Il gioco di Gerald

Stephen King

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Traduttore: Tullio Dobner
Collana: Narrativa
Edizione: 8
Anno edizione: 1993
In commercio dal: 14 settembre 1993
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788820014988
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Gaia la libraia

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In una casa isolata su un lago, Jessie si piega all'ennesima fantasia sessuale del marito Gerald, che questa volta l'ammanetta al massiccio letto in legno. Ma quando umiliata, lei lo allontana con un calcio, l'uomo si affloscia inerte, stroncato da un infarto. Il tempo passa e Jessie, immobilizzata e dolorante, sembra votata a una morte lenta, resa ancora più atroce dalla comparsa di un affamato cane randagio e da un'ombra misteriosa e irreale che fa capolino nella stanza...
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    A.M.

    05/08/2013 00:34:25

    Romanzo claustrofobico che vive di interiorità espletate dalle tante voci della coscienza di Jessie Burlingame, ammanettata al letto dal marito Gerald, per un gioco erotico non più eccitante sfociato in tragedia. Questa è la storia di una lunga analisi del proprio io, in grado di riesumare una vicenda nel cui ricordo la protagonista troverà la strada per la libertà. Una trama questa molto complessa e non facile da scrivere, dove gli accadimenti esterni hanno il compito di spezzare l'assedio del rimorso, del tormento e della sete? Ogni tipologia di lettore coglierà aspetti diversi di questo romanzo; il lato drammatico della vicenda, lo sfondo horror a cui danno vita il cane Prince e lo psicopatico necrofilo Joubert, il ritaglio soprannaturale, l'analisi interiore di una donna di mezza età ancora piacente nel fisico ma ferita nell'animo. Personalmente ho amato la voce con cui Stephen King ha animato il pensiero dell'ex Prince e ho trovato noiose quelle lunghe ed estenuanti descrizioni dei tentativi, messi in atto da Jessie Mahout, di svincolarsi dalle manette e soprattutto di afferrare quel maledetto bicchiere di acqua lasciato dall'abitudinario Gerald sul comodino? che fatica per la miseria! Dopo l'uscita di scena del cane, la scrittura perde mordente e la storia si trascina stancamente verso un epilogo che sembra piuttosto la trattazione della vita di Raymond Andrew Joubert in stile documentario, quasi una storia parallela a quella del racconto giusto per terminare il libro in qualche modo e dare un tocco macabro alla vicenda. Romanzo altalenante che vive di sprazzi interessanti e lunghe fasi piatte. Mediocre.

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    Dario

    07/03/2012 12:45:19

    Una donna resta ammanettata al letto, in una casa isolata, durante un gioco erotico finito male . Inizia così la sua lotta per la soppravvivenza contro la sfortuna che sembra accanirsi, contro un io interiore molto complesso e contro oscure presenze ... Il Re è meraviglioso, una fonte infinita di storie fantastiche. Pensate come può essere complicato scrivere quasi 400 pagine avendo a disposizione solo un personaggio in una stanza. Ebbene lui ci riesce senza sforzo apparente, con una fluidità di scrittura e uno stile inconfondibile: un fiume in piena di parole, immagini, emozioni, paure, dubbi, idee, modi di dire e tanto tanto altro. L'analisi psicologica della protagonista è perfetta, alcuni passaggi sono da brividi di paura pura. Buono anche il colpo di scena finale. Per chi ama King è un libro da non perdere anche se non il migliore. Il Re ha scritto anche di meglio. Concludendo, voto all'autore 5, voto al libro 3.

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    silvietta64

    17/07/2010 19:39:40

    Inizio promettente e ammiccante, 3/3 molto ripetitivi e lenti, finale ... senza botto. Non la miglior opera di King.

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    AMACE

    16/10/2007 11:05:21

    Un libro capace di tenere incollati alla lettura e di reggere alta la tensione con un' unica protagonista ed un' unica ambientazione (una donna incatenata ad un letto in un isolato cottage). Solo Stephen King poteva riuscire in un'impresa del genere. Orrore di introspezione psicologica, allucinazioni e quant'altro sia possibile in una tale situazione. assolutamente un grande Stephen King!

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    Jackal

    09/06/2006 19:55:28

    È un romanzo che fa parte di quella mezza dozzina di libri che Stephen king ha dedicato alle donne (vedi Carrie, Misery, Dolores Claiborne, Rose Madder), e che testimonia l’enorme talento dello scrittore del Maine nell’immedesimarsi nella psicologia femminile. In quest’opera la protagonista, Jessie, in seguito alla sua disavventura con il marito, rimane ammanettata al letto della sua casa sul lago, situata in una zona pressoché deserta. Tutto il libro si svolge nella camera da letto, segue gli sforzi della protagonista per riuscire a liberarsi dalla prigionia, e nello stesso tempo indaga i suoi pensieri, dà voce alle svariate sfaccettature della sua mente che la assediano per tutto il tempo, ci mostra il passato di Jessie, gli episodi che hanno caratterizzato la sua infanzia, il suo rapporto con i genitori. Contemporaneamente le ombre non sono soltanto nel passato e nella mente di Jessie, ma anche nella casa che credeva vuota. Infine si arriva alla rivelazione ultima, e qui King ci dà uno dei suoi finali più spiazzanti e sconcertanti. Davvero un gran bel libro, profondo, pieno di psicologia come nello stile di King, avvincente nonostante la mancanza d’azione (fa un po’ pensare alla trasposizione letteraria di quel film di Hitchcock che si svolge in una sola stanza).

