Recensioni I giorni e gli anni (20 giugno 1968-20 agosto 1968)

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    23/09/2017 08:57:22

    Quarto ed ultimo movimento di questa imprescindibile sinfonia poetica. Non posso che ricopiare un passo decisivo dell'opera e dedicarlo a chiunque legga e ami la vera letteratura. In esso c'è il seme e l'etica stessa della vita e al tempo stesso tutta l'instabile e romantica logica che agita un'esperienza artistica, un destino che sceglie di scolpire parole ed è scelto per donarle al cuore e all'esperienza del prossimo. Ecco qui: "Se la memoria potesse comprendere il passato nel modo in cui noi incaselliamo la realtà! Ma il reticolo a più piani di tempo terrestre e causalità, logica e cronologia che noi usiamo per pensare non dipende dal cervello, dove noi non facciamo altro che ripensare ciò che è stato. Il deposito della memoria non è fatto per riprodurre. Un impulso, una congruenza solo parziale, una cosa che non incastra nulla...e vengono fuori fatti, numeri, lingue straniere, gesti scorrelati. Dagli in pasto un odore di pece, di marcio, di fresco come portato dal vento e pregalo di scovare un contenuto per il vuoto che un tempo fu realtà, sensazione viva, fatto accaduto. La tua preghiera resterà inesaudita. Il blocco lascerà lacerti, schegge, spezzoni, filacci che andranno a ricoprire a caso l'immagine depredata e priva del suo contesto, calpesteranno le tracce della scena che si voleva ricostruire. E così siamo ciechi a occhi aperti. Quel pezzo di passato che ci appartiene, poiché c'eravamo, rimane nascosto dentro a un segreto impenetrabile alla formula di Alì Babà, inavvicinabile nel suo gesto di rifiuto, privo di parola e affascinante come un enorme gatto grigio dietro al vetro della finestra, visto da molto in basso come con occhi di bimba". Aggiungo solo la mia riconoscenza all'Editore per aver dato completezza a questa mastodontica e sublime creatura. Il tempo appagherà ogni sforzo, credetemi, non si esce indenni da tanta bellezza. Quindi mi accomiato in tutta fierezza dopo questo strepitoso viaggio senza pari in tutto il grande Novecento.

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    23/08/2016 14:18:42

    Un elogio particolare e un ringraziamento alla casa editrice L'orma che ha permesso di portare a termine la traduzione (lasciata incompleta al secondo volume da Feltrinelli) di quest'opera in quattro volumi, che è senz'altro da annoverare tra i grandi classici del Novecento. Complimenti anche ai traduttori: hanno fatto un ottimo lavoro. Il romanzo è molto lungo, vale però la pena di affrontarlo e immergersi nella vita e nei ricordi di Gesine. Spero che l'editore pubblichi anche le altre opere di Uwe Johnson, autore tanto grande quanto poco conosciuto in Italia. Leggetelo.

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