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Un giorno, altrove - Federico Roncoroni - copertina

Un giorno, altrove

Federico Roncoroni

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 24 settembre 2013
Pagine: 391 p., Rilegato
  • EAN: 9788804633426
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Un giorno, altrove

Federico Roncoroni

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Gaia la libraia

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Filippo è un intellettuale che ha deciso di vivere in splendido ritiro, lontano da tutti. Dopo aver girato il mondo per insegnare ed essere scampato a un gravissimo linfoma, si è rifugiato per lavorare ai suoi libri in una casa sul lago. In questa solitudine, interrotta solo da qualche incontro galante, è convinto di aver raggiunto un accettabile equilibrio. Perciò, non è senza sconcerto che un giorno riceve una mail da parte di Isabella, la sua Isa, con cui non ha rapporti da sette anni. Tanto è il tempo passato da quando lei lo ha lasciato in un letto di ospedale. Sconcerto, e anche gioia e speranza, sentimenti che si accavallano, visto che Isabella continua a scrivergli, anche se non lo fa per parlare di sé, ma, parrebbe, per avere risposte alle tante domande rimaste in sospeso. Nei cinque mesi che trascorre mandando mail al suo amore ritrovato e aspettando di poter leggere le sue risposte, Filippo ha finalmente l'occasione di raccontare a Isa ciò che ha vissuto senza di lei e di riavviare l'interrotto discorso amoroso. Isabella, invece, è reticente a parlare di sé. Evasiva al punto da risultare ambigua, si mostra animata da un'estrema suscettibilità riguardo alle allusioni di Filippo ai loro trascorsi erotici e da una forte curiosità per il modo dell'uomo di relazionarsi con se stesso. Filippo vive male le ambiguità della donna, ambiguità che il rapporto inevitabilmente epistolare accentua, e che troveranno una spiegazione, se non una soluzione, solo a fine partita.
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    MARIA NERINI

    01/10/2015 12:52:31

    E se il vero,ineludibile,protagonista del romanzo UN GIORNO ALTROVE di FEDERICO RONCORONI fosse il tempo? Scandito nella trama dalle date e ore precise delle e-mail che sostituiscono i classici capitoli, il reo tempo che passa domina il dipanarsi di una storia d' amore paradossalmente infinita. C'è un "prima",quello dell'amore vissuto in tutte le dimensioni umanamente possibili, bruscamente interrotto dalla malattia del narrante ( ma::perché?) ; c'è un " adesso",quello dell'amore rievocato e pur sempre vivo, della evocazione appassionata e passionale dei giorni,delle persone,del dolore, del magma spirituale che stanno lì, appena dietro l'angolo del presente; infine c'è un "poi" che ci è dato soltanto di immaginare perché così succede nella vita reale e perché nel romanzo il silenzio dopo la deflagrazione della bomba finale ci dice tutto di Isa. Eravamo in balia delle parole di Filippo Linati e ci siamo anche cullati nella loro ruvidezza o tenerezza o ironia o ferocia nello scandaglio che fa della propria anima, e poi Isabella Donati con il fare, con il l'aver taciuto, ci parla del "suo" amore. Che altro aggiungere? che ,come per tutte le storie belle e benissimo narrate, vorremmo che anche questa non finisse mai.

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    virginio

    27/11/2014 15:36:30

    Un libro bello, profondo, che ti fa meditare e tanto. E' un inno alla vita in tutte le sue sfaccettature. Ti invita a mai giudicare il Prossimo con facilità e leggerezza. Un mio piccolo suggerimeto: quando avete letto la meta del romanzo, saltate all'ultimo capitolo; riprenderete la lettura del libro con maggior profondità.

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    patrizia lello

    04/07/2014 19:14:24

    Una vita e un amore intenso. Una lingua colta che li racconta in modo spontaneo e appassionato. Un romanzo magistrale. Leggetelo

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    IsaLettrice

    30/04/2014 20:16:01

    Con rammarico ho salutato Filippo Linati - il quale, lo so, resterà indimenticato e indimenticabile - protagonista di UN GIORNO, ALTROVE (Mondadori), romanzo sensibile, colto, ironico. Un romanzo che lascia fluire il non detto con intelligente generosità (solo intelligente può essere la generosità vera), un romanzo che dopo fa sentire più soli ma più completi, un romanzo che si vorrebbe non avere ancora letto per poterlo cominciare ora, subito. Un romanzo che per me è stato immersione in una vita parallela, ingenerando una riflessione straziante e tenera (solo straziante può essere la tenerezza pura): avere amato rende più dolce la morte. Un mestissimo ciao a Filippo e alla sua Isa (Isaotta, IsaPudibonda, IsaPulzella, IsaCuriosa, Isangela, Isadiavola?); un appagatissimo grazie a Federico Roncoroni, il grandioso autore.

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    marta

    18/01/2014 14:36:21

    L'ho letto con piacere, ma qualcosa non mi torna. Da quando l'ho finito ci penso ma non riesco a trovare la risposta. è come se questo libro lo avessi già letto. Insomma, ho l'impressione che l'autore abbia pescato a grandi mani da qualche parte. So che un libro molto simile a questo l'ho già letto, riuscirei quasi a dire che deve essermi pure piaciuto parecchio. Però, accidenti, non ricordo di chi fosse. Ma non devo averlo letto più di cinque o sei anni fa. E questo dubbio mi impedisce di dare al libro un voto più alto. Se qualcuno riuscisse a capire a quale libro si è rifatto, me lo dica. Comunque un buon libro, ben scritto.

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    Giuseppe Iannozzi

    25/11/2013 12:32:11

    Un giorno, altrove (Mondadori) di Federico Roncoroni non è un semplice romanzo, è Letteratura, di quella con la "L" maiuscola. Un giorno, altrove merita il premio Strega senza né se né ma. Un giorno, altrove è "Letteratura", perché c'è una bella differenza fra un semplice romanzo e una storia che è destinata ad appartenere al nostro tempo storico per poi passare ai posteri. Una storia articolata, utilizzando un escamotage pericoloso e che solo un grande scrittore può permettersi: epistole che ricostruiscono il passato il presente e il futuro del protagonista, scrittore che da tempo, dopo la malattia sofferta e sconfitta, ha deciso di vivere in ritiro. Ma all'improvviso una e-mail, quella d'una vecchia fiamma. Rispondere? Perché? Lei gli ha fatto del male tanto tempo fa, lasciandolo a sé stesso. Per anni lui ha combattuto contro il ricordo di Isabella, un ricordo lacerante, forse più forte e terribile del linfoma che lo ha condotto sull'abisso della morte. E adesso Isa torna e vuol sapere con chi sta, se è felice, se vive e come vive. Con quale diritto?

