Il gioco dell'angelo

Carlos Ruiz Zafón

Traduttore: B. Arpaia
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 25 ottobre 2008
Pagine: 676 p., Brossura
  • EAN: 9788804583356
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Descrizione
Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Jane

    18/07/2013 15:55:06

    Dopo aver letto Marina e L'ombra del vento sinceramente mi aspettavo di meglio, comunque Zafon rimane sempre il mio autore preferito!!

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    mara regonaschi

    11/07/2013 13:52:30

    Libro coinvolgente, appassionante, scorrevole e raffinato....fino alla parte finale, un poco deludente a causa della sua "eccentricità" e violenza, oscurità e complessità. Mi ha lasciato dubbi sul senso della storia e sui legami dei vari personaggi. Ho trovato impressionante la capacità dell'autore di portare il lettore nella Barcellona anni '20, quasi si arriva a pensare di averci ...se non vissuto, fatto un passaggio.

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    giorgio g

    18/06/2013 09:22:42

    Ho letto il libro ad una certa distanza di tempo da "L'ombra del vento" e le prime trecento pagine mi avevano confermato la buona impressione che questo mi aveva lasciato. Anzi, un'impressione migliore perché la trama si svolgeva senza quell'accavallarsi di piani temporali che mi avevano disturbato. Invece l'ultima parte mi ha francamente deluso: il finale è da "Grand Guignol", con morti ammazzati, accoltellati, annegati in un lago dalla superficie gelata, gettati nel vuoto da una cabina della funivia, colti da infarto e, naturalmente, suicidi in espiazione dei loro peccati. Se vogliamo essere buoni, possiamo affermare che l'Autore sa passare con maestria da toni delicatissimi a toni violenti, dalla poesia alla tragedia, dalla passione alla commedia. E non è una dote da poco.

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    gio

    04/04/2013 21:21:20

    Peccato che la Mondadori mi abbia fregato pubblicando senza menzionarlo alcuni libri che li buon Zafon ha scritto per ragazzi. Infatti da quando ho letto il gioco dell'angelo ho cominciato a cercare qualsiasi cosa uscisse dell'autore in italiano. Il libro mi è piaciuto, anche se a tratti confuso, o meglio, intricato, mi ha molto affascinato la storia che si dipana sul sottile filo che separa l'onirico dalla realtà. Un libro ben costruito, appassionante. Mi ha tenuto incollato alle sue pagine fino alla fine, senza mai stancarmi o apparire borioso. Lo consiglio vivamente, soprattutto a coloro che con scrittori come J.Carroll e J.FForde si trovano a spaziare fra realtà e fantasia.

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    MICHELA

    18/01/2013 13:55:06

    Ho iniziato a leggere questo libro presa dall'entusiasmo per questo scrittore che con "L'ombra del vento" mi ha totalmente rapita. Un inizio un po' sotto le righe e che non mi ha particolarmente colpito, poi, però, il romanzo ha preso vita e forma regalandomi suspance e curiosità. La trama è a tratti anche fin troppo complessa, tanto che mi sono rimasti vari dubbi da questa lettura. Dubbi che per fortuna, poi, la mia amica Chiara mi ha aiutato a far svanire quasi del tutto. Non so se magari l'abbia fatto volutamente, ma ho notato che in questo lavoro Zafon ha lasciato varie cose imprecisate e non chiarite. Forse è il suo modo per permettere al lettore di poter dare una propria interpretazione, ma questo non sempre può essere accolto bene da chi legge. Nel complesso mi è piaciuto: personaggi interessanti, trama tutto sommato ben costruita e come sempre una Barcellona misteriosa e magica. Anche in questo romanzo è possibile riscontrare una delle doti più belle di Zafon: sa sempre creare descrizioni coinvolgenti e ben strutturate. Un libro in stile zafoniano al 100 % che, anche se lontano dalla perfezione de "L'Ombra del vento", mi è piaciuto.

