Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita - Filippo Facci - copertina

Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita

Filippo Facci

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Collana: I pro e i contro
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 30 novembre 2004
Pagine: 204 p., Brossura
  • EAN: 9788887945652
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"Un autentico cartello sanitario sta distorcendo la percezione del rischio e trasformando in cause di morte anche le cause di vita: dopo le etichette terrorizzanti per le sigarette ne prepara altrettante per cibi e vini, e combatte i profumi, bandisce l'incenso nelle chiese, colpevolizza la pigrizia e la vecchiaia. L'uomo moderno sta rinunciando alla possibilità di essere felice in cambio di un po' di sicurezza, ma rischia di dimenticare che si muore perché si vive."
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    Giuseppe

    29/09/2007 16:52:53

    testo che con lungimiranza (in quanto political incorrect) si propone all'insegna dell'"inutile anzi dannoso". Peccato che le tesi avanzate dall'autore siano di una autoindulgenza parossistica e così prosaicamente fallaci, da vanificare anche tale obiettivo. In realtà è un semi-inconscio grido di aiuto lanciato nel mare che, indifferente ma periglioso, circonda l'uomo che arditamente esiste dietro (o davanti) l'autore. Perchè dunque non aiutare questo coraggioso tentativo, l'Humana Pietas è una conquista antica, non desueta.

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    Massimo D'Angeli

    19/05/2006 02:30:41

    Eravamo sempre diretti nel bollare come spazzatura il delirio di chi dice che fumare non sia gravemente nocivo: la tecnica però falliva puntualmente perchè il tabagista estremo - tra cui coloro che gridano o scrivono più forte, o fanno movimenti in apparenza "per i fumatori" - usa una logica del tutto diversa da quella consueta (e che lui stesso usa negli altri ambiti della vita), diversa pure da quella del suicida. Lui accetta - seppure mai totalmente - qualsiasi contraddizione palese; per lui il motto "La libertà è schiavitù" di Orwell è di una concretezza fisica, infatti aspira prodotti con scritto "Il fumo i. Tutto ciò per spiegare perchè abbiamo dato un voto altissimo a questo testo: dimostra il delirio dei tabagisti estremi, gli effetti della dipendenza, e che le "sciocchezze" che scrivono altro non sono che un messaggio inviato non al mondo bensì alla parte di LORO stessi che gli grida "Smetti di fumare idiota, è per la tua sola salute, solo la tuaaaa!!". Cioè chi scrive ciò si rivolge alla parte sciocca di se stesso; ma vive un grave conflitto interno strutturale (per la dipendenza da nicotina; Festinger lo chiama "dissonanza cognitiva") che gli impedisce di inviarsi un messaggio chiaro. Possiamo comprendere il SENSO di quelle che altrimenti sembrerebbero solo sciocchezze cosmiche: "Un autentico cartello sanitario", o "etichette terrorizzanti per le sigarette". Possiamo capire anche qual'è il desiderato effetto pragmatico (cfr. Watzlawick, Beavin, Jackson) di "ma rischia di dimenticare che si muore perché si vive": è l'impasse, l'indecidibilità di colui a cui viene detto "Sii spontaneo", è lo scacco matto che ha chi sente Parmenide dirgli "Io mento"; ma questo ci accade solo se cadiamo nella trappola di credere che costoro siano completamente stupidi e che scrivano ad altri: si rivolgono a loro stessi, lo fanno in modo teatrale come gli isterici di Freud. Soprattutto sappiamo metacomunicare, e il metamessaggio di questi pensieri è uno solo "Non prendermi sul serio: aiutamiiii!!".

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    Enrico

    27/01/2005 12:00:01

    Un esempio di giornalismo. Contestare il pensiero unico con i fatti e la logica è possibile anche se non si è degli scienziati. Purché si abbia voglia di leggere ed informarsi.

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    Gabriel

    11/01/2005 14:39:25

    Troppi errori metodologici. Deludente.

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  • Filippo Facci Cover

    Giornalista e scrittore italiano, vive a Milano con la fidanzata e uno sterminato nugolo di animali domestici. Inizia la sua attività professionale da giovanissimo, collaborando con «L'Unità», «La Repubblica» e poi approdando a «L'Avanti», quotidiano del Partito Socialista Italiano. Scrive per quindici anni come editorialista de «Il Giornale» e collabora anche con «Il Foglio», scrivendo di musica classica. Per anni tiene sul femminile «Grazia» una rubrica in cui racconta storie di donne rigorosamente inventate. Intanto lavora a Mediaset, dal 1999 al 2009, anno in cui si dimette. Spesso è ospite a trasmissioni politiche e d'intrattenimento pomerdiano, quali Mattino Cinque e Parlamento In. Scrittore... Approfondisci
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