Un gentiluomo a Mosca - Amor Towles - copertina

Un gentiluomo a Mosca

Amor Towles

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Traduttore: Serena Prina
Editore: BEAT
Collana: BEAT. Bestseller
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
Pagine: 558 p., Rilegato
  • EAN: 9788865595978
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Mosca, 21 giugno 1922. Il conte Aleksandr Rostov, decorato con l'Ordine di Sant'Andrea, membro del Jockey Club, Maestro di caccia, viene scortato attraverso i cancelli del Cremlino che danno sulla Piazza Rossa fino alla suite 317 del Grand Hotel Metropol. Chiamato al Cremlino per un téte à téte, il Conte è apparso dinanzi al «Comitato d'Emergenza del Commissariato del Popolo», il tribunale bolscevico che l'ha condannato, senza remore e senz'appello, a trascorrere il resto dei suoi giorni agli arresti domiciliari per essersi «irrevocabilmente arreso alle corruzioni della propria classe sociale». La condanna non ammette errori: se mai dovesse mettere un piede fuori dal Metropol, il Conte sarà fucilato. Inaugurato nel 1905, il Metropol è un Grand Hotel tra i più sfarzosi di Russia. Le sue suite art déco e i suoi rinomati ristoranti sono stati un punto di riunione di tutte le persone ricche di stile, influenti ed erudite. Ma per un uomo come Rostov, abituato a viaggiare in lungo e in largo per il mondo e a condurre un'intensa vita sociale, quella detenzione, seppure in un lussuoso albergo, si rivela al pari di una gabbia per un leone. Sebbene sia risaputo che non è da gentiluomini avere un'occupazione, Rostov inizia a rendersi conto di quanto sia gravoso trascorrere la vita leggendo, cenando e riflettendo. Fino al giorno in cui si imbatte nella ragazzina che ama il giallo, una piccola ospite dell'albergo intrepida e curiosa. Nina Kulikova, al pari del Conte, vive al Metropol in cattività, eppure la bambina ha trovato il modo di far espandere le pareti dell'hotel verso l'esterno, scovando passaggi nascosti e stanze segrete. Sarà Nina a farsi carico dell'educazione del Conte. Un'educazione che lo porterà a comprendere quanto vasto sia il mondo e affascinanti i personaggi che lo popolano, sia pure tra le quattro mura di un albergo.
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    Andrea Vannini

    22/01/2021 10:49:59

    Aleksandr Rostov, il Conte Rostov, entra di diritto a far parte dei miei amori di carta. E viene per restare: apparecchierò allora anche per lui e, in suo onore, leggeremo il menu’ dal fondo..(non aggiungo il motivo..vedrete e gusterete). Come pochi altri ti ruba il cuore e lo fa con eleganza, raffinatezza e sensibilità estreme. Concordo con chi ha scritto che questo libro deve esser letto lentamente, e aggiungo il consiglio di appuntarsi almeno alcuni dei passaggi più belli. Complimenti e un grazie sentito a Amor Towles: quando la letteratura colta, profonda e raffinata diventa pure divertente, qui addirittura uno spasso, non può esser chiesto di più. Una menzione specialissima per il contributo determinante della traduzione, a cura di Serena Prina; complimenti anche a lei. Insomma, uno dei romanzi più belli, non solo degli ultimi anni ma di sempre, almeno per la mia personalissima classifica (tranquilli gli scettici..che qualche libro l’ho letto). Davvero una lezione di vita: tanta classe varrebbe anche oltre le cinque stelle..ma il cielo di IBS di più non consente.

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    Giodottore

    12/09/2020 11:10:51

    Divertente e leggero, profondo e commovente, colto e raffinato. Una storia nella Storia, scritta meravigliosamente e condita da personaggi indimenticabili. Un piccolo gioiello.

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    C. Matar

    21/08/2020 08:31:22

    Amor Towles è un bostoniano che si rifà ad una certa qual tradizione letteraria della città da cui proviene (R.W. Emerson, E. Dickinson, J. Kerouak, ecc.). Nella scrittura è diretto e scorrevole, dettagliato senza troppo eccedere, logorroico quanto serve ed al contempo misurato ai limiti della riservatezza. Una specie di romantico moderno che, preferendo di non “scavare nell’oltre” degli esseri umani, costruisce dei bei resoconti fatti di panoramica moderazione. Questo racconto, pubblicato in un volume di circa 550 pagine, si distingue per una cospicua serie di tesserine ad immagini descrittive che, nell’insieme, realizzano un enorme puzzle ricostruttivo della Russia bolscevica e comunista; dai primi anni venti ai primi anni sessanta, come fosse la sceneggiatura d’una commedia. Progetto interessante ma con non poche criticità di fondo tra cui, prima fra tutte, l’inverosimile condizione di prigionia forzata del protagonista (piacevolissima l’ideazione del personaggio), un aristocratico della vecchia guardia, all’interno del più prestigioso e lussuoso hotel di Mosca, il centralissimo Metropol. E le forzature, decisamente tante, riescono solo a passare grazie alla godibilità della lettura. Pur senza acuti particolari si tratta di un libro semplicemente accattivante, scritto, quasi senza volerlo, per essere letto come passatempo in vacanza. C.Matar

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    Mariella

    10/06/2020 19:52:25

    Ho riletto questo romanzo durante il lock down,e mi ha regalato ore di puro divertimento.Il protagonista è irresistibile,la trama è un feulletton raffinato e colto.Si arriva alle ultime pagine col dispiacere di dover salutare il conte Rostov e i suoi amici.

