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Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Pagine: 320 p. , Brossura

91 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788806222291

«Chist'è 'o paese d' 'o sole, chist'è 'o paese d' 'o mare, chist'è 'o paese addó tutt' 'e pparole, so' doce o so' amare, so' sempe parole d'ammore!»
Quando si pensa a Napoli è difficile non lasciarsi trasportare dalla melodia armoniosa di questa celebre canzone scritta nel 1925 da Libero Bovio e interpretata dai più grandi cantautori italiani e stranieri. Versi famosi al punto tale da dar vita negli anni a una vera e propria memoria collettiva.
Bene, mettete per un attimo da parte questa visione elegiaca perché la Napoli che incontriamo nell’ultimo romanzo di de Giovanni è tutt'altro che questo, è una città dall’aspetto insolito, quasi irriconoscibile. Un posto crudele: freddissimo, anzi gelido al limite dell’inospitalità.
È una brutta bestia il freddo. Ti arriva addosso ed è una mazzata. Alla lunga entra nelle ossa e poi si infila nell’anima. E quando entra nell'anima inevitabilmente la cambia. Arriva all’improvviso il freddo ed è una sensazione pungente sulla pelle scoperta, inaridisce il cuore e ghiaccia i sentimenti. Ed è proprio ciò che accade nella nostra storia.
Nella Napoli colpita dal freddo impetuoso di uno strano novembre, un gelo che la città mal sopporta, si consuma un duplice omicidio: Biagio e Grazia Varricchio, fratello e sorella di origini calabresi arrivati a Napoli per rifarsi una vita, vengono assassinati nella loro abitazione, in via Egiziaca, in circostanze assai misteriose.
L’unica cosa certa è che i due avrebbero dovuto incontrarsi con il padre che non vedevano da diciassette anni perché appena uscito di galera dopo aver scontato una pena per omicidio. Chi conosceva le vittime sapeva che questo confronto era motivo di grande tensione per i due ragazzi. Da questa unica consapevolezza parte l’indagine dei Bastardi, il coraggioso, ormai noto, dipartimento di polizia che cerca di riscattarsi dall’eredità di una pessima fama.
Manca all'apparenza un movente e l'indagine sembra prendere subito una brutta piega con l’aumento del numero dei possibili indiziati. Non si può perdere altro tempo, è necessario concentrarsi su una valida pista e agire con risoluzione. Trovare presto l'assassino e chiudere il caso, non solo per ridare giustizia a quei corpi martoriati, ma anche perché le alte dirigenze non aspettano altro che un passo falso dei Bastardi per poter chiudere una volta per tutte il dipartimento.
Servirà la collaborazione, la sensibilità e l'ingegno di tutti gli agenti, ognuno con il proprio bagaglio di esperienze e con quel calore che sembra allontanare il gelo.
Chiunque abbia letto almeno uno dei romanzi di de Giovanni sa quanto è forte il rapporto che l'autore ha con la sua città e quanto quest’ultima si offra come scenario ideale per le sue storie: quante idee, quanti panorami si aprono all’autore ogni volta che entra in un vicolo. A Napoli le storie sono lì, a portata di mano. Poi però bisogna strutturarle, dar loro corpo e anima. E qui entra in gioco lo scrittore che deve plasmare il magma creativo che la città offre e dar vita ad una storia che sia forte e veritiera - come questa - dove un profondo senso di inadeguatezza attraversa le vite di tutti i personaggi, siano essi investigatori, indiziati, o vittime.
Nessun neomelodico, nessuna sceneggiata e nemmeno un Pulcinella con pizza e mandolino: la Napoli di de Giovanni è oscura ma viva, lontana da ogni cliché. Un posto dove «ognuno è portatore di un’invisibile croce e schiacciato da un destino senza nome, ognuno con il suo confine privato: due milioni di isole in un unico arcipelago senza ponti né traghetti» come scrive l’autore in uno splendido passo dal forte impatto emotivo.
Sappiamo che Partenope è una città che amplifica ogni cosa, priva com’è di silenzi e di distanze. Anche l'amore è amplificato, nel bene e nel male. Lo descrive bene de Giovanni che narra un amore potente, ossessionante, sempre in bilico tra desiderio e sensi di colpa, un amore che nonostante tutto non riesce a sbocciare.
Gelo (meno strong e più armonioso e sentimentale rispetto agli altri della serie) analizza innanzitutto le passioni e le emozioni dei protagonisti. Ciò che conta non è soltanto il plot narrativo quanto il quadro umano che appare ai nostri occhi. Vengono messi a nudo i pensieri più segreti dei personaggi, che non ci lasciano indifferenti, ma anzi ci confondono e ci fanno stare male. Una commedia umana molto simile a quelle inscenate da Eduardo. Un noir sentimentale che consente a de Giovanni di raccontare la complessità di una metropoli unica nel panorama italiano, perché il crimine è il solo fazzoletto di terra in cui universi così distanti tra loro s’incontrano e si confondono.

