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Antonio Incorvaia, Alessandro Rimassa

Editore: Rizzoli
Collana: 24/7
Anno edizione: 2006
Pagine: 164 p. , Brossura
  • EAN: 9788817012089

Recensioni dei clienti

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    Sid

    07/09/2014 19.49.30

    Pessimo, concordo con le recensioni negative degli altri utenti. Non c'è una storia, non c'è la caratterizzazione dei personaggi, non c'è nulla. Incredibile che abbiano poi fatto anche il film (che ancora non ho visto ma che a questo punto vedrò solo per capire come abbiano fatto a trarre un film dal nulla... si saranno inventati una sceneggiatura?)

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    Raffaele

    01/03/2007 17.58.55

    Come descrivere perfettamente la situazione lavorativa italiana del momento? Anche io, come migliaia di giovani, rientro in pieno nelle situazioni descritte in questo libro che, sarà pure una genialata editoriale (come l'hanno definita alcuni), ma è certamente uno spaccato di vita quotidiana che rappresenta un disagio sociale del quale tutti parliamo ma al quale nessuno VERAMENTE si oppone!Quindi, non la definirei una "Generazione 1000 euro" quanto una "Generazione di nuovi poveri" che tirano a campare giornalmente senza avere la minima opportunità di progettare qualcosa di concreto! POLITICI ITALIANI, LEGGETELO E MEDITATE!!!!!

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    Alessandro

    22/01/2007 11.53.10

    Ho terminato ieri di leggere questo libro che ha nella scorrevolezza il suo maggior pregio. Ma per il resto è un libro che, nel voler analizzare la situazione del lavoro precario in Italia, riuscendoci solo in parte, finisce con il diventare troppo trattato di sociologia e costume e poco romanzo, lasciando irrisolte molte situazioni. Per esempio, non si capisce come va a finire tra Claudio e Eleonora. E poi i pochi personaggi della storia non sono ben delineati, su tutti domina la figura di Ros, la più interessante; mentre di alcuni si tacciono troppe cose consegnando ai lettori dei personaggi che si dimenticano facilmente. Probabilmente i due autori hanno giocato d'astuzia quando hanno pensato di pubblicare questo libro, sfruttando un argomento che è attualissimo, attirando da subito l'interesse di un grande editore che ha fiutato l'affare. Una bella operazione commerciale, insomma. Ma chi pensa che ci si possa arricchire scrivendo libri, come ha sostenuto qualche commentatore maligno evidentemente buono solo a far polemica ma alquanto disinformato, può tranquillizzarsi, perché i due autori non usciranno dal precariato sicuramente grazie alle briciole di diritti che prendono sul prezzo di copertina, ammesso che ne percepiscano. Semmai ad arricchirsi sono l'editore e il distributore.

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    Gioia

    16/12/2006 16.10.01

    No, non ci siamo. Li avevo visti in TV, mi sembrava lo spunto intelligente per una storia. Ma alla lettura è stato proprio deludente.

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    Valerio

    26/11/2006 21.23.50

    Un'intelligente iniziativa di marketing ma niente più. L'architettura è modesta e sembra proprio un blog, non mi spiego i commenti entusiasti della critica se questa è la new age della letteratura... Penso che comunque gli autori non possano più definirsi milleuristi!!!

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    marsala florio

    31/07/2006 16.39.52

    Leggere questo libro non richiede impegno, lo stile di scrittura è semplice e le 164 pagine caratteri medi aiutano nell'incremento della statistica dei libri letti/anno. Per chi ci tiene ovviamente. Sull'errore di un verbo maschile/femminile ho perso la pagina. Al Superenalotto si giocano 2 colonne con 6 numeri per colonna. La vincita di un 3 al Superenalotto vale dai 9 ai 12 euro, non 47 euro. A Milano l'azienda del gas metano è l'AEM e non l'ENEL: comunque, in caso di perdita di metano dopo il contatore, paghi, senza possibilità di rimborso. Gli sms che i personaggi si scrivono vanno oltre i 160 caratteri e multipli: incompatibili per costo anche per gli indeterminati da 2500 euro/mese. Mi fermo nei rilievi, ce ne sono altri. Perché son così puntuto e precisino? Dopo aver percepito 9,50 euro per la loro opera, i due autori furbacchioni non possono pure prendere per i fondelli (gentile eufemismo di ben altro termine).

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    Leonardo

    27/07/2006 13.23.41

    Concordo con la recensione di Beatrice. Il libro scorre via in un attimo ma lascia veramente poco. Scontato

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    Francesco

    18/07/2006 23.12.11

    Comperato e letto, dopo averne sentito parlare ovunque, tra giornali e radio! Ho trovato la storia molto molto carina ma soprattutto verosimile: sembravano le esperienze mie e dei mie colleghi. Poi il libro si legge molto velocemente, è fresco e brillante, quando inizi a leggerlo non vorresti più fermarti. Ma non per questo è leggero: tratta un tema delicato, quello della precarietà, in maniera attenta ma senza mai cadere nell'autocommiserazione. Lo consiglio a precari e non, perché con ironia racconta l'Iralia di oggi!

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    Beatrice

    21/06/2006 17.51.33

    Ho letto il libro quando inzialmente si trovava solo su Internet. Carino, decisamente facile e veloce da leggere, ma talemterealistico che chi fa parte della generazione 1000 euro non può che pensare che si tratta di una storia già scritta, già vista e già sentita. Realistico, ma poco coinvogente.

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