Il gioco di Gerald

Stephen King

Traduttore: T. Dobner
Collana: Pickwick
Edizione: 2
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26/09/2013
Pagine: 374 p., Brossura
  • EAN: 9788868361051
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Recensioni dei clienti

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    Meer

    17/09/2017 16:20:16

    Ho appena terminato il libro, perciò posso dare un giudizio a mente fresca. Il novanta per cento dello scritto è una conversazione interiore della protagonista, Jessie, con le sue voci interiori. Per citarne qualcuna, Ruth, Brava Mogliettina, e Frugolino. Un incessante confronto tra loro per stabilire quante colpe avesse Jessie per quello che accadde durante l'eclisse e sul come ha deciso di impostare la sua vita dopo quel giorno. Sono rimasta leggermente delusa dalle ultime pagine, devo dire che avevo nutrito la speranza in un incontro "reale" fra Jessie e Ruth. Non è uno dei migliori libri di Stephen King, ma lo posso reputare carino. Tre stelle su cinque penso possano rappresentare un "ni".

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    furetto60

    30/07/2015 14:26:25

    Fruibile autonomamente ma collegato a Dolores Claiborne più del solo evento astronomico, l'eclissi di sole, oltre ad altri brevi accenni. I due romanzi, infatti, mostrano uno degli aspetti migliori dello scrittore del Maine ponendo in risalto la sua conoscenza, o voglia di conoscere, l'animo femminile. Protagonista del gioco di Gerald è una donna che rimane ammanettata ad un letto durante un giochino inscenato dal marito al quale sul più bello parte la pompa? La lotta per la sopravvivenza deve transitare per la liberazione da quella che appare una situazione impossibile. La soluzione è tanto geniale quanto agghiacciante e non è soltanto fisica. La donna, infatti, dovrà ripercorrere la propria vita e rivangare segreti nascosti che la legano, sia pur indirettamente, ad un'altra donna sconosciuta e vittima, la Claiborne appunto. Romanzo che potrebbe essere definito, per quanto siano scomode le etichettature, di stampo femminista, oltre che avvincente, introspettivo, crudo, a tratti onirico: il mito di King affonda le sue basi anche in quest'opera.

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    Silviez

    03/12/2014 23:44:48

    Questo è il primo libro che leggo di King e purtroppo non mi ha entusiasmata. Molto lento e sovente anche noioso. Non ho molto apprezzato il fatto che le voci nella testa di Jessie siano descritte come persone fisiche. Mi è piaciuto invece l'ambientazione, il senso di angoscia e la figura di Prince. Darò sicuramente un'altra occasione allo scrittore

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    valentina bufano

    03/11/2014 18:53:02

    Mi duole dargli un voto basso ma non sono riuscita a capire di cosa parlasse la trama un inizio pruriginoso, una storia di abusi forzata un finale che non c'è non gli metto 2 perchè è King e king scriverebbe dannatamente bene anche la lista della spesa

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    SfogliandoISogni

    16/09/2014 10:02:54

    "Il gioco di Gerald" è il primo romanzo che ho letto di questo famoso scrittore e non vedo l'ora di prenderne un secondo, un terzo, un quarto e così via.. Ho trovato il libro a tratti noioso, poco scorrevole ma l'accurata descrizione delle emozioni, situazioni hanno "salvato" il romanzo rendendolo una piacevole lettura, con un finale tale da farti sorridere una volta chiuso il libro. Libro a momenti crudo, e capace di tenerti con il fiato sospeso, ma ti porta anche a fermarti, per realizzare l'idea di quello che lo scrittore vuole trasmettere e talvolta a rileggere la frase appena letta, in quanto difficile da capire a prima vista.

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    Thinner5

    03/02/2014 00:05:12

    Uno dei tre libri sull'universo femminile scritti da King (insieme a Dolores Clayborne e Rose Madder). Nel complesso un ottimo romanzo, forse non dei più scorrevoli ma molto ben descritto. Una situazione da incubo nella sua grottesca banalità e stupidità; la libertà cui agogna Jessie va ben oltre quella delle manette. Forse non è troppo adatto per iniziare a leggere lo scrittore del Maine, ma a tutti gli altri lo consiglio decisamente!

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    A.M.

    05/08/2013 00:34:25

    Romanzo claustrofobico che vive di interiorità espletate dalle tante voci della coscienza di Jessie Burlingame, ammanettata al letto dal marito Gerald, per un gioco erotico non più eccitante sfociato in tragedia. Questa è la storia di una lunga analisi del proprio io, in grado di riesumare una vicenda nel cui ricordo la protagonista troverà la strada per la libertà. Una trama questa molto complessa e non facile da scrivere, dove gli accadimenti esterni hanno il compito di spezzare l'assedio del rimorso, del tormento e della sete? Ogni tipologia di lettore coglierà aspetti diversi di questo romanzo; il lato drammatico della vicenda, lo sfondo horror a cui danno vita il cane Prince e lo psicopatico necrofilo Joubert, il ritaglio soprannaturale, l'analisi interiore di una donna di mezza età ancora piacente nel fisico ma ferita nell'animo. Personalmente ho amato la voce con cui Stephen King ha animato il pensiero dell'ex Prince e ho trovato noiose quelle lunghe ed estenuanti descrizioni dei tentativi, messi in atto da Jessie Mahout, di svincolarsi dalle manette e soprattutto di afferrare quel maledetto bicchiere di acqua lasciato dall'abitudinario Gerald sul comodino? che fatica per la miseria! Dopo l'uscita di scena del cane, la scrittura perde mordente e la storia si trascina stancamente verso un epilogo che sembra piuttosto la trattazione della vita di Raymond Andrew Joubert in stile documentario, quasi una storia parallela a quella del racconto giusto per terminare il libro in qualche modo e dare un tocco macabro alla vicenda. Romanzo altalenante che vive di sprazzi interessanti e lunghe fasi piatte. Mediocre.

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    Dario

    07/03/2012 12:45:19

    Una donna resta ammanettata al letto, in una casa isolata, durante un gioco erotico finito male . Inizia così la sua lotta per la soppravvivenza contro la sfortuna che sembra accanirsi, contro un io interiore molto complesso e contro oscure presenze ... Il Re è meraviglioso, una fonte infinita di storie fantastiche. Pensate come può essere complicato scrivere quasi 400 pagine avendo a disposizione solo un personaggio in una stanza. Ebbene lui ci riesce senza sforzo apparente, con una fluidità di scrittura e uno stile inconfondibile: un fiume in piena di parole, immagini, emozioni, paure, dubbi, idee, modi di dire e tanto tanto altro. L'analisi psicologica della protagonista è perfetta, alcuni passaggi sono da brividi di paura pura. Buono anche il colpo di scena finale. Per chi ama King è un libro da non perdere anche se non il migliore. Il Re ha scritto anche di meglio. Concludendo, voto all'autore 5, voto al libro 3.

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    silvietta64

    17/07/2010 19:39:40

    Inizio promettente e ammiccante, 3/3 molto ripetitivi e lenti, finale ... senza botto. Non la miglior opera di King.

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    AMACE

    16/10/2007 11:05:21

    Un libro capace di tenere incollati alla lettura e di reggere alta la tensione con un' unica protagonista ed un' unica ambientazione (una donna incatenata ad un letto in un isolato cottage). Solo Stephen King poteva riuscire in un'impresa del genere. Orrore di introspezione psicologica, allucinazioni e quant'altro sia possibile in una tale situazione. assolutamente un grande Stephen King!

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    Jackal

    09/06/2006 19:55:28

    È un romanzo che fa parte di quella mezza dozzina di libri che Stephen king ha dedicato alle donne (vedi Carrie, Misery, Dolores Claiborne, Rose Madder), e che testimonia l’enorme talento dello scrittore del Maine nell’immedesimarsi nella psicologia femminile. In quest’opera la protagonista, Jessie, in seguito alla sua disavventura con il marito, rimane ammanettata al letto della sua casa sul lago, situata in una zona pressoché deserta. Tutto il libro si svolge nella camera da letto, segue gli sforzi della protagonista per riuscire a liberarsi dalla prigionia, e nello stesso tempo indaga i suoi pensieri, dà voce alle svariate sfaccettature della sua mente che la assediano per tutto il tempo, ci mostra il passato di Jessie, gli episodi che hanno caratterizzato la sua infanzia, il suo rapporto con i genitori. Contemporaneamente le ombre non sono soltanto nel passato e nella mente di Jessie, ma anche nella casa che credeva vuota. Infine si arriva alla rivelazione ultima, e qui King ci dà uno dei suoi finali più spiazzanti e sconcertanti. Davvero un gran bel libro, profondo, pieno di psicologia come nello stile di King, avvincente nonostante la mancanza d’azione (fa un po’ pensare alla trasposizione letteraria di quel film di Hitchcock che si svolge in una sola stanza).

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    daniele

    29/10/2005 20:39:39

    IL PEGGIORE LIBRO DI KING! DA UN IDEA MEDIOCRE E' NATO UN ROMANZO ANCORA PEGGIORE! IMPOSSIBILE AVERE IL CORAGGIO DI FINIRLO

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    giovanni

    28/10/2005 14:57:59

    dico solo che è il primo libro che ho letto del re (circa, vediamo, 14 anni fa) e da lì ho non mi sono più fermato.

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    LILYTH

    22/07/2005 12:44:53

    Sono concorde sul fatto che questo libro, non può essere certo menzionato come uno dei "bei" libri di King... Penso però che con come base, una donna ammanettata ad un letto, e senza cambi di scena, senza null'altro che questo, l'autore abbia tratto tutto ciò che poteva trarre dalla storia e anche di più. La trama è troppo sterile per fare di meglio...quando puoi riassumerla in 5 parole (UNA - DONNA - AMMANETTATA - AL - LETTO), non puoi pretendere che chiunque (anche un genio) possa fare qualcosa di decente, più di quanto abbia fatto king. Sarebbe stato un buon racconto, ma non certo un romanzo.

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    esahettr

    31/01/2005 19:04:00

    Se si fa eccezione x "On Wrutng", qst è il primo libro di Stephen King ke leggo: lo trovo fantastico. Il ritmo è alto, la suspense tanta, il colpo di scena finale imprevedibile. La cosa ke + mi piace di qst autore è il suo stile: riesce a farti ridere anke in momenti in cui sembrerebbe impossibile.

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    ANTONIO

    30/10/2004 10:32:23

    ESTENUANTE,INTERMINABILE,LENTO E NOIOSO.UNO DEI PEGGIORI KING.VERSO META'ROMANZO DA NOTARE IL RIFERIMENTO ALLA MITICA DOLORES CLAIBORNE.

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    Marcos

    20/11/2003 09:52:50

    Sicuramente unoi dei peggiori

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    Barbara

    26/06/2003 13:39:48

    Carina l'idea alla base del libro, ma effettivamente è uno dei romanzi piu' lenti di King. It o Le notti di Salem sono un'altra cosa!!

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    Romano De Marco

    24/06/2003 12:45:38

    E' il primo libro letto di Stephen King. E' stata una fatica davvero immane terminarlo... Lento, prevedibile, tutto basato su un presupposto iniziale che davvero non può valere da solo il prezzo dell'opera... E poi una interminabile, angosciosa (ma forse dovrei dire angosciante...) insopportabile autoanalisi alla scoperta di un trauma infantile subito dalla protagonista (accidenti che originalità!!...) E' il lettore che si ritrova incatenato, ma non perchè il libro riesca a far immedesimare nel personaggio, bensì perchè si ha la sgradevole sensazione che non finisca mai... E poi ci sono alcuni particolari che gridano davvero vendetta... l'espediente della cannuccia... quello del sangue... ma King davvero ritiene che tutti i suoi lettori siano dei cerebrolesi???

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    PAOLO

    30/11/2002 10:26:06

    Uno dei libri più "lenti" di King,perderlo non comporta alcun problema! King sa fare molto meglio

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