Categorie

Martino Gozzi

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2009
Pagine: 238 p. , Brossura
  • EAN: 9788807017742

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    claudio

    28/08/2012 16.24.30

    Esco dal coro! Un libro gradevole e ben scritto.

  • User Icon

    Parloschi

    03/12/2009 18.04.43

    La prova che anche la "infallibile" Feltrinelli puó prendere abbagli mostruosi. Libro piatto, noioso e banale, senz´anima.

  • User Icon

    alex

    07/10/2009 12.43.41

    Un libro così banale ma così banale che è sorprendente come Feltrinelli glielo abbia pubblicato...

  • User Icon

    Fab

    03/09/2009 17.58.34

    I gusti sono gusti, ok. Ma davvero sfido chiunque ad apprezzare questo romanzo. Tratto in inganno dalla piacevole copertina e dall'interessante sinossi, mi sono ritrovato a leggere un romanzo privo di senso, inutile, senza una trama accettabile, senza uno stile definibile, con dialoghi pretestuosi e fondamentalmente vuoti.

  • User Icon

    Chiarastami

    29/05/2009 20.58.19

    Pulito e ordinato, certo. Ma anche banale e piatto.

  • User Icon

    Loris

    11/05/2009 15.47.08

    Amo i romanzi di formazione e sono stato intrigato da questa declinazione ‘tennistica’ di Gozzi. A quanto vedo, le buone recensioni giornalistiche si accompagnano a stroncature stizzite nei blog. Trovo che il romanzo sia fluido e di piacevole lettura, pur non essendo privo di difetti. Gozzi riempie il racconto di citazioni letterarie, musicali e cinematografiche, quasi a fornire un elenco (fin troppo esaustivo) delle coordinate culturali in cui inquadrare la crescita del suo protagonista. La trama in se’ e’ flebile e non particolarmente originale, fino ad un finale che definire aperto e’ un eufemismo. A dispetto di questo, Emiliano e’ riuscito a conquistarsi uno spazio nella mia memoria letteraria. I dubbi della vita e dell’amore sono affrontati senza alcun senso del tragico, ma evitando la trappola della superficialita’. I genitori, per una volta, sono un modello positivo da cui trarre ispirazione. L’amata Bianca (figura che, come scritto da altri, pare uscita da un film di Tim Burton) incarna una fanciullezza che unisce spontaneita’ e romanticismi crepuscolari. Camilla fornisce invece un modello di femminilita’ piu’ matura e intraprendente, figlia di una stimolante NY che si contrappone alla placida provincia ferrarese. Emilano si trova tra due mondi, geografici e affettivi, combattuto tra ragione e istinto, ancora incapace di prevedere i ‘colpi’ della vita. Pare soggiacere alla casualita’ degli eventi, ma riesce a guardarsi dentro e a maturare una decisione. Quale, il lettore puo’ solo intuirlo o immaginarlo.

  • User Icon

    Pierluigi

    08/05/2009 17.22.55

    D'accordo, qualche pagina è scritta bene. Ma basta questo per fare un romanzo? Le storie che si intrecciano sono banali e per nulla interessanti. La gran parte del libro si svolge in un'accademia di tennis e di tennis non si parla quasi per niente, a parte quelle notazioni che sembrano recuperate da internet in un pomeriggio. Oltre a leggere London e Camus non insegnavano agli alunni a migliorare dritti e volée? Le ultime pagine, quelle del Natale a Torino, sono di una noia sconfortante. Una volta arrivato a quell'aborto di finale non sai se ringraziare Dio che la pena sia finita o maledirti per aver cominciato la lettura...

  • User Icon

    angelo

    30/04/2009 10.38.35

    Non si capisce qual è la storia. L'amicizia con Nuke? Il tradimento? Le famiglie che si dissolvono? Il viaggio negli USA? Il ritorno? Non c'è un tema che tenga su il racconto. Mi sembra un racconto di 50 pagine dilatato per farne un romanzo. Quindi, a un certo punto, si affloscia. Delle ultime pagine, con l'inevitabile nonna-angelo, leggevo una riga qua e là. Deludente.

  • User Icon

    rabbiaestile

    08/04/2009 11.54.13

    ..ecco..ci risiamo..o forse è meglio dire finalmente..uno del 1981 che alla sua seconda (!!) prova letteraria pubblica simil romanzo è manna per la letteratura moderna italiana..e visto che il best seller, che non significa per forza qualità, dell'anno scorso è stato "la solitudine dei numeri primi"..sfido chiunque a leggere e far leggere questo "giovani promesse" per poi ragionare serenamente e vedere da che parte stà realmente la grande prova d'autore..l'argomento portante di questo scritto non è il tennis, lo sport..ma ancora una volta la formazione adolescienziale di un ragazzo..e di tutto quello che gli gira attorno..famiglia, amici,luoghi, rapporti e pensieri..colmo di citazioni letterarie e musicali assolutamente originali e pertinenti..scritto in maniera limpida, delicata, mai fuori luogo..di una statura letteraria che fa spavento per essere opera di un ventottenne..spererei diventasse il best seller della stagione ma purtroppo certe cose sono imponderabili..mi piacerebbe allora che quei lettori da un libro all'anno che determinano la classifica di vendita si imbattessero in una vicenda, una storia così..perfettamente..semplice, dolce ed avvincente..

Vedi tutte le 9 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione