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Harold Bloom

Traduttore: D. Didero
Editore: Rizzoli
Anno edizione: 2006
Pagine: 279 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817011211

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    Nicoletta Di Blasi

    03/07/2015 09.26.37

    La frattura originaria tra Ebraismo e Cristianesimo delineata nel testo di Harold Bloom ha un nome preciso e specifico: la "teologia della sostituzione" nel punto in cui il concetto di Chiesa viene a soppiantare a sostituire- anziché ad aggiungere- il popolo d'Israele (il quale rimane pur sempre il popolo eletto, ma in una posizione per così dire "subordinata" alla Chiesa laddove il Cristianesimo spesso si arroga il diritto di "prendere il posto" che Dio ha assegnato agli ebrei).

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    Pier Alfonso Dalle Donne

    02/04/2015 17.13.54

    La frattura originaria tra Ebraismo e Cristianesimo.Il nome "cristiani" fu utilizzato per la prima volta ad Antiochia da quanti-estranei alla comunità- volevano definire i credenti in Cristo,cosi'come di definivano "erodiani" e "cesariani" i sostenitori di Erode e di Cesare.I cristiani avevano ogni cosa in comune.Nessuno diceva sua una cosa che non gli apparteneva.Non c'era alcun bisognoso tra di loro, poiche' tutti quelli che avavano case o poderi li vendevano e portavano il ricavato della vendita,e lo mettevano ai piedi degli apostoli che poi lo distribuivano a ognuno secondo il bisogno di ciscuno.Ed erano un cuor solo ed un'anima sola.Il nome passo' poi nei documenti ufficiali.Negli Atti, Luca lo introdusse nel dialogo tra Erode Agrippa II e Paolo. Dice il re:"Per poco non mi convinci a rami cristiano!!" E l'apostolo risponde:"Per poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che non soltanto tu, ma quanti oggi mi ascoltano diventassero cosi' come sono io,eccetto queste catene!"(Atti 26,28).E,nella prima Lettera di Pietro, i perseguitati in Asia venivano incoraggiati dicendo loro:"Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo!"(Prima Lettera di Pietro 4,14).Tale situazione di ostilita' sociale fu nello stesso testo indicata come occasione propizia di coraggiosa testimonianza della fede: "Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore.Ma se uno soffre come cristiano,non nearrossisca;glorifichi anzi Dio per questo nome!" (Prima Lettera di Pietro 4,15-16).In seguito alle persecuzioni di cui erano oggetto,i primi predicatori e scrittori credenti si preoccuparono di presentare sempre il vero significato del nome "cristiano" a un ambiente sospettoso e prevenuto: i cristiani sono i seguaci del Cristo e la fedelta' a lui passa attraverso una limpida e coerente testimonianza di fede,quella sola fede che salva e guarisce,che non viene meno neppure di fronte al prezzo alto da pagare ossia le persecuzioni nel suo nome.

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    Franco Gatti

    24/03/2015 00.27.33

    Bloom mi ha fulminato per la "scientificità" della sua esegesi sulla redazione della Torà e del Vecchio Testamento (Il libro di J e Gesù e Yahvè, la frattura originaria tra Ebraismo e Cristianesimo, in particolar modo).

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    Giorgio Cervetti

    08/03/2015 20.03.17

    Che Harold Bloom si rivelasse un maestro indiscusso sia nella critica letteraria che storiografica non stupisce nessuno. Che il paganesimo abbia contaminato il cristianesimo delle origini staccandolo in parte ''quando se non del tutto'' privandolo della sua matrice ebraica è cosa nota e risaputa da moltissimo tempo. Yeshua è il nome di Gesù scritto nella sua lingua originaria, l'aramaico, mentre Yahshua rappresenta la forma ''più probabile e corretta'' in lingua ebraica. Un testo che conosco sin dal primo giorno in cui venne pubblicato e che mi fa sempre piacere tenerlo sul comodino per leggere e rileggere varie volte nei ''quei pochi'' (si fa per dire) momenti di quiete.

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    Fabrizio Porro

    02/03/2015 11.47.28

    Se si vuole parlare di frattura originaria tra Ebraismo e Cristianesimo, essa la dobbiamo ricercare nel semplice fatto che quest'ultimo è stato fondato da Shaul (Paolo di Tarso) e nella sostituzione del biblico Shabbat con la domenica ad opera dell'imperatore romano Costantino. Harold Bloom ci pone un interessante interrogativo. C'é da qualche parte nella Bibbia che Gesú é dio fatto uomo? No. In effetti, la risposta la troviamo in Proverbi 30:4 «Chi è salito in cielo e ne è disceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nelle sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il SUO NOME e il NOME di Suo Figlio? Lo sai tu?» YHWH (Yahvè) è il Suo Nome, e Yahshua (o Yeshua) è il Nome di Suo Figlio, il Messia Yahshua HaMashiach.

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    Antonio

    23/02/2015 08.33.59

    Un filologo ha scritto che il titolo ebraico El-Shaddai (Dio Onnipotente) sta proprio ad indicare la pienezza e la ricchezza della grazia divina, e mira a ricordare al lettore ebreo che ogni bene e ogni dono perfetto provengono da Dio, che l'Eterno non si stanca mai di riversare la Sua infinita misericordia al Suo popolo e che Egli è più pronto a dare che a ricevere. "El" fa esaltare la potenza divina, "Shaddai" le risorse inesauribili della sua bontà. Ebraismo e cristianesimo non sono affatto incompatibili,come sostiene il critico letterario statunitense Harold Bloom, e poi se Yahvè è il Padre di Gesù detto il Cristo (= il Messia) se ne deduce quindi che è anche il nostro Padre. E mi pare cosa ovvia e ragionevole pensare che sia così come le Sacre Scritture ci rivelano e non interpretate quasi come se non ci fosse nessun tipo di corrispondenza e di correlazione tra l'Antico ed il Nuovo Testamento!

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