Editore: Einaudi
Anno edizione: 1998
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806149987
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Recensioni dei clienti

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    emanueleg

    18/03/2011 09:35:41

    il suo punto di vista tutto particolare lo rende molto fuori dal comune certo, ma a mio avviso la lettura è spesso difficoltosa e confusa, almeno alla prima lettura. non mi ha convinto particolarmente...

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    Paolo Mele

    29/03/2008 10:44:07

    Il linguaggio procede lungo una linea retta, mentre la nostra esperienza è fatta di impressioni sfuggenti e contemporanee, di scarti della memoria , di identificazioni in altri punti di vista.Se esiste un rapporto tra letteratura e realtà ,si tratta di un rapporto convenzionale,di un patto non scritto tra autore e lettore.Robbe-Grillet ,per assurdo, rispetta queste convenzioni alla lettera,fino a farle saltare.Se la narrazione oggettiva è un'illusione ,lui pratica quest'illusione fino al parossismo.Il racconto viene a coincidere con una descrizione cristallina e atemporale -per apprezzarne a pieno la perfezione stilistica e gli effetti stereoscopici è necessaria un' attenzione continua da parte del lettore,come se si trattasse di risolvere un rebus. Persone e cose si trovano sullo stesso piano gerarchico. A. e Franck agiscono e sono figure definite ,ma il vero protagonista è lo sguardo quasi incorporeo del marito ,nel cui caso è difficile parlare di PERSONAGGIO .A volte qualcuno gli rivolge la parola - quando è lui a parlare ,lo fa in forma indiretta -;a tavola è sempre presente ;quando si trovano in veranda con Franck, A. gli serve da bere in silenzio , eppure non è mai davvero PRESENTE, la parola IO non compare mai nel testo.E'come se la gelosia - presente in ogni riga, ma ugualmente innominata -ne avesse divorato il personaggio.La sua intera esistenza è ridotta ad un' osservazione continua e ossessiva che ha qualcosa di spettrale.

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    rogopag99

    29/03/2005 10:18:43

    L'anti-roman o nouveau-roman appartiene a una stagione ormai passata, di cui Robbe-Grillet, insieme a Butor, Simon, Pinget e altri autori francesi, è stato uno dei teorici e dei sacerdoti. "La gelosia" offre un eloquente esempio della sua poetica. La trama è ridotta all'essenzialità: il tradimento, vero o immaginato, di una donna ai danni del marito. Lo scenario è quello esotico di una casa coloniale circondata da una vasta piantagione di banani. Questo scarno presupposto è sufficiente a Robbe-Grillet per allestire la sua macchina narrativa, nove capitoli in cui con stile clinicamente protocollare, i medesimi fatti vengono costantemente composti e ricomposti in una prospettiva che abolisce la successione cronologica e la distinzione tra realtà e allucinazione. I "fatti" sono il tradimento presunto della giovane donna con un vicino di piantagione, ma anche la minuziosa descrizione della pianta della casa, di alcuni oggetti al suo interno, di gesti minimi, dei filari di banani all'esterno, di un pezzo di balaustra scrostata, ecc. Tutto è posto imparzialmente sullo stesso piano, poiché per l'autore tutto gode della medesima (in)significanza. A Robbe-Grillet va riconosciuta l'abilità di avere proposto un modulo narrativo originale, ma il suo limite (come quello di certa avanguardia), è anche nell'assoluta predominanza del modulo rispetto ai contenuti. La forma è così esibita e autoreferente, che l'ammirazione iniziale per il virtuosismo lascia qui ben presto il posto alla noia.

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