante il male, le censure, i tranelli e le follie di stagioni epocali di piombo e grigiore. E resistere nel canto dei versi è in fondo la tenacia morale più alta , perché "la biografia di uno scrittore sta nella sua ginnastica col linguaggio". Aggiungere altro significherebbe ricopiare larghi e splendidi brani di questa gemma autentica. Sono comunque parole di cui abbiamo bisogno, nell'epoca dei lupi che tornano e scendono a valle e in un mondo nel quale ormai la memoria è materia friabile e derisa, fra le tante altre. I poeti perdono come tutti, ma perdono salvando; se non vite e destini almeno la fragranza del senso, della parola, del granello che lacera la pupilla e insieme la spinge a catturare di più nella sua orbita ferita. I poeti sono i resti migliori di ogni cartuccia inutile sparata dalla vita, il sangue che si fa cielo, il candore che resta se stesso contro gli assalti dell'assurdo.

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    giuseppe

    10/10/2009 12:48:01

    L'incontro con W.H. Auden subito dopo l'esilio, le pagine su Osip Mandelstam e Nadezda Maldestam, il ricordo della giovinezza nella Russia comunista, l'inizio di una carriera poetica subito avversata dal regime ma che esplode in maniera prepotente,con il patrocinio di Anna Achmatova.Pagine forti, commoventi che restituiscono il senso di una resistenza dell'individuo a qualsiasi forma di oppressione in nome della letteratura e della poesia. Infine il ricordo struggente dei genitori in Russia che Brodskji non rivedrà più e che moriranno prima dell'assegnazione del Premio Nobel.E' sicuramente un libro da leggere e da consigliare.Grazie Iosif!

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    Davide

    25/07/2005 09:44:23

    Una vita raccontata sotto forma di saggio. Un saggio che è specchio di un'esistenza, la Russia del regime dittatoriale, totalitario, l'esilio, la formazione. E ancora i ricordi, le due tensioni umane, il dolore e la noia, che ricordano il giovane Leopardi. Brodskij ha saputo toccare le corde dell'anima, ogni corda è una nota, un sentimento, una sensazione che rimane sul filo del tempo. Chi ha letto le sue poesie e gli altri saggi quali "Fondamenta degli incurabili" e "dolore e ragione" che è il suo ultimo, non può non apprezzare questa fuga. Fuga sì da una situazione storica, ma non fuga dalla vita.

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