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Il gioco di Gerald

Stephen King

Collana: Pickwick
Edizione: 2
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788868361051

26° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Horror e narrativa gotica - Narrativa horror

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Recensioni dei clienti

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    Cri98

    26/06/2016 18.50.09

    King con questo romanzo è sicuramente riuscito a creare un'opera claustrofobica ed emozionante che non può non suscitare l'interesse del lettore. Devo ammettere che,in alcuni punti,la lentezza della narrazione potrebbe spingere alcuni lettori a chiudere il libro e metterlo da parte: non desistete, ma proseguite fino alla fine che,a mio avviso,merita davvero. Il modo piuttosto lento con cui si sviluppa la trama riflette inoltre anche le sensazioni della protagonista che, ammanettata al letto,cerca con difficoltà di liberarsi anche per sfuggire a un'inquietante presenza che le appare al calar del sole... Consigliato! Voto:4-

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    And the Oscar goes to ....

    17/12/2015 09.50.58

    Lavoro ben riuscito dove Il lettore riesce a provare la stessa ansia della protagonista.

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    furetto60

    30/07/2015 14.26.25

    Fruibile autonomamente ma collegato a Dolores Claiborne più del solo evento astronomico, l'eclissi di sole, oltre ad altri brevi accenni. I due romanzi, infatti, mostrano uno degli aspetti migliori dello scrittore del Maine ponendo in risalto la sua conoscenza, o voglia di conoscere, l'animo femminile. Protagonista del gioco di Gerald è una donna che rimane ammanettata ad un letto durante un giochino inscenato dal marito al quale sul più bello parte la pompa? La lotta per la sopravvivenza deve transitare per la liberazione da quella che appare una situazione impossibile. La soluzione è tanto geniale quanto agghiacciante e non è soltanto fisica. La donna, infatti, dovrà ripercorrere la propria vita e rivangare segreti nascosti che la legano, sia pur indirettamente, ad un'altra donna sconosciuta e vittima, la Claiborne appunto. Romanzo che potrebbe essere definito, per quanto siano scomode le etichettature, di stampo femminista, oltre che avvincente, introspettivo, crudo, a tratti onirico: il mito di King affonda le sue basi anche in quest'opera.

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    Vale

    09/03/2015 08.27.59

    Bello bello bello! Da anni sono una fan dei libri dello zio Steve e questo mi è piaciuto un sacco. Che differenza con gli ultimi che ha scritto in cui secondo me ha perso un po' il mordente! Il Gioco di Gerald è breve e originale e tiene col fiato sospeso fino all'ultima pagina. All'inizio ero un po' diffidente perché la trama non mi attirava gran che e con una sola protagonista... Invece mi sono ampiamente ricreduta. Se qualcuno poteva scrivere una storia ambientata in una sola stanza con una sola protagonista è solo il Re. Questo innanzitutto perché, come spesso accade nei libri dello zio Steve, il cervello o l'inconscio dei protagonisti vuole dare la sua opinione o dispensare consigli con voci "fuori campo". E infatti anche in questo caso, Jessie non è mai completamente "sola" , quindi la storia scorre velocemente. Inoltre lo zio Steve ha il dono di saper descrivere dettagliatamente situazioni e sentimenti, tanto che ti sembra di esserci e ti costringe ad arrivare alla fine a tutta velocità. Se ci aggiungiamo un paio di colpi da maestro, questo libro non può non piacere. Non sarà ai livelli di It ma merita parecchio. Concludo con un'informazione : le recensioni di A.M. e di Roberto contengono un'importante rivelazione che purtroppo non è stata tagliata. A vostra discrezione leggerle o no a seconda se amate o meno le sorprese.

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    Silviez

    03/12/2014 23.44.48

    Questo è il primo libro che leggo di King e purtroppo non mi ha entusiasmata. Molto lento e sovente anche noioso. Non ho molto apprezzato il fatto che le voci nella testa di Jessie siano descritte come persone fisiche. Mi è piaciuto invece l'ambientazione, il senso di angoscia e la figura di Prince. Darò sicuramente un'altra occasione allo scrittore

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    valentina bufano

    03/11/2014 18.53.02

    Mi duole dargli un voto basso ma non sono riuscita a capire di cosa parlasse la trama un inizio pruriginoso, una storia di abusi forzata un finale che non c'è non gli metto 2 perchè è King e king scriverebbe dannatamente bene anche la lista della spesa

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    SfogliandoISogni

    16/09/2014 10.02.54

    "Il gioco di Gerald" è il primo romanzo che ho letto di questo famoso scrittore e non vedo l'ora di prenderne un secondo, un terzo, un quarto e così via.. Ho trovato il libro a tratti noioso, poco scorrevole ma l'accurata descrizione delle emozioni, situazioni hanno "salvato" il romanzo rendendolo una piacevole lettura, con un finale tale da farti sorridere una volta chiuso il libro. Libro a momenti crudo, e capace di tenerti con il fiato sospeso, ma ti porta anche a fermarti, per realizzare l'idea di quello che lo scrittore vuole trasmettere e talvolta a rileggere la frase appena letta, in quanto difficile da capire a prima vista.

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    Stefano falotico

    26/02/2014 12.49.47

    Dal maestro indiscutibile dell'horror contemporaneo, una pausa dai suoi soliti temi ma forse una storia di pura, rabbrividente suspense che emana raccapriccio ancor più pauroso. Inizia come un libro erotico, poi incombe la tragedia e scende la notte, ispida, irtissima, solitaria, ove i lupi ululano nella foresta dei peggiori incubi, e una donna, sola, legata al letto, distrutta falla fame, dal clima rigido, dai suoi deliri e da una divorante fame, dovrà sopravvivere con un morto a fianco. Come costruire un capolavoro con solamente una protagonista. Un romanzo tutto basato sulle sensazioni di una donna, creato dalla fantasia illimitata dell'immane King.

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    Thinner5

    03/02/2014 00.05.12

    Uno dei tre libri sull'universo femminile scritti da King (insieme a Dolores Clayborne e Rose Madder). Nel complesso un ottimo romanzo, forse non dei più scorrevoli ma molto ben descritto. Una situazione da incubo nella sua grottesca banalità e stupidità; la libertà cui agogna Jessie va ben oltre quella delle manette. Forse non è troppo adatto per iniziare a leggere lo scrittore del Maine, ma a tutti gli altri lo consiglio decisamente!

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    A.M.

    05/08/2013 00.28.52

    Romanzo claustrofobico che vive di interiorità espletate dalle tante voci della coscienza di Jessie Burlingame, ammanettata al letto dal marito Gerald, per un gioco erotico non più eccitante sfociato in tragedia. Questa è la storia di una lunga analisi del proprio io, in grado di riesumare una vicenda nel cui ricordo la protagonista troverà la strada per la libertà. Una trama questa molto complessa e non facile da scrivere, dove gli accadimenti esterni hanno il compito di spezzare l'assedio del rimorso, del tormento e della sete? Ogni tipologia di lettore coglierà aspetti diversi di questo romanzo; il lato drammatico della vicenda, lo sfondo horror a cui danno vita il cane Prince e lo psicopatico necrofilo Joubert, il ritaglio soprannaturale, l'analisi interiore di una donna di mezza età ancora piacente nel fisico ma ferita nell'animo. Personalmente ho amato la voce con cui Stephen King ha animato il pensiero dell'ex Prince e ho trovato noiose quelle lunghe ed estenuanti descrizioni dei tentativi, messi in atto da Jessie Mahout, di svincolarsi dalle manette e soprattutto di afferrare quel maledetto bicchiere di acqua lasciato dall'abitudinario Gerald sul comodino? che fatica per la miseria! Dopo l'uscita di scena del cane, la scrittura perde mordente e la storia si trascina stancamente verso un epilogo che sembra piuttosto la trattazione della vita di Raymond Andrew Joubert in stile documentario, quasi una storia parallela a quella del racconto giusto per terminare il libro in qualche modo e dare un tocco macabro alla vicenda. Romanzo altalenante che vive di sprazzi interessanti e lunghe fasi piatte. Mediocre.

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    marco.r.

    24/11/2012 00.14.24

    che dire e il primo che leggo di king,credo che la scelta non è stata felice all'iniziò stavo x mollarlo a metà lettura poi però testardo come sono andato avndi e alla fine e stato abbastanza piacevole di più il finale dendro l'aula del tribunale molto emozionante.credo che ne leggro di altri di kink merita rispetto uno come lui.

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    Vincenzo

    12/11/2012 23.04.36

    Il gioco di Gerald credo proprio che sia una storia che solo King avrebbe potuto scrivere. Un libro in cui emerge un King che risplende di luce propria e ancora una volta si afferma come un vero maestro nel delineare la psicologia dei personaggi. Tutti i flashback e le conversazioni interiori che Jessy tiene con le sue voci inconscie, sono essenziali per l'esplosione finale del romanzo. King si concentra su tutto questo per far comprendere il motivo per il quale, essere ammenettata in un letto e aver sferrato un calcio al proprio perverso marito, sia così traumatizzante per la protagonista. Il Re ha creato un personaggio e gli ha attribbuito carattere e psicologia, esplorando poi la sua creazione e mostrandola con superbia al lettore. Ottimo, come ogni suo libro. Naturalmente da acquistare. Adoro King.

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    zombie49

    18/04/2012 20.44.41

    Jessie e Gerald in una limpida giornata d'autunno vanno alla loro casa al lago, solitaria ora che la stagione delle vacanze è finita. Lui propone un gioco erotico che lei detesta: l'ammanetta al letto seminuda. Quando Jessie lo respinge con violenza, Gerald muore d'infarto. Cominciano così x lei due giorni di agonia fisica e mentale: deve liberarsi x non morire di inedia accanto al cadavere del marito. Intanto, riaffiorano dal passato ombre di penosi ricordi che vorrebbe seppelliti x sempre, e mentre uno dopo l'altro i suoi sforzi falliscono, un cane randagio entra dalla porta socchiusa, attirato dall'odore di morte. E la notte, una strana e macabra ombra si nasconde in un angolo della stanza. Come "Cujo", un romanzo che si svolge nell'arco di due lentissimi giorni di terrore, in una prigionia che sembra non lasciare scampo. Un evento realistico, almeno x quanto non riguarda il maniaco, aggiunta horror forse eccessiva e non necessaria. Una storia al femminile, come altre di King, che qui però si lascia prendere un po' la mano, fino a sconfinare nel femminismo. I personaggi positivi del romanzo sono infatti tutti donne, mentre quelli maschili sono subdoli e odiosi. Proprio la divisione così netta del bene dal male finisce x rendere antipatici alcuni degli eroi di King. Un po' prolisso, rimane comunque un thriller avvincente che lascia senza fiato dalla prima all'ultima pagina.

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    ROBERTO

    31/05/2011 17.24.46

    Molto bello nn c'è che dire, nn è vero che è troppo prolisso, i flashback servono appunto per arrivare alla fine del libro perchè in essi è contenuto il metodo per potersi liberare dalle manette, nonchè fanno entrare nella mente della protagonista rivelando un segreto ancora più oscuro: due storie, una del passato e una del presente che finiranno per congiungersi...poi la scena del cane randagio che entra per cibarsi del marito morto è allucinante, che dire poi della figura minacciosa che appare nell'angolo della stanza la notte (in realtà un maniaco sessuale necrofilo e cannibale)...ti lascia col fiato sospeso, l'ho letto in soli 2 giorni...stupendo.

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    federico

    28/11/2010 14.24.55

    stephen mi hai deluso! non sono riuscito a finirlo! ho lasciato le ultime 50 pagine! all'inizio mi affascinava l'idea, la storia, della povera ragazza che doveva riuscire a liberarsi, idee affascinanti sicuro, come solo stephen potrebbe inventare, ma..si è troppo lasciato prendere dalla penna scrivendo cose che non c'entravano, i soliti flash back kinghiani!potevi riuscirci anche qui stephen..ce l'avevi quasi fatta!!

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