La fuga del signor Monde

Georges Simenon

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 9 febbraio 2011
Pagine: 154 p., Brossura
  • EAN: 9788845925528
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Descrizione
In una bella mattina d'inverno, mentre il suo autista lo portava, come ogni giorno da trent'anni, nella ditta di import-export fondata da suo nonno, Norbert Monde ha deciso di scomparire. Anzi no: non c'è stato niente da decidere. "Probabilmente lo aveva sognato spesso, o ci aveva pensato così tanto che adesso aveva l'impressione di compiere gesti già compiuti": farsi radere i baffi, scambiare il completo dal taglio elegante con un abito di seconda mano, andare alla Gare de Lyon, chiedere un biglietto di terza classe per Marsiglia. Ma perché è accaduto proprio quel giorno? Forse perché era il suo compleanno; o forse perché, alzando gli occhi, ha visto i comignoli rosa stagliarsi contro un cielo di un pallido azzurro in cui fluttuava pigra una minuscola nuvola bianca - e gli è venuta voglia di vedere il mare. Quando finalmente se l'è trovato davanti, il signor Monde ha pianto. E quelle lacrime, che si portavano via "tutta la stanchezza accumulata in quarantotto anni", erano dolci, "perché ora la battaglia era finita", e lui era finalmente come uno di quei clochard che dormono sotto i ponti di Parigi, e che più di una volta gli era capitato di invidiare. Così è andato a vivere con una tale Julie, che fa l'entraîneuse in un locale notturno di Nizza dove hanno dato un lavoro anche a lui. Ed è diventato per tutti Désiré Clouet, il contabile del Monico. Un giorno, però, gli apparirà dinanzi un fantasma della sua vita di prima: allora il signor Monde riprenderà la sua identità, ma non sarà più lo stesso.

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Recensioni dei clienti

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    Claudio

    21/09/2018 12:25:07

    bel romanzo ma rimenando su simenon c'è molto di meglio. trama verosimile e attuale con andamento a tratti pedante.

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    Renzo Montagnoli

    27/07/2016 10:29:57

    Perché Norbert Monde, titolare della ditta di intermediazione ed esportazione Monde, sposato, padre di due figli adulti, una posizione economica invidiabile si è allontanato da casa senza lasciare traccia? Non si tratta di un personaggio di Chi l'ha visto, di un uomo depre4sso e sfiduciato che compie un gesto senza saperne il motivo, anzi lui è ben consapevole, tanto che di quando se ne va Simenon scrive " Non ebbe incertezze, si potrebbe dire che non ebbe bisogno di decidere, anzi non ci fu niente da decidere.". Il tema della fuga non é nuovo all'autore belga e già si è visto in qualche altra sua opera, ma in questa costituisce il nerbo, è l'argomento di cui si tratta. Per il signor Monde non è tanto una fuga, ma una ribellione a una vita ripetitiva che nel trascorrere nel tempo (non è un caso quindi se prende il volo nel giorno del suo quarantottesimo compleanno) diventa di una monotonia assordante, tanto che questo modo di esistere, stabilito da altri, dalle convenzioni finisce con il diventare insopportabile. Monde cambia i suoi vestiti e se potesse cambierebbe anche il suo aspetto fisico, va alla stazione, dopo aver prelevato in banca un bel malloppo, prende un treno per il sud e via, che la vita cominci. Va in Costa Azzurra, cambia nome, conosce una donna e s'accompagna, trovano entrambi lavoro in un locale notturno che è anche un casinò. Come é bello iniziare una nuova vita, rinascere in effetti dopo aver troncato i ponti con il passato! Ma il passato ogni tanto ritorna e infatti una sera se lo ritroverà davanti in modo del tutto inatteso. Non si può sfuggire al proprio destino, la libertà assoluta è solo un'utopia, ma Monde è diventato un'altra persona e ora può permettersi di guardare gli altri negli occhi con una serenità disarmante. Non aggiungo altro, se non che ci troviamo di fronte all'ennesimo capolavoro di Simenon.

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    Sergio

    19/11/2013 20:43:51

    Bel romanzo, imperniato su un tema ricorrente (anche in alcuni episodi di Maigret, con qualche variante) in Simenon a cui doveva essere certamente caro. Norbert Monde, il protagonista, è una figura emblematica del disadattamento alla monotona routine quotidiana e, in generale, alla realtà di una vita sociale appassita che finisce con l'annullare i sentimenti. La sua fuga da tutto ciò, dai legami affettivi divenuti ormai rami secchi, è animata da una voglia, già tante volte repressa, di una personalissima libertà ricercata senza preordinare una meta precisa. Ma Norbert Monde non ha la capacità di cambiare vita e pensare solo a sé stesso chiuso nell'egoismo di una vita individuale. La sua fuga si incrocerà con l'incontro con due donne, rese sventurate dalla vita per motivi diversi, a cui, da buon samaritano del nostro tempo, presterà soccorso. Come sempre, Simenon sa descrivere bene ambienti, situazioni e stati d'animo, e la commiserazione che prova per certi suoi personaggi egli riesce a trasferirla nel lettore facendolo partecipe di una vicenda che non è più romanzo ma pagine di vita.