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    Rosario

    19/11/2012 11:01:29

    Il gioco dell'angelo è sicuramente un romanzo avvincente ma restano alcuni dubbi sui fatti realmente accaduti o immaginati dal protagonista. NOn tutto viene chiarito, il finale è a libera interpretazione e forse questo lascia il lettore un po disorientato. Il romanzo differisce dagli altri della serie per la natura fantasy .....che il lettore non si aspetta di trovare. Comunque consiglio di leggerlo e spero che il prossimo e definitivo libro della quadrilogia possa togliere tutti i dubbi irrisolti.

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    mirko

    10/10/2012 14:14:45

    Bel libro....coinvolgente,enigmatico e ben costruito...la figura di Corelli rimane inspiegata ma intuibile,alcune scene molto toccanti...in definitiva un libro che consiglio di leggere,come il resto dei libri di zafòn....promosso a pieni voti..

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    polobianca

    01/10/2012 09:52:47

    Per me tiene tranquillamente testa all'Ombra del vento e al Prigioniero del cielo. Consiglierei di rispettare l'ordine cronologico di edizione, perché io qualcosina me la sono rovinata, anche se l'autore dice che si possono leggere in ordine sparso.

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    annalisa

    12/09/2012 14:22:43

    devo ripetere e copiare i commenti precedenti....non è l'ombra del vento- unico- ma un bel romanzo. consigliato

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    Chiara

    25/07/2012 14:42:03

    Delude un po le aspettative. Immaginavo che il gioco dell'angelo sarebbe stato il libro conclusivo di un ciclo invece sembra più un'operazione di marketing. E' un libro che vuole preparare il lettore all'uscita del prossimo capitolo della storia. Ovviamente la grande capacità di scrittura di Zafon non è da mettere in dubbio, i personaggi sono sempre interessanti e ben strutturati, e la storia e coinvolgente. Sicuramente non è il suo miglior lavoro. Vediamo cosa succederà nel prossimo capitolo perchè i dubbi e gli interrogativi sulla storia sono ancora molti!!!

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    RobyPozz

    19/07/2012 13:10:42

    Come dicono tutti: non è l'ombra del vento. Ma, dico io, è anche questo un bellissimo libro.

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    Faby

    11/07/2012 14:25:10

    Letto dopo (per fortuna MOLTO dopo!) "L'ombra del vento", vero ed unico capolavoro di Zafon. Devo dire con dispiacere che mi ha deluso, comincia bene, bei personaggi, bella la trama... ma poi tutto si perde. Ci sono troppi personaggi, molti dei quali inutili, e troppa "carne a cuocere". In alcune parti si perde in discussioni di pseudo filosofia/teologia, che mentre all'inizio ti aiutano ad inquadrare alcuni personaggi dopo un po diventano noiose ed inutili. Il risultato è un romanzo dal finale sommario, incompleto. Un vero peccato.

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    ferruccio

    01/07/2012 11:07:13

    Primo romanzo che leggo di questo autore; stile narrativo raffinato e trama misteriosa e avvolgente: una storia che ha come protagonista un certo tipo di libro; una biblioteca allo stesso tempo meravigliosa e inquietante. Immaginario e reale appaiono in un fantastico connubio dal quale emergono situazioni e vicissitudini colme di pathos e dubbio. Qual è la realtà? cosa è veramente accaduto? sono queste alcune delle domande che assillano il lettore...

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    Nicola

    10/04/2012 14:56:11

    Zafon è il mio scrittore preferito. L'ombra del vento per me è un capolavoro. Il gioco dell'angelo? Contiene tutti gli elementi dell'ombra, e per me avrebbe potuto anche superarlo. Il difetto è il finale. Io adoro i finali simbolici, onirici, sovrannaturali. E adoro anche quando l'autore ti consegna i tasselli, e tu devi provare a ricomporre il puzzle. Ma qui forse Zafon calca la mano e lascia troppo al lettore. E io continuo ancora a interrogarmi sul senso della storia. Lo stesso effetto che ho provato dopo la visione di Shining di Kubrick. Ma forse è proprio questo che rende così affascinante questo libro? Che lo rende un labirinto in cui luce e ombra si mescolano? Il gioco in cui l'angelo intrappola David, e così anche il lettore? Continuo a interrogarmi... Il mio voto, comunque, oscilla fra il 4 e il 5.

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    Asterix

    27/02/2012 19:06:00

    Questo romanzo non é paragonabile a "L'ombra del vento" né a "Marina".La storia é inverosimile e tetra. Il finale é "forzatamente" ad effetto;sembra quasi che l'autore non sia riuscito a trovare un finale migliore. Una trama scorrevole, ma non al pari di quella di altri suoi romanzi.

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    Michele C

    09/01/2012 11:33:25

    Ho letto con molto piacere 'Il gioco dell'Angelo' e ne ho apprezzato sia lo stile che la trama. E' un bel fantasy gotico, scritto molto bene (oppure tradotto molto bene) e con una ambientazione, nella spagna del secolo scorso prima della guerra civile, curata e interessante. La storia è articolata senza mancare di coerenza, non perde quasi mai ritmo e ogni capitolo si legge con grande interesse. Non gli assegno un punteggio pieno perché mi sembra eccessivamente affollato di personaggi e ambientazioni con l'effetto di perdere armonia senza guadagnare nella trama, al punto da sembrare un'antologia sotto forma di narrazione dei temi del gotico (troppe citazioni di lewis, walpole, poe, mann, lovecraft).

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    Federico

    08/12/2011 18:08:23

    Il mio libro preferito in assoluto. Zafòn scrive così bene, che quando mi immergo in questo libro, divento David Martìn.

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    Salvatore

    03/09/2011 10:05:59

    Difficile dare un giudizio obiettivo dopo aver letto "L'ombra del vento". Il gioco dell'angelo è sicuramente un buon libro che riprende alcuni personaggi del miglior libro di Zafon ricco di adrenalina, fascino, mistero e un pizzico di paura. La trama è ben sviluppata e coerente anche se a mio avviso restano dei dubbi sui personaggi di Corelli e Marlasca. Ottimo il finale che anticipa il protagonista dell'Ombra del vento, libro che va assolutamente letto dopo il Gioco dell'angelo, sia per una continuità di trama, sia perchè altrimenti non si apprezza a pieno un libro che nonostante sia bellissimo, non potrà mai superare l'Ombra del vento. Consigliatissimo. Voto: 4,5/5

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    Luca

    14/01/2011 22:55:20

    Dopo aver letto "L'ombra del vento" e "Marina", "Il gioco dell'angelo" è stato complessivamente scorrevole, sebbene la trama fosse decisamente intricata e tetra (come del resto tutti i suoi libri). Nel complesso ho trovato la storia troppo inverosimile e fantasiosa da lasciare davvero spiazzato e incredulo chi legge. Direi che sia un libro tutto sommato consigliabile da leggere ma senza grandi aspettative.

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    roberto

    23/10/2010 16:07:18

    E' un libro che ti trascina che ti prende e ti ammalia. Anche se leggi e leggi per poi accorgerti che la trama è un po' sconclusionata.Evidentemente l'arte sta' nel saper scrivere.