Recensioni dei clienti

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    Megant

    20/08/2015 10.45.18

    Bel libro, bel giallo, belli i personaggi, De Giovanni è sempre una garanzia, soprattutto con questa serie dei Bastardi di Pizzofalcone, forse più godibile rispetto alla serie sul commissario Ricciardi grazie ad una maggior leggerezza di base. I personaggi sono TUTTI ben delineati, assolutamente ben descritti, non è trascurata la loro vita fuori dal commissariato, anche perchè loro, per un motivo o per un altro, sono "i reietti" e le loro vite sono di una complessità non trascurabile. Eppure De Giovanni riesce a mantenere quel sottofondo leggero che rende bella, e a tratti poetica, la narrazione. Anche "il Cinese", che poi è a tutti gli effetti il protagonista, si fa voler bene pur nella sua ruvidità. Nessun personaggio è marginale, ognuno è il tassello di un puzzle che costituisce la squadra perfettamente coesa del commissariato di Pizzofalcone, che forse non avrà mai il suo riscatto agli occhi degli alti vertici, ma che continua a farsi amare dai lettori.

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    archipic

    22/06/2015 13.13.03

    De Giovanni continua ad incantare. Anche con i Bastardi riesce a farti immergere nelle storie dei personaggi, te ne vuoi nutrire per proseguire la lettura. Ognuno di loro è diventato un fido compagno di viaggio, e la curiosità e l'interesse per le dinamiche personali e di gruppo è il vero succo della serie. Anche la trama riesce sempre ad essere adeguata ed a stuzzicare il lettore. Insomma, promosso a pieni voti anche questa volta. Bravo Maurizio.

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    davide951

    06/02/2015 21.56.45

    I personaggi creati da De Giovanni si evolvono man mano che la scrittura va avanti. La trama e' come sempre ben congegnata. Bravo Maurizio!!!

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    adriana

    15/01/2015 14.57.20

    Voto medio: non mi piaciuto tanto quanto gli altri. Troppi personaggi e troppo descritti: si stempera la storia, si frammenta la trama.

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    roberta

    09/01/2015 18.42.40

    Ogni libro di De Giovanni è lettura "preziosa".

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    ROI

    03/01/2015 15.02.18

    Scrittore molto bravo, lettura scorrevole, ho letto tutti i libri dei "bastardi" e li ho trovati molto belli, li consiglio vivamente, ma leggeteli in ordine cronologico. Un unico appunto non mi entusiasma in maniera particolare il personaggio di Fra Leonardo.

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    cesare

    02/01/2015 17.54.45

    Sicuramente migliore del precedente In fondo al cuore, sintesi del pensiero di De Giovanni, quasi una marketta, questo è un gradito ritorno, non un capolavoro, ma molto piacevole per trascorrere un paio di pomeriggi a leggere. O bastardi di Pizzofalcone crescono. Quasi commovente nella sua umanità.

