Categorie

Barbara Continenza, Elena Gagliasso

Editore: Franco Angeli
Collana: Filosofia
Anno edizione: 1996
Pagine: 192 p.
  • EAN: 9788820493929

recensione di Luzzatto, M., L'Indice 1996, n.11

La biologia è una scienza tormentata. Fin dai suoi albori, prima come storia naturale e poi come biologia vera e propria, ha subito l'influenza di concezioni filosofiche radicalmente differenti che hanno favorito l'insorgenza al suo interno di concezioni spesso fortemente contrastanti. Forse nessuna scienza avrebbe una tale necessità di un approfondimento del metodo e dei concetti come la biologia.
Per motivi diversi, invece, anche sul versante storico-epistemologico la biologia ha spesso patito in passato una certa scarsità di interesse a favore delle scienze cosiddette "dure", prima fra tutte la fisica.
Nel corso degli ultimi anni le cose sono cambiate, e il giallissimo libro di Barbara Continenza ed Elena Gagliasso (difficile non accorgersi della sua presenza in libreria) ravviva anche in Italia il dibattito epistemologico attorno alle scienze della vita.
I concetti presi in esame dalle due autrici nei due saggi del libro - indipendenti ma complementari - sono entrambi centrali nella biologia contemporanea. L'adattamento (e con esso il concetto di struttura) è forse la chiave fondamentale per la comprensione delle teorie evoluzionistiche ed è, in particolare, la pietra angolare su cui si basa l'intero darwinismo e, in tempi più recenti, la Teoria Sintetica dell'evoluzione. La specie è, invece, la vera e propria unità di misura della biologia evoluzionistica e si capirà quindi come sia necessaria una sua definizione univoca.
Ma, come si è detto, la biologia è una scienza tormentata, tanto che proprio i suoi concetti fondanti sono ancora fortemente dibattuti e comunque non univocamente definiti. Lo stesso Charles Darwin, padre indiscusso della teoria moderna dell'evoluzione, ha sorvolato proprio sulle definizioni di adattamento e di specie, tanto che l'ombra della tautologia ha oscurato a lungo la sua teoria della selezione naturale dopo la pubblicazione dell'"Origine delle specie", nel 1859.
Oggi la biologia si muove nell'ambito di un paradigma neo-darwiniano piuttosto preciso, presso alcuni autori perfino pericolosamente dogmatico. Si ammette che le "specie" evolvano e che gli individui più "adatti" passino attraverso il vaglio della selezione naturale, tramandando così il proprio patrimonio ereditario alle generazioni successive. Questo è ciò che viene spiegato nelle scuole di tutto il mondo. La selezione naturale sembra essere l'unica spiegazione valida all'evoluzione del vivente, ma dal punto di vista teorico il dibattito è ancora aperto (e piuttosto acceso) su diversi aspetti. Nella letteratura specialistica si possono rinvenire almeno una mezza dozzina di definizioni per il termine "specie", tutte in qualche modo valide, e molte di più del termine "adattamento". Cosa divide dunque i biologi?
Da sempre la biologia si è dibattuta tra un tenace vitalismo - che ammette l'esistenza di una forza interiore, non definibile, una proprietà intrinseca degli esseri viventi che sfugge alle leggi della fisica - e un non meno agguerrito meccanicismo - che descrive la vita come un sistema di particelle in movimento, in un quadro generalmente riduzionista e spesso marcatamente determinista. Una "terza via" è stata ricercata da molti autori nel corso di due secoli di battaglie intellettuali, e tutti, per un motivo o per l'altro, hanno dovuto confrontarsi con i necessari e ingombranti concetti di adattamento e di specie.
Questo libro analizza a fondo i due concetti in chiave storico-filosofica e andrebbe meditato forse, in particolare, proprio dai biologi che vivono dall'interno il paradigma neodarwiniano. Ma l'evoluzione biologica non è un concetto che possa essere rinchiuso tra le mura di un dipartimento di biologia: la rivoluzione darwiniana ha influenzato molte discipline anche diverse tra loro e apparentemente molto lontane dalle scienze della vita. Come scrive Niles Eldredge: "L'evoluzione non appartiene a nessuno (...), a nessuna disciplina in particolare. Il discorso è davvero molto ampio e ci sono molte voci che contribuiscono al dibattito".