Il giorno della civetta

Leonardo Sciascia

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Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 10
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 febbraio 2002
Pagine: 137 p.
  • EAN: 9788845916755

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Classica (prima del 1945)

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Di questo romanzo breve sulla mafia, apparso per la prima volta nel 1961, ha scritto Leonardo Sciascia: "... ho impiegato addirittura un anno, da un'estate all'altra, per far più corto questo racconto. Ma il risultato cui questo mio lavoro di 'cavare' voleva giungere era rivolto più che a dare misura, essenzialità e ritmo, al racconto, a parare le eventuali e possibili intolleranze di coloro che dalla mia rappresentazione potessero ritenersi, più o meno direttamente, colpiti. Perché in Italia, si sa, non si può scherzare né coi santi né coi fanti: e figuriamoci se, invece che scherzare, si vuole fare sul serio".
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    Fluspiral

    28/11/2020 16:04:55

    Un classico della letteratura italiana. Un romanzo che, al contrario di quello che spesso succede, non è stato "ispirato da", ma "ha ispirato" una generazione di uomini che hanno impegnato la loro vita nella lotta alla mafia.

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    Anna

    22/11/2020 00:05:44

    “La mafia insomma altro non è che una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta. Il giorno della civetta, in effetti, non è che un “per esempio” di questa definizione. Cioè l’ho scritto, allora, con questa intenzione. Ma forse è anche un buon racconto” Queste parole chiudono l’appendice de “Il giorno della civetta” ed esprimono tutta la grandezza di Sciascia, uno scrittore che definisce se stesso “scrittore soltanto per il fatto che mi trovo a scrivere”. Egli affronta per la prima volta in un romanzo il tema “mafia” e lo fa in modo spaventosamente attuale; molto indubbiamente è stato fatto, ma tanto resta da fare. Un racconto essenzialmente vivo, a tratti crudo, a tratti ironico, che scava nelle profondità della Sicilia, nel suo dialetto, nei suoi lati oscuri e, nel finale, nella sua bellezza che resta immancabilmente nel cuore di chi c’è stato e l’ha vissuta.

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    Anna

    22/11/2020 00:05:17

    “La mafia insomma altro non è che una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta. Il giorno della civetta, in effetti, non è che un “per esempio” di questa definizione. Cioè l’ho scritto, allora, con questa intenzione. Ma forse è anche un buon racconto” Queste parole chiudono l’appendice de “Il giorno della civetta” ed esprimono tutta la grandezza di Sciascia, uno scrittore che definisce se stesso “scrittore soltanto per il fatto che mi trovo a scrivere”. Egli affronta per la prima volta in un romanzo il tema “mafia” e lo fa in modo spaventosamente attuale; molto indubbiamente è stato fatto, ma tanto resta da fare. Un racconto essenzialmente vivo, a tratti crudo, a tratti ironico, che scava nelle profondità della Sicilia, nel suo dialetto, nei suoi lati oscuri e, nel finale, nella sua bellezza che resta immancabilmente nel cuore di chi c’è stato e l’ha vissuta.

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    alex

    27/10/2020 11:02:06

    Un libro da leggere assolutamente. Rende bene l'idea della Sicilia di quegli anni agli occhi di un forestiero.

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    Claudia

    26/10/2020 07:44:49

    Pur consapevole dell'importanza di questo breve romanzo nella storia della letteratura italiana non sono riuscita ad apprezzarlo appieno. Ho trovato un pò ostico lo stile di scrittura - anche questa scelta voluta e motivata da parte dell'autore - lontano dalle mie corde. La reputo comunque una lettura meritevole di essere fatta.

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    Alefer

    19/10/2020 19:40:49

    Due giorni, non di più, per un bel racconto che ci fa innamorare della Sicilia nello stesso modo in cui se ne innamora il capitano Bellodi. Forse, più che amore si tratta di un'ossessione per una terra che si può definire solo come incredibile. Sciascia confeziona un racconto che svela gli angoli più segreti del volto della mafia, in un periodo in cui si negava persino la sua esistenza. Indimenticabile la distinzione tra uomini, mezzuomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà che diventerà un archetipo del linguaggio comune. Bello, da non perdere. Proseguo nel mio personale viaggio su Sciascia leggendo la strega e il capitano (non dimenticate di guardare anche i film tratti dai racconti di questo splendido Scrittore)

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    L

    04/10/2020 13:58:59

    Una lettura doverosa. Mi dispiace di aver scoperto tardi questo scrittore. Piano piano lo sto recuperando. Leggete assolutamente questo libro. Per chi ha dato meno di cinque stelle, seppur apparentemente breve, questo libro ha bisogno di tempo, di una lettura attenta e viva! Questo libro parla di noi.

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    marcolaudati

    04/10/2020 12:16:36

    una denuncia sulla sicilia del Novecento, libro che dovrebbe essere fatto leggere a scuola,

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    Ambra

    30/09/2020 13:27:59

    Un libro breve che vale la pena di leggere. La scrittura di Sciascia è straordinaria, la trama ben articolata, sempre attuale.

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    Luca

    28/09/2020 10:55:38

    Breve, intenso, scritto magistralmente.

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    booksinmymind70

    13/08/2020 11:45:38

    Questo libro mi è stato dato da leggere per scuola e mi ci sono affacciata con delle aspettative bassissime per cui poi mi sono dovuta ricredere. La scrittura di Sciascia, nonostante sia un libro datato 1960 e quindi si ci aspetta una qualche complessità, risulta gradevole e scorrevole. È caratterizzata da molti dialoghi, quindi da lì viene delineato il carattere del personaggio. Inoltre l’ambientazione è la Sicilia, la mia terra, in un contesto storico in cui è la mafia che fa da padrone, tra sotterfugi, segreti e bugie che questa implica. I siciliani riluttanti sull’esistenza di quest’ultima mi ha fatto molto ragionare: per i siciliani la loro terra è sacra e pura, credono che tutto ciò che viene fatto sia per questione di dignità e rispetto, non capivano la linea che separava la dignità dall’illegalità. È un libricino breve, quindi se potete dateci una possibilità.

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    Pippo

    04/08/2020 09:30:49

    Già nei primi anni Sessanta un maestro siciliano tesseva la tela di omertà, odio, inciuci, corruzione che avvolge la Sicilia e anche l'Italia. La narrazione è adattabile e ai giorni nostri, scorrevole, cinica. Sciascia ne Il giorno della civetta disegna qualcosa che è sotto gli occhi di tutti da troppo tempo, qualcosa di scomodo forse, ma qualcosa che dovrebbe farci riflettere sul mondo che ci circonda, aprendo i nostri occhi, riscoprendo quel pizzico di coraggio e senso di giustizia che abbiamo perduto.

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    GIULY

    28/06/2020 23:04:40

    Capisco che sia Sciascia e non il primo che passa, però sì... ho dato due stelle. Probabilmente mi sono affacciata a questa sponda della letteratura un po' troppo veloce, con troppo entusiasmo (?), e anche immatura per apprezzare lo stile dello scrittore. Mea culpa. (si scrive così?.. vabe) Comunque, a chi piace leggere di amfia molto velata, quasi nemmeno espressa (molto interessante, però... adesso che ci penso. Questo libro tratta di mafia, ma non si accenna minimamente il suo nome. Che sia una frecciatina all'omertà che la oscura sempre? Probabile... aggiungo una stella. Ok, fatto) Dicevo se vi piace questo genere e il fatto che tali storie (questa come altre dell'autore) non abbiano una vera e propria fine, ma che siano appunto aperte, perché mai concluse (sempre per via di mafia e di omertà) allora questo è il vostro libro, ma soprattutto, questo è il vostro scrittore! Per ora dico che personalmente non è la mia "cup of tea".

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    GIULY

    28/06/2020 23:04:17

    Capisco che sia Sciascia e non il primo che passa, però sì... ho dato due stelle. Probabilmente mi sono affacciata a questa sponda della letteratura un po' troppo veloce, con troppo entusiasmo (?), e anche immatura per apprezzare lo stile dello scrittore. Mea culpa. (si scrive così?.. vabe) Comunque, a chi piace leggere di amfia molto velata, quasi nemmeno espressa (molto interessante, però... adesso che ci penso. Questo libro tratta di mafia, ma non si accenna minimamente il suo nome. Che sia una frecciatina all'omertà che la oscura sempre? Probabile... aggiungo una stella. Ok, fatto) Dicevo se vi piace questo genere e il fatto che tali storie (questa come altre dell'autore) non abbiano una vera e propria fine, ma che siano appunto aperte, perché mai concluse (sempre per via di mafia e di omertà) allora questo è il vostro libro, ma soprattutto, questo è il vostro scrittore! Per ora dico che personalmente non è la mia "cup of tea".

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    Nastikata

    22/05/2020 08:35:04

    Scritto quasi sessant'anni fa, risulta, purtroppo, ancora attualissimo. Mi è piaciuto molto lo stile, secondo me, raffinato e ironico.

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    Vick

    17/05/2020 21:17:34

    Bella storia di Sciascia che adopera un linguaggio a volte un po' antiquato, ma a tratti poetico. La figura del commissario Bellodi è ben delineata e ancora più incisiva e memorabile rispetto a quella che il film omonimo ci ha lasciato. La considerazione che fa il mafioso, durante il bel dialogo con il commissario, sui cinque tipi di uomini esistenti al mondo, è rimasta nella storia. Da leggere.

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    vale

    17/05/2020 15:11:11

    bellissimo classico italiano che tutti dovrebbero leggere.

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    olga

    17/05/2020 15:10:52

    bellissimo classico italiano che tutti dovrebbero leggere.

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    Salvo

    16/05/2020 14:50:19

    Ottimo testo come tutti i libri di Sciascia, superbo conoscitore della realtà siciliana... "La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c'è più né sole né luna, c'è la verità". Dopo Il giorno della civetta consiglio la lettura di "Una storia semplice", grande capolavoro forse ancora migliore, più scorrevole, più conciso, più incisivo.

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    MiaWallace

    16/05/2020 08:24:28

    Nonostante sia stato pubblicato nel 1961 offre delle tematiche assolutamente attuali (purtroppo, aggiungerei). Sciascia mostra per la prima volta la mafia, dimostra nelle sue pagine che è un problema che esiste davvero, che non è frutto di fantasia, anche se tutti sembrano fingere il contrario. L'autore, traendo spunto da un fatto di cronaca, ci offre uno spaccato di Sicilia, del desiderio di giustizia, dell'impossibilità di ottenerla ma soprattutto della volontà e della determinazione che caratterizzano il capitano Bellodi nel perseguirla; il tutto condito dalla grandezza della prosa di Sciascia che riesce sempre ad incantarci. Fatevi un regalo e leggete Sciascia.

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    Scrittore e uomo politico italiano. Esordisce sotto il segno di una prosa poetica (Favole della dittatura, 1950; La Sicilia, il suo cuore, 1952) che lascia però presto il passo ad una vena che si rivelerà per lui più feconda. A dire dello stesso Sciascia, la sua cifra più autentica affonda infatti le radici in «una materia saggistica che assume i modi del racconto». Questa direzione è subito evidente fin da Le parrocchie di Regalpetra (1956) e Gli zii di Sicilia (1958), che mostrano come gli spunti di cronaca isolana si sappiano fare pretesto e cornice per indagare sul costume sociale e le sue degenerazioni.Esempi ancor più compiuti in tal senso saranno Il giorno della civetta (1961) e A ciascuno il suo (1966), che affrontano il tema... Approfondisci
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