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Elias Canetti

Traduttore: G. Forti
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 4
Anno edizione: 1995
Formato: Tascabile
Pagine: 383 p. , Brossura

63 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Biografie - Memorie

  • EAN: 9788845911316

Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    28/10/2015 10.51.34

    L'aprirsi sul rogo nel quale il Kant-Kien dell'Auto da fé finisce per soccombere al suo destino solitario,nevrotico,è l'asse sul quale poggia il terzo scalino di questa meravigliosa ascesa nella biografia dell'autore.Fiamme nelle quali Canetti sente insieme liberazione da un vincolo interiormente ossessivo,castrante,ma anche la sovrana colpa dell'aver dissipato in quel folle accaduto un bene, una ricchezza davvero enormi,un tesoro intellettuale che forse avrebbe migliorato il mondo.Questa la scia dalla quale poi parte un altro sfondo:quello dei grandi incontri umani e sensibili che segnano la crescita,il genio e la conoscemnza di Canetti.Anzitutto Broch("il debole"),il profilo d'uccello che trova nelle complicazioni del "cedere",nell'assimilare ogni corda contraria a se stesso e a ciò ce lo circonda la forza gigantesca del suo essere uomo e scrittore."In mezzo agli uomini non si faceva sfuggire uno solo di quelli che io chiamo campi di respirazione...l'aria che avevano inalato e poi espulso dai polmoni".Un grande silenzio incarnato e perfetto dove lo sfoggio e la grandezza salgono piano fino a vertici di ammirazione somma.Ma tanti sono ancora i protagonisti di questo libro,e sfilano sotto lo sguardo di Canetti come in un preciso microscopio emotivo che li scruta al meglio della loro essenza.Musil,anima immensa davanti alla quale ci si può solo inchinare,forte anch'egli,ma come un uomo avvolto in un guscio di attentissima diffidenza;Alban Berg,altro cuore enorme,la sua giovane morte,il suo funerale,la sua inclinazione al satirico,lui,dolcissimo musicista,e sua moglie che gli sopravvisse quaranta inverni altri a onorarlo senza smettere mai.E tanti e tanti altri episodi ad andare verso il finale,nel quale domina la perdita della madre,nel dolore insuperabiledi un figlio che è amore al massimo grado:"Mi sarei battuto per lei,avrei potuto uccidere,ero pronto a tutto;non era paralisi,era sfida".Non resta che riverirla questa vita in tre adagi,tre vette indimenticabili.

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    Francesca Moscetta

    21/11/2004 12.19.29

    "Il gioco negli occhi" è semplicemente il libro più bello che io abbia mai letto fin'ora. Non vedo l'ora di seguire la bibliografia di Canetti. Amo il suo modo di narrare, di analizzare, di cercare dic apire ad ogni costo ciò che lo circonda.

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