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    Vito

    14/05/2020 07:58:07

    Mosca 21 Giugno 1922; Il conte Rostov viene condannato agli arresti domiciliari all’interno dell’hotel Metropolitan ma non si rassegna, anzi paradossalmente diventerà l’uomo più fortunato di Russia. Durante i 30 anni di permanenza il conte conosce molti personaggi; saranno tre donne a trasformare le sue abitudini e condurlo in un finale che stupirà il lettore.

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    Virginia

    13/05/2020 17:37:15

    Questo romanzo ci fa percorrere decenni di storia senza che ce ne accorgiamo e ci porta a conoscere il mondo della nobiltà vera e più schietta, quella russa. Il protagonista, il Conte, è mirabilmente tratteggiato e risulta personaggio di indiscutibile fascino, assolutamente indimenticabile Tutti quelli che lo accompagnano nelle vicende narrate appaiono come irradiate dalla stessa aura affascinante. Bella prosa, non comune ed estremamente efficace. Il libro non stanca mai.

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    francesca

    11/05/2020 13:12:14

    Romanzo che mi ha lasciato davvero un’ottima impressione. Storia di un uomo che viene condannato all’esilio e dovrà scontare la sua pena in un lussuoso albergo. Per tutto il libro si alterneranno diversi personaggi che daranno corpo alla narrazione ed anche un senso a questo esilio dorato, se così si può definire. Si finisce la storia con la sensazione di aver letto una storia molto indietro nel tempo, un tempo che non esiste più e che al tempo stesso è magico e pieno di poesia. Consigliatissimo!!!

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    AdrianaT.

    03/05/2020 08:11:30

    Adesso lo sappiamo tutti cosa si fa agli arresti domiciliari, e il Conte Rostov, disciplinatamente, non si esime certo dal fare piegamenti e stiramenti, le scale su e giù, leggere tomi secolari, pasteggiare lentamente con gusto e raffinatezza, esplorare spazi sconosciuti, guardare dalla finestra (il Bol'šoj), e far girare la testa attorno a memorie volontarie e involontarie, flashback di un mondo antico. La differenza è semmai che fatti allo storico Grand Hotel Metropol di Mosca, sono arresti per modo di dire. È praticamente un quartiere, con due ristoranti (uno si chiama Piazza), barbiere, fioraio, sarto, edicola, e te la puoi giocare quotidianamente in circa 40mila metri quadri e male che vada un salto in Piazza te lo puoi fare quando vuoi. In più gira un sacco di gente (senza mascherina) da osservare, annusare, origliare, studiare, su cui fare congetture o fantasticare, e solo i camerieri e i fattorini indossano i guanti. Non ci potrebbe essere posto più adeguato per comprendere, anche solo alla prima occhiata all'impoverimento degli addobbi, che lo zar non c'è più e che ci sono i bolscevichi, ragione per cui il nobile aristocratico Conte Aleksandr Il'ič Rostov non è uccel di bosco e lì si trova a scontare, a vita, la sua pena di poeta Nemico del Popolo, nella nuova Russia del 1922. «Guardando la bottiglia che aveva in mano, però, il Conte fu colpito dalla comprensione che, in effetti, tutto era dietro di lui. I bolscevichi, infatti, così intenti a riforgiare il futuro con uno stampo di loro fattura, non si sarebbero fermati fino a quando l'ultima vestigia della sua Russia non fosse stata sradicata, fatta a pezzi o cancellata.» È un romanzo storico-sociale ricco, piacevole e agevole, ma anche una favola bella, scritta molto bene dalla mano di un gentiluomo della narrativa letteraria che attraverso un'apparente leggerezza ha saputo rendere, magnificamente, dal confino di un microcosmo, la trasformazione di un macrocosmo. Finale strepitoso!

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    Davide

    22/09/2019 09:43:51

    Molte recensioni non sono molto favorevoli e non capisco come mai. Questo libro è meraviglioso; in grado di creare un perosnaggio veramente indimenticabile, e di trasmettere un grandissimo insegnamento di fondo che tutti dovremmo fare nostro nella vita, anche se non sempre è facile farlo. L'ho letto 3 anni fa, ma ancora oggi ci penso spesso con grandissimo affetto e nostalgia. Fatevi un favore e leggete questo capolavoro!! Buona lettura a tutti!