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    patrizia

    18/11/2013 13:28:55

    Leggetelo, vi cattura l'anima. Un romanzo epistolare intenso la cui scrittura magistrale è cibo per la mente.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente
  Un'improvvisa e inaspettata mail di Isabella irrompe nella vita forzatamente tranquilla di Filippo. Rifugiatosi in una villa nel primo bacino del lago di Como circondata da un parco e adiacente all'acqua, Filippo vede di colpo frantumarsi quel precario equilibrio emotivo ed esistenziale che si è con fatica creato dopo essere scampato a un linfoma. Isabella è stata ed è l'amore della sua vita. I motivi di questa imprevista irruzione telematica della donna rimangono misteriosi e saranno svelati a lui e al lettore solo alla fine. Ma poca favilla gran fiamma seconda, e la passione dell'oggi non solo fa ripercorrere nella memoria e nella scrittura gli undici anni di amore, ma anche la passata vita brillante di Filippo, colui che era stato apprezzato docente, conteso conferenziere, stimato saggista e raffinato amante. Lo scambio epistolare è asimmetrico, non solo perché il lettore conosce le lettere della donna soltanto dalle citazioni e dalle reazioni dell'uomo, ma anche perché le mail di Isabella sono sintetiche, ambigue ed evasive, ora piene di domande ora limitate a epigrammatici commenti. Contro questa reticenza e soprattutto contro la suscettibilità della donna nei riguardi delle allusioni erotiche di un tempo, Filippo si ribella infervorandosi, ma accetta di stare al gioco che Isabella sottilmente guida. Rispondendo però alle curiosità dell'amata – curiosa di conoscere il lungo decorso postoperatorio dell'uomo, i dubbi e le certezze religiose, la dimensione spirituale – Filippo ricostruisce se stesso non solo riordinando il mosaico della sua intera esistenza fin anche dai primi anni di vita, ma soprattutto recuperando quello slancio vitale venato di bellezza, arte, musica e poesia che sembrava aver perso dopo la malattia. Nei cinque mesi di scambio epistolare, scanditi da 216 mail, Filippo ritrova uno sguardo sul mondo e sulle cose che pareva smarrito, il quale si traduce in un affettuoso se non lirico contatto con la natura circostante (fiori, piante, animali, e in particolare con la gattina Cleo che riannoda lo stretto legame uomo-felino dopo la scomparsa del gatto Micio Macio) e in una rinnovata e più simpatetica ricerca di rapporti umani (i personaggi minori che si muovono attorno al protagonista, dalla governante Anna, all'amico Fabrizio, alla misera Leni). Soprattutto, Filippo scopre un'inedita creatività e un afflato narrativo, tanto che – si deduce – oserà aprire la cartella Appunti 2 del suo computer, che è il romanzo in potenza o protoromanzo Un giorno, altrove. È il più bel dono di Isabella. L'ultimo dono del suo amore. Concepito come un romanzo epistolare, in rinnovata veste elettronica, Un giorno, altrove ha la struttura dell'Ortis (con lettere esclusivamente del protagonista maschile e con intervento finale di un personaggio che chiude la vicenda e svela il mistero), ma ricorda per certi versi anche il Solus ad solam di D'Annunzio, quel testo sul quale Filippo, mentre continua a scrivere mail all'amata, sta lavorando in vista di una rinnovata edizione esegetica. L'autore implicito non vuole velare la potente e marcata istanza autobiografica della storia, e infatti non esita a citare con precisione e a più riprese pubblicazioni di Federico Roncoroni e innesta nel romanzo squarci narrativi apparsi altrove (per esempio l'episodio dell'allucinazione del protagonista narrato nella mail 41 era già stato pubblicato qualche anno fa in un articolo del quotidiano comasco "La Provincia", cui lo scrittore collabora da anni). I conti poi tornano perfettamente se si accetta di abbassare di dodici anni l'età dell'autore implicito, così da ridurre a quindici anni di differenza l'età dei due protagonisti, visto che Isabella – come si ricava dal suo indirizzo di posta elettronica – è nata nel 1971, cento anni dopo (un caso?) la nascita di Giuseppina Mancini (la Giusini del romanzo epistolare dannunziano). La scrittura di Roncoroni, al suo primo romanzo, si contraddistingue per limpidezza ed efficacia in tutti i registri linguistici che si intrecciano nel testo. Le mail di Filippo non hanno nulla della nuova tipologia di scrittura che i linguisti hanno studiato e stanno studiando come umbrifero prefazio di ciò che sarà lo scrivere domani, ma sono raffinate lettere d'amore in cui i numerosi vocativi ed epiteti dell'amata si accompagnano a una lunghissima e raffinata serie di citazioni che spaziano dalla Bibbia e da Omero ai poeti contemporanei con una particolare predilezione per i nostri classici, da Dante a Petrarca, da Tasso a Manzoni, da Leopardi a Montale, cosicché il lettore non può non dilettarsi a far risuonare nella propria memoria i grandi autori della nostra letteratura sia quando gridano nella loro evidenza sia quando sussurrano dietro un sapiente riuso.   Donato Pirovano  
  • Federico Roncoroni Cover

    Saggista e viaggiatore, ha pubblicato vari testi sulla lingua italiana e su autori dell'Ottocento e del Novecento. Una laurea in filologia classica, una quindicina di anni di insegnamento nei licei, poi una carriera da «professore a distanza» come autore di libri di testo.Vive a lungo negli Stati Uniti, poi fa ritorno alla sua Como.Un giorno, altrove, dopo l'esordio narrativo con i racconti del Sillabario della memoria, è il suo primo romanzo. Approfondisci
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