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Che cosa rievoca normalmente una città come Barcellona? Sole, mare, arte, divertimento, si pensa a una città dove passare il tempo immersi nell'entusiasmo e nella spensieratezza tipici della movida spagnola. Tuttavia, non è questo il ritratto che ci offre Carlos Ruiz Zafón, bensì quello di una città maledetta, ricca di segreti e di fantasmi che riemergono dal passato per sconvolgere il presente, dove si consumano delitti inspiegabili e tutto si muove al limite tra la realtà e la fantasia. Un giovane scrittore, impegnato nella stesura di una serie di romanzi noir per una casa editrice di dubbia fama, viene avvicinato da un misterioso editore francese, il quale promette di risolvere tutti i suoi problemi economici e di salute in cambio di un'opera, non una qualunque, ma di carattere religioso. I fatti che seguiranno questo incontro trascineranno lo scrittore in una rete di incongruenze, imbrogli, sotterfugi, anime riapparse come per incanto da un passato poco chiaro. Riprendendo alcuni luoghi e personaggi del suo precedente successo, L'ombra del vento, Zafón intesse un intreccio che parte seguendo un ritmo moderato, per poi incalzare improvvisamente verso la metà della storia e macinare a velocità eccessiva un concentrato di violenze, ingiustizie, magia, a tratti difficile da digerire, anche se non manca mai di tenere viva la curiosità e l'attenzione del lettore, per poi ricadere in un finale inatteso e originale, ma abbastanza deludente per l'eccessiva dose di fantasia che esaspera il tocco di mistero dato all'opera. Non c'è di che spaventarsi di fronte alla mole del romanzo, poiché il linguaggio adottato rende accessibile ogni tematica affrontata, spiegandola con vocaboli sempre comprensibili e periodi lineari. In tal modo si rende l'opera più facilmente assimilabile, ma, a tratti, superficiale e sbrigativa nell'elencare in modo troppo rapido azioni efferate e drammatiche.
Anna Zizola

Non è un thriller, né un romanzo storico, né un romanzo di formazione. Non si può inglobare in nessuna definizione, ma le comprende tutte. L'opera di Carlos Ruiz Zafón si conferma ancora una volta il risultato, affascinante, di una commistione di generi, in cui si tenta di conciliare la narrativa introspettiva e psicologica tipica della tradizione letteraria della vecchia Europa, con le trame avvincenti del thriller contemporaneo. Il risultato è un romanzo epico, in cui gli eroi e le eroine si muovono in uno spazio interstiziale, senza tempo.
A sorreggere il progetto dello scrittore spagnolo è sicuramente l'ambientazione: una Barcellona chiaroscura, una città fatta di vicoli bui e baracche sul porto, di affascinanti ville imperiali e giardini battuti dal vento. In questa Barcellona gotica, David Martín, figlio di un reduce della guerra delle Filippine, cresciuto nei bassifondi della città, pubblica il suo romanzo a puntate su un giornale locale. Come fosse un giovane Edgar Allan Poe, David racconta le torbide storie degli abitanti di una città maledetta, anime dannate e assetate di sangue. Agli abitanti della nascente metropoli, che si prepara ad ospitare l'esposizione universale, le torbide vicende dei suoi oscuri personaggi piacciono molto, e il giornale aumenta ogni mese di più la sua tiratura, ma David coltiva grandi speranze: scrivere il romanzo della sua vita.
Incitato dal suo mentore, Don Pedro Vidal, rampollo di una delle famiglie più potenti di Barcellona, e dagli amici di sempre, il vecchio libraio Sempere e suo figlio, David inizierà a lavorare giorno e notte, chiuso all'interno della torre della sua vecchia casa posta ai margini della città. In un crescendo di ispirazione creativa e fermento intellettuale, David pubblicherà la sua grande opera, La città dei maledetti, guadagnando una fama crescente, fino a conquistare l'ammirazione di una figura tanto affascinante quanto misteriosa, l'editore Andreas Corelli. Il progetto dell'inquietante individuo è tanto ambizioso e visionario quanto turpe: pubblicare un libro in grado di influenzare i lettori di tutti i tempi attraverso la creazione di una nuova, oscura, religione.
In un continuo crescendo di tensione e colpi di scena, David assisterà all'ineluttabile fusione della realtà con l'incubo, vedrà concretizzarsi ogni sua più recondita paura e dileguarsi intorno a sé il mondo che aveva conosciuto fino ad allora. La lenta e penosa caduta del giovane scrittore percorre fino alla fine le pagine di questo voluminoso romanzo, trascinando anche noi nel turbine dei pensieri intorno a cui si snoda la trama. Una lettura ipnotica, un autore che conferma le sue grandi doti affabulatorie, proprie di chi narrando strega.