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    Fulvia

    30/05/2019 17:25:47

    Avevo tante aspettative per questo romanzo, ma ne sono rimasta delusa. L'ho trovato poco coinvolgente.

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    m. luisa

    23/09/2018 17:10:46

    Uno dei libri più belli profondi e delicati che ho letto da qualche anno a questa parte. è la storia del conte Aleksandr Rostov condannato a vivere per il resto della vita dentro il Grand Hotel Metropol di Mosca. Detto così potrebbe far pensare a un'atmosfera soffocante e ripetitiva, ma al contrario l'autore vola con leggerezza e grande maestria sulla vita di quest'uomo che è veramente e profondamente un gentiluomo e un grand'uomo, sempre e comunque. Il suo amore per la sua terra la madre Russia è sconfinato, fino alla fine, ma non solo per la sua terra, è un uomo pieno di amore e vitalità, generoso negli affetti e aperto a tutte le esperienze che in questo benedetto Metropol gli capitano (e non sono poche). I personaggi non sono mai scontati o descritti superficialmente, la sua figlia adottiva e prima di lei la sua mamma sono un gran dono del cielo, non solo per Aleksandr Rostov ma anche per noi lettori. Insomma la trama è interessante, lo stile ottimo, fluido ed elegante, che si può volere di più?

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    Giulietta

    18/09/2018 07:03:25

    Il mio libro preferito dell'anno, fino ad ora! Si tratta di un volume leggero, divertente e raffinato, che è stato in grado di commuovermi in un punto o due, quando meno me l'aspettavo. Lo stile di scrittura e gli eventi descritti mi hanno portata in un mondo parallelo, in cui tutto viene filtrato attraverso gli occhi di un gentiluomo d'altri tempi.

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    n.d.

    04/06/2018 19:19:24

    Scorrevole, ironico e molto soft , fuori dall' hotel la tragedia era ben altra...

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    n.d.

    25/05/2018 20:12:53

    All'insegna dell'ironia. Un postmoderno che non dà problemi: citazioni a non finire( e riconoscere le fonti fa parte del divertimento). , qualche divertente metatesto. Si legge in un soffio

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    Roberto Capezzuoli

    20/04/2018 21:55:48

    Storia singolare, affascinante, personaggi ben costruiti..... un libro bellissimo pieno di umorismo e sensibilità..... consigliato.

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    ormos

    01/03/2018 08:07:13

    Il titolo del libro riassume perfettamente la personalità del suo protagonista: il conte Rostov, pur se costretto agli arresti domiciliari nell’elegante hotel Metropol di Mosca, conduce un’esistenza da perfetto gentiluomo, intrattenendo rapporti con personalità e gente comune, aristocratici e artisti. La conoscenza della piccola Nina e successivamente della figlia di lei, Sof’ja, costituiscono le porte d’accesso ai mondi possibili all’interno dell’hotel, dal quale non è possibile uscire ma nel quale, in fondo, anche il conte trova una sua dimensione. E anche noi non sentiamo davvero il bisogno di uscirne, anche noi prendiamo le misure dei suoi spazi (il ristorante, la sala da ballo, la stanza 317 e la camera della reclusione al sesto piano), ci accostiamo con discrezione alle vicende che si svolgono come su un palcoscenico e accompagniamo il conte per oltre trent’anni, fino all’inaspettato – ma diabolico – finale. Memorabili le pagine che, prendendo le mosse da una leggera pioggia che si trasforma in neve, ricostruiscono la concatenazione degli eventi che si determinano in una sorta di sliding doors del novecento.

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    carmela

    15/02/2018 10:43:01

    Un capolavoro di stile e leggerezza pur nella tematica intensa che attraversa le tragedie della Storia russa. Questo scrittore è eccelso, consiglio a tutti questo libro

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    Filip H

    10/02/2018 10:24:51

    Bella idea, ma libro prolisso, con un finale che poco si confà al Conte! Peccato mi ha attirato trama e soggetto, ma l'ho trovato, in fondo, noioso.

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    daniela

    15/10/2017 13:44:36

    Piacevolissimo, interessante e coinvolgente. Descrizioni accurate di Mosca e del periodo storico.

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    stefania

    15/06/2017 08:59:50

    Molto gradevole: ironico, molto ben condotto nella trama, credibili i personaggi. Una lettura piacevolissima!

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  • Amor Towles Cover

    è nato a Boston nel 1964. Si è laureato a Yale e ha conseguito un dottorato in letteratura inglese a Stanford. È un grande appassionato di storia dell’arte, soprattutto della pittura di inizio Novecento, e di musica jazz. Vive a Manhattan con la moglie e i due figli. Dopo La buona società, il suo primo romanzo, ha pubblicato nel 2017 con Neri Pozza Un gentiluomo a Mosca. Approfondisci
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