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Angela Terzani Staude

Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Anno edizione: 2006
Pagine: X-326 p. , Brossura
  • EAN: 9788830423770
Usato su Libraccio.it € 10,04

«Al Giappone non avevamo mai pensato perché in qualche modo era come fuori dell'Asia che c'interessava, ma, per poter prendere una decisione basata su dati concreti, andammo a passare due settimane a Tokyo. Tornammo scioccati. Pochi giorni ci erano bastati per capire che il Giappone non era certo un paese in cui uno sogna di vivere. Ci rendevamo però conto che il Giappone è anche un paese in cui sarebbe opportuno vivere perché quanto vi accade determinerà in qualche modo il nostro futuro e quello dei nostri figli.»
Frutto di cinque anni intensi di vita, lavoro ed esperienze, il diario giapponese di Angela Terzani Staude ci offre la straordinaria opportunità di osservare «dall'interno» i complessi meccanismi della società nipponica contemporanea, di tentare di scoprire cosa si nasconde sotto un'apparenza tanto affascinante quanto impenetrabile. I piccoli e grandi problemi della vita quotidiana si alternano ai momenti «ufficiali», i viaggi nei luoghi della natura e della storia alle frequentazioni di quelli del potere, in una sorta di avvincente vagabondaggio nello spazio e nel tempo, tra continue scoperte, incontri, visite, letture, felici intuizioni e riflessioni profonde. La cultura, l'organizzazione, la mentalità, il comportamento, tutto ciò che fa della società giapponese un modello di straordinaria efficienza, ma anche di inquietante desolazione, rivive in queste pagine che hanno la qualità rara di dischiuderci un mondo per molti aspetti ancora inesplorato.

Recensioni dei clienti

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    Labrys

    22/03/2010 22.15.39

    Altro che libro scevro da pregiudizi sul Giappone... qui se ne leggono a manciate, e che presunzione! Lo sconsiglio, come molti già hanno fatto. Io non sono riuscita ad andare oltre la metà, c'è decisamente di meglio da leggere, sia a livello di diaristica che di saggistica, se tanto vi interessa conoscere il Giappone, la sua cultura e le sue "verità". Consiglio ad esempio Antonietta Pastore e i già citati Tiziano Terzani (di cui la moglie sfrutta per bene il nome) e Fosco Maraini. P.S.= un appunto a sara: Ferro 3 è un film coreano.

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    Anna M

    18/06/2009 11.31.28

    A tratti interessante e a tratti noioso e ripetitivo. Non so se lo consiglierei, io ho faticato a finirlo perchè veramente alla fine mi sembrava di essere a scuola quando ti ripetono venti volte gli stessi concetti e te li servono e riservono in tutte le salse. Nulla a che vedere con lo stile narrativo del marito. Se volete leggere qualcosa anche sul Giappone leggete 'In Asia' di Terzani Tiziano.

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    nelli

    08/04/2008 09.24.54

    Un libro spietato, ma ritengo sia uno dei pochi che realmente racconti come sia davvero il Giappone. Sono stata in Giappone dopo averlo letto e confermo quanto raccontato dall'autrice. Penso che sia una lettura OBBLIGATORIA per chiunque voglia conoscere veramente la cultura giapponese. non quella degli stereotipi, quella dei manga o quella dei film. potrà non piacere (è un un po' lento) ma è un grande libro. che va oltre certi luoghi comuni. se volete conoscere veramente il Giappone leggetelo, se volete cercare di capirlo e non di fotografarlo leggetelo. se invece volete leggere storielline sul Giappone perchè siete cresciute fra manga a idol, lasciate perdere. vi farà arrabbiare.