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    alessandro

    30/12/2014 16.57.28

    Ritengo De Giovanni un ottimo scrittore , con una scrittura lineare che si fa sempre e comunque leggere. Con la serie dei bastardi di pizzofalcone non riesce a trasmettere la stessa intensità che invece ottiene con il buon Ricciardi. I personaggi sono meno poetici ed in alcuni casi mi sembrano un mix dell'anima e della personalità del commissario più noto. Ho come la sensazione che De Giovanni abbia voluto proiettare la figura del bel tenebroso in un epoca moderna distribuendo le sue caratteristiche su più personaggi ( lojacomo e la copia sbiadita). Se continua così potrebbe alla lunga stufare. Letto comunque con piacere.

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    Alessandro Giaconi

    28/12/2014 21.49.24

    De Giovanni non tradisce. E' sicuramente tra i migliori giallisti italiani. La squadra dei Bastardi sembra di averla sotto gli occhi, con i suoi intrecci e le sue contraddizioni. Una Napoli avvolta dal gelo fisico e metaforico restituisce al lettore un'atmosfera di altre latitudini. Un commissariato sempre sull'orlo della chiusura ma con il senso di giustizia e di verità che lo guida. Grande!

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    Luciano

    25/12/2014 22.54.49

    Chi ha amato le storie di Ed Mc Bain e dell'87° distretto non può non riconoscere nell'ispettore Lojacono il detective Steve Carella. " Gli occhi scuri, e un po' a mandorla, gli davano caratteristiche orientali, il che aveva ispirato i burloni della squadra a dichiarare che era lontano parente di Tackashi Fujiwara, l'unico agente investigativo nippo-americano dell'Ottantasettesima". A me questa Manhattan cu a' pummarola ngoppa piace molto, non so a voi.

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    Marzia

    22/12/2014 12.06.20

    La prima volta che leggo De Giovanni, un giallo mai pesante ma senza troppe pretese. Molto scorrevole soprattutto nella descrizione dei personaggi. Sicuramente leggerò altri libri di questo scrittore!

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    paolo

    19/12/2014 15.19.13

    Quanta differenza dai libri con protagonista il commissario Ricciardi.Qui la storia e' inesistente,l'intreccio talmente esile da risultare inconsistente.Insomma prova nettamente sotto tono del De Giovanni,che ci fornisce un libro sostanzialmente deludente con un finale frettoloso e poco credibile.

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    Armando

    18/12/2014 17.27.05

    Bello, da leggere a mio avviso. Non all'altezza di " In fondo al tuo cuore ", ma vicino. La caratterizzazione dei personaggi, la riflessione costante sulla nostra solitudine, sulle paure di " essere " di " affrontare ", di confrontarsi, sono scritte con intelligenza, grazia, e estrema sensibilità. Merce rara, di questi periodi. Trama piacevole, con un astuto finale.

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    marcello

    16/12/2014 18.42.18

    Decisamente buono, un vero giallo ! Ma a me questo autore piace moltissimo per tutte le sue considerazioni di ambiente e di contorno. Stavolta è il gelo, un freddo pungente non solo stagionale ma a dimora nei cuori, nelle menti, nelle relazioni, nei rapporti familiari nella percezione dell'altro. Un gelo timoroso, egoistico, cinico, disaffettivo che lascia tanto da ricostruire. Arriverà la bella stagione ?

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    Ciro D'Onofrio

    01/12/2014 21.44.52

    Le malinconie, i dubbi e le insofferenze dei nostri tempi; un giallo pulito, puntuale,incalzante; una Napoli frustata esteriormente ma anche nell'anima da un gelo inarrestabile sono gli ingredienti sapienti di questo nuovo romanzo di De Giovanni. Una storia che va ben oltre la mera tela giallistica,appassionata e moderna, assolutamente da leggere.

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