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    marcopedroo83

    01/12/2012 23:28:21

    Particolare, introspettivo, malinconico.... si entra nei panni del signor Monde e non se ne esce... l ambintazione è notevole, i personaggi pure...consigliato.

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    giacomo

    20/05/2012 19:05:01

    Uno dei migliori libri che ho letto di Simenon. Il personaggio del signor Monde è indimenticabile. Simenon riesce benissimo a rendere un certo tipo di persona, il mondo in cui vive e dal quale vuole fuggire e rende magistralmente quel senso di liberta che molto probabilmente pervade, almeno inzialmente, chi compia il passo che ha effettuato il signor Monde. Affascinante la descrizione della fuga ed ancor di più, per il modo magistrale con il quale viene descritto, il ritorno e la reazione della moglie. C'è tutto un mondo e tutta una serie di convenzioni che vengono rese benissimo tramite la descrizione della condotta del signor Monde al suo rientro in casa e di sua moglie. HO letto vari libri di Simenon e lo considero un ottimo decrittore dell'animo umano. Questo ci da un personaggio che a distanza di tempo dalla lettura del libro è ancora impresso nella mia memoria, come la Bebè Dongè, la Maire del porto, e tanti altri personagi dei suoi libri.

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    Simona

    09/04/2011 15:01:38

    Del genio Simenon ne ho letti veramente tanti, ma questo l'ho trovato un po' vuoto...

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    emanuela

    03/04/2011 16:30:34

    No, non è il migliore degli ultimi Simenon che Adelphi ci ha fatto via via scoprire, ma è comunque un gran bel libro, in cui la tristezza della condizione umana è narrata con la solita essenziale e raffinata semplicità. E' una storia, come ce ne sono tante nella quotidianità, non clamorosa, ma sommessa e dolente, in cui tutti i personaggi vivono la loro quota di infelicità...un uomo se ne va e poi ritorna. Tutto qui.

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    Se

    26/03/2011 17:07:41

    All' inizio della storia mi è piaciuto, ma poi segue un filo particolare, difficile da comprendere...nel mio voto basso c'è più delusione che condanna.

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    claudio

    24/03/2011 08:45:22

    Grande Simenon. Ogni suo libro è una scoperta. Tutti lo conoscevamo per Maigret, ma ogni anno riscopriamo un grande autore. E con tutte storie "strane", venate di tristezza.

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    Rita

    22/03/2011 19:09:03

    Simenon non si mette in discussione,io ho tutti i libri che stanno ripubblicando, questo lo scrivo anche per chi dubita trucchetti, sono tutti vecchi e ora li ritroviamo in libreria per la gioia di chi ama la buona lettura, ma questo libro pur leggendolo con piacere non ti lascia dentro nulla, un uomo apre una parentesi nella sua vita ma nulla cambia veramente, forse il rapporto con il figlio. No, non è certo dei migliori.

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    Lorenzo_pallacorda

    11/03/2011 18:02:31

    Scrittura fluida e semplice. Atmosfere stupende e sentimenti spesso non proprio "nobili" ma sicuramente autentici.

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    carneade

    09/03/2011 23:28:25

    Libro, come di consueto, scritto in modo impeccabile. Premesso che nella mia libreria ci sono tutti i romanzi di Simenon e tutte le inchieste del commissario Maigret,mi chiedo,com'è possibile che ogni anno esca un libro del mio autore preferito, visto che è morto nel 1989? Ho l'impressione che ci sia lo zampino di qualche altra persona, comunque bene lo stesso, basta non pensarci.

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    Cristiano

    03/03/2011 17:20:49

    Il grande Simenon non delude quasi mai. Questo splendido libro scorre che sembra una poesia. L'autore riesce a sviscerare e ad affrontare un tema -la fuga- in maniera davvero interessante e per nulla scontata. E poi le ambientazioni, che Simenon riesce a descrivere in maniera magistrale, in questo libro sono qualcosa di eccezionale. Da leggere!

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    M.T.

    01/03/2011 07:28:32

    Cinico e privo di pietas. Simenon ha scritto di meglio.

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