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    Ornella

    03/07/2007 13.45.09

    Ho comprato il libro perchè sono appassionata del giappone e devo dire che ho fatto un clamoroso sbaglio! Soldi veramente buttati per questo libro in cui l'autrice ( che penso nulla abbia a che fare con il modo di scrivere e soprattutto di porsi verso altri paesi del marito Terzani) non tenta neanche di capire qusto paese nonostante tutti gli anni in cui vi ha vissuto. Si ferma alle apparenze, non si rende neanche conto che si contraddice in molte cose che scrive, proprio perchè il Giappone non lo ha compreso. Ve lo sconsiglio caldamente, Se vi appassiona l'argomento molto meglio i libri di Fosco Maraini.

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    sara

    16/06/2007 01.02.32

    Se cercate un libro per conoscere il Giappone tradizionele, questo NON fa per voi. Intanto è un diario e come tale va letto, a volte è un pò ripetitivo come sono ripetitive le vite delle persone, ma certo non ci si annoia nel leggerlo. Quello che scrive Angela Terzani tra gli anni '80 e '90 è perfettamente riconducibile a qual poco che si sa del Giappone di oggi; basta leggere qualche romanzo degli autori più conosciuti o vedere film anche tra i più popolari (Ferro 3- La casa vuota) per rendersi conto che la politica della globalizzazione sta avendo in quella cultura un effetto decisamente più devastante che in altre. Che questo esempio ci sia utile...

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    Pippomix

    25/04/2007 12.11.23

    Leggendo qto libro, invero molto datato, si apprendono tanti aneddoti curiosi e tanti usi e costumi sbalorditivi sul paese del Sol Levante ma francamente non si può non rimanere irritati per la presunzione ideologica e pseudomoralistica con cui l'autrice tenta di distruggere ogni immagine del Giappone stesso. Per conoscenza personale del luogo posso dire con una certa sicurezza che il Giappone, autentico mastodonte economico nonchè nano politico dei nostri tempi, non è la "vacuità fatta nazione" come la Staude afferma o quantomeno non lo è più delle altre nazioni del mondo. Occidente compreso. Il Giappone è una nazione che cresce, si modifica, cambia e pur conservando alcune peculiarità abbastanza singolari agli occhi di un europeo o di un occidentale in genere, come ovvio che sia, ha oramai sviluppato un'infinità di connotati moderni che non la distinguono troppo dal resto di qto mondo globalizzato. Forte senso della collettività, grande etica (indotta) del lavoro, rispetto per le istituzioni (in crisi) e una certa, strisciante, osservanza confuciana che lascia ancora le donne in un ruolo di subordinazione sociale rispetto all'uomo in quella che fondamentalmente rimane una società patriarcale ma come tante, del resto, ne esistono ancora nel mondo. Una società radicata ai cardini tradizionali che hanno fondato la sua società nei secoli a prescindere dai costumi che variano dentro di essa. E dunque: dobbiamo criticare il Giappone perchè è troppo uguale a noi, signora Staude, o perchè quando ci appare diverso lo è in un modo che a noi non piace? L'egoismo intellettuale col quale la Staude osserva il paese, insomma, è abbastanza becero e l'immagine che l'autrice dà del Giappone è fin troppo stilizzata e macchiettistica. In conclusione: voler massacrare il Giappone dandone un'immagine volutamente forzosa e grottesca potrà pure divertire ma fondamentalmente tradisce etica e sincerità. Scorretto.

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    Maunakea

    10/07/2006 13.13.25

    Non mi pare assolutamente una straordinaria opportunita'. Sono riuscita a finire questo libro solo perche' mi interessavano le descrizioni del giappone, di quello che la signora staude approva o non approva francamente ho cercato di sorvolare. Della scrittrice ho sinceramente una bassissima opinione, una persona che pure facendo una vita del genere che in tantissimi avremmo invidiato, anziche' cercare di capire un paese, osserva se il paese si adatta o meno ai suoi parametri di cosa sarebbe giusto o sbagliato per una societa'. Un libro scritto con tali paraocchi da risultare risibili. E' stata tanto tempo in giappone e francamente ritengo non lo abbia minimamente capito.

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