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    daniele

    29/10/2005 20:39:39

    IL PEGGIORE LIBRO DI KING! DA UN IDEA MEDIOCRE E' NATO UN ROMANZO ANCORA PEGGIORE! IMPOSSIBILE AVERE IL CORAGGIO DI FINIRLO

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    giovanni

    28/10/2005 14:57:59

    dico solo che è il primo libro che ho letto del re (circa, vediamo, 14 anni fa) e da lì ho non mi sono più fermato.

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    LILYTH

    22/07/2005 12:44:53

    Sono concorde sul fatto che questo libro, non può essere certo menzionato come uno dei "bei" libri di King... Penso però che con come base, una donna ammanettata ad un letto, e senza cambi di scena, senza null'altro che questo, l'autore abbia tratto tutto ciò che poteva trarre dalla storia e anche di più. La trama è troppo sterile per fare di meglio...quando puoi riassumerla in 5 parole (UNA - DONNA - AMMANETTATA - AL - LETTO), non puoi pretendere che chiunque (anche un genio) possa fare qualcosa di decente, più di quanto abbia fatto king. Sarebbe stato un buon racconto, ma non certo un romanzo.

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    esahettr

    31/01/2005 19:04:00

    Se si fa eccezione x "On Wrutng", qst è il primo libro di Stephen King ke leggo: lo trovo fantastico. Il ritmo è alto, la suspense tanta, il colpo di scena finale imprevedibile. La cosa ke + mi piace di qst autore è il suo stile: riesce a farti ridere anke in momenti in cui sembrerebbe impossibile.

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    ANTONIO

    30/10/2004 10:32:23

    ESTENUANTE,INTERMINABILE,LENTO E NOIOSO.UNO DEI PEGGIORI KING.VERSO META'ROMANZO DA NOTARE IL RIFERIMENTO ALLA MITICA DOLORES CLAIBORNE.

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    Marcos

    20/11/2003 09:52:50

    Sicuramente unoi dei peggiori

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    Barbara

    26/06/2003 13:39:48

    Carina l'idea alla base del libro, ma effettivamente è uno dei romanzi piu' lenti di King. It o Le notti di Salem sono un'altra cosa!!

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    Romano De Marco

    24/06/2003 12:45:38

    E' il primo libro letto di Stephen King. E' stata una fatica davvero immane terminarlo... Lento, prevedibile, tutto basato su un presupposto iniziale che davvero non può valere da solo il prezzo dell'opera... E poi una interminabile, angosciosa (ma forse dovrei dire angosciante...) insopportabile autoanalisi alla scoperta di un trauma infantile subito dalla protagonista (accidenti che originalità!!...) E' il lettore che si ritrova incatenato, ma non perchè il libro riesca a far immedesimare nel personaggio, bensì perchè si ha la sgradevole sensazione che non finisca mai... E poi ci sono alcuni particolari che gridano davvero vendetta... l'espediente della cannuccia... quello del sangue... ma King davvero ritiene che tutti i suoi lettori siano dei cerebrolesi???

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    PAOLO

    30/11/2002 10:26:06

    Uno dei libri più "lenti" di King,perderlo non comporta alcun problema! King sa fare molto meglio

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    Dario

    03/03/2002 14:29:15

    Grande suspense,ritmo,e lodevole la capacità di mettere sù un romanzo,che tra l'altro non' è neanche troppo corto, basandosi sù un' unico personaggio.

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    Jeeg

    20/12/2001 16:45:05

    La storia, tutta imperniata su un unico personaggio, regge abbastanza bene anche se, prendendo spunto dalla parte iniziale, una componente più hard ce l'avrei vista benissimo. Non il massimo ma, sicuramente, un'opera che mette in risalto una spiccata vena introspettiva e psico-analitica.

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    Berti Riccardo

    19/07/2000 14:57:58

    Certamente non è il massimo di Stephen King, d'altronde questo libro rappresentava per lui una sfida, essendosi basato su di un unico personaggio. Diciamo che la sfida non l'ha del tutto vinta, infatti il libro non mantiene sempre accesa la tensione, e qunado questa c'è rimane a livelli piuttosto bassi. Insomma, nonostante la trama sia molto accattivante, il libro poi non è all'altezza delle aspettative

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  • Stephen King Cover

    Stephen King è autore di romanzi e racconti best seller che attingono ai filoni dell’orrore, del fantastico e della fantascienza, ed è considerato un maestro nel trasformare le normali situazioni conflittuali della vita – rivalità fra coetanei, tensioni e infedeltà coniugali – in momenti di terrore. Quando è ancora piccolo, sua madre deve far fronte a grandi difficoltà, perché il padre uscito di casa per fare una passeggiata non fa più ritorno. Nel 1962 inizia a frequentare la Lisbon High School e comincia a spedire i suoi racconti a vari editori di riviste, senza però alcun successo concreto. Conclusi gli studi superiori entra all'Università del Maine ad Orono, dove gestisce per un paio d'anni una rubrica... Approfondisci
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