Recensioni Il giorno della civetta

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    28/06/2019 21:27:40

    Ho deciso di comprare questo libro in seguito al mio esame di maturità, dove è capitato in analisi un passo in prosa di questo meraviglioso testo. Aldilà del punteggio massimo ottenuto (20/20), il brano mi ha profondamente colpito e pertanto ho deciso di acquistarlo. Sciascia è un grandissimo autore, un vero peccato non venga studiato a scuola. Questo testo è un capolavoro letterario a tutti gli effetti.

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    15/05/2019 16:08:51

    L'ho trovato interessante ma non molto scorrevole. Sfortunatamente non mi ha lasciato niente.

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    11/03/2019 21:52:45

    Romanzo giallo a carattere socioculturale

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    11/03/2019 16:11:20

    Capolavoro breve. Incredibilmente attuale.

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    11/03/2019 10:20:39

    Due omicidi e una sparizione sospetta. I colpevoli? Sicuramente non fanno parte di un'organizzazione mafiosa, perché la mafia non esiste... Definito "Il primo e il più grande fra i romanzi che raccontano la mafia", il libro comunica una necessità di conoscere la realtà, brutta o bella che sia. E lo fa in una maniera delicata ma pungente, sottesa e manifesta. Leonardo Sciascia in questo romanzo breve riesce a condensare la mentalità, la necessaria omertà, ma anche il linguaggio e gli usi di una delle regioni italiane che, ahinoi, raramente viene valorizzata per le sue bellezze; e questo perché incombe su di lei e sui suoi abitanti un carico immane, e un obbligo da rispettare per non morire: il silenzio. Il romanzo trae spunto dall'omicidio di Accursio Miraglia, un sindacalista comunista, avvenuto a Sciacca nel gennaio del 1947. Pur non trattando una tematica che mi attrae particolarmente, con la lettura di poche righe iniziali Sciascia mi ha catturata: una narrazione che, seppur i tagli apportati dal suo autore per non incorrere nell'eccessivo disappunto di molti, si dimostra scorrevole, infarcita di usi dialettali tipicamente siciliani, e leggera, pur trattando argomenti gravosi.

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    08/03/2019 11:01:04

    Ottimao romanzo, scritto molto bene. L'autore descrive sapientemente gli ambiente e nello stesso tempo e' riuscito a trasmettere i sentimenti e gli stati d'animo dei personaggi. Personaggi che, come precisa poi l'autore, di pura fantasia..........ma in realta descrive in modo minuzioso la mafia ed i suoi meccanismi di condizionamento su fatti e persone. Una dura e cruda realta che purtroppo ha condizionato ( e condiziona anche ora) la storia della nostra nazione. Un libro che ogni studente dovrebbe leggere ed io lo consiglio a tutti. Da notare che il libro e' uscito quando ancora in italia "qualcuno" credeva che la mafia fosse solo una pura invenzione dei giornalisti o qualche fazione politica.

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    06/03/2019 21:39:07

    Il giorno della civetta è il primo romanzo giallo pubblicato da Sciascia. Ci troviamo in un paesino nella periferia palermitana dove viene ucciso Salvatore Colasberna, un impresario edile. Contemporaneamente scompare Paolo Nicolosi. Il capitano Bellodi, giovane ufficiale dei carabinieri originario di Parma, affronta le indagini assieme al maresciallo Ferlisi. Il capitano riesce ad incastrare tre personaggi, di tre ceti sociali differenti, e anche di rango mafioso diverso, ma si scontrerà spesso con l'omertà dei compaesani, che condanna fortemente. Un romanzo scritto in maniera semplice e lineare, anche i dialoghi sono composti quasi sempre da brevi battute e il dialetto siciliano spiegato accuratamente e semplice da comprendere anche per chi non è siciliano; la lettura è infatti molto scorrevole e piacevole nonostante il tema trattato non sia dei più semplici. Forse oggi non colpisce più molto il tema poiché siamo abituati a fatti di cronaca simili, ma bisogna sempre contestualizzare e ricordare l'impatto che questo racconto ha avuto quando fu pubblicato.

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    06/03/2019 17:16:15

    bellissimo libro che fa riflettere

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    02/03/2019 18:59:22

    Il primo romanzo sulla mafia, in un periodo in cui si parlava di mafia per screditarne l'esistenza. Sciascia va oltre, non solo la mafia esiste, ma è un'organizzazione criminale in stretta correlazione con il mondo politico e imprenditoriale, non solo locale ma a livello centrale, i cui esponenti sono ministri e onorevoli del partito di governo. Il protagonista, il capitano dei carabinieri Bellodi, uomo del nord, emiliano ex partigiano, dovendo risolvere un omicidio commesso a S, in Sicilia, si ritroverà a dover affrontare una realtà fitta e complessa, labirintica e potente, e la sua inchiesta pertanto fallirà: tutto verrà messo a tacere dalla politica durante una sua licenza a Parma; eppure non si dà per vinto, decide di ritornare in Sicilia, "mi ci romperò la testa", concludono il capitano e il romanzo. Inutile dire dello sguardo profetico di Sciascia, che parla della mafia come di una realtà non solo siciliana, non solo economica e politica, ma anche come di un'onda che finirà per arrivare fino al nord, coinvolgendo tutta l'Italia. Affermazioni che lette all'epoca non potevano forse smuovere nel lettore tutto il peso che il nostro bel paese si porta addosso. Abbiamo insomma una critica anticipatoria di tutta la prima repubblica. E in più è interessante la struttura del romanzo, a due strati sovrapposti: da una parte i discorsi dei politici, dei mafiosi, dei collusi, gli stati d'animo e i contesti paesaggistici che rispecchiano tutta una tensione plumbea ed esistenziale; dall'altra il progresso dell'inchiesta, le strategie degli interrogatori, lo stato d'animo del capitano. Due visioni del mondo che lottano e si contrappongono, con una scrittura che se è oggettiva e in terza persona, dall'altra riesce a immergersi in queste due visoni contrapposte, a esprimerne lo spirito ribollente, in uno stile tra Calvino e Pirandello. Gran bel libro, breve ma denso e attualissimo.

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    26/02/2019 10:43:59

    Ritengo sia uno dei migliori lavori fatti dal buon Sciascia. Credo che tutti dovrebbero leggere quest'opera e riflettere.

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    18/01/2019 10:26:49

    Per me uno dei romanzi più belli fra quelli che trattano l'argomento "mafia". Sciascia è stato un grande autore del suo tempo e rileggerlo a distanza di anni mi ha dato le stesse emozioni. Che dire...è un libro che consigllio a tutti.

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    19/09/2018 20:19:46

    Libro di non semplice lettura ma mi é piaciuta molto la trama!!!

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    19/09/2018 15:27:32

    "Il giorno della civetta" è uno dei romanzi più importanti dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia e una fra le prime, se non la prima per eccellenza, grandi opere che ruotano attorno al delicato tema della mafia. La focalizzazione del romanzo è prevalentemente esterna, ossia l'autore si limita a presentare e a raccontare i fatti, non interagisce e non interviene nella vicenda narrata, inoltre sono inserite molte espressioni tipiche siciliane, spesso in dialetto che rendono, da una parte, il romanzo decisamente realistico e veritiero, ma, dall'altra, il linguaggio del romanzo non troppo accessibile. Per cui "Il giorno della civetta" è un romanzo indubbiamente impegnativo, la cui lettura non è facile ed immediata, tuttavia rimane pur sempre un'opera importantissima della letteratura italiana.

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    18/09/2018 13:03:37

    Tramite questo racconto Sciascia ha voluto per primo mettere in luce l'esistenza di questo fenomeno già ben noto a una parte degli italiani, ma di cui sia gli stessi cittadini, sia le autorità, sia i politici negavano l'esistenza. E' spaventosa l'attualità delle descrizioni, dell'omertà dei cittadini che, interrogati riguardo a un omicidio, fanno finta di non sapere nulla. E' un racconto che procede quasi stenografico, soffermandosi su poche vicende cardine senza approfondirle, come farebbe una cinepresa che riprende brevi scene una dopo l'altra, lasciando libera interpretazione. Ne emerge il carattere ambivalente della mafia, che per le persone comuni può rappresentare una minaccia, ma sorprendentemente anche una protezione, laddove le autorità erano poco presenti. Una lettura sicuramente interessante e significativa per la comprensione di questo fenomeno.

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    24/01/2018 11:16:11

    Non ho potuto fare a meno di pensare a Camilleri per la sicilianità che si respira, non tanto per l’uso del lessico quanto della sintassi, dei modi di dire dialettali, dei richiami alla lingua parlata. Quella di Sciascia è una lingua raffinata e di effetto. Tutto in un susseguirsi di descrizioni, azioni, dialoghi e riflessioni. Che cos’è la mafia e come combatterla questo libro ce lo svela con un racconto in cui mafiosi, politici e “uomini” emergono nella loro profonda essenza. Vuole essere un libro di denuncia strutturato come un poliziesco a cui manca il classico colpo di scena finale sostituito da un colpo di scena amaro ma non di sconfitta. “…Sapeva, lucidamente, di amare la Sicilia: e che ci sarebbe tornato”. Interessante perché sempre attuale e impegnativo: non tutto si coglie ad una veloce lettura. Merita senza dubbio una rilettura.

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    28/08/2017 20:15:49

    "Il giorno della civetta" è un romanzo breve di Leonardo Sciascia, al tempo stesso il suo primo romanzo e il suo libro più celebre. Tramite l'artificio narrativo, tra l'altro ispirato a un paio di personaggi realmente esistiti, spiega in modo magistrale che cos'è la mafia ed è quasi profetico nell'indicare come metterla in difficoltà. Dunque in questa recensione non aggiungo altro di mio e lascio parlare l'Autore, invitando tutti alla lettura del libro. "La famiglia è l'unico istituto veramente vivo nella coscienza del siciliano: ma vivo più come drammatico nodo contrattuale, giuridico, che come aggregato naturale e sentimentale. La famiglia è lo Stato del siciliano. Lo Stato, quello che per noi è lo Stato, è fuori: entità di fatto realizzata dalla forza; e impone le tasse, il servizio militare, la guerra, il carabiniere." (pp. 101-102) "Bisognerebbe, di colpo, piombare sulle banche; mettere mani esperte nelle contabilità, generalmente a doppio fondo, delle grandi e delle piccole aziende; revisionare i catasti (...) annusare intorno alle ville, le automobili fuori serie, le mogli, le amanti di certi funzionari: e confrontare quei segni di ricchezza agli stipendi, e tirarne il giusto senso. Soltanto così ad uomini come don Mariano comincerebbe a mancare il terreno sotto i piedi... In ogni altro paese del mondo, una evasione fiscale come quella che sto constatando sarebbe duramente punita". (p. 108) "Forse tutta l'Italia va diventando Sicilia... E sale (...) questa linea della palma (...) su su per l'Italia, ed è già oltre Roma". (pp. 125-126) "La mafia era, ed è (...) un "sistema" che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel "vuoto" dello Stato (...) ma "dentro" lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta." (p. 137) A Leonardo Sciascia (Racalmuto 1921 - Palermo 1989)

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    11/07/2017 13:44:05

    Alla popolarità del racconto di Sciascia ha contribuito sicuramente la versione cinematografica che Damiano Damiani ne ricavò nel 1968. Chi lo ha visto, difficilmente potrà leggere il libro senza immaginare il capitano Bellodi con la faccia di Franco Nero e "parrinieddu" con quella di Serge Reggiani. Qualche lettore, probabilmente non siciliano, ha lamentato la poca "sicilianità" del testo, citando per contrasto Camilleri. Ma qui c'è un equivoco. La sicilianità esibita nella prosa camilleriana non è meno potente nel racconto di Sciascia, nelle allusioni, nei costrutti sintattici, nell'atmosfera che vi si respira. E' una Sicilia che non esiste più nelle forme rappresentate dall'autore, ma non ha perduto un grammo del suo valore etico e letterario.

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    29/12/2016 18:14:19

    É uno dei romanzi più famosi di Sciascia nonché uno dei primi a trattare il tema della mafia, come segnala nell'appendice in fondo al libro. É piuttosto corto (impegnandosi si può leggere in giornata) ma ricco di significato. Attraverso la narrazione delle "avventure" di un comandante dei carabibieri che provava in tutti i modi a incastrare qualche boss mafioso, si può capire come funziona la mafia e la cultura che gira attorno ad essa.. Sono rimasto un po deluso perché mi aspettavo più espressione della "sicilianitá" (mafia a parte) però per quello c'è sempre Camilleri!

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    19/07/2015 16:15:54

    saro' breve: è talmente attuale da fare impallidire i politici che ci hanno governato dal 1948 ad oggi.

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    12/12/2014 19:22:02

    naturalmente lo consiglio: scorrevole, chiaro e coinciso. con alcuni esempi, in pochissime parole spiega con perfezione e chiarezza cosa sia la mafia.

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    13/11/2014 15:29:25

    Capolavoro del giallo italiano, ma anche un libro drammatico e a tratti commovente per la dimensione inconsapevolmente e inutilmente eroica del protagonista. Testo sempre attuale in Italia, e questo ci fa pensare. Scritto benissimo, essenziale, asciutto, non si perde mai in ridondanze e divagazioni. Non disdegna l'ironia. Il film omonimo non rende assolutamente la bellezza del libro, che consiglio di leggere integralmente.

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    08/09/2014 14:31:59

    Un imprenditore edile si rifiuta di fare affari secondo i dettami della mafia e viene assassinato in una pubblica piazza mentre sta per salire su un autobus. Nello stesso giorno, un agricoltore esce di casa e scompare. Nessuno nella piazza, i passeggeri, l'autista e il controllore dell'autobus, nessuno ha visto niente. Quell'agricoltore abita sulla via da cui è fuggito l'assassino, e forse l'ha visto in faccia. Queste sono le premesse con le quali il capitano Bellodi comincia le sue indagini. Fra informazioni veritiere di un confidente che, in genere, fa l'informatore per campare senza rivelare informazioni scomode alla gente che conta e la testimonianza della moglie dell'agricoltore, il capitano Bellodi ricostruisce l'omicidio e individua l'assassino e i mandanti. Poi tutto svanisce come una bolla di sapone. In questo racconto del 1960, Sciascia mette in risalto la Mafia e i suoi legami con i collusi delle istituzioni per mostrare quanto le verità scomode vengano spesso sminuite fino a negarne l'esistenza. Sciascia scrive con uno stile asciutto, quasi didascalico, per mostrare i due punti di vista da cui si tende a guardare la Mafia, lasciando al lettore il compito di discernere la linea sfocata che li separa e sul filo della quale criminali e collusi camminano. La storia è composta da frammenti, dei fermo-immagine che ritraggono scene di un intrico per molti tratti sconosciuto, quindi vanno considerati con molta attenzione. Il libro non è di lettura immediata, ma di certo merita.

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    24/03/2014 16:24:20

    Massimo Carlotto durante la presentazione del suo ultimo libro disse che Il giorno della civetta è il primo grande poliziesco italiano, il primo che affronta il tema della criminalità organizzata. Ed è vero, salvo che è lo stesso Sciascia che avverte il lettore, prima e dopo, di averci messo poco a scrivere il libro, ma quasi un anno a sfoltirlo, a sottrarre alla narrazione nomi, dettagli, qualunque riferimento ad intoccabili e/o personaggi di spicco della mafia, ma soprattutto della politica. Mafia che non esiste, come affermano moltissimi personaggi della storia, non essendo altro che una stupida "invenzione dei social comunisti". Un omicidio, un'indagine, un giovane commissario di Parma che è convinto di trovare il bandolo della matassa, un informatore che "canta" un po' troppo chiaramente, un altro omicidio, lo sviluppo dell'indagine, un arresto, un altro arresto, una confessione, una ritrattazione, riunioni a piani alti, la costruzione di alibi da parte di insospettabili. Questa, sostanzialmente, la storia, perché potrebbe essere stato ucciso chiunque, in quella Sicilia lì degli anni 50/60 e la trama sarebbe stata la stessa. La narrazione è veloce, scarna, senza fronzoli, e parte dal basso della vita contadina di un non meglio identificato paesino dell'entroterra siculo, per approdare, dopo tutta una serie di vicende investigative senza speranza, sulla sommità del Parlamento, con una descrizione esilarante della seduta straordinaria (che se non sbaglio si è tenuta realmente) per la soluzione del "problema Sicilia" che, come oggi accade, finisce in rissa senza che il punto venga minimamente affrontato. Mi è piaciuto, molto, ma chi sono io per dare un voto a Sciascia?

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    21/08/2013 21:00:09

    la storia di base e' una storia affascinante, e' la nostra storia....ma il libro l'ho trovato noioso.mi dispiace, l'ha letto anche mio figlio che ha tredici anni...a lui e' piaciuto moltissimo...per cui e' proprio un fatto molto soggettivo....BUONA LETTURA

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    20/01/2013 09:36:57

    La Sicilia é "altro", é una particolarità assoluta e Sciascia lascia che la natura di questa particolarità ispiri l'arte della sua narrazione. La scena iniziale con la "raggera di fuga" dei passeggeri ed il tocco finale del panellaro "Perché, hanno sparato ?" sono la sintesi artistica dell'animo isolano. Anche se non si parlasse mai di mafia, la capacità di esprimere certi modi di essere e di ragionare é un dono prezioso che lo scrittore ci ha regalato.

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    03/07/2012 16:24:38

    Bellissimo libro che ho apprezzato dall' inizio fino alla fine a tal punto da volerlo rileggere una seconda volta.D'estate poi lo si apprezza molto di piu' sotto l' ombrellone. Molto bello anche l' altro suo libro "Una storia semplice"

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    16/06/2012 17:35:01

    Questo libro ha deluso le mie aspettative. Ne avevo studiato alcuni brani alle medie e mi sembrava scritto in maniera fluida, ma oggi, leggendolo nel suo insieme, non mi ha appassionato(i personaggi sono appena abbozzati, senza spessore psicologico). Lo stesso Sciascia, nella Nota prima dell'Appendice, ammette che ha dovuto tagliare alcune parti del libro per evitare imputazioni di oltraggio e vilipendio. Questa limitatezza si percepisce una volta terminato il libro, come se fosse menomato. Se si vuol leggere un bel libro di Sciascia, consiglio l'Affaire Moro, che risulta molto scorrevole.

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    11/01/2012 12:32:55

    Un breve 'giallo' per descrivere un tema italiano di fondamentale importanza. Della mafia è stato detto tanto perciò io passo per non essere banale e ripetitivo. Del libro posso dire che è stata una bella sorpresa; ricordo che era uno dei titoli che venivano assegnati durante le vancanze scolastiche da professori speranzosi di vedere i propri alunni interessati a qualcosa di serio come la letteratura. So che se l'avessi letto 15 anni fa ( ai tempi delle scuole superiori ) non l'avrei apprezzato, l'avrei trovato difficile, poco scorrevole e a tratti noioso. Oggi invece lo trovo scritto benissimo con uno stile impegnativo ma godibilissimo se si pone la giusta attenzione durante la lettura; perfettamente bilanciato nei suoi ingredienti: ambientazioni, personaggi, storia. Insomma un piccolo gioiello.

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    31/07/2011 21:13:56

    Un romanzo essenziale ma pieno di significato. Sciascia, da siciliano verace, riproduce l'ambiente della sua isola al meglio. Mirabilmente tratteggiati sono anche i rapporti umani tra i personaggi, fino alla rappresentazione del fare mafioso con allusioni più che con descrizioni vere e proprie. Una lettura che non può certo mancare, anche se lo stile di Sciascia risulta spesso faticoso, con molti stilemi del parlato dialettale siciliano e non proprio fluido.

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    19/10/2010 17:26:05

    Che gran libro, ho appena finito di rileggerlo dopo qualche anno, ed è ancora più bello di come lo ricordassi. I personaggi essenziali, manovrati da un ambiente invincibile, e poi quel fantastico finale imploso, che fa sentire fisicamente al lettore il taglio che separa l'Italia europea e l'Italia del Sud.

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