Traduttore: M. Olivetti
Editore: Einaudi
Collana: Letture Einaudi
Anno edizione: 2008
Pagine: XIII-358 p., Brossura
  • EAN: 9788806187309
Disponibile anche in altri formati:

€ 18,70

€ 22,00

Risparmi € 3,30 (15%)

Venduto e spedito da IBS

19 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Carlo

    02/06/2014 22:38:57

    Questi scrittori della seconda metà del Novecento non hanno capito che prima di loro c'è stato un certo Celine che ha disintegrato tutto nella letteratura. Quindi un libro come questo poteva esser anche decente, che so, a metà anni '30. A metà anni '60 è perlomeno decrepito e senza alcun senso di esistenza. Cioè: non doveva proprio esser scritto!

  • User Icon

    Giordano

    03/04/2013 15:09:56

    Lo scrittore "estremo" Thomas Bernhard raggiunge in questo libro uno dei vertici della sua produzione. Ci sono già tutti i temi e le ossessioni dei libri a venire, solo in forma leggermente più "distesa" e meno maniacale che nei capolavori degli anni successivi, quali La fornace, Correzione, fino ad arrivare all'ultimo pubblicato Estinzione. Siamo comunque sempre in universi claustrofobici e opprimenti, la prosa martellante e inesorabile non da scampo al lettore..insomma, imperdibile per gli amanti dello scrittore austriaco e della buona letteratura in generale.

  • User Icon

    sara veltroni

    11/01/2012 06:06:44

    Un limpido esempio di ciò che la parola sa esprimere (non solo dipingendo fondali e muovendo personaggi secondo certe trame) quando si veste di solitudine. Alla fine del libro, posare lo sguardo su un posacenere o sulla gamba di una sedia mostra come "l'assurdità delle cose" risieda nella pretesa della loro stessa evidenza ai nostri occhi.

  • User Icon

    matteo

    30/06/2010 01:05:35

    Bernhard è padrone assoluto della scrittura, ogni frase è precipitare nel gelo e nella follia del mondo da lui escogitato, forse lo stesso mondo che ci circonda.

  • User Icon

    paolo g

    01/04/2010 15:43:32

    Di una forza e di una bellezza terribili. Le peregrinazioni nel bosco gelato, le riflessioni/osservazioni nella buia stanza della pensione, la descrizione entomologica della tragica umanità frequentante la taverna, le allucinate impennate descrittive, i sogni assurdamente accecanti. Dall'apparente assurda crio/cristallizzazione del mondo trasuda un concretissimo asfissiante vapore fatto di sudore e di sangue, che solo lo sguardo del folle sembra poter contenere e arginare. A mio parere il capolavoro di Bernhard.

  • User Icon

    Un lettore

    02/09/2008 13:37:52

    Th. Bernhard è l'estremo epigono della letteratura europea: in lui infatti sopravvivono (senza avere piu' l'originaria forza e incisivita') i motivi che fecero grande la letteratura d' Europa: la solitudine dell'individuo, l'assurdita' del vivere, la malattia come cifra esistenziale, il richiamo dell' arte come possibile via di salvezza.. In un certo senso Bernhard rappresenta l'ultima stanca stagione della letteratura occidentale, prima che questa trascolorasse nell' "impegno" per poi estinguersi definitivamente negli attuali sottogeneri (fantasy, thriller, pornografia..). Per il resto "Gelo" è un libro ormai datato: si inserisce infatti in quella temperie tipica dei primi anni sessanta quando le élites culturali europee si sottoponevano allo strazio dei libri di Joyce o del teatro di Beckett e Ionesco ravvisando nel carattere impervio di questi testi la cifra della profondità e dell' autentictà. E' proprio la "difficoltà" il carattere principale di "Gelo", che si riduce in sintesi ad un interminabile monologo (riassumibile in 7-8 pagine) sull'assurdità di tutto cio' che esiste intercalato da descrizioni di banali realtà quotidiane, con le quali Bernhard avrebbe potuto continuare per migliaia di pagine. Quanto ai rapporti tra Bernhard e Calvino, quest'ultimo - che conosceva Benhard tramite le traduzioni francesi - si limito' a definirlo il piu' grande scrittore VIVENTE.

  • User Icon

    ernesto

    23/07/2008 09:16:34

    Finalmente riedito il primo Bernhard, con la speranza che Einaudi continui, magari in questa stessa collana, la pubblicazione della Fornace, Correzione, Gehen. Inutile aggiungere parole a quelle piene di emozione, di garbo, di intelligenza della eccellente introduzione di Rovatti. Il più grande scrittore del '900. Lo disse Calvino all'inizio degli anni '70, lo dico, umilmente, io, oggi.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione