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Giornalismi nella rete. Per non essere sudditi di Facebook e Google - Michele Mezza - ebook

Giornalismi nella rete. Per non essere sudditi di Facebook e Google

Michele Mezza

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Editore: Donzelli
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 505,86 KB
Pagine della versione a stampa: XI-264 p.
  • EAN: 9788868436926
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Gaia la libraia

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Un libro scritto nel web per un giornalismo che è sempre più web. Costruito per mesi sul sito giornalisminellarete.donzelli.it con la collaborazione di decine di operatori dell’informazione e giovani studenti di Comunicazione, il nuovo libro di Michele Mezza acrobaticamente si cimenta in uno spericolato surfing fra le tempestose onde del mare giornalismo. Sarà Facebook l’edicola del mondo? Google automatizzerà le notizie? Il libro, integrando l’approccio radicale dell’autore con l’esperienza di un testimonial del sistema giornalistico italiano come Giulio Anselmi, già grande direttore di giornali e attualmente presidente del l’Ansa, propone elementi per orientarsi nel labirinto digitale azzardando risposte di fondo e proponendo approcci analitici per il nuovo che verrà. L’innovazione viene raccontata con il linguaggio dell’innovazione: filmati, link, testimonianze, visibili sulla carta con i QR code. Il ragionamento procede mostrando le esperienze concrete di grandi giornali, come la ristrutturazione del «Washington Post» o la digitalizzazione del «Guardian», e confrontandole con le strategie di alcuni dei più prestigiosi testimoni della professione – da Claudio Giua, direttore dello sviluppo e dell’innovazione del Gruppo L’Espresso, a Roberto Napoletano, direttore de «Il Sole 24 Ore» – e le dinamiche di realtà emergenti, come i nuovi portali di giornalismo investigativo, o i siti news gestiti da software. Il quadro finale è quello di un mestiere che, invece di raggrinzirsi, dilata le sue potenzialità fuori dai perimetri redazionali tradizionali, permeando gli aspetti più diversi dell’attività civile, amministrativa, culturale. Per questo il libro si conclude con il grido liberatorio: il giornalismo è morto, viva il giornalismo.
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