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Curatore: G. Lanza Tomasi
Editore: Feltrinelli
Collana: Le comete
Anno edizione: 2002
Pagine: 300 p.
  • EAN: 9788807530043

Dopo il lavoro compiuto nel "Meridiano" Mondadori del 1995, in cui ha raccolto l'opera completa di Tomasi, ora il curatore e nipote adottivo Gioacchino Lanza ripropone il romanzo che ne è in assoluto il cuore: "Uno dei tre o quattro libri del secondo Novecento che hanno travolto su scala mondiale lo sbarramento fra capolavori e masse"; così sostiene Francesco Orlando, qui spesso citato, in L'intimità e la storia, saggio di lettura del Gattopardo da non dimenticare. Una nuova edizione forse non era necessaria, e l'ha notato il sicilianista del "Corriere" Matteo Collura. Questa però è tanto più maneggevole del corposo "Meridiano", occupato per tre quarti dalle lezioni di letteratura inglese e francese, che può giustificarsi e rendersi utile al lettore. L'aggiunta nuova è costituita da un frammento rinvenuto con altri materiali autografi e dattiloscritti nel 1998, poche pagine intonate allo scherzo, amarognolo però e sempre gattopardesco; vedi, a proposito della carriera politica di Tancredi: "Egli militava nella profittevolissima sfumatura di 'estrema sinistra della estrema destra', trampolino magnifico che doveva poi permettergli acrobazie ammirevoli e ammirate". La premessa del curatore, pur essendo principalmente impegnata a riassumere la laboriosa vicenda testuale e le traversie della pubblicazione, non ha tuttora perduto il pregio dell'affabilità. Per ricostruire il contesto e i rapporti fra testo e autore, Lanza ha usato la semplice forza evocativa dei nomi e la forza più complessa e ambiguamente suggestiva che ha il racconto del testimone (speciale testimone anche lui, come Orlando). Le sue pagine si salvano infatti dal veloce invecchiamento che punisce, in questi anni, quanti sono incappati nelle strettoie metodologiche e critiche.

Lidia De Federicis

Recensioni dei clienti

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    luca bidoli

    18/10/2015 15.05.46

    Alcuni lo trovano brutto. Segnale dei tempi, credo, e non solo, ma anche di una certa regressione linguistica, culturale, che sta mortificando e rendendo tutto più piatto e monotono. Io sono vecchio. Probabilmente superato, non capisco più i tempi che mutano o forse non voglio più comprenderli. Questo libro è affascinante, non perfetto, certo, ma, da solo, ritengo, valga molto di più di gran parte della "merce" che oggi si trova in vendita in qualsiasi libreria. Noioso? Per chi non a né leggere né capire, anche Dante, Leopardi, Petrarca, lo sono. Sine qua non.

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    luisa

    19/09/2013 22.29.47

    ho voluto leggere questo romanzo perche era in regalo in una biblioteca visto che era un doppione. ma non è tra i miei preferiti perchè ha una lettura lenta e monotona

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    Davide

    29/08/2011 11.09.19

    Nobiltà, tradizione, storiografia, in un grande romanzo del novecento.

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    salvatrice

    27/06/2011 12.01.21

    splendido!!!! altri commenti sono inutili

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    Maggie

    20/04/2011 19.55.19

    Indiscutibile pietra miliare della letteratura italiana, "Il gattopardo" è stata una delle migliori letture da me mai affrontate. Massimo voto, ovviamente, e vivissimo consiglio alla lettura.

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    francesco

    25/03/2011 14.15.07

    E' un grave errore mettere nelle mani di uno studente (a meno che non sia quanto meno un universitario) questo romanzo. Lo si deduce chiaramente dalla maggioranza dei commenti lasciati dagli adolescenti che hanno dovuto subire, poveretti, una "tortura" del genere. Mi rendo conto che, sì, tanti altri ragazzi l'avranno apprezzato, ma intanto registro il danno più grave: molto più numerosi saranno i ragazzi che, per colpa di chi ha irresponsabilmente messo loro in mano questo romanzo, si allontaneranno dalla lettura dei classici. Le letture dovrebbero in genere essere più progressive e adattate al soggetto, piuttosto che imposte (con i devastanti danni che ne conseguono). Il Gattopardo è una lettura di estremo interesse, ben superiore alle mie già elevate attese. La qualità della sola stessa scrittura è di un tale virtuosismo da meritare riflessioni apposite, a prescindere dai contenuti. Quanto a questi ultimi, ci sono brani interi di enorme significato che meritano spesso la rilettura, spunti di riflessione applicabili addirittura alla realtà che viviamo in quanto hanno uno spessore universale. Merita il massimo voto, ovviamente.

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    simone

    28/03/2010 16.56.45

    Notare la presenza di commenti negativi, rivolti a quello che è stato uno dei romanzi più apprezzati e tradotti nel mondo, ci fa capire che gioielli come il gattopardo non dovrebbero mai capitare nelle mani di lettori abituati solo a generi da consumo, e del tutto allergici alla riflessione storica e umana. Io invece voglio consigliare questo libro a quanti vogliano non solo avere uno sguardo sincero sull'antropologia dei siciliani, ma anche avere una visione della storia come un male che procede inarrestabile, come regesto di torti e crimini millenari di cui l'uomo pagherà sempre le conseguenze. Per aver unito "particolare" e "universale", questo romanzo è una delle poche opere che oltre ad essere tanto sono anche intelligenti.

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    .oObeaOo.

    18/03/2008 14.58.14

    ma a chi piace il gattopardo???..è un libro noiosissimo ank solo dal primo capitolo!! se nn mi credete vi elenco i motivi: 1.i capitoli sono lunghi 30 pagine 2.è pieno di descrizioni inutili..il libro è una descrizione unica!! 3.è narrato in modo lentissimo! 4.ci sono libri migliori!! 5.NON LEGGETELO MAI!!!vi conviene! bacio bea ps. nn leggetelo xkè vi deprimete al mazimo!! ve lo giuro..xò se volete provare a leggerlo peggio x voi!..io mi scarico la recensione!!

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    ezia

    29/03/2007 14.41.17

    il gattopardo dovrebbe essere reso obbligatorio nella scuola almeno superiore ; aiuterebbe i giovani a riflettere sulla sicilia ,la sua storia passata e presente e a renderla meno isola

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    Cadue_Rastaman

    12/12/2006 18.34.11

    Vorrei solamente complimentarmi con l’astuto sig. Tomasi di Lampedusa per aver prodotto un capolavoro tale da poter eccellere in moltissimi campi, come quello letterario, storico, ma soprattutto scientifico. Infatti questa opera ha potuto documentare in modo razionale e inconfutabile quanta noia può sopportare l’essere umano prima del collasso.

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    Davide Giuseppe Truscello Cillari

    21/11/2006 15.57.49

    I capolavori non sono mai da commentare, ma soltanto da ammirare e perdersi in essi. Tuttavia come vi si potrebbero commentare se ci lasciano senza fiato? Sono un siciliano di quelli che hanno le origini che si perdono nel tempo di quest' isola. Per comprendere " Il Gattopardo" non ho avuto necessità di usufruire di un qualche grado d'intelligenza, ma tutto mi è scivolato verso una comprensione automatica, fluida, semplice. Senza sforzi ho visto man mano emergere il culto che, qui da noi, non si cita spesso. Il costume di una terra incantata e sospesa in uno spazio nel quale chi non è soggetto alla sua cittadinanza non sempre capisce. Grazie e a presto.

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    Andrea

    05/11/2006 23.04.36

    Il libro più bello del '900

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    MASSIMO LISA

    09/04/2006 22.29.13

    UN BEL LIBRO MA INDUBBIAMENTE ANCHE MOLTO NOIOSO.

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    Gianlu 86

    19/09/2005 01.13.47

    Ma dove merita tutto il successo che ha fatto? E' un libro noioso, fiacco, monotono... Scadente. Non capisco proprio come faccia ad essere ritenuto una grande opera letteraria.

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    Maria Grazia

    13/09/2005 22.43.02

    Ho letto il libro e lo ritengo veramente un capolavoro!Grazie alle descrizioni ricche di dettagli,forniteci da Tomasi di Lampedusa,si sentono quasi i profumi e le fragranze della Sicilia, che fanno da contorno alla situazione sociale e si pongono come piacevolissimo intermezzo allo svolgimento della trama... veramente un capolavoro!

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    fede

    29/06/2005 15.48.54

    il più brutto libro ke io abbia mai letto in vita mia.

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    ivan

    04/05/2005 15.34.04

    è il libro più brutto mai scritto è secondo solo a Siddartha di Herman Hesse.

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    Giulia

    27/09/2003 12.50.47

    Uno dei più bei libri che abbia mai letto, sicuramente uno dei libri meglio scritti della storia. Da leggere.

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    cesare

    21/02/2003 14.42.23

    Tutto quello che si può chiedere ad un libro, qui c'è. E' un pezzo di Sicilia, di storia e di umanità che, per magia, è rimasto imprigionato nella carta e sembra che faccia fatica a restarci. Un libro da guardare, annusare, inspirare: da rileggere ogni tanto, come si cura un antico giardino all'italiana.

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    EDOARDO

    25/11/2002 14.24.14

    La grazia e lo stile con cui è scritto questo libro lo rendono sicuramente un capolavoro del '900. Le descrizioni degli ambienti dell'aristocrazia borbonica e della terra di Sicilia col suo "rantolo" sotto il sole che brucia, e la sottile ironia con cui viene narrato il passaggio dal regime borbonico all'unità di'Italia sono da gustare parola per parola. Il "bisogna che tutto cambi perchè tutto resti come prima" è diventato ormai un motto anche del linguaggio comune. Assolutamente da